« Mio figlio in fuga per diventare gelataio »

Testo: Marco Dimitri
Html: Andrea Pasciuta

Questo è quello che è apparso il 2 agosto 2004 su "Il Giornale di Vicenza"

«Mio figlio in fuga per Satana»
«Dopo essersi messo in contatto con Dimitri è mutato ed è scappato»


di Ivano Tolettini Il vangelo infernale al quale si abbeverano tanti ragazzi vicentini è in un libro di 150 pagine quasi introvabile con un incipit che la dice lunga sul messaggio esistenziale: «Il satanismo è la dottrina più libera, ma anche la più infangata che vi possa mai essere». Rosalba rigira tra le mani il libello e pensa al figlio Manuel di 18 anni di cui dal 12 luglio non ha più notizie. La sua è una denuncia coraggiosa e fortissima. «La mia disperazione - dice angosciata - è iniziata quando ho capito che era stato plagiato dal gruppo bolognese di Marco Dimitri. Da allora è cambiato completamente. Non ha più voluto andare al lavoro, ha dipinto la stanza di nero come fosse un cenacolo luciferino, non c'è stato più verso di convincerlo a cambiare rotta. Io stessa mi sono messa in contatto con il presidente dei Bambini di Satana ed ho potuto capire quando abile egli sia. Manuel per salire nella scala gerarchica ha cominciato a commettere il male. Ha cominciato ad assumere stupefacenti e a commettere furti che in un caso si è trasformato in rapina. Un comportamento allucinante, fino a quando è scappato con una ragazzina di 17 anni. L'ho sentito l'ultima volta il 12 luglio. Mi ha detto che andava in Germania, ma da allora si è spenta la luce».


La notizia è inventata di sana pianta, c'è bisogno di clamore in questa estate caldissima dove gli avvocati sembrano impazzire e i cronisti anche.
Non esiste "il Vangelo Infernale" tantomeno è mai stato pubblicato; sfidiamo l'Italia a trovarne una copia in giro!
Non esiste "Manuel", il ladro, il rapinatore che avrebbe conquistato la nostra "scala gerarchica".
E' facile sparare a zero sulle diversità, è facile trarre in inganno i lettori.

Lo stesso giorno inviamo una smentita al giornale:


Ai sensi della Legge 8 febbraio 1948 n. 47 disciplinante il diritto di
rettifica, chiedo la pubblicazione entro giorni tre di quanto segue:

In data lunedi 2 agosto 2004, sulla vs. testata è apparso un articolo in riferimento alla mia persona e a tale "Manuel" di anni 18, che non conosco.
L'articolo riporta, in collegamento alla mia persona e al gruppo che rappresento, fatti totalmente frutto di invenzione. Tutto l'articolo intitolato «Mio figlio in fuga per Satana»
«Dopo essersi messo in contatto con Dimitri è mutato ed è scappato» è frutto di invenzione e non corrisponde a realtà.
Siamo un gruppo fin troppo massacrato (e assolto con tanto di risarcimento dal Tribunale) da fantasie paranoiche. E' sempre utile, prima di criminalizzare dei cittadini, controllare la fonte delle informazioni e la fondatezza delle medesime.

Se entro giorni tre non verrà pubblicata smentita con gli stessi caratteri e nella stessa pagina dell'articolo in oggetto sarò costretto, mio malgrado, a intraprendere azione legale nei confronti di chi ha pubblicato la falsa notizia e chi ne ha autorizzato la pubblicazione.


Marco Dimitri

Questo è quello che appare il giorno seguente

03 agosto 2004

«Manuel scomparso con la fidanzata»

"di Diego Neri
Scomparso con la fidanzata minorenne e incinta senza la sciare traccia di sé dopo aver abbracciato la “religione” del satanismo professata dalle Bestie di Marco Dimitri oppure fuggito da una vita fatta di incomprensioni e piccoli precedenti penali senza nessuna voglia di tornare indietro? È fra questi due poli che sta maturando la vicenda di Manuel Melis, il ragazzo di 18 anni di Recoaro che da settimane non dà più notizie di sé ai familiari. Se la madre infatti è convinta che sia stato assorbito dalla “fede” diabolica al punto da far perdere le proprie tracce, il padre ribatte che il giovane ora è in Germania a vendere gelati."

Quindi una madre si prende la briga di chiamare i giornalisti sbandierandogli in volto un libro che non esiste, inventando di avere contatti con noi mentre il padre dopo avere letto la notizia compie l'azione opposta: incontra i giornalisti e inoltra una smentita.
Non regge, è palese che la redazione de "Il Giornale di Vicenza" ha inventato tutta la storia strozzandosi con le proprie stesse budella.

Abbiamo contattato telefonicamente il direttore del giornale, promette di pubblicare la smentita, incalza però dicendo: "Denunciateci pure, tanto di denunce ne abbiamo tante!


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