Bolzano: la chiesa dei privilegi non conosce crisi
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- Published on Monday, 09 January 2012 20:27
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Proprio l’antivigilia di Natale, un bel regalo dal Comune di Bolzano. Il consiglio comunale, durante le votazioni per il bilancio, ha approvato un documento di voto che impegna a reperire ulteriori fondi per la costruzione della faraonica chiesa dedicata a Madre Teresa di Calcutta, nel nuovo quartiere di Firmian.
Costo totale dell’opera, per la quale la Curia ha chiesto finanziamenti pubblici, è di circa 13,6 milioni di euro. Il Comune aveva anche donato il terreno, dal valore di circa 1,3 milioni di euro.
scarica da qui il PDF del dossier del 2007:
http://www.uaar.it/news/2007/09/09/dossier-del-circolo-uaar-bolzano-sulla-chiesa-faraonica/
Un artificioso tentativo di concedere provvidenze non previste dalla legge. Un percorso di errori ed omissioni. Un spropositato finanziamento ad una Curia facoltosa che dichiara l'insufficienza di mezzi finanziari. Un comportamento discriminatorio nei confronti di altre religioni e dei non credenti. Un faraonico complesso parrocchiale destinato a pochi praticanti. Un valzer di compravendite ed espropri di terreni che lascerebbe stupefatti perfino gli speculatori più incalliti.
Questo il retroscena dei finanziamenti e della localizzazione della chiesa Madre Teresa di Calcutta nel quartiere Firmian a Bolzano.! Parte da questa situazione la richiesta alla Giunta comunale di Bolzano di non dar seguito alla decisione di finanziare la costruzione della chiesa.
INDICE del DOSSIER
1. La Laicità: Principio ispiratore
2. E nell'articolo di legge apparve la parola "realizzazione”. Miracolo!
3. Un contributo non previsto dalla legge
4. Accidenti, abbiamo dimenticato l'IVA!
5. L' articolo 68 e il legislatore
6. I soldi non bastano mai
7. La legge non è uguale per tutti
8. I furbetti del quartierino
9. Faraonico (e inutile) progetto
Circolo degli Atei e degli Agnostici di Bolzano
- Agosto 2007 -
(Il Circolo degli Atei e degli Agnostici di Bolzano è la sezione locale dell"Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti – UAAR)
LA LAICITA' : Principio ispiratore del Circolo degli Atei e degli Agnostici di Bolzano
Il Circolo degli Atei e degli Agnostici di Bolzano riconosce il principio costituzionale di libertà di culto ma ritiene che le spese e gli oneri relativi a tali culti debbano essere attribuiti ai fedeli e non addebitati all"intera collettività.
Siamo fermamente convinti in questo principio per ragioni etiche, per ragioni di eguaglianza di diritti e per necessità politica.
“Supremo principio dello stato” così viene definita la laicità dalla Corte Costituzionale del nostro paese. Sin dalla nascita della nostra repubblica questo principio è stato regolarmente disatteso per la falsa supposizione che i cittadini di questo paese fossero - o dovessero obbligatoriamente - essere tutti cattolici.
Nel frattempo l'Italia e con essa anche la nostra città sono cambiate. E questo cambiamento è sotto gli occhi di tutti. I cattolici praticanti sono solo una parte di una popolazione molto più variegata composta da atei, agnostici, ebrei, mussulmani, buddisti e credenti di altre sette e religioni.
Una reale separazione tra Stato e Chiesa è necessaria per garantire uguali diritti a tutti i cittadini siano essi appartenenti all'una o all'altra confessione religiosa o siano essi non credenti. Ragioni etiche e di uguaglianza di diritti, quindi, ma anche la necessità politica impongono che le istituzioni nazionali e locali diventino più laiche per porre un limite a tutte le eventuali pretese di facilitazioni normative o di concessioni economiche che dovessero pervenire da questa o quella confessione religiosa.
Il Circolo degli Atei e Agnostici di Bolzano si trova sempre più spesso a dover denunciare frequenti violazioni del principio di laicità dello Stato come nel caso del finanziamento comunale della nuova chiesa dedicata a Madre Teresa di Calcutta nel quartiere Firmian. Nella fattispecie il Circolo UAAR di Bolzano ritiene che la Giunta comunale sorvolando sul principio di laicità delle istituzioni, abbia preso in base ad un regolamento non conforme alla legge, una decisione giuridicamente pericolosa perché le eventuali delibere di attuazione si prefigurano di dubbia legittimità. La decisione, inoltre, è politicamente sbagliata per le dimensioni dell!intervento e l!inutile grandiosità della nuova struttura.
Il Circolo degli Atei e Agnostici di Bolzano, quindi, in accordo con la sede nazionale dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR), ha deciso di intraprendere un'azione di contrasto della decisione della Giunta Comunale in favore della nuova chiesa nel quartiere Firmian ritenendo che l'Amministrazione comunale di Bolzano non faccia assolutamente buon uso delle risorse dei propri cittadini e rischi di vedersi annullati i propri atti. Tale azione si articola in un formale invito all'Amministrazione a non rendere esecutiva la decisione del finanziamento prima delle necessarie verifiche e in una campagna di informazione dei cittadini.
E NELL'ARTICOLO DI LEGGE APPARVE LA PAROLA “REALIZZAZIONE”: MIRACOLO!
La delibera del Consiglio Comunale n. 47 del 9 maggio 2002 ha per oggetto: “Regolamento per la concessione di contributi per la realizzazione, manutenzione straordinaria e conservazione degli edifici destinati al pubblico culto.”
Dal fascicolo della delibera si ricava che i lavori del Consiglio Comunale sul regolamento sono stati aperti da una relazione dell!allora Sindaco Giovanni Salghetti Drioli.
Nella sua relazione il Sindaco Salghetti indica le leggi di riferimento e le ragioni sulla base delle quali viene ravvisata la necessità di predisporre un regolamento per la concessioni di contributi per gli edifici di culto.
Nel primo articolo di legge citato (il n. 68 della LR 29/1963) il Sindaco afferma che esso impegnerebbe il Comune “in caso di comprovata insufficienza di mezzi a ciò destinati, ad assumere le spese per la realizzazione, manutenzione e conservazione degli edifici parrocchiali e curiali della diocesi, attinenti al culto pubblico”. In realtà in questa definizione appare una parola in più rispetto al reale articolo 68.
Appare la parola “realizzazione” che, infatti, non è presente nell"articolo citato. Un errore, se così vogliamo chiamarlo, che viene ripetuto anche nella conclusione della relazione del sindaco.
Partendo da questa errata premessa il Consiglio Comunale ha iniziato i lavori e ha discusso e poi approvato un regolamento, ritenendo che la Legge Regionale obbligasse i Comuni a concedere contributi per la “realizzazione” di edifici di culto.
Non spetta a noi dire se si è trattato di un errore di trascrizione o meno; chi ha commesso tale errore o se c'è stato qualcuno che ha deliberatamente alterato l!articolo di legge e, in questo caso, se ci siano o meno ipotesi di reato ma è indubbio che quella parola ha fuorviato i lavori del Consiglio Comunale indirizzando i Consiglieri a redigere un regolamento non conforme alla legge.
UN CONTRIBUTO NON PREVISTO DALLA LEGGE
La legge 2248 del 20 marzo 1865, n. 2248, allegato E, tutt'ora in vigore, stabilisce che il giudice ordinario può dichiarare nullo un atto amministrativo o un regolamento non conforme alla legge.
L!articolo 25 del Testo Unico sull'Ordinamento dei Comuni della Regione Autonoma Trentino Alto Adige NON prevede il finanziamento comunale per la realizzazione di edifici di culto ma solo contributi - e in caso di comprovata insufficienza di mezzi - per la loro manutenzione e conservazione.
Dunque eventuali contributi comunali concessi per la realizzazione di edifici di culto non sono previsti dalla legge e quindi sono di dubbia legittimità.
Di qui l'iniziativa del Circolo degli Atei e degli Agnostici di Bolzano di invitare il Sindaco e gli Assessori del Comune di Bolzano a non portare a compimento la decisione presa in merito al finanziamento della chiesa Madre Teresa di Calcutta prima delle necessarie verifiche.
L'Atto di Richiesta è stato sottoscritto dal Segretario Nazionale dell'UAAR, congiuntamente a soci del circolo stesso, persone sensibili al tema della laicità delle istituzioni e a cui sta a cuore il rispetto della legge.
”ACCIDENTI, ABBIAMO DIMENTICATO L'IVA”
Il progetto della chiesa Madre Teresa di Calcutta, presentato dalla Curia al Comune di Bolzano, prevede una spesa di 14 milioni di euro: 9 per la costruzione e 5 milioni per gli arredi (rispettivamente circa 28, 18 e 10 miliardi di vecchie lire).
La pretesa della Curia di ricevere un contributo di 1/3 sulla spesa prevista di 14 milioni, cioè 4 milioni e settecentomila euro, non ha trovato il favore della Giunta Comunale della città che, per fortuna dei contribuenti, ha deciso diversamente. La Giunta, infatti, si è detta d'accordo sul principio di concedere un contributo di 1/3 sulla spesa ma ha scorporato da questa i 5 milioni di euro previsti per gli arredi. E un terzo di nove milioni fanno tre milioni.
Ciò risulta dagli articoli di stampa e dallo stesso comunicato stampa del 5 giugno 2007, dove la Giunta informa di essersi impegnata a concedere gratis un terreno per un importo di 1,3 milioni di euro e un contributo in denaro di 1,7 milioni di euro per la costruzione dell'edificio di culto. Totale: 3 milioni di euro.
Piccolo particolare: il 1,3 milioni di euro è il costo dell'esproprio (per essere precisi: 1.286.071,25) sul quale però il Comune ha pagato il 20% di lVA; quasi 260 mila euro. Duecentosessanta mila euro scomparsi dal computo del costo totale del contributo.
Dimenticanza? 260 mila euro sono una dimenticanza un po' cara! Comune di manica larga? A volte non è così ad esempio quando si tratta di concedere ad associazioni culturali un contributo di poche migliaia di euro, in Comune diventano molto pignoli.
L'ARTICOLO 68, L'ITALIA E IL LEGISLATORE
L'articolo 68 della legge 29/1963 ha una lunga storia. Già nel Testo Unico del 1915 si dà la facoltà al comune, in caso di insufficienza di altri mezzi, di provvedere alle spese di conservazione degli edifici di culto. Lo stesso T.U. nella versione del 1931 stabilisce che il comune è tenuto a provvedere a queste spese.
Nel 1958 un disegno di legge regionale tenta di ampliare la portata dell"articolo del T.U. del 1931 introducendo, su pressione dell'Arcivescovo di Trento e Bressanone, anche le spese per la manutenzione degli edifici di culto, le spese per il funzionamento dei servizi di culto, per la retribuzione del personale addetto e un'integrazione della congrua per i preti.
L'articolo nella sua versione definitiva sarà approvato nel 1963 e nel 2005 verrà copiato pari, pari (art. 25) nel nuovo Testo Unico sull'Ordinamento dei Comuni della Regione Trentino - Alto Adige: Salvi gli obblighi per titoli particolari, in caso di comprovata insufficienza di mezzi a ciò destinati, il comune è tenuto ad assumere le spese per la manutenzione e conservazione degli edifici parrocchiali e curaziali delle diocesi, attinenti al culto pubblico, ivi compresa la retribuzione del personale addettovi.
Vale la pena ricordare quale era la situazione economica italiana della fine degli anni '50 e all'inizio di quelli '60. L'Italia usciva disastrata dalla seconda guerra mondiale. Una gran parte della popolazione viveva in condizioni di povertà. Il boom economico era di là da venire. Le parrocchie riflettevano le condizioni della gente. Le chiese andavano in rovina e il clero viveva con la congrua, il misero salario statale introdotto dal Concordato e rivalutato solo occasionalmente. Garantire la manutenzione degli edifici di culto era quindi una questione di decoro per la città e una congrua sufficiente ai preti aveva a che fare con la dignità per le persone.
Oggi queste provvidenze non hanno più ragione di esistere. La situazione economica è completamente diversa. La Chiesa Cattolica si avvale di propri istituti finanziari e banche che gestiscono il proprio patrimonio, e di enti e comitati per il sostegno economico alla Chiesa e per il sostentamento del clero che raccolgono lasciti e donazioni da fedeli che possono permettersi offerte ben diverse da quelle degli anni '50 e '60.
Per di più, l'accordo tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984, che ha rivisto il Concordato del 1929, ha introdotto il sistema di finanziamento dell!8xmille che ha elargito, finora, decine di miliardi di euro alla Chiesa Cattolica.
Alla luce della nuova legislazione e delle attuali condizioni economiche della Chiesa Cattolica, l'intero articolo 25 (ex. 68) andrebbe abolito tot court. In questo quadro non possono essere assolutamente tollerati artificiosi tentativi di estendere il campo delle provvidenze previste dall!articolo in oggetto.
I SOLDI NON BASTANO MAI!
Il Regolamento per la concessione di contributi per gli edifici di culto emanato dal Consiglio Comunale il 9 maggio 2002 prevede contributi che per dimensioni e modalità non trovano paragoni rispetto a contribuzioni concesse ad altri soggetti privati.
All'articolo 5, comma 4, si legge: “Il contributo concedibile per ogni singolo intervento non può superare il 70% (sigh) del costo preventivato comprovato dalla documentazione allegata all'istanza non coperto da altri contributi pubblici.”
Ci si chiede quali altri soggetti privati potrebbero costruire edifici che restino poi di loro proprietà e in quali casi il Comune possa contribuire fino al 70% dei costi preventivati non coperti da altri contributi pubblici.
Ma la sorpresa non si esaurisce qui. Nel successivo articolo 6, si legge: “nel caso in cui la Giunta Comunale intraveda un particolare interesse pubblico” nell'opera da finanziare il contributo “può essere elevato sino alla copertura della complessiva spesa preventivata.”
Sulla base di quali principi si può regalare ad un privato un complesso immobiliare che comprende non solo una chiesa ma non dimentichiamolo, anche gli annessi edifici (il centro parrocchiale e la canonica) e che questo privato ne possa mantenere l'esclusiva proprietà?
La Giunta Comunale della città di Bolzano, per fortuna dei contribuenti (si fa per dire), non ha applicato il massimo del contributo previsto dal regolamento. Tre milioni e 243 mila euro però sono un importo gigantesco e dovrebbero essere previsti speciali diritti e garanzie a favore dell!ente erogatore.
Proseguendo nella lettura del Regolamento Comunale vediamo che l'articolo 5, comma 2, indica la documentazione da allegare alla domanda di contributo. L'articolo 25 dell'Ordinamento dei Comuni prevede che il Comune sia tenuto ad assumere le spese per la manutenzione e conservazione degli edifici di culto “in caso di comprovata insufficienza di mezzi a ciò destinati”.
Quale è secondo il Regolamento la “comprova” dell'insufficienza di mezzi finanziari? L'insufficienza, secondo il regolamento, può essere “comprovata” con una semplice dichiarazione stilata a cura del richiedente come si può dedurre dal punto g) dello stesso comma 2.
Sembra quasi che il Comune dica alla Curia: Ti do i denari se mi dici che non ti bastano! Non ti bastano, vero?
Se si applicasse questo articolo per “comprovare” il reddito dei cittadini che richiedono un mutuo o un contributo per l'acquisto o per la ristrutturazione di un abitazione oppure per l'assegnazione di una abitazione IPES, tutti i cittadini raggiungerebbero il massimo punteggio.
Il Circolo degli Atei e degli Agnostici di Bolzano ha intenzione di intraprendere una ricerca sui beni immobiliari degli enti ecclesiastici dell'Alto Adige e di pubblicizzare tale elenco.
È di dominio pubblico, comunque, che gli enti ecclesiastici altoatesini siano proprietari di un patrimonio immobiliare di grande valore. Senza considerare gli edifici di culto appartengono alla Chiesa Cattolica edifici di grande valore storico e commerciale, fabbricati con locali dati in affitto ad esercizi commerciali e privati, terreni agricoli con pregiati vitigni e migliaia di ettari di superficie boschiva.
La Curia, infine, può contare attraverso la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) sui cospicui finanziamenti provenienti dalla legge dell!8xmille (l'importo totale si aggira intorno ai due mila miliardi delle vecchie lire all'anno).
In conclusione sorgono altre due domande: come si può chiedere una semplice dichiarazione per “comprovare” una molto improbabile insufficienza di mezzi finanziari? La seconda domanda dovrebbe, invece, essere posta alla controparte: come può la Curia sottoscrivere una dichiarazione di insufficienza di mezzi finanziari?
LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI
Il Regolamento comunale per la concessione di contributi per gli edifici di culto non pone alcuna distinzione tra un culto o l'altro, tra una confessione religiosa o l'altra. Per questo regolamento, quindi, tutte le organizzazioni religiose potrebbero accedere ai contributi erogati dalla Giunta comunale.
Non siamo stati in grado di trovare alcuna delibera comunale che riguardi contributi comunali per la costruzione di edifici di culto erogati ad una confessione religiosa diversa da quella della Chiesa Cattolica Romana.
Da dichiarazioni della Giunta comunale, riportate dalla stampa locale (fotocopie allegate), si ricava invece che la Giunta ha pregiudizialmente negato la possibilità di concedere contributi ad altre religioni per questi stessi scopi. In realtà la situazione è ancora peggiore perché il dibattito all'interno della passata e della presente amministrazione comunale si è limitato alla possibilità di rilasciare la sola concessione edilizia per la costruzione di edifici di culto diverso da quello cattolico.
La Giunta comunale attuale sembra aver superato la pregiudiziale sulla licenza d'uso ed ha magnanimamente promesso a Testimoni di Geova e all"associazione islamica “Il Dialogo” il rilascio di concessioni edilizie per i loro edifici di culto.
Resta invece molto ferma la posizione negativa rispetto alla concessione di contributi sia per l!acquisto del terreno che per la costruzione dell!edificio di culto. A questo proposito, il 15 marzo 2007 la stampa locale scriveva “per la Giunta Spagnolli non è possibile l!erogazione diretta di contributi” (ad islamici e Testimoni di Geova).
Due mesi e mezzo dopo la Giunta comunale decideva il finanziamento di 3 milioni e 243 mila euro per la chiesa cattolica a Firmian.
I FURBETTI DEL QUARTIERINO
Questo capitolo descrive come la Diocesi di Bolzano e Bressanone entra in possesso di un terreno idoneo alla costruzione di una chiesa a Firmian, lo vende ad una impresa di costruzioni, ricavandoci un milione e mezzo - due milioni di euro e quindi chiede e ottiene dal comune di Bolzano un terreno gratis per la chiesa intitolata a Madre Teresa di Calcutta.
La zona di espansione Resia 1 (Firmian)
L'area totale del quartiere Firmian è di 16 ettari e mezzo; 165 mila metri quadri. Alla metà del 2004 la zona era suddivisa tra 15 proprietari. L'ente pubblico come è d'uso in questi casi, mette in “comunione” l'area per facilitare le operazioni di lottizzazione. I proprietari, in pratica, diventano comproprietari dell"area nel suo insieme, ognuno per una quota calcolata in millesimi, come per i condomini.
L'esproprio dell'area della chiesa
Il lotto A2, sul quale è prevista la costruzione della chiesa Madre Teresa di Calcutta, ha una superficie di 3.234 metri quadri. Il Comune ha espropriato l"area indennizzando con 1 milione e 286 mila euro (+ IVA) tutti i 15 proprietari di Firmian, ognuno per la sua quota.
Scorrendo l'elenco dei proprietari indennizzati vi troviamo varie imprese di costruzione e agenzie immobiliari e, sorprendentemente, la Diocesi di Bolzano e Bressanone. Nero su bianco: la Diocesi ha ricevuto una quota di indennizzo per l!esproprio di un terreno che le verrà poi regalato (1).
La seconda e ancora più grande sorpresa, segue immediatamente dopo quando si va a verificare l'estensione del terreno di proprietà della Diocesi a Firmian: 2.933 metri quadri. Poco meno della stessa superficie del lotto A2 destinato dal comune alla costruzione della chiesa. La Diocesi, insomma, aveva già un terreno a Firmian, se ne fa regalare uno dal Comune di Bolzano che indennizza tutti i proprietari precedenti tra i quali la stessa Diocesi.
Girandole milionarie
Da dove proveniva quel terreno in possesso della Diocesi? La Parrocchia S. Agostino - Convento di Muri-Gries dei Benedettini, era proprietaria a Firmian di oltre 5 ettari di terreno (oltre 50 mila metri quadri). Negli anni della lottizzazione i terreni a Firmian avevano un prezzo di mercato tra i settecento e i mille euro al metro quadro (2). Il convento Muri-Gries, quindi, era in possesso di terreni per un valore enorme: tra i 30 e i 35 milioni di euro (3).
Vista la nascita di un nuovo quartiere i Benedettini, sollecitati a cedere gratuitamente il terreno per la costruzione di una chiesa, fecero una donazione alla Diocesi di 2.933 metri quadrati. Si privarono di circa il 5% della proprietà e vendettero la parte restante alla Habitat di Tosolini (che divenne proprietario del 55% dei terreni di Firmian). Non è dato sapere quanto effettivamente realizzò il convento Muri-Gries con la vendita; si dice che ricevettero in cambio denaro contante e, in permuta, proprietà nel centro città e nella zona di piazza Adriano.
Riassumendo: il convento Muri-Gries aveva a Firmian un patrimonio gigantesco; un terzo dell'intera area. Il convento dona 2.933 metri quadrati alla Diocesi che non ci costruisce la chiesa ma attende il frazionamento dell"area. Il terreno, depurato della parte di espropri per opere pubbliche, viene venduto alla società Dalta srl (Dalle Nogare e Tarascio). Da questa operazione la Diocesi, secondo nostri calcoli, dovrebbe aver introitato, tra indennizzi e il ricavo della vendita, una cifra compresa tra il milione e seicentomila e i due milioni di euro (4).
Detto fatto, la Diocesi chiede e riceve in regalo dal Comune un terreno uguale anzi, giusto un poco più grande. Tutta operazione costa all!intera comunità cittadina la bellezza di 1 milione 543 mila euro. C'è da rimanere stupefatti!
In conclusione si possono fare alcune considerazioni. La prima, lampante, fa tornare alla mente quel “insufficienza dei mezzi” di cui si è fatto cenno nei capitoli precedenti. Con il solo valore dei 5 ettari si potevano costruire due intere chiese, complete di arredi, del costo di 14 milioni di euro ciascuna.
La seconda considerazione è relativa al percorso che ha portato all"acquisizione del terreno. Può essere che i singoli atti siano stati pure regolari ma il complesso delle operazioni chiesa-comune-chiesa può dar adito a qualche dubbio a cominciare dalla oculatezza con la quale è stato gestito il pubblico denaro. In ogni caso la spregiudicatezza adottata lascia sconcertati se si pensa al ruolo pubblico dei protagonisti della vicenda.
La terza considerazione riguarda il comportamento degli amministratori della nostra città che consentono o non vedono, ciò che accade accollando all"intera comunità un costo di oltre un milione e mezzo di euro (per il solo “capitolo terreno”).
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NOTE
(1) Si sottolinea che non si tratta dell"esproprio di tutto il terreno della Diocesi ma di una quota dello stesso così come è stato fatto per gli altri 14 proprietari.
(2) La prima cifra è stata calcolata dall"ente pubblico ed è stata poi presa come base per l"indennizzo (60% del prezzo) per gli espropri. La seconda cifra è stata indicata da
imprese di costruzione come prezzo per la compravendita dei terreni.
(3) Le cifre sono ipotetiche e risultano da un calcolo effettuato sulla base dei seguenti parametri: tutte le aree sono state espropriate per un quota del 45 –50%; l"indennizzo per l'esproprio era uguale a 361 euro/m2, +10%; per la parte restante i prezzi di mercato erano situati come già detto, tra i 700 e i 1.000 euro al m2.
(4) Il calcolo è stato effettuato con gli stessi parametri della precedente nota.
UN FARAONICO (E INUTILE) PROGETTO
Il centro parrocchiale Maria Teresa di Calcutta nel quartiere Firmian verrà costruito su un terreno 3.234 m2, donato dal Comune di Bolzano e situato, un po' arretrato rispetto la strada, di fronte al Palazzetto dello Sport di Via Resia.
Il complesso sarà composto da tre blocchi per un volume totale di 17.326 metri cubi. Nel primo edificio troveranno posto la chiesa e una cappella per funzioni religiose feriali. Nel secondo il vero e proprio centro parrocchiale, posto su 2 piani, con atrio, cucina, sala multifunzionale, 6 aule per la catechesi, bagni, ripostigli e locali di servizio. Il terzo blocco è una canonica di tre piani, con ufficio parrocchiale, magazzino, 2 negozi, 4 appartamenti di 80 – 90 m2 cadauno, destinati al parroco, al cappellano, al custode e ad un ospite o alla domestica. Nel piano interrato del complesso troverà posto un garage per 9 posti macchina.
La chiesa verrà costruita nel cuore del quartiere Firmian in un area dove troveranno posto la scuola elementare, la scuola materna, l'asilo nido, la biblioteca, negozi e supermercati. Ai lati del centro è in costruzione la zona residenziale con i 1.350 alloggi previsti.
Il complesso parrocchiale
Il progetto del centro parrocchiale Maria Teresa di Calcutta nel quartiere Firmian è stato definito “faraonico” dalla stampa locale e prima ancora dallo stesso assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Bolzano. Colpisce particolarmente apprendere che il progetto prevede oltre la vera e propria sala chiesa e un cappella feriale per il culto, ben quattro appartamenti e due negozi. Ci si chiede: quale interesse può avere la cittadinanza nel regalare alla curia 4 appartamenti e due negozi (in esenzione ICI) per uno scopo che non ha niente di pastorale ma che serve solo a procurare del reddito?
La chiesa come centro del quartiere
Molto bella la simulazione con grafica al computer del progetto del quartiere Firmian disponibile sul sito del Comune di Bolzano. La chiesa nel cuore di Firmian. La chiesa al centro del quartiere perché così deve essere, perché così è sempre stato. Non importa se essa non sia più un punto di riferimento primario per la comunità; non importa se le chiese siano frequentate sempre meno. Non importa se nel quartiere abitano anche non cattolici, atei e agnostici. La chiesa deve essere al centro per riaffermare la sua esistenza! Un faro per le “pecorelle che hanno smarrito il cammino”.
La chiesa sotto casa
A quattrocento metri in linea d'aria dal centro di Firmian si trova la chiesa del Centro Pastorale Corpus Domini di Via Gutenberg. La distanza a piedi è di circa 500 metri. Camminando in modo normale, senza fretta, la distanza si copre in 5 - 6 minuti. Nella zona poi, sono presenti altre due chiese: la Pio X a 850 metri e la Don Bosco a 950 metri.
Conclusione
Un edificio di culto per pochi praticanti, un complesso inutilmente grandioso, situato in una zona già servita da altre strutture, un costo complessivo esagerato, un esempio di discriminazione verso cittadini non cattolici, più di tre milioni di euro addebitati all!intera comunità cittadina, risorse economiche distolte da altre priorità, procedure di finanziamento di dubbia legittimità e moralità, sono tanti, gravi e variegati i motivi che consigliano di rivedere radicalmente il progetto e le sue basi finanziarie e in primo luogo l!opportunità di concedere contributi e, in subordine, gli importi e le modalità dei contributi stessi annunciati dalla Giunta comunale di Bolzano.
Ci si augura, infine, che nella nostra città si apra un dibattito che coinvolga il Consiglio comunale, le forze politiche e sindacali e le associazioni cittadine affinché il principio della laicità sia concretamente applicato dalle istituzioni cittadine e provinciali.
Allegati
1. Atto di Richiesta consegnato a Sindaco e Assessori della Giunta Comunale di Bolzano
2. Confronto del capoverso del Regolamento comunale per la concessione di contributi con l'art. 68 della Legge Regionale 21 ottobre 1963, n. 29.
3. Articoli di stampa sulla posizione dell'amministrazione comunale nei confronti di altri culti
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• LUIGI SPAGNOLLI
agli Assessori membri della Giunta Comunale di Bolzano sigg. • ELMAR PICHLER ROLLE - Vice Sindaco e Ass. Attività economiche e Finanze • SILVANO BASSETTI - Assessore all'Urbanistica • LUIGI GALLO - Assessore alla Partecipazione e al Personale • KLAUS LADINSER - Assessore alla Mobilità e Ambiente • STEFANO PAGANI - Assessore ai Lavori Pubblici • MARIA CHIARA PASQUALI - Assessore Politiche Casa e Tempi della città • SANDRO REPETTO - Assessore alla Cultura • MARGARETE ROTTENSTEINER - Assessore Scuola, Giovani e Tempo Libero • PRIMO SCHÖNSBERG - Assessore all'Innovazione e al Lavoro • PATRIZIA TRINCANATO - Assessore Politiche Sociali e alle Pari Opportunità
e p.c. al Segretario Comunale di Bolzano sig.
• ANTONIO TRAVAGLIA e alla Corte dei Conti del Trentino Alto Adige – Bolzano
• PROCURA REGIONALE - Viale Druso, 36/A - 39100 Bolzano
ATTO DI RICHIESTA
PREMESSO
• che da informazioni della stampa locale e dallo stesso comunicato stampa emesso dall'Ufficio Stampa del Comune di Bolzano in data 05/06/2007, pubblicato sul sito web ufficiale del Comune di Bolzano (fotocopie allegate), si deduce che:
“La giunta ha approvato la variazione di bilancio di 1,3 milioni di Euro per poter mettere a disposizione della Curia un terreno nel quartiere Firmian a titolo gratuito per la costruzione della nuova chiesa, il centro parrocchiale e la canonica della parrocchia Santa Madre Teresa di Calcutta. La Giunta si è impegnata a proporre un contributo di 1.7 milioni di Euro, calcolato sul valore del terreno e sui costi di costruzione nel prossimo biennio o triennio secondo le possibilità finanziarie del Comune. Per quanto riguarda gli arredi e le opere d"arte, il Comune non assume al momento alcuna decisione. Ricordiamo che la spesa complessiva per la realizzazione della struttura (arredi compresi) ammonta a circa 14 milioni di Euro.”;
• che il contributo di 1,7 milioni di euro sarebbe destinato alla realizzazione di edifici parrocchiali attinenti al culto pubblico sulla base delle previsioni delle Leggi Regionali sull"Ordinamento dei Comuni;
• che peraltro l"articolo 68 della Legge Regionale Trentino Alto Adige 21/10/1963 n. 29, oggi articolo 25 del Testo Unico delle Leggi Regionali sull"Ordinamento dei Comuni della Regione Autonoma Trentino – Alto Adige (DPReg. 01/02/2005 n. 3/L), prevede che gli “Oneri del Comune in materia di culto” siano limitati a “le spese per la manutenzione e conservazione degli edifici parrocchiali e curaziali delle Diocesi attinenti al culto pubblico..”
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• che gli oneri assunti dal Comune devono rispondere a principi di stretta legalità e che dunque qualunque spesa non prevista dalla legge comporta una responsabilità patrimoniale personale in capo ai funzionari che l"abbiano deliberata,
ciò premesso
SI INVITA
la Giunta Comunale di Bolzano, il Sindaco e i singoli Assessori a non portare a compimento la decisione presa, salva loro personale responsabilità anche patrimoniale in ordine a dette spese ove dovessero essere erogate dall"Ente Pubblico.
Per migliore chiarezza si riporta l"articolo 25 del Testo Unico delle Leggi Regionali sull'Ordinamento dei Comuni della Regione Autonoma Trentino – Alto Adige (DPReg. 01/02/2005 n. 3/L):
Articolo 25
(art. 68 LR 21 ottobre 1963 n. 29) 1. Salvi gli obblighi per titoli particolari, in caso di comprovata insufficienza di mezzi a ciò destinati, il comune è tenuto ad assumere le spese per la manutenzione e conservazione degli edifici parrocchiali e curaziali delle diocesi, attinenti al culto pubblico, ivi compresa la retribuzione del personale addettovi.














