AA.
VV.
Back Pages
Storia di un libro
maledetto:
"Lasciate che i
bimbi" di Luther Blissett
no
(c) dicembre 2001
Indice
0.
Antefatto, o meglio, Epilogo
1. Chi ha
incastrato chi ha incastrato i Bambini di Satana
2. Esce il
libro
3. Aldo
Busi, altri abusi e noi
4. Lucia
M***** fa partire la causa civile
5. Parte la
campagna d'informazione
6. Fuoco
incrociato su Luther Blissett!
7. Ancora
censura a Bologna
8. Gli
squatters, Castelvecchi e noi
9. I maghi
marxisti contro Othelma
10. Il
marchese esce di scena
11. La
"superteste" ritorna come pornodiva
12. L'atto
di difesa dell'avvocato Franco Bambini
13. Il TPO
di Bologna scatena le ire della M****
14. M****
non demorde: l'invenzione di nuovi "pentiti"
15. Dimitri
& Co. assolti anche in appello
16. Roma:
Il libro ri-preso di mira dai "cacciatori di pedofili"
17: Marco
Dimitri: cronologia della persecuzione 1989-1999
18.
Epilogo, o meglio, Antefatto
Appendice:
Lasciate che i bimbi 2 - la vendetta
1.
Antefatto, o meglio:
Epilogo
"La
Repubblica"-Bologna, 11 dicembre 2001:
Lucia Musti
batte Luther Blissett
Luther Blissett dovrà risarcire il pubblico ministero
Lucia Musti e il libro "Lasciate che i bimbi" dovrà essere distrutto.
È una vittoria secca quella ottenuta dal magistrato che coordinò le indagini
sui Bambini di Satana sul "nome collettivo" che firmò il testo. Il
Tribunale civile le ha dato ragione su tutti i fronti dichiarando che due
capitoli, "Bambini di Satana, anatomia di una montatura" e "Il
caso Dimitri è chiuso" del libro edito da Castelvecchi e diffuso via
Internet "sono lesivi della sua reputazione". La sentenza prevede
dunque la condanna della società editrice "al ritiro dal commercio e alla
distruzione delle copie" del libro "presenti in librerie o presso la
sede". Se la Castelvecchi vorrà continuare la pubblicazione, potrà farlo a
patto di eliminare i due paragrafi incriminati. Gli stessi paragrafi dovranno
essere eliminati dal sito Internet. Un'altra società, la Cybercore, dovrà cancellare
da un altro sito di una parte di un articolo che riprende l'argomento, dal
titolo: "La verità è elettrica e si diffonde, si diffonde, si
diffonde". Le società condannate dovranno anche pubblicare la sentenza per
estratto sui quotidiani. Alla dottoressa Musti è stato riconosciuto un danno di
ottanta milioni di lire (407.601,77 euro). Il suo avvocato Nicola Alessandri,
che l'ha difesa insieme a Guido Magnisi, ha dichiarato che è stato raggiunto
l'obiettivo principale della causa, "l'accertamento del contenuto
diffamatorio di alcune dichiarazioni nel libro di Luther Blissett".
L'avvocato Franco Bambini che difendeva il firmatario del contratto, Roberto
Bui, ritiene che sarà impugnata la sentenza. Bui afferma che le richieste di
Musti "sono state molto ridimensionate. Il libro è presente in tanti altri
siti web ed è inestirpabile".
-§-
"Il Resto
del Carlino" dello stesso giorno:
Ottanta
milioni al pm Lucia Musti
diffamata
da "Lasciate che i bimbi"
Quel libro targato Luther Blissett ha
diffamato il magistrato Lucia Musti e va ritirato dal mercato. Cosi' ha deciso
il tribunale civile di Bologna, Terza sezione, dell'opera intitolata
"Lasciate che i bimbi - Pedofilia: un pretesto per la caccia alle streghe",
edito da Castelvecchi Editoria e comunicazione srl, pubblicato nell'ottobre del
'97 e diffuso anche via Internet dalla societa' 2008 Comunicazione sas. Il
libro, che prende spunto dal processo alla setta di Marco Dimitri, i 'Bambini
di Satana', e' stato dichiarato lesivo dell'immagine del pm bolognese, nella
pagina di alcuni capitoli addirittura definito un magistrato
"intollerante, mentalmente instabile", praticamente "il braccio
armato della santa inquisizione" e per giunta con "manie di
protagonismo". Il Tribunale ha condannato l'editore e le altre parti
querelate da Lucia Musti al pagamento di ottanta milioni di lire come
risarcimento danni, al pagamento delle spese processuali e legali, al ritiro
del libro (che potra' essere pubblicato previa eliminazione dei capitoli
incriminati) e alla pubblicazione della sentenza di condanna.
"L'obiettivo principale - hanno
detto i legali del pm, Guido Magnisi e Nicola Alessandri - e' stato raggiunto,
cosi' come e' stato ampiamente dimostrato il contenuto diffamatorio e lesivo
della professionalita' della dottoressa Musti. Quanto al risarcimento (erano
stati chiesti 450 milioni, ndr), la quantificazione appare in linea con quanto
e' ormai il consolidato orientamento nella giurisprudenza in questa materia.
Orientamento che purtroppo non riesce a trovare, a differenza di altri paesi,
parametri adeguati al ristoro effettivo dei danni all'immagine e
professionalita', oltre che morali piu' ampi, che simili episodi creano a
coloro che subiscono aggressioni di questo tipo".
1
Chi ha incastrato chi ha
incastrato i Bambini di Satana
"Quest'inchiesta è per certi versi
più difficile di quella sui fratelli Savi, più delicata di quella contro la
'Quinta mafia'. Là c'erano dei delinquenti, degli assassini... ma qui stiamo
scoprendo cose altrettanto orrende [...] la criminalità dei satanisti non è
troppo differente da quella mafiosa".
Lucia Musti, "Il Resto del
Carlino", 10 giugno 1996
Bologna 1996.
La Procura fa arrestare e sbattere alla Dozza alcuni membri dell'associazione
culturale neo-pagana "Bambini di Satana Corporation", compreso il
fondatore Marco Dimitri, personaggio molto conosciuto negli ambienti
underground bolognesi, gia' ospire in diversi talk show televisivi.
Fin dalla loro
nascita i Bambini di Satana hanno subito numerose provocazioni da parte di
forze dell'ordine e autorità ecclesiastiche, ma stavolta la situazione è più
grave: le imputazioni sono di ratto a fini di libidine e violenza carnale, a
cui si aggiungeranno in un secondo tempo quelle di violenza sui minori,
violazione di sepolcro e profanazione di cadavere. Addirittura, la Procura di
Bologna avvierà un filone d'indagine su presunti sacrifici umani.
Nonostante i
media locali e nazionali sposino immediatamente le tesi della Procura, il
teorema che ha portato Dimitri & C. in galera si basa interamente sulle
testimonianze confuse, inverosimili, farneticanti di una
pseudo-"pentita" dei BdS, minorenne ex-fidanzata di uno degli
imputati, persona gravemente disturbata. A queste si aggiungono i pareri
"tecnici" di tre esorcisti (!), le pressioni della Curia di Bologna
tramite il famigerato GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione sulle Sette) e la
presunta testimonianza di un bimbo di nemmeno tre anni, figlio di una psicologa
cattolica in contatto col GRIS. Una vicenda da Santa Inquisizione, costruita
sulla cultura del sospetto, sul dispregio della presunzione d'innocenza, sulla
morale sessuofobica e sull'intolleranza religiosa. Grazie alla stretta affinità
di vedute tra il Resto del Carlino e la dott.ssa Lucia Musti, sostituto
procuratore e titolare dell'inchiesta, gli imputati vengono demonizzati,
costantemente calunniati in prima pagina, collegati a un inesistente network di
"pedofili", distrutti. La loro carcerazione preventiva durerà più di
un anno, tra tentativi di suicidio e violenze di vario genere.
["Che cos'è il caso 'Lasciate che i
bimbi'", da: Quaderni rossi di Luther Blissett, n.3 Bologna,
gennaio 1999]
-§-
Nel febbraio
del 1997 “l’Osservatore Romano” pubblicava una serie di sei articoli sotto la
dicitura di Sette e culti satanici. La rubrica era gestita dal Gris “su
interessamento della Congregazione per la Dottrina della Fede”, ovvero del
Cardinale Ratzinger. Un mentore di prim’ordine. Vale la pena prenderla in
considerazione, per due motivi. Innanzi tutto per via dell’altolocata
sponsorizzazione e per il tipo di medium su cui la troviamo (l’organo di stampa
dello Stato Pontificio). Ma soprattutto perché si tratta di un brillante
esempio del metodo argomentativo dei propagandisti anti-sette: una tecnica
facilmente smascherabile, ma non per questo poco efficace. [...]
Il quarto
articolo (8/2/1997) portava il titolo di Aspetti legali e giuridici del
satanismo, a firma di Lucia Musti, Sostituto Procuratore della Repubblica
presso il Tribunale di Bologna.
La dottoressa
Musti ci informa che la setta - satanica e non - è spesso e volentieri, per sua
stessa costituzione, ricettacolo di illegalità e fenomeni criminosi, che vanno
dalla truffa ai danni della credulità popolare, all’estorsione, fino a delitti
anche più gravi.
<<Il
riflesso antigiuridico della setta si esplica, per lo più, attraverso alcune
fattispecie di reato che, per summa divisio, potremmo ripartire tra
reati di natura patrimoniale, delitti di natura sessuale e, comunque, attinenti
la sfera della libertà della persona; reati contro la pietà dei
defunti.>>
A proposito
dei crimini a sfondo sessuale, vale a dire i fantomatici abusi sessuali durante
riti satanici con vergini e bambini, l’autrice dell’articolo entra nel
dettaglio, sfoggiando un’apparente cognizione di causa:
<<Vittime
di simili azioni sono per lo più donne, molto spesso poste in stato di
incapacità di intendere e di volere mediante assunzione di bevande adulterate
ovvero di sostanze stupefacenti, oppure minori, anche in tenera età. Questi
ultimi rivestono, nel rito satanico, una loro peculiarità, nel senso che
l’inflizione di una pratica dolorosa ad un bambino, per definizione puro e
vicino a Dio, significa provocare sofferenza a Dio medesimo e, dunque, piacere
a Satana.>>
Meglio di un
film splatter degli anni ’70.
Nel mondo
anglosassone i reati a cui fa riferimento la dottoressa Musti sono raccolti
sotto l’etichetta di “Satanic Ritual Abuse”. Solo che le ricerche condotte in
Inghilterra, in Olanda e negli Stati Uniti da parte degli uffici giudiziari o
di apposite commissioni statali sono giunte alla conclusione che essi
semplicemente... non esistono. Si tratta di un parto della fantasia
popolare, leggende metropolitane né più né meno vere di quelle sugli zingari
che rapiscono i bambini per rivenderli, o del tale che si è svegliato in un
fosso tutto bagnato e gli mancava un rene.
La prima
indagine specifica sull’abuso rituale satanico è stata condotta dallo stato
della Virginia nel 1991. Risultato: non è stato scoperto nulla.
Nel 1994 i
governi olandese e britannico commissionavano indagini e ricerche sul medesimo
argomento ottenendo lo stesso dato. Per quanto riguarda il Regno Unito il
risultato parla da sé: su 84 presunti casi di abuso rituale satanico, segnalati
tra il 1988 e il 1991, solo tre presentavano elementi vagamente ritualistici,
ma non si trattava né di satanismo né di stregoneria (cfr. L. Blissett, Lasciate
che i bimbi. Pedofilia: un pretesto per la caccia alle streghe). In quell’occasione
il ministro della sanità britannico dichiarava:
<<Ho
commissionato questa indagine per mettere le cose in chiaro sugli abusi rituali
e distinguere i fatti da ogni fantasia che li circonda. Finora si erano
condotti pochi studi su un argomento tanto delicato, che per molti anni è stato
oggetto di speculazioni e paure. Spero che con la pubblicazione di questo
rapporto si possa iniziare a sbrogliare la matassa dei presunti abusi rituali
satanici. (Ibidem).>>
Più di recente, uno studio del governo
federale degli Stati Uniti si è basato sulle segnalazioni di 10.000 tra
psichiatri, assistenti sociali, stazioni di polizia, procure distrettuali, ecc.
Hanno scoperto solo un caso probabile di abuso rituale satanico.
Si potrebbe
obbiettare che gli Stati Uniti e l’Inghilterra non sono l’Italia. E allora
andiamo a leggere cosa dice il Rapporto del Ministero degli Interni a
proposito dei reati connessi all’attività delle sètte, in particolare di quelle
sataniche:
<<Sotto
questo profilo, bisogna rivelare che attualmente in Italia non risultano
formalmente contestati delitti di sorta a nessun movimento religioso o magico.
Alcune
iniziative giudiziarie a carico di compagini sataniste si sono concluse con
l’assoluzione di tutti gli imputati, mentre altre sono ancora in corso di
definizione.
Anche l’ultima
e più volte citata sentenza pronunciata dalla Cassazione nel procedimento (non
ancora concluso) che vede coinvolta la Chiesa di Scientology, accusata di costituire una vera e propria
“associazione per delinquere”, è decisamente favorevole alla setta.>>
E allora di
cosa diavolo (è il caso di dirlo!) stiamo parlando?
Di niente. Di
aria fritta. Non ci sono elementi concreti, non si sa da dove questi esperti
del “settore” attingano le informazioni che li rendono così sicuri delle
proprie affermazioni. Anzi, le ricerche precedenti vanno tutte nel senso
inverso al pericolo che le sètte potrebbero rappresentare in termini di atti
criminali, ma i sedicenti esperti si guardano bene dal fornire questi dati.
Certo ci sono stati
casi eclatanti di suicidi collettivi, intere sette pseudo-apocalittiche che si
sono autoestinte, ma non in Italia e comunque non si capisce quale grave
impatto sociale possa avere l’autonegazione di alcune decine di invasati per
essere trasformata in un’emergenza epocale .
E tuttavia
Musti insiste:
<<Sebbene
in Italia non si siano verificate manifestazioni preoccupanti, quali suicidi di
massa di adepti, tuttavia il fenomeno delle sette riveste una notevole
pericolosità sia per gli effetti deleteri che produce negli aderenti, sia per i
reati che fisiologicamente conseguono all’esplicazione dell’attività della
setta stessa.>>
Eccoci al
dunque. Le sètte sataniche sarebbero pericolose fisiologicamente. Non si
hanno elementi concreti per affermarlo, ma lo si afferma lo stesso e anzi ci si
permette di consigliare alle autorità legislative di deliberare in materia.
E poiché il
magistrato afferma che “nell’ambito delle indagini sul satanismo, si può constatare
una vera e propria omertà, analoga a quella riscontrabile nei reati di
ambientazione mafiosa”, il suggerimento che ne consegue va nel senso
dell’eventuale estensione delle leggi speciali anti-mafia anche al fenomeno del
satanismo:
<<Quella
forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di
assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, frase mutuata
dall’enunciato dell’art. 416 bis del Codice Penale (associazione di tipo
mafioso), sembra ben coniugarsi anche per il satanismo, laddove si pensi alle
condizioni particolari in cui versano gli adepti, strumento nelle mani dei
satanisti, e alle quali sopra si è fatto cenno.>>
Fermiamoci
qui, ora che le posizioni sono chiare.
[Luther
Blissett Project, Nemici dello Stato. Criminali, "mostri" e leggi
speciali nella società di controllo, Derive Approdi, Roma 1999, cap. 10]
-§-
Nel giugno
1997, il processo si conclude con l'assoluzione di tutti gli imputati perché
"il fatto non sussiste". Non è successo niente di niente. Lucia Musti
assiste impotente allo sgretolarsi dell'inchiesta che l'ha portata alla ribalta
mediatica. I giudici depositano la sentenza: 800 pagine in cui il teorema
dell'accusa viene letteralmente disintegrato, la super-teste Elisabetta Dozza
viene definita "inattendibile" e le sue testimonianze
"inverosimili".
Senza nulla
togliere al collegio di difesa, a cui va il merito di questa vittoria, un ruolo
importante nello sputtanamento della Pubblica Accusa lo ha giocato la colonna
bolognese del Luther Blissett Project. Poco dopo gli arresti, il LBP lancia una
campagna di controinformazione, denuncia il ruolo del GRIS, alternando beffe
mediatiche, investigazioni private e una meticolosa decostruzione delle veline
di Lucia Musti. Soprattutto, il LBP inserisce l'intera vicenda nel suo contesto
naturale, quello dell'euro-paranoia censoria e oscurantista sulla
"pedofilia", scoppiata dopo le note vicende belghe e sfruttata dai
reazionari di tutto il continente per far approvare in fretta e furia leggi
liberticide.
Grazie
all'impegno di Blissett, alcuni organi d'informazione locali (su tutti L'Unità
e La Repubblica) vengono spinti a cambiare opinione sull'inchiesta, e iniziano
a criticare l'operato di Lucia Musti.
["Che
cos'è il caso 'Lasciate che i bimbi'", cit., passim]
2
Esce il libro
"'I media vi hanno scoperto.
L’Occhio del Male è sopra di voi, ma non possono fare nulla per sopprimere la
vostra libertà di parola. E visto che probabilmente continueranno a controllare
a controllare la vostra attività e propaganda, rendete pubbliche queste parole:
ciò li renderà davvero furiosi'. Questo è il testo comparso ieri su ‘Pedophile
Liberation Front’, il sito, basato in Texas ma accessibile a tutti gli utenti
di Internet, del sedicente Fronte di Liberazione Pedofili. La firma è di Luther
Blisset [sic], il personaggio immaginario che accompagna il fenomeno
Internet dalla sua prima comparsa in Italia [...]"
“Corriere della sera”, 9/12/1997, I
pedofili: ci hanno scoperti / Su Internet l’arroganza dei maniaci che attaccano
giornali e Tv, art. non firmato
Tutta la
storia, dall'arresto all'assoluzione passando per la controinchiesta, è
raccontata nel primo capitolo dell'instant-book di Luther Blissett Lasciate
che i bimbi. "Pedofilia": un pretesto per la caccia alle streghe (Castelvecchi,
Roma, 1997).
Nel libro
viene spiegato come, a partire dal 1996, l'isteria forcaiola di massa su
"pedofilia" e pornografia infantile abbia "arricchito" la
"cultura del sospetto" con elementi di panico morale, omofobia e
sessuofobia. La nuova emergenza riempie le galere di adulti accusati di
inenarrabili nefandezze, contro i quali vi è solo la parola - spesso confusa,
talvolta estorta dagli inquirenti o dagli psicologi, addirittura proferita in
malafede- di un/a bambino/a, quasi mai appartenente allo stesso nucleo
familiare (quando invece, stando almeno a dati del Tribunale per i minorenni di
Roma, il 91% dei condannati per abusi sui minori sono genitori o comunque
familiari delle vittime).
Uno dei
bersagli preferiti di questa campagna pretestuosa è Internet, supremo capro
espiatorio a cui si vorrebbe imporre la censura (nascosta da denominazioni
ipocrite come "autoregolamentazione della rete", "content
rating" etc.) [...]
Lasciate
che i bimbi
esce nell'autunno 1997, proprio nei giorni del caso di Silvestro Dalle Cave, il
bimbo di Cicciano massacrato da uno dei tanti gruppi di "compagni di
merende" che popolano la provincia italiana e che certo non navigano su
Internet. La voglia di linciaggio e gli inviti alla castrazione non consentono
alcun dubbio e impediscono la riflessione. Addirittura, si sospetta che uno
degli arrestati per l'assassinio di Silvestro, Andrea Allocca, sia stato ucciso
a botte dalle guardie del carcere di Poggioreale. Il paese piomba nella
barbarie giustizialista.
Per settimane,
mesi, il LBP difende una trincea avanzatissima, presentando il libro in centri
sociali e circoli gay di tutta la penisola mentre in Parlamento passa una legge
allucinante sulla "pornografia minorile", che coniuga formulazioni
vaghe a pene pesantissime [...]
Nel frattempo,
altri iniziano a esprimere dubbi, a scrivere "J'accuse" e fare
controinchieste.
["Che
cos'è il caso 'Lasciate che i bimbi'", cit., passim]
-§-
da "Zero in condotta", quindicinale
bolognese, venerdì 21 novembre 1997, pag. 9
Lasciate
che i bimbi vengano a Luther
di Rudi Ghedini
Scegliere una tesi impopolare consente
una certa dose di originalità, più o meno tollerata dal senso comune, che ha
pur sempre bisogno di definirsi anche in negativo. Ma scegliere una tesi
estrema, com'è quella definita dal sottotitolo - Pedofilia: un pretesto per la
caccia alle streghe - significa esporsi all'intolleranza. Pura e semplice. La
tesi di Luther Blissett, uno dei tanti Luther nella logica del nome multiplo, appena
pubblicata da Castelvecchi (lire 18.000), pare fatta apposta per suscitare
scandalo, esecrazione, fastidio, disgusto. Non fosse altro perché espone sul
banco degli imputati proprio i costruttori dell'opinione pubblica - giornali e
tivù -, che con la faccia e le parole di circostanza, sulla caccia al pedofilo
hanno infilato una quantità di idiozie.
Luther affastella citazioni, le mischia,
imprime un suo motivato ordine alla psicosi esplosa dopo le confessioni del
mostro di Marcinelle, quando il Belgio è diventato una specie di bosco oscuro
di Biancaneve, di grotta di Polifemo, e peggio ancora. L'approccio di Luther,
prima ancora che garantista, è pregiudizialmente ostile al fanatismo della
guerra santa, non si stanca di affermare la distinzione fra stupratori di
minorenni e pedofili (amanti dei fanciulli), per quanto il confine della
violenza sia dato dalla debolezza del soggetto: i bambini. Ma la vera
debolezza, sostiene il perfido Luther, starebbe altrove, nell'istituzione
familiare, "pilastro della morale cristiana e della società
capitalistica", e perciò condannata ad una fine traumatica, legata com'è a
doppio filo (o nodo scorsoio) alle sorti declinanti del lavoro salariato.
Rimettendo in ordine gli appunti, Luther
riprende vari testi già apparsi su Zero in condotta, a proposito dei cosiddetti
Bambini di Satana. La vicenda bolognese, conclusasi com'è noto con
l'assoluzione degli imputati, ha proceduto per oltre un anno sulla linea
retorico-giudiziaria dell'equivalenza fra satanisti e pedofili. Equivalenza che
qualcuno, inascoltato, negava: Luther riproduce la lunga lettera che ci venne
spedita da William Andraghetti, pedofilo dichiarato e già condannato a 4 anni
di carcere, con la sua disperata convinzione per cui "per alcune categorie
di imputati, ieri la banda dei pedofili e oggi la banda dei satanisti, non ci
sarà mai vera giustizia e nessuna tutela". Troppo mostri, troppo
repellenti, troppo 'sporcaccioni' per meritarla. Riletti oggi, certi articoli
apparsi sulle cronache bolognesi del Resto del Carlino, spingono verso soglie
impensabili il comune senso del ridicolo. Lo stesso Luther, nel [commentare il]
ritardo con cui si dedicò alla vicenda, ammette: "sottovalutiamo la
portata della montatura contro Dimitri, che consideriamo nulla più che un mentecatto,
un parente metallaro di Otelma e del Mago di Arcella".
La tecnica lutherana non è la classica
controinformazione, "il cercare di ristabilire la verità. Al contrario,
vuole "spingere le cose al limite fare della logica propria del sistema
l'arma assoluta. Omeopatia mediatica", la chiama. Depista, diffonde voci
assurde, prove false, mitomania a puntate: gli spacciatori di indignazione ci
cascano sempre.
Gli abusi sessuali sui minori erano già
stati indagati negli Stati Uniti (paese anticipatore per definizione),
verificando psicosi infondate, una sindrome isterica (False Memory Syndrome)
nella quale i bambini venivano di fatto istruiti a mentire e strumentalizzati:
la vera e propria *circonvenzione di minori* era fatta da psicologi e
inquirenti, che volevano sentirsi dire ciò che già stava nelle loro teorie.
Quando il meccanismo repressivo può avviarsi, il vero obiettivo, secondo
Luther, non è circoscritto ai fatti specifici, "sono in realtà tutte le
libertà sessuali e individuali". Una tesi che chi leggerà questo libro
troverà convincente, o almeno disturbante. Mentre si fa strada la teoria della
castrazione chimica dei pervertiti, Luther cita Le Monde Diplomatique"
"perché non riaffermare che ogni desiderio è morboso e destinato alla
terapia quando non è definito in anticipo dalla norma sociale?". Il
lettore resterà libero di trovare abbietto il mercato delle pornocassette, o
del turismo sessuale; forse continuerà a disprezzare la pedofilia tout court;
ma sarà almeno spinto a distinguere i fenomeni e a porsi la classica domanda
('A chi giova?') di fronte all'imponente rilievo assunto dai presunti reati
contro i minori. Che ci sia qualcosa che non torna lo dimostrano proprio i dati
nordamericani, dove quasi il 90% dei processi si è concluso con la completa
assoluzione degli imputati: e non si parla di poche decine di persone, ma di 2
milioni in meno di dieci anni. Il lettore sarà pure spinto a dubitare dell'efficacia
della recente Legge "contro la prostituzione e la pornografia
minorile", approvata a larghissima maggioranza, quella che prevede, come
ha fatto notare Lietta Tornabuoni sulla Stampa, che pure il possesso, in casa
propria, di una foto o di una videocassetta, più o meno porno, può essere
punito penalmente. La periferica Bologna è stata il mediocrissimo set di una
puntata di X-Files, o di Millennium se preferite. Questo giornale ha sostenuto
e diffuso la campagna garantista contro il giudizio sommario di colpevolezza
già attribuito ai satanisti. Senza avere nessuna simpatia per i satanisti,
com'è ovvio. Consapevoli di quanto la presunzione di innocenza sia più
difficile, e tanto più necessaria, quando l'oggetto del reato è così
sovraccarico d'isteria e di orrore. Continuiamo a chiederlo con le stesse
parole: "E' possibile essere garantisti, quando gli imputati si chiamano
Bambini di Satana?".
§
Da
"Repubblica" di lunedì 1 dicembre 1997:
Pedofilia
attenti agli isterismi
Il nuovo Luther Blissett
di Bernardino Campello
Luther Blissett è il massimo esperto di
beffe massmediatiche. Ma non poteva certo immaginare che questo suo libro
provocatorio e difficile (Lasciate che i bimbi, Castelvecchi pagg. 175, lire
18.000) sarebbe arrivato in libreria proprio a ridosso dell'omicidio di
Silvestro Delle Cave. Così il volume, che ha come tema proprio la pedofilia, è
un salutare antidoto all'isteria collettiva che, dopo un caso così grave ed
evidente, ha preso l'intero universo della comunicazione. Nel paese che ha visto
la sconvolgente vicenda di Lanfranco Schillaci (un padre accusato ingiustamente
di un terribile abuso sulla figlia e "condannato" da una stampa
colpevolista) libri di questo genere vanno meditati con molta attenzione.
Un dato è riportato con dovizia di
particolari nel testo: chi si ricorda di Marco Dimitri, leader della setta dei
bambini di Satana, arrestato il 1 gennaio 1996, tenuto in carcere per oltre un
anno prima di un procedimento dove verrà processato con l'accusa di violenza
carnale e con quella, molto più infamante, di aver costretto un bambino di tre
anni a un rituale satanico? Probabilmente in pochi. E ancora meno persone sanno
che dopo questo accanimento "giudiziario" Dimitri è uscito assolto
dalle accuse. Il libro mette a confronto questo caso con ciò che è avvenuto
negli Stati Uniti negli ultimi quindici anni. Dove satanismo e pedofilia,
secondo un copione che a Bologna si è ripetuto, vanno ormai da anni di pari
passo. Una vicenda per tutte. California 1983; Ray Buckey, 25 anni, assistente
part time in una scuola, viene accusato da una signora di trent'anni di aver
molestato suo figlio. Nonostante l'assenza di prove, Ray viene arrestato e
sottoposto a un processo da Guinness dei primati: sei anni, quindici milioni di
dollari spesi, una martellante campagna per estorcere false confessioni ai
bambini (una molestia reale) con il risultato di un'assoluzione da ben 52 capi
d'accusa. E ancora, i ciarlatani che hanno creato la Recovered Memory Therapy,
una terapia che consiste nel far rivivere ricordi ai pazienti, quasi sempre di
abusi subiti nell' infanzia. Una tecnica così diffusa che alcuni psichiatri
hanno individuato la cosiddetta sindrome da falso ricordo.
Le vittime di questa sindrome (vittime
giudiziarie) sono solitamente genitori che si trovano da un momento all'altro
accusati di crimini tremendi tanto che è stato creato il gruppo
"Vocal", Victims of child abuse law (vittime della legge sugli abusi
sui bambini).
Alcuni dati: l'ottantotto per cento
delle accuse di violenze sui bambini si rivelano (ufficialmente) infondate; nel
1993 sono state avanzate 2.300.000 accuse di violenze su bambini, ben 2.020.000
erano false. Il libro è pieno di dati simili, sconvolgenti. Ed è questa la sua
parte migliore. Vi sarebbe da eccepire su un altro aspetto. E cioé su un
atteggiamento che ad alcuni potrà sembrare ambiguo nei confronti della
pedofilia vista come pratica "teoricamente" lecita. Un libro del
genere avrebbe dovuto limitarsi all'aspetto "scientifico" per non
offrire il fianco alle critiche che inevitabilmente si attirerà.
§
da: "Il
sole 24 ore" di domenica 25 gennaio 1998:
Luther
Blissett, un nome per tutti
di Chiara Somajni
[...] Una vicenda che mostra a quali
errori possa condurre l'ossessione per la pedofilia e la voglia di vendetta,
specie se la smania è alimentata dalla voglia di scoop della stampa. Non ci
sono intenti giustificatori per la violenza e l'abuso sui minori, certo, solo
un invito al buon senso e alla cautela, e una messa al bando della logica
perversa del capro espiatorio. (Così ad esempio vengono riportati alcuni casi
americani degli scorsi anni che misero in luce come gli interrogatori condotti
su bambini per verificare se essi avessero o meno subito violenza, potessero
indurre i bambini a sostenere quanto suggerito, cioé il falso, trasformando lo
stesso interrogatorio in strumento aggressivo).
Il volume si apre con una serie di testi
estratti dalla stampa e montati con la tecnica del cut-up in voga negli anni
Sessanta [...] tecnica squisitamente affine al gusto per l'antiautorialità di
Luther Blissett e dei suoi simili: non è infatti l'unico nome multiplo attualmente
disponibile; esiste ad esempio anche un "Magazine of Multiple
Origins": "Fama". Su Internet, naturalmente, la rete che da
potenzialmente la parola a ogni punto pensante della terra, secondo (almeno in
teoria) criteri paritetici e non gerarchici.
On-line è già disponibile il libro di
Luther Blissett, perché questo è un nome "no-copyright": il che
significa che chiunque può usarlo, riprodurne e distribuirne a piacimento le
opere con rudimentali fotocopiatrici e sistema postale o per via informatica. Altrettanto
vale per titoli fuori diritti per anzianità (ci sono volontari che con grande
generosità e spirito umanistico spendono il proprio tempo a trascriverli,
speriamo con precisione non inferiore agli antichi copisti).
Proprio nella possibilità data a chiunque
di prendere la parola, di firmarsi con il proprio nome o di inventarsi le
proprie generalità, di sostenere tanto il "vero" quanto "il
falso", di copiare, inventare, manipolare l'informazione, è il punto di
forza e il limite di Internet, in se stesso enorme opera collettiva. Questo
consente di far circolare informazioni sgradite o ignorate dai canali
ufficiali: ma al tempo stesso però crea la necessità di referenti, di qualcuno
che si prenda la briga e si assuma la necessità della verifica delle informazioni.
Un filtro credibile, insomma, qualunque cosa per credibile si intenda, poiché
anche qui può essere questione di gusti. A chi e a che cosa credere altrimenti,
di fronte alla gran mole di notizie reperibili su Internet: a Luther Blissett?
3
Aldo Busi, altri abusi e
noi
Comunicato
stampa di Luther Blissett, 22 gennaio 1998
ALDO BUSI TRASCINA IN PRETURA
L'EDITORE CASTELVECCHI,
CALUNNIA LUTHER BLISSETT ,
CHIEDE IL SEQUESTRO DEL LIBRO LASCIATE
CHE I BIMBI
E 300 MILIONI DI RISARCIMENTO
Questa
mattina, 22 gennaio 1998, un pretore romano deve decidere la sorte del libro di
Luther Blissett Lasciate che i bimbi. Pedofilia: un pretesto per la caccia
alle streghe (Castelvecchi, 1997).
Si tratta,
come dice la quarta di copertina, di una controinchiesta "sulle
ingiustizie subite da tanti adulti imprigionati sulla base di voci o di
semplici sospetti, e dai tantissimi bambini torchiati e manipolati affinche'
dicessero ciò che le autorità volevano sentirsi dire".
"un
salutare antidoto all'isteria collettiva che [dopo il caso di Silvestro Delle
Cave] ha preso l'intero universo della comunicazione [...] libri di questo
genere vanno meditati con molta attenzione." (B. Campello, La Repubblica,
1 dicembre 1997)
Lo scrittore
Aldo Busi, a cui si deve questa bizzarra iniziativa, afferma di non essere
stato avvisato dell'inclusione, nell'appendice documentaria di Lasciate che
i bimbi, di un suo articolo già apparso sulla rivista gay Babilonia
nel novembre '96. Quest'affermazione è falsa in quanto già nell'estate '97 gli
anonimi autori del libro ne presentarono a Busi il testo integrale. Busi
rispose con una lettera autografa datata 13/9/97, esprimendo un (moderato)
apprezzamento. Questa lettera, che dovrebbe valere a tutti gli effetti come
un'autorizzazione, verra' prodotta da Castelvecchi durante l'udienza.
Ma l'avvocato
di Busi si spinge ben oltre, e scrive che lo pseudonimo collettivo "Luther
Blissett" è "universalmente conosciuto" e "utilizzato"
per coprire il traffico telematico di pornografia infantile, accennando a certo
"materiale figurativo" non ben specificato, il che oltre ad essere
platealmente falso, è un patetico tentativo di influenzare il pretore,
presentando la controparte come una losca setta di maniaci.
Esistono una
copiosissima rassegna-stampa e una lunga produzione telematica-editoriale a
dimostrare che il nome multiplo è da diversi anni ben conosciuto per azioni di
"spiazzamento cognitivo" e "terrorismo culturale"del tutto
estranee alla questione-pedofilia.
Busi, sempre
per mano del suo avvocato, afferma di avere subito "danni patrimoniali e
materiali" da questa vicenda, il che è assurdo: le sue posizioni
libertarie contro l'isteria di massa sulla pedofilia le ha dette e ripetute
davanti a milioni di telespettatori, le ha scritte su Babilonia e su Il
Manifesto, le ha ribadite in interviste rilasciate a tutta la stampa nazionale.
In che senso e in che modo Blissett lo avrebbe "moralmente"
danneggiato? Ristampando un suo testo in appendice ad un libro da 2000 copie,
quando milioni di italiani hanno sentito le stesse cose dalla sua viva voce?
Secondo Busi,
Blissett avrebbe decontestualizzato il suo articolo, che "affrontava il
tema della omosessualità e non quello della pedofilia". Questo è ridicolo,
chiunque legga quel testo (peraltro intitolato "Scusi, mi dà una
caramella?") capirà istantaneamente di cosa parla.
Secondo Busi,
l'associazione della sua immagine con quella di Blissett "non può che
peggiorare il suo rapporto con editori, pubblico o lettori già acquisiti o
potenziali". Se fosse questo il punto, basterebbe far notare che non vi è
stato alcuno sfruttamento dell'immagine di Busi: al suo articolo non è stato
dato alcun particolare risalto nel contesto del libro, e l'editore non ha
apposto nessuna fascetta editoriale del tipo: "con in appendice un saggio
di Aldo Busi". Ma il punto non è questo.
Secondo noi è
proprio questa frase a rivelare chi e cosa sta dietro una scelta insensata,
carabinieresca e in una certa misura "fratricida". Busi, dopo essersi
esposto su un tema così controverso, deve avere subito pressioni dai suoi
editori o da chi per essi e/o tramite essi. E così, per non sembrare troppo
estremo agli occhi dei lettori nazional-popolari, e soprattutto per timore di
ripercussioni sulla sua forza contrattuale nel mondo dell'editoria, questo
Grand'Uomo se la prende coi pesci piccoli dell'editoria. Brutta fine.
Per quanto
riguarda i "danni materiali", il cui risarcimento viene quantificato
nell'iperbolica, spropositata cifra di 300 milioni, ribadiamo che Busi era al
corrente dell'operazione. Ma tant'è: quest'esoso figuro vuole la grana, e non
contento chiede anche il sequestro del libro dalle librerie di tutta Italia.
Se costui
vincesse, un libro già "maledetto" (anche se ben accolto dalla
critica meno allineata) scomparirebbe dagli scaffali, sequestrato dalle forze
dell'ordine.
Scagliandosi
contro una delle poche, flebili voci critiche nei confronti delle istigazioni
politico-mediatiche a linciare i "pedofili", nuovi capri espiatori di
una società che dei bambini se ne fotte, il piccolo signor Busi - dopo qualche
capriccio d'artista - si è definitivamente allineato alla gesuitica Realpolitik
di questo paese, unendosi entusiasticamente alla caccia alle streghe.
La posta in
gioco è la libertà d'espressione. State pronti a darvi alla macchia.
-§-
TESTO INTEGRALE
DELL'ESPOSTO DI BUSI
PRETURA DI ROMA
RICORSO EX
ARTT. 166 E SEGG. L. 633741
PER SEQUESTRO
CONSERVATIVO
EX ARTT. 671
[illeggibile]
RICORSO EX ART.
700 c.p.c.
Il dott. Aldo
Busi di Montichiari, qui assistito dall'Avv. Danilo Vecchiatti di Milano - V.le
Corsica 43 e in unione e disgiuntivamente dall'Avv. Daniela Lo [illeggibile] -
per delega a margine del presente atto
premesso
1) L'editore
Castelvecchi Editoria e Comunicazione Srl. di Roma via Visso 12/14 ha
pubblicato un libro chiamato "Lasciate che i bimbi", dal sottotitolo
"Pedofilia: un pretesto per la caccia alle streghe", del quale
risulta essere l'autore tale "Luther Blissett".
2) La
pubblicazione costituisce un intervento letterario che, in base a quanto si
legge nell'introduzione del libro, e all'esame del suo contenuto, pare voler
sostenere che le accuse mosse alla pedofilia costituiscano sempre, o comunque
in buona parte, un pretesto per porre in essere, da parte di alcuni centri di
potere, ad [sic] una vera e propria "caccia alle streghe".
3) In tale
pubblicazione, i cui capitoli paiono essere riconducibili talvolta a
"Luther Blissett", e talvolta ad altri soggetti più o meno
sconosciuti, viene inserito uno scritto di Aldo Busi, alle pagine 111 e
seguenti, dal titolo "Scusi, mi da' una caramella?".
4) Al termine
di questo scritto del dott. Busi si legge testualmente: "da
&laqno;Babilonia", settembre 1996. Ripubblicato per gentile
concessione della rivista."
5) Si impone a
questo punto una premessa: come il libro in questione specifica solo alla fine,
"Luther Blissett" non è uno scrittore, o comunque un uomo definito,
ma un nome di fantasia utilizzato da parte di chi voglia scrivere o trasmettere
in altro modo il proprio pensiero mantenendo comunque di fatto l'anonimato.
6) Di fatto
però, lo pseudonimo "Luther Blissett" è universalmente conosciuto, e
utilizzato, specialmente via "Internet", per la trasmissione di
informazioni e materiale (anche figurativo, non solo letterario) riguardante la
pornografia e la pedofilia.
7) Il dott.
Aldo Busi, che non condivide e comunque non vuole essere associato né all'una
né all'altra di tali manifestazioni, non ha mai autorizzato l'editore
Castelvecchi ad inserire nel libro in esame il proprio scritto che, tra
l'altro, è stato precedentemente pubblicato da "Babilonia" (sia pure
senza alcun contratto autorizzativo) in altra epoca, altro contesto, altra
situazione socio culturale.
8) Il dott.
Busi non ha mai autorizzato la rivista "Babilonia" a cedere a terzi
il diritto di pubblicare il proprio articolo, né "Babilonia" avrebbe
mai potuto farlo, in quanto neppure tale rivista possiede un diritto di
pubblicazione o utilizzazione economica, né come editore né per altro titolo.
9) Interpellati
sui fatti sin qui esposti, peraltro, i responsabili della rivista
"Babilonia" hanno affermato di non avere mai autorizzato l'editore
Castelvecchi a pubblicare alcunché...
10) La
pubblicazione da parte della Castelvecchi dello scritto del dott. Busi nuoce
gravemente allo stesso sia sotto il profilo patrimoniale che sotto quello
morale.
10A) Sotto il
profilo morale in quanto, per il diverso contesto in cui lo stesso viene
inserito, esso viene snaturato rispetto alla originaria pubblicazione, che
affrontava il tema della omosessualità e non quello della pedofilia. In tale
modo lo scritto sembra venire motivato dalla volontà di difendere la pedofilia,
anche perchè inserito in una più vasta opera (il libro della Castelvecchi)
nella quale, pur rappresentando lo scritto del dott. Busi l'unico inserto
caratterizzato dalla notorietà e autorevolezza dello scrittore, esso viene
arbitrariamente inserito in un più vasto contesto dell'opera che pare in
qualche modo, se non diretto a difendere la pedofilia, quantomeno a criticare
chi la censura. Inoltre Lo pseudonimo "Luther Blissett" è conosciuto
da una rilevante percentuale degli "uomini della strada" e dalla
quasi totalità degli intellettuali come attribuibile e comunque associabile a
chi si occupa attivamente di pornografia e pedofilia.
10B) Deriva di
conseguenza al dott. Busi un gravissimo danno di immagine che oltre a colpirlo
sotto il profilo morale, lo colpisce patrimonialmente, poichè l'associazione
della immagine del dott. Busi con queste "situazioni" non può che
peggiorare il suo rapporto con editori, pubblico o lettori già acquisiti o
potenziali in genere.
11) Aldo Busi è
conosciuto dal grande pubblico non solo come scrittore ma anche come critico
letterario e di costume, ed opinionista in giornali e trasmissioni radiofoniche
e televisive. La diffusione nuoce e reca quindi gravissimo e irreparabile danno
al dott. Busi, deteriorando il suo rapporto con i lettori, gli editori, il suo
pubblico acquisito o potenziale. Il danno è evidente sia sotto il profilo
patrimoniale che sotto quello morale e comunque di autore.
Il dott. Busi
si vede infatti leso nei suoi diritti di autore, nel diritto di utilizzazione
economica dell'opera e nel diritto morale relativo al diritto di autore.
Quanto sopra
premesso
CHIEDE
nei confronti
della Castelvecchi Editoria e Comunicazione Srl. di Roma - via Visso 12/14 - in
persona del legale rappresentante pro tempore:
- Poichè
appaiono sussistere gli estremi previsti dalla legge per la concessione del
sequestro conservativo anteriore alla causa di merito, che previi tutti gli
incombenti di legge venga disposto su tutto il territorio nazionale il
sequestro del libro pubblicato dall'editore Castelvecchi.
- Che vengano
adottati in via d'urgenza i provvedimenti cautelari idonei a impedire la
ulteriore pubblicazione, commercializzazione e diffusione del libro di cui
trattasi.
- Che venga
disposta la pubblicazione di una dichiarazione di smentita che chiarisca la
assoluta estraneità del dott. Busi alla pubblicazione del libro in questione e
la illegittimità della utilizzazione e della pubblicazione del libro medesimo.
Il tutto
inaudita altera parte ovvero in subordine previa integrazione del
contraddittorio.
In ordine alla
successiva causa di merito, oltre alla conferma delle conclusioni che precedono
si preannuncia che si assumeranno le seguenti ulteriori
CONCLUSIONI
Condannare
parte convenuta al risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti dall'autore
nella misura di lire 300.000.000 e in quella anche diversa, maggiore o minore,
che risultera' di giustizia.
Si richiedono i
seguenti accertamenti in via istruttoria: assunzione di informazioni
testimoniali sui fatti di cui alla premessa, salvo migliore capitolazione.
Testi (con
espressa riserva di altri indicamenti): Dott. Edoardo [Lomuoio?] di Milano;
responsabile rivista Babilonia.
SI PRODUCE: 1
estratto libro "Lasciate che i bimbi" di Luther Blisset [sic] -
editore Castelvecchi con riserva di produzione della copia integrale.
Milano - Roma
Avv. Danilo
Vecchiatti [segue firma autografa]
[timbro:
DEPOSITATO IN CANCELLERIA - Roma, 23 DIC 1997]
-§-
Comunicato di
Luther Blissett, 23 gennaio 1998
CHIAMATEMI PODOBNICH
Fine primo tempo: Blissett 1 - Busi 0
Il pretore
Bonaccorsi ha respinto la richiesta di sequestro del libro, gli avvocati di
Busi non hanno prodotto nessuna documentazione a sostegno di quanto
affermato nel loro ricorso, e Busi ha dato in escandescenze in aula quando è
stata prodotta la sua lettera del settembre '97: si era dimenticato di averla
scritta, e ha ammesso di NON aver letto il dattiloscritto che LB gli aveva
consegnato. I suoi avvocati hanno drasticamente abbassato la richiesta di
risarcimento da 300 a 40 milioni. La prossima udienza si terrà ad aprile.
Quello che segue è l'atto dell'Avv. Pamela Schimperna, rappresentante della
Castelvecchi, in cui il ricorso della controparte è stato metodicamente
demolito, punto per punto.
Vale la pena
leggere questo kilometrico atto perché 1) è frequentemente divertente,
soprattutto quando compare il misterioso "signor Podobnich" (Busi si
è lamentato di doversi "scontrare coi fantasmi"!) e 2) perchè è una
testimonianza di come il linguaggio del diritto fatichi a descrivere un
concetto come il multiple name, che del resto è nato proprio per mettere in
crisi concetti come l'Identità e l'Individuo, presupposti concettuali del
diritto. Nondimeno, i punti II.3 e II.4 dell'atto sintetizzano mirabilmente
quali sono i principali vantaggi di un nome multiplo.
Avvertenza:
possono sembrare politicamente scorretti i crudi riferimenti all'omosessualità
come "argomento forte", l'accezione quasi 'zoologica' che viene più
volte data all'espressione "gli omosessuali" e qualche altra cosetta
del genere - il punto è che il linguaggio giuridico è per sua stessa natura
autoritario e catalogante, c'è poco da fare se non continuare a contestare i
rapporti di forza tra le classi, di cui il diritto è solo un'ipostatizzazione
(azz!).
PRETURA CIVILE
DI ROMA
Sez.I - G.I.
Dott. Bonaccorsi
UDIENZA DEL 22
GENNAIO 1998
[segue la
presentazione delle due parti in causa]
COMPARSA DI
COSTITUZIONE E RISPOSTA
[...] Si costituisce con il presente atto la soc.
Castelvecchi Editoria e Comunicazione Srl. come in epigrafe rappresentata,
difesa e domiciliata, per contestare parola per parola, punto per punto,
l'avversario atto, le domande e le eccezioni nello stesso contenute e le
conclusioni che dallo stesso se ne vogliono far discendere.
FATTO
I
La totale
inveridicità del contenuto dell'atto avversario verrà provata documentalmente
in tal sede. E' necessario precisare e rettificare quanto infondatamente in
fatto, prima ancora che in diritto, è scritto nell'atto avversario.
II
1) - Non è vero
che "Luther Blisset", autore del libro pubblicato dalla Castelvecchi
Srl è uno pseudonimo conosciuto per trasmettere informazioni riguardanti la
pedofilia e la pornografia.
2) - Vero è,
invece, che lo pseudonimo "Luther Blisset" altro non è che lo pseudonimo
di un "movimento internazionale" che interloquisce con i massmedia
([illeggibile] una pluralità di persone che scrivono su vari ed attuali
argomenti) ed è noto a questi ultimi, oltre che "a tutti i lettori",
principalmente "per iniziative culturali e pubbliche" per la
trasmissione di informazioni e materiale letterario e figurativo, come
"documentalmente" si dimostra depositando una copiosissima rassegna
stampa (Doc. 5)
3) - Luther
Blisset è un nome multiplo, ovvero uno pseudonimo con la caratteristica
particolare di poter essere adottato da chiunque desideri farlo. Questa
caratteristica ha permesso che il nome si diffondesse in contesti molto
diversi.
Grazie a questa
caratteristica infatti chi lo adotta può godere della fama che ha accumulato
per garantirsi spazi di pubblicità che non avrebbe il proprio nome.
Contemporaneamente, nel momento in cui viene usato questo pseudonimo si
contribuisce ad aumentarne la fama.
4) - L'utilizzo
di questo pseudonimo garantisce dunque l'accesso ai media ad idee poco
convenzionali, ma non risulta di alcuna utilità per chi desideri un successo
individuale.
5) - Poichè non
c'è alcun vincolo all'utilizzo di questo nome, raramente le persone che lo
utilizzano si conoscono personalmente. Molti usano lo pseudonimo una sola
volta, altri piu' spesso.
6) - Il nome
Luther Blisset è quello di un calciatore inglese di colore che negli anni
ottanta vestì anche la maglia della nazionale, ma che approdato in Italia nella
stagione 83-84 (nella squadra del Milan) diventò celebre per la sua capacità di
fallire occasioni da goal favorevoli.
7) - Spesso lo
pseudonimo è stato utilizzato per veicolare notizie improbabili ai danni della
stampa, con lo scopo di metterne in ridicolo il funzionamento, o per mettere
all'attenzione dell'opinione pubblica particolari argomenti. I temi che con
questo nome sono stati trattati sono infiniti sebbene una particolare
attenzione sia rivolta alla comunicazione (internet, massmedia, arte, etc).
8) - Oltre ad
una mole di articoli, interviste, lettere pubblicate dai giornali, spesso con
quel nome alcune persone hanno partecipato a trasmissioni radiofoniche e
televisive di importanza nazionale (TV7, Target, Mediamente, etc)
9) - Inoltre la
trasmissione televisiva "L'Altromondo", in onda tutti i giorni su
TMC2, ha adottato per qualche mese Luther Blisset come testimonial invisibile
la cui voce lanciava proclami sulla comunicazione digitale.