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Antico Egitto: Esoterismo e Tecnologia

Quello che per molti è ostile o incomprensibile, l’esoterismo ne concede il sapere agli iniziati. La stessa parola deriva dal greco “esoteros” significa “che è dentro” denota la particolarità di azioni, comportamenti, conoscenze che sono condivisibili dentro il nucleo iniziatico. Per questo, quando si parla del culto della “vita” e di quello della “morte” non si deve cadere nel significato standard di queste due parole. Tutte le divinità femminili e maschili contemplate nell’antico Egitto, hannoun ruolo significativo nelle varie fasi della vita. Non si tocca l’impalpabile regno dei cieli, particolari nirvana, Tutto ruota attorno alla nascita, la generazione, la fertilità, la terra, gli animali, la regalità, la morte, l’eternità: Fasi che appartengono alla materia, l’infinita materia rigeneratrice di se stessa.


Non vi è poi uno stato gerarchico fra le divinità egizie, con più attenzione, forse, alle molteplici divinità del sole. La vita degli dei ha composto la loro natura: Osiride dio solare della rigenerazione, Horus della regalità, della luna e del sole, figlio di Iside e Osiride, Sechmet della malattia, Iside della guarigione, Seth quest’ultimo il trasgressore a cui è impossibile non dare peso. Figlio di Geb dio della terra nato da Shu e Tefnut, e di Nut anche lei figlia di Shu e Tefnut, fratello di Osiride, Iside e Nephtis. Liti fra dei per Seth, cui appartiene la forza, il caos e, se vogliamo, la vera vita, poichè caotica, istintiva, irriverente essa è. Il luogo comune del concetto “solare” deve in questo caso essere ripreso in considerazione: è si luminescente
vita, radiosa prospera condizione, ma anche tutto il suo opposto. Seth era solare, non dominava l’aldilà come il dio sciacallo Anubi. Meno oniricamente egli era la ragione che genera la vita: il caos e la nefandezza. E’ il buio che genera la vita, l’osare nel nascosto, il più profondo istinto che divarica i muri della mente e di tutte le etiche. Osiride risorta deve tutto al fratello Seth! Al Nilo danzante fra i due concetti vita-morte. Perchè anche il Nilo è la vita. Dire che esso sia il dio della violenza è una bestemmia, violento è sempre chi ferma la vita, chi la vuole sottomettere, chi impone un potere nominale sul regno animale (umano). Raffigurato con la testa di animale, ovviamente per l’istinto, talvolta di somaro, talvolta di cinghiale formichiere. Vi sono tantissime e differenti raffigurazioni di Seth. Divenne dio violento poichè dio blasfemo. Se vogliamo è il diavolo egiziano, ma tutto sommato Seth siamo noi.

Il procedimento della mummificazione non era per la conservazione del corpo nell’aldilà, piuttosto per preservarlo integro nell’aldiqua. Perchè è nell’aldiqua che i corpi restavano, ed è qua che si sono conservati. Ecco il concetto di morte divenire invece vita eterna. Aperto il cadavere gli organi come fegato, intestino, pancreas, cervello venivano conservati in vasi chiamati “canopi” rappresentanti i “figli di Horo”, la regalità di ciò che è dentro, l’ordine e la simbologia è la seguente: Amsit, antropocefalo, sud, fegato, Iside, Hapi, cinocefalo, nord, polmoni, nephtis, Duanufet, sciacallo, oriente, stomaco, Neith, Qubehsenuf, ieracocefalo, ovest, intestini, Selkit. Vari aromi (e qua non si sa, resta un mistero la tipologia) fra cui mirra tritata, cassia venivano usati per riempire il cadavere che, una volta richiuso, veniva immerso per settanta giorni in una sostanza a base di carbonato di sodio idrato. Così, in questo lungo periodo di immersione, il corpo disseccava. Veniva poi avvolto in bende. La mummia chiusa nel suo sarcofago. Tutto ciò che pare così inverosimile in realtà qualche fremito in noi lo nutre, basta guardare nei nostri musei i corpi degli egizi, alcuni hanno ancora i capelli, gli occhi, per rendersi conto della saggezza del popolo egizio. I risultati di un inno alla vita, i risultati di un inno alla morte. Vi fu poi un’accesa lite fra Seth e Horus, quest’ultimo intento a vendicare il padre Osiride. Seth, nella lotta, strappa l’occhio sinistro a Horus (eclissi di luna, gli occhi di Horus rappresentavano il destro il sole ed il sinistro la luna). Horus evira Seth, nell’atroce vendetta (la sterilità, la siccità, l’antifertilità).

Si posizionano così, queste figure, in base alle loro storie concedono al mondo la forza della rigenerazione, delle eclissi, degli astri e della regalità in lotta per generare natura, creazione di ogni sua fase. Aker rappresentava le porte attraverso le quali, ogni mattina il dio sole deve passare entrando così in contatto terreno, simboleggiato da due leoni posti di schiena l’uno all’altro come per raffigurare un cancello. Emblema di vita e morte era anche Hathor (derivazione hat - Hor, la dimora di Horus) conosciuta come (non ridete) “la vacca celeste”, Era Dea dell’amore, della musica, della danza, della bellezza ma anche della morte, non deve stupire quest’ultima caratteristica perchè è in nome della bellezza, dell’amore, della passione che si uccide, sono i punti cardini dei tradimenti, delle gelosie, delle dispute mortali. Questa Dea, come altri, aveva dominio sui quattro elementi, acqua, aria, terra e fuoco e sul metallo oro. Ma abbiamo anche qualcuno che supera il nostro Narciso, è Ptah, sotto il suo influsso è tutta l’arte, è il creatore della sua stessa immagine, questa caratteristica è meravigliosa sotto tutti i concetti del pensiero magico. Non si può parlare dell’Egitto senza parlare di mistero, tutto ciò che oggi abbiamo fra le mani sono resti su cui edificare teoremi per dare risposta ad un qualcosa di immenso che racchiude molteplici aspetti conoscitivi di scienze, fra cui anche quelle astrologiche ed astronomiche che, solo dopo millenni, sono state concepite dal genere umano e riconosciute per vere. Ad esempio si è scoperto, tramite alcuni calcoli matematici, che la base e l’altezza della piramide di Cheope costituiscono misure legate al moto terrestre, lo stesso modello sembra creato per avere un legame matematico e geometrico con la circonferenza della terra ed il suo diametro.

La fantasia vola dove non c’è una concreta base conoscitiva, delle piramidi si è detto di tutto, ma come esse venivano erette al cielo resta ancora oggi un quesito senza risposte attendibili. Si è parlato di particolari sistemi di elevazione, poi si è calcolato che mille uomini non riuscivano a spostare i massi che le componevano per più di qualche metro, figuriamoci spingerli in salita, appoggiarli uno sull’altro fino a comporne una geometria perfetta. Si parla di massi del peso di una nave! L’unico elevatore capace di reggere un simile peso è stato costruito solo dopo millenni. UFO? Extraterrestri? Poteri mentali? Può essere che ciò che viene trovato come reperto archeologico sia in realtà il resto di una civiltà evolutissima e post tecnologica? Si può veramente spaziare nel risolvere il mistero, evidente è che le piramidi non erano solo tombe, orientate perfettamente alle stelle. Tornando alla grande piramide di Giza eretta a Cheope, la stessa è considerata una delle sette meraviglie del mondo, ancora oggi costituisce il centro di innumerevoli misurazioni, calcoli, esperimenti. Quello noto a tutti usa la piramide costruita in laboratorio mantenendo le proporzioni geometriche con quella originale, il modellino è in grado di mummificare materia organica, mantenere affilate le lamette, magnetizzare oggetti; seguendo una dinamica ben definita, orientando la piramide verso il nord, sistemando l’oggetto a una determinata altezza. La forma quindi, la forma e l’energia sono gli elementi che l’antico Egitto conosceva e usava come supporto al culto degli dei. La forma che era espressa con l’arte, il disegno, la pittura, la scultura, quello che ancora oggi sbalordisce, affascina e stimola. Quando la vita e la morte espresse in un iter artistico di perfezione continuano ad attraversare i tempi e le ere, si può affermare che l’onda portante oltre ad essere misteriosa è anche immensamente splendida.


Marco Dimitri

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