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i Materiali del Killer

Michele Ferraro, lo sbirro di Quarto Oggiaro, è tornato.
È stato via parecchio, Mic. Un po’ perché la Capitale se l’era acchiappato e l’aveva fatto invaghire (ma non è funzionata: Ferraro è più tipo da tangenziali che da Grande Raccordo Anulare, se capite cosa intendo) e un po’ perché il suo autore, l’architetto Gianni Biondillo, aveva altre storie da raccontare. Storie di cemento, pannolini, ragazze, divorzi e chilometri a piedi. Sono trascorsi quattro anni dall’ultima avventura di Michele. Ma siccome si trattava d’un prequel (Il giovane sbirro raccontava com’è che Ferraro è finito in polizia), a conti fatti è dal 2005 (anno d’uscita di Con la morte nel cuore, secondo romanzo del ciclo quartoggiarese. Il primo è Per cosa si uccide) che non si sa più nulla di lui.

Che fine ha fatto? Come se la passa? Né bene né male, a dire il vero. È invecchiato, ha smesso di giocare all’eterno ragazzino. Ferraro non è benedetto dall’immota giovinezza dei personaggi dei comics o dei protagonisti delle serie gialle di successo (Maigret invecchia un anno ogni dieci libri, ben che vada…): ogni lustro che passa per noi, passa pure per lui. E dunque ce lo ritroviamo con una figlia ormai signorina (anche se ai suoi occhi un po’ ottusi non smetterà MAI di essere la sua bambina), un’altra storia chiusa alle spalle (non ha funzionato con Francesca, ma questo lo sanno tutti: i due son separati dall’inizio della saga. Ma non è andata neppure con Elena Rinaldi, commissario dello SCO, con la quale aveva provato a reinventarsi una vita romana) e una nuova casa meneghina (in Via Padova, lontana da Quarto Oggiaro).
Quello che non cambia mai è il suo mestiere. Lavoraccio che lo porta a impantanarsi in indagini più grandi di lui, che in una maniera o nell’altra finiscono per lasciargli l’amaro in bocca. Se in genere però è difficile che Michele varchi i confini cittadini, questa volta gli toccherà correre per mezza Italia alla ricerca d’un evaso dal presente fosco e dal passato oscuro, che si lascia alle spalle una scia di sangue e misteri. È una storia complessa e grandiosa quella de I materiali del killer, che parla d’Africa e Sud del Mondo senza retorica né moralismo, racconta che diventar grandi è un casino e invecchiare è pure peggio, ma prima o poi coi capelli bianchi tocca farci i conti. Tutti quanti.
La voce di Biondillo è al solito multiforme e raffinatissima, la sua penna impazzita zompetta dalle battute da scuola media ai flussi di coscienza, passando per dialoghi serratissimi, poesie d'avanguardia, memoriali, aulicismi e trivialità. Un’autentica bomba atomica.
Riguardo alla trama, trattandosi d’un giallo, non posso dir di più senza bruciarvi la sorpresa. Ma vi consiglio di fidarvi e lasciar fare a Michele (e Gianni): ve la spasserete di sicuro.

 

Carmilla

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