IL
DOPPIO VOLTO DEL CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale ) |
di Marco Dimitri
Vediamo il loro
sito www.cicap.org
, decisamente ben fatto, addirittura in "PHP", linguaggio di script
che consente l'interazione fra utente e fornitore di informazioni.
La natura di queste informazioni è scritta in cima alla pagina, proprio
di fianco al logo del "Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni
sul Paranormale":
"Il CICAP è un'organizzazione educativa e senza finalità
di lucro, fondata nel 1989 per promuovere un'indagine scientifica e critica
sul paranormale".
Un discreto servizio sociale, forse basato su uno scetticismo esasperato ma
pur sempre supportato, pare, da un'etica scientifica protesa alla ricerca della
verità.
Forse fa un po' sorridere l'idea di compiere indagini sul paranormale, qualcuno
potrà pensare che è come inseguire il santo Graal sulle orme di
Indiana Jones o sviluppare teoremi sull'aria fritta. Il risultato sarebbe la
non certezza della non esistenza, qualsiasi fosse il teorema sviluppato.
Ma la scienza è fatta anche di esperimenti sull'inutile.
Il CICAP è un gruppo attivo, in alcuni anni di fedele servizio ha risolto
o, almeno, razionalizzato numerosi misteri.
Misteri mica da poco! Dal sangue di San Gennaro ai cerchi nel grano; non manca
davvero nulla anche se i misteri della vita sono ben altri.
Attività
impeccabile, allora qual'è il rovescio della medaglia?
La scienza come strumento umano o l'uomo schematizzato dalla scienza?
Il CICAP sembra propendere per la seconda ipotesi.
Fra i propri "link" è presente il GRIS (Gruppo Italiano Ricerca
Sette) che, guardacaso, è un ente della Curia con sede a Bologna in via
Del Monte, 5 guardacaso proprio nel palazzo della Curia (si direbbe che il mondo
è piccolo, oppure una coincidenza o, peggio, un fenomeno paranormale
irrisolto).
In questa pagina http://www.cicap.org/articoli/at100027.htm
vengono pubblicizzati interventi di Giuseppe Ferrari (presidente del GRIS)
e di altri "esperti" in seno allo stesso movimento di controllo evangelico.
I Bambini di Satana sono classificati come "setta" nel sito ufficiale
del GRIS senza che nessuno
di questi "esperti" abbia mai preso contatti con noi; la nostra forma
di pensiero è riportata distorta e in maniera del tutto arbitraria.
Non possiamo non notare che nel mirino di questa guerra istrionica siano la
New Age, le correnti di pensiero orientale, le culture alternative magari contestabilissime
ma sempre fruttodi libere scelte dei cittadini.
Il diritto all'associazionismo, la libertà di pensiero, il garantismo
alle scelte individuali o di gruppo sono parametri fondamentali che debbono
restare inviolabili. Ecco perchè questo intervento.
Quanto regge l'equazione esoterismo = truffa ?
Perchè se è di truffa e di abuso che vogliamo parlare allora si
ricordi il CICAP che il GRIS e Giuseppe Ferrari furono le colonne portanti della
farsa giudiziaria che ci colpì nel 1996 assieme a numerosi ignari cittadini
della Repubblica. (vedi al merito "Lasciate
che i bimbi - Bambini di Satana anatomia di una montatura").
Ovviamente di questa storia di merda il CICAP non parla (poco deontologico?).
Qualcuno avrà visto recentemente il programma di Rai Tre "Cominciamo
Bene" condotto da Corrado Tedeschi (14 aprile 2004), fra gli ospiti in
studio un membro del CICAP, Armando De Vincentis (che personalmente non ho mai
visto o conosciuto) il quale non esita a commentare una nostra intervista (palesemente
mozzata e montata ad hoc) con conclusioni personali e affermazioni pesanti,
pesantissime, banalizzando le idee e le passioni, per quanto insolite o stravaganti.
Secondo De Vincentis i leader carismatici delle sette spesso sono motivati da
aspetti economici o da fini sessuali, non specifica quali sette o quali leader,
non fa alcun nominativo, non cita episodi presenti nella letteratura a supporto
di queste accuse e, ancora peggio, non ci estranea dal suo teorema.
Ho inviato una smentita sia alla Rai che al CICAP, ovviamente nessun riscontro.
Grandi studiosi.
Sono stato massacrato da quello che considero uno dei più meschini abusi
di potere, emotivamente distrutto, economicamente rovinato con debiti per migliaia
di Euro. Questo il CICAP non lo sa e se lo sa non lo dice.
Nemmeno mi sono mai qualificato come santone, in possesso di chissà quali
stronzi di poteri paranormali.
Ho sempre detto d'essere il presidente di un'associazione culturale, i santoni
mi fanno schifo anche se hanno diritto all'esistenza.
Questo il CICAP è abile a non dirlo, faccio comodo come ricco e porco
santone dell'epoca degli stolti.
Per quanto strano conduco una lotta contro l'oscurantismo, faccio controinformazione
col mio nome e cognome, col mio volto e nessuno pseudonimo. Idem chi mi affianca.
Un personaggio scomodo, un ragazzino ribelle rimasto tale. Non manca la firma
di chi sostenete:
quattrocento giorni di custodia cautelare per poi essere processato e assolto
in tutti i gradi di giudizio.
Accuse terribili, dalla violenza carnale ai sacrifici umani, dalla mafia al
chi meno ne ha ne metta.
Oggi il Tribunale di Bologna ha condannato lo Stato al pagamento di 35.000 Euro per riparazione ingiusta detenzione. La Cassazione ha accolto il mio ricorso, la cifra deve essere più alta, oltre ai danni materiali vanno aggiunti anche i danni morali.
E' una sentenza
senza precedenti in tutto il mondo, la Magistratura ha dimostrato un'enorme
imparzialità emettendola .
Mai era accaduto che un gruppo satanista venisse risarcito per i danni creati
dallo Stato.
Siamo davvero i primi, l'Italia vince sul mondo; una piaga per l'inquisizione
e chi la sostiene per qualche spicciolo.
Non basta, in anni di indagini la Magistratura non ha trovato alcun riscontro
alle ipotesi di Armando De Vincentis.
Ma forse lui parlava di un altro gruppo, di altra gente...
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Marco Dimitri |
Smentita inviata ai giornali, alla Rai, al CICAP (che non ha pubblicato ovviamente)
Bologna 19 aprile 2004
Ai sensi della Legge 8 febbraio 1948 n. 47 disciplinante il diritto di rettifica:
Il giorno mercoledì
14 aprile 2004 alle ore 10.00 nel programma di Rai Tre “Cominciamo Bene”
condotta da Corrado Tedeschi sono andati in onda stralci di affermazioni estrapolati
da una nostra intervista rilasciata ad una troupe dell’emittente.
Il montaggio del servizio costituisce un’alterazione alle originali dichiarazioni
rilasciate.
Riteniamo ingannevole il comportamento della redazione del programma, offensivo
e lesivo.
E’ altresì palese la malafede con cui è stato allestito
il programma, già architettato, prima della messa in onda, per trasformare
il nostro gruppo in una sorta di ente da schernire pubblicamente.
La trasmissione ruotava attorno a spezzoni della nostra intervista, assemblati
ad hoc per essere oggetto di scherno in libere dichiarazioni del conduttore
e dei partecipanti, dichiarazioni prive di un qualsiasi riscontro reale.
Evidenziamo altresì che il nostro gruppo non è diretto da un leader
ma da un consiglio direttivo eletto dai soci, che Marco Dimitri è stato
assolto, in tutti i gradi di giudizio, “perché il fatto non sussiste”
le accuse riconosciute false e poste in essere da persona giudicata dal Tribunale
inattendibile; il Tribunale ha riconosciuto a Marco Dimitri i danni materiali
e morali dovuti all’ingiusta detenzione ed a una campagna stampa devastante.
Siamo un gruppo dedito alla controinformazione, persone che conducono una lotta
all’oscurantismo col proprio nome e cognome, col proprio volto.
Abbiamo rilasciato un’intervista a Rai Tre forti della serietà
che, in anni, questa emittente ha dimostrato nei nostri confronti.
Nessuno di noi ha mai avuto dialoghi privati con Mons. Corrado Balducci anche
se quest’ultimo ha dichiarato in trasmissione d’avere “ricevuto
confessioni eclatanti”
Il CICAP, rappresentato da Armando De Vincentiis, ospite in studio, nel corso
delle dichiarazioni ha affermato che “lo scopo del leader è quello
di fare soldi o avere fini di natura sessuale”.
Smentiamo categoricamente queste allusioni poiché nulla hanno a che vedere
con la nostra realtà, lo stesso Tribunale ha riconosciuto queste ipotesi
di reato come inveritiere.
E ancora, dichiariamo lesive le affermazioni riportate all’interno di
tutto il corso del programma, le allusioni sul plagio, sulla serietà
con cui ricopriamo un ruolo sociale.
Impossibilitati con ogni altro mezzo che non sia questa richiesta di rettifica