26 gennaio 2000
I Bambini di Satana per la seconda volta dichiarati innocenti con la massima forma d'assoluzione: perchè il fatto non sussiste. Nulla è mai accaduto quindi, nessun sacrificio umano, nessuna violenza carnale su una ragazza ed un bimbo di due anni, nessuna tomba profanata, nessun cadavere violato, niente sostanze stupefacenti, nulla di nulla. Tutto il castello accusatorio del P.M. Lucia Musti è crollato, continuando a devastarsi. In primo grado l'assoluzione, era il 1997 ed i principali imputati, tre ragazzi satanisti due dei quali detenuti in cella d'isolamento da tredici mesi nel carcere bolognese della Dozza, vengono prosciolti da ogni accusa. Oltre l'interminabile carcerazione preventiva anche un'infinita campagna di linciaggio stampa, giorno per giorno, supportata dalle dechiarazioni dello stesso P.M. Lucia Musti, da "esperti" del GRIS (gruppo ricerca sette gestito dalla Curia) come il prof. Michele Del Re ed il prof. Giuseppe Ferrari (presidente dello stesso organo ecclesiastico). Nonostante mai avesse avuto una sola prova Lucia Musti impugna la sentenza e chiede alla Procura della Repubblica l'appello all'assoluzione. Viene fissato il 20 gennaio 2000, composto da tre udienze il secondo grado si conclude il 26 dello stesso mese con la conferma dell'assoluzione perchè il fatto non sussiste. Per ben due volte il Tribunale, le infinite indagini delle forze dell'ordine, non hanno trovato alcun riscontro all'allarme "sette sataniche" lanciato dal GRIS e dalla stessa Curia. Hanno anzi dimostrato, ennesimamente, che i sacrifici umani, gli abusi sessuali sui minori, l'omertà, la violenza non sono che macchinazioni isteriche poste in essere da organi della Curia atte alla manipolazione politica ed ideologica degli individui, create ad hoc per impaurire e tenere lontana la gente dalle culture alternative.
Nessun tribunale avrebbe assolto dei satanisti se in mano agli inquirenti vi fosse stata una sola minima prova. Questo deve fare riflettere.
Nel mirino non ci sono solo dei "ragazzotti un po' alternativi"
c'è la libertà di pensiero di ogni cittadino.
Nell'articolo: Lucia Musti e gli occhi di Marco Dimitri:
Beh, l'ha persa tutta!