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Riapre la Galleria d'arte moderna

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Dal Simbolismo a De Chirico. Capolavori di scultura, pittura e grafica, realizzati tra metà Ottocento e secondo dopoguerra, che raccontano insieme alla storia dell'arte anche quella della città. Nell'antico monastero delle Carmelitane Scalze, in via Francesco Crispi, riapre oggi dopo un lungo periodo di chiusura la Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale.

Il nuovo allestimento offre finalmente uno spazio espositivo adeguato ai moderni standard museali in cui, grazie a un attento programma di rotazione delle opere, la galleria presenterà al pubblico quanto fino a oggi visibile nei depositi solo agli addetti ai lavori.
La ricca e articolata collezione raccoglie oltre tremila opere. Il primo nucleo di opere, acquistato nel 1883 presso l'Esposizione Internazionale di Belle Arti, fu rapidamente incrementato e la collezione, formalmente sostituita nel 1925, venne esposta quell'anno a Palazzo Caffarelli in Campidoglio. È del 1931 la trasformazione del nome in "Galleria Mussolini" ed è proprio nel corso degli anni Trenta che la raccolta si amplia attraverso le numersose acquisizioni presso le principale rassegna romane dell'epoca. Sono anni di straordinario fervore artistico in cui entrano a far parte della raccolta opere di Giorgio de Chirico, Mario Mafai, Scipione, Gino Severini, Giorgio Morandi, Giuseppe Capogrossi, Afro, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Mario Sirono e, tra gli scultori, Arturo Martini, Marino Marini, Giacomo Manzù.

La mostra inaugurale "Luoghi, figure, nature morte", a cura di Maria Elisa Tittoni, Maria Catalano, Federica Pirani e Cinzia Virno, presenta 140 opere, suddivise in tre sezioni tematiche - "Figura",  "Vedute e visioni di Roma", "Oggetto" - rispettivamente distribuite nei tre piani dell'edificio. A queste si aggiunge la sezione "Scultura", unico tema trasversale che, a partire dalle splendide opere di Arturo Martini e Giacomo Manzù ospitate nel chiostro, prosegue a commento delle tre sezioni espositive in un continuo dialogo tra tradizione e modernità.

Nell'esposizione, che rimarrà aperta al pubblico fino al 15 aprile 2012, numerose le opere di rilievo storico-artistico. Da "Alla fonte" di Nino Costa, manifesto della cultura simbolista a Roma, al classicismo degli anni '20 di Felice Carena, fino al tonalismo della Scuola Romana degli anni '30 ("Giocatore di ping-pong" di Giuseppe Capogrossi, "Giovani in riva al mare" di Franco Gentilini). Dal classicismo rivisitato del "Combattimento di gladiatori" di Giorgio De Chirico a una saletta-focus su Giacomo Balla.

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