| |
Riprendo il discorso dellultima «predica». Abbiamo,
accennato a giornali, a diavolo e a preti che simpatizzano per certi movimenti religiosi
non propriamente ecclesiastici; questa volta accennerò alle sette e ai movimenti
religiosi, di cui mi è stato chiesto. È vero che ci sono alcune sette
che si chiamano sataniche.. Pullulano in varie parti dItalia e sembra che continuino
a espandersi. Secondo il Viminale, sono 83mila gli italiani che aderiscono ai 137
movimenti profetici, messianici, esoterici, satanici.
Il Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni, www.cesnur.org - una rete internazionale di
associazioni di specialisti di nuovi movimenti religiosi, diretta da Massimo Introvigne;
è indipendente da qualunque gruppo, movimento, denominazione o associazione religiosa;
con sede italiana a Torino e con una grossa biblioteca, ma consultabile solo in sede)
enumera ben 430 movimenti religiosi allinterno o accanto anche alle grandi
religioni.
Dei movimenti satanici, Massimo Introvigne del Cesnur (in «Il satanismo», Elle Di Ci,
Leumann TO, 1997 [2a ed. 1998], pp. 56, L. 6.000) scrive che del satanismo si parla molto,
ma non sempre con cognizione di causa. Il satanismo - dice -, in Italia e altrove, è agli
onori delle cronache, ma spesso le informazioni che se ne hanno sono vaghe, imprecise,
esagerate. Egli, ritenuto non soltanto in Italia il maggiore esperto della storia e della
sociologia del satanismo, distingue il satanismo da fenomeni diversi. Il quadro che ne
risulta non è romantico, bensì squallido, per evitare che il satanismo possa attirare i
giovani con una sorta di fascino morboso. I satanisti, in realtà, egli dice, non sono
potenti principi delle tenebre;: sono piuttosto poveri diavoli, persone sconfitte dalla
vita, che proprio a causa della loro rabbia e del loro risentimento possono talora
rivelarsi pericolose. Qualche vescovo comincia seriamente a preoccuparsi di questi
movimenti; e fa bene. Comunque i vari Segretariati ecclesiastici (per lunione dei
cristiani; per i non cristiani; per i non credenti; il Pontificio Consiglio per la
Cultura) già il 7 maggio 1986 avevano redatto un «Rapporto provvisorio. Il fenomeno
delle sette o nuovi movimenti religiosi». Se è vero che in qualche caso di satanismo si
tratta di sbruffonate di ragazzi e ragazze viziati e sfaccendati, è anche vero che, in
qualche altro caso, le diavolerie si fanno sul serio, arrivando a rubare dalle chiese le
ostie consacrate o suppellettili sacre che poi si utilizzano in riti satanici, dove non
mancano aberrazioni sessuali.
A proposito di vampirismo, fenomeno certamente diabolico, nel Settecento,
larcivescovo di Trani Mons. Giuseppe Davanzati nel suo «Dissertazione sopra i
vampiri» (LUnità e Besa editrice, 1998), apprezzato anche dal Papa Benedetto XIV,
dove «osa opporsi a una credulità "insopportabile": con cautela, senza
chiudere gli occhi di fronte a un mostro prima di vederlo», scriveva: «Non bisogna negar
tutto per il gusto di negar tutto». Così anche noi, oggi; ma non bisogna nemmeno fare di
ogni erba un fascio.
Poiché non è possibile trattare in dettaglio di tutti questi movimenti, mi riferirò
solo ai «Bambini di Satana».
Dico subito che non sono da confondersi con i «Bambini di Dio» (v. J. Gordon Melton,
«Dai Bambini di Dio a The Family», Elle Di Ci, Leumann TO 1997, pp. 80, L. 8.000), altro
movimento non ortodosso, oggi noto come «The Family», con cui ho avuto qualche contatto
non entusiasmante. Questi «Bambini» figurano, da una parte, come giovani missionari
attivi ed entusiasti; con una loro musica; dallaltra, come giovani adepte che
utilizzano il loro corpo come paradossale strumento di missione, iniziazione sessuale di
bambini anche molto piccoli. The Family è oggi molto diversa dai Bambini di Dio degli
anni 1970, anche se mantiene un accostamento alla sessualità che certamente diverge da
quello delle Chiese cristiane. Dei «Bambini di Satana», invece, ho trovato in internet
lo statuto sociale. Esso recita: «L'Associazione è senza fini di lucro. Ha lo scopo di
diffondere e praticare il concetto di satanismo vero, il quale proclama la Conoscenza e la
Divinità all'interno dell'Uomo e della Donna, esaltare il Pensiero Magico in quanto è
ciò che di più caro abbia l'Uomo..» Lo stesso statuto allart. 29 poi spiega il
simbolo (foto1):

«cinque punte con al centro l'effigie di un Capro (....).con le sue due punte rivolte
verso l'alto rappresenta la bipolarità della Conoscenza. Il nome "Bambini di
Satana" rappresenta come significato "purezza del satanismo".»
Cosa dire? Dietro ci può essere di tutto, ivi compresa anche lignoranza che
traspare dalle espressioni piuttosto confuse e dagli errori di ortografia. Ma forse è
proprio in quella confusione di idee, più che nella specifica di «satanismo» che si
può intravedere lo zampino del diavolo, perché - dice la S. Scrittura - «non cè
confusione in chi crede in te» (Dan 3,40) e «Dio non cè nei sommovimenti confusi
dellanimo!» (3Re 19,11). Può anche darsi che quello sia vero satanismo; ma da
quello che si sa (p.e. un certo processo di qualche tempo fa), si è esercitata e forse
ancora si esercita una aberrante libertà sessuale, ammantata di riti satanici. Veri o
falsi? Comunque, un qualche zampino del diavolo non si può escludere.
Per contrasto, ora, dal momento che me lo si chiede, vorrei dire del
movimento New Age.
Di esso ho trovato ben 2454 pagine web in internet. Mi sono fermato su una di quelle in
italiano e ho raccolto pagine e pagine di informazioni, oltre quel poco che già sapevo.
New Age è un movimento americano, abbastanza recente, iniziato praticamente da Marilyn
Ferguson. In Italia è in pieno sviluppo e ha già creato grandi dolori in molte famiglie
(come mi consta); mentre in America è già in declino e sta lasciando il posto al
cosiddetto Next Age.
È un sincretismo confuso di varie spiritualità prese dalle religiosità di tutte le
epoche (p.e. Sambhala, foto2)

soprattutto orientali (p.e. il sanscrito Karma [azione] per cui ciascuno ha «il suo
karma», che significa: «Io non ci posso far niente, ma non sono responsabile»),
dalloccultismo e dal mondo della scienza e della psicologia. Di qui la
contemplazione del la natura, che arriva a essere praticamente religione panica e a
tradursi nella riconduzione allunità (armonia delluniverso). La "via
della salvezza" dovrebbe essere uno sviluppo della spiritualità fino
allunificazione con Dio, che però è lenergia cosmica cioè il tutto, che
quindi tutto pervade. Già questo, però, è sufficiente a sollevare una notevole
perplessità, soprattutto - direi - per la confusione che si fa tra il vero concetto di
Dio, puro spirito, infinito e creatore di tutto e un dio-energia-di-ciò-che-esiste,
quindi lui stesso creato, ma da chi? È praticamente una negazione del vero Dio, sotto
lemotività dellarmonia universale e della magnificenza della natura. E vi par
poco?
Un testo fondamentale per il New Age è il romanzo «La profezia di Celestino» di James
Redfield: un romanzo che, con le sue Nove Illuminazioni è o diventa praticamente un
manuale di pensiero e di comportamento, dove si parla di diffondere i contenuti di un
certo misterioso manoscritto. (Guarda caso, anche il film citato di DAlatri parte
come base della sua invenzione sul Cristo giovane dai manoscritti, piuttosto misteriosi,
di Qumram, i quali però non trattano nemmeno lontanamente di Gesù né giovane né
adulto, bensì sono interpretazioni di antiche scritture.)
Che dire? Il volume del domenicano Felicisimo Martinez Diez, «New Age e fede
cristiana» (S.Paolo 1998, L. 22.000) mi pare tra i più attendibili e incomincia con
queste parole: «La New Age è una sorta di labirinto: presenta le sfacettature di un
caleidoscopio; possiede uninfinità di porte che non si sa se siano dingresso
o di uscita, o se conducano in qualche direzione.»
A parte la caducità di questi movimenti, è facile constatarne linconsistenza a
causa delle loro enormi confusioni, velate di aspetti che colpiscono lemotività,
quali la bellezza della natura, larmonia delle cose e quella auspicata tra gli
uomini, la pace come sentimento e non come frutto di dominio interiore e come
«tranquillità dellordine». Non cè quindi da stupire che anche persone ben
intenzionate ci caschino; dicono: non è forse cosa buona lodare la natura, opera di Dio?
Certo, ma cè un grosso ma. Si veda il concetto di Dio, come già osservato. Ancora
una volta, quindi, dobbiamo dire: «Non in commotione Dominus (Dio non cè nei
sommovimenti confusi dellanimo!)». Senzaltro, anche qui cè lo zampino
del diavolo.
In poche parole: il diavolo ha unenorme gamma di modi in cui opera nel mondo; si
va dal vero servo di Satana o dallindemoniato alla tentazione di rubare una
caramella o di seguire unattrattiva fisica, cose di per sé naturali e innocenti.
Dire che cè il diavolo in un certo comportamento o in un certo movimento non vuol
dire che tutti quelli sono degli indemoniati; vuol dire semplicemente che del diavolo
cè almeno lispirazione, quando il comportamento o il movimento sono contrari
alla legge di Dio e alla vera fede. La tentazione del diavolo consiste proprio in questa
ispirazione, in questa proposta. Ma non confondiamo gli impulsi naturali con lazione
del diavolo: il diavolo però si serve anche di essi per metterci in tentazione.
Attenzione, dunque! Certamente, il diavolo è lì che tenta e che si serve di tutto (in
qualche caso perfino della preghiera, come in qualche fanatico di P. Pio) per indurci a
fare qualcosa che non è bene; ma da questa parte ci siamo noi che dobbiamo non seguire o
la tentazione.
Il problema è complesso e semplice a un tempo. Il Signore non permette che siamo tentati
oltre le nostre forze; ma non dobbiamo nemmeno essere così ingenui da pensare che il
diavolo è una favola per bambini. Il diavolo cè e continuamente sta «cercando chi
divorare»: «Dio ha fatto luomo per limmortalità; per linvidia del
diavolo la morte è entrata nel mondo» (Sap. 2,24); pensare che non sia così è la
maniera migliore per cascarci: «Indossate larmatura di Dio - dice la Scrittura -
perché possiate resistere alle insidie del diavolo» (Ef 6, 11).
Si può dire così per tutti gli strani movimenti, satanici o non satanici, che pullulano
ogni giorno; ma lo stesso si può dire anche per certe manifestazioni nel mondo della
politica e della comunicazione, certe trasmissioni televisive, certi spettacoli, certi
giornali: non sono il diavolo, ma lì il diavolo ci può essere.
Tuttavia, senza allarmismi («Io ho vinto il mondo» [Jo 16,33]), senza ingenuità («Non
date posto al diavolo» [Ef 4, 27]), senza sensi di superiorità («perché non cada nel
disprezzo e nei lacci del diavolo» [1Tim 3,10]).
È la vita di tutti i giorni: «Resistete al diavolo ed egli fuggirà da voi» (Giac 4, 7)
«Questo genere di demoni si manda via solo con la preghiera e il digiuno» (Mt 17, 20) e
interessante è anche il contesto in cui Gesù ha detto la frase. Alla base, un pizzico di
ragione e un pizzico di fede, che è umiltà.
Sempre a disposizione, cordialmente
P. Nazareno Taddei sj
|