Il Pakistan è in ginocchio. Le catastrofiche inondazioni hanno raggiunto anche il sud del Paese, obbligando milioni di persone ad abbandonare le proprie case: gli sfollati sono dodici milioni nelle sole due province del Pendjab (centro del paese) e di Khyber Pakhtunkhwa (nel nord-ovest).
Con un messaggio televisivo, il premier pachistano, Yousuf Raza Gilani, ha lanciato un appello alla comunità internazionale per ricevere aiuti immediati.
Le stesse Nazioni Unite hanno detto di dover far fronte a "necessità impressionanti": la stima dei sinistrati è di circa 4,5 milioni, mentre il bilancio delle vittime raggiunge i 1.600 morti in una settimana, oltre ad alcune centinaia di dispersi.
I servizi meteorologici pachistani hanno lanciato un allarme rosso per la minaccia "imminente" di inondazioni nella provincia meridionale di Sind (sud), in particolare nella regione agricola di Katcha, lungo il fiune Indo.
L'inviato speciale dell'Onu, il francese Jean-Maurice Ripert, ha detto che verrà lanciato un appello per la raccolta fondi e ha sottolineato il rischio di epidemie, dovute alla carenza di acqua potabile nelle zone colpite dalle inondazioni.
Le violente precipitazioni hanno causato danni anche nella vicina India, dove si contano 113 morti e diverse decine di dispersi a Leh, la città più grande della regione di Ladakh, nel Kashmir, una zona moltro frequentata dai turisti occidentali.
Un bilancio drammatico ma provvisorio, avvertono le autorità, mentre prosegue la corsa contro il tempo per cercare di salvare le persone travolte dal fango. Si scava
anche a mani nude mentre i soccorsi - che vedono sul campo impegnati 6 mila soldati - riescono con difficoltà a raggiungere gli alluvionati.
E difficile è anche la situazione per i circa 3 mila turisti stimati, che si trovano nella zona, considerata un paradiso, chiamato 'Piccolo Tibet'. Molti infatti gli stranieri rimasti
bloccati per i danni causati soprattutto alle vie di collegamento. Come nel caso di alcuni italiani che si trovavano sulla strada Manali-Leh, colpita da frane, costretti ora ad
attendere in un accampamento di poter tornare indietro.
Rainews 24






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