L'ottavo presidente della Repubblica Italiana è morto a 82anni. Napolitano ne ha 85.
Dotato di un'intelligenza arguta si diplomò a 16 anni e si laureò in giurisprudenza a soli 20 anni.
Fu il più giovane ministro degli Interni (aveva 48 anni nella Repubblica Gerontocratica!), il più giovane Presidente del Senato e il più giovane Presidente della Repubblica (aveva ben 56 anni ma, appunto, in Italia Napolitano ne potrebbe essere il padre anziano).
La sua carriera politica decollò a trent'anni quando si arruolò nei cosiddetti "Giovani Turchi" democristiani.
Dopo che nel '77, come ministro degli Interni, fece massacrare gli studenti con la celere (morirono prima Pierfrancesco Lorusso e poi Giorgiana Masi) sui muri si iniziò a scrivere il nome di Cossiga con la "K" e la doppia "S" tipica dei corpi nazisti delle SS. A noi piace ricordarlo così: con le mani sporche di sangue.
Nel gennaio 1978 riformò i servizi segreti dando loro la configurazione che avrebbero mantenuto fino alla successiva riforma del 2007, e creò i reparti speciali della Polizia NOCS e dei Carabinieri GIS. Nel '78, quando fu rapito Aldo Moro dalle Brigate Rosse, creò rapidamente due "comitati dicrisi", uno ufficiale e uno ristretto, per la soluzione della crisi. Molti fra i componenti di entrambi i comitati sarebbero in seguito risultati iscritti alla P2: ne faceva parte lo stesso Licio Gelli sotto il falso nome di ingegner Luciani.
Nel 1980 Cossiga come presidente del consiglio fu proposto dal PCI per la messa in stato di accusa da parte del Parlamento. L'accusa era di favoreggiamento personale e rivelazione di segreto d'ufficio. Cossiga fu sospettato di aver rivelato a un compagno di partito, il senatore Carlo Donat Cattin, che suo figlio Marco era indagato e prossimo all'arresto, essendo coinvolto in episodidi terrorismo, suggerendone l'espatrio. Assolto dall'accusa Cossiga ha ammesso (vent'anni dopo i fatti con il reato ormai caduto in prescrizione) parte dell'addebito.
Nell'85 fu eletto Presidente della Repubblica eccezionalmente al primo scrutinio con il sostegno di DC, PSI, PCI, PRI, PLI, PSDI e Sinistra Indipendente.
La caduta del muro di Berlino segnò l'inizio della seconda fase della sua presidenza. Con la fine della guerra fredda Cossiga
Morto Francesco Cossiga. Il Caimano, il Coccodrillo ALternativo
Liberazione: Bologna, la strage è domani
La data del 2 agosto 1980 significa per la recente storia italiana il più grave, in termini di vittime, degli attentati terroristici di stampo stragista che colpirono il Paese nel corso degli anni della strategia della tensione. A tre decenni esatti da quell’esplosione, avvenuta alle 10.25 del mattino nella sala di seconda classe della stazione, un lungo percorso giudiziario, conclusosi nel 2007 con la sentenza della Cassazione che condanna l’ex Nar Luigi Ciavardini, minorenne al tempo dei fatti, consegna una verità giudiziaria in cui si fanno i nomi degli esecutori materiali (insieme a Ciavardini, anche Valerio Fioravanti e Francesca Mambro), dei depistatori (uomini degli apparati di sicurezza dello Stato) e di piduisti, a iniziare da Licio Gelli.
Un impianto accusatorio passato attraverso undici processi (se si comprendono anche quelli sui depistaggi) e che ha tenuto dal punto di vista giudiziario. Ma che, a trent’anni di distanza, viene costantemente rimesso in discussione a favore di altre “piste”, a iniziare da quelle internazionali, che vorrebbero spostare l’asse della strage di Bologna verso il terrorismo straniero, in primis quello filo-palestinese con l’eventuale supporto (secondo Carlos, al secolo Ilich Ramírez Sánchez, esponente del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, al momento in carcere a Parigi) di Cia e Mossad.
“Non si è indagato abbastanza in questa direzione”, dicono i sostenitori del fronte “innocentista” a supporto dei neofascisti appartenenti ai Nuclei armati rivoluzionari. Ma in attesa delle risultanze investigative in corso su questo fronte (il cui esito potrebbe giungere entro la fine del 2010), occorre controbattere che a oggi ci sono elementi che confermano la validità delle sentenze formulate. Sentenze che sì, è vero, condannano la “manovalanza” (eversori neri) e i “fiancheggiatori” (servizi segreti sotto l’egida piduistica), ma che oggi possono essere integrate da ulteriori elementi che stanno uscendo altrove.
Il processo di Brescia: una lente sul mondo del terrorismo nero
L’altrove a cui far riferimento è il processo in corso a Brescia per la strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974. Iniziato nel dicembre 2008, è un caleidoscopio che racconta una stagione di terrore stragista ben oltre i fatti addebitati agli imputati. Nel corso di decine di udienze, hanno preso la parola ex appartenenti a Ordine nuovo e Avanguardia nazionale, uomini che sono appartenuti ai servizi segreti (tra tutti si ricordi il generale Gianadelio Maletti, riparato in Sudafrica dopo la condanna per le coperture fornite ai responsabili della bomba di piazza Fontana), esponenti delle forze dell’ordine che hanno dato un importante contributo alla ricostruzione degli eventi di quegli anni (come il colonnello dei carabinieri Massimo Giraudo e l’ispettore di polizia Michele Cacioppo).
Il processo di Brescia (ascoltabile integralmente attraverso le registrazioni pubblicate da Radio Radicale) dà così anche qualche informazione in più per quel che riguarda la strage alla stazione di Bologna. E vediamole, dunque, queste informazioni, che consentono di fare un passo ulteriore verso i pezzi di storia ancora mancanti alla bomba del 2 agosto 1980.
Se già il giudice Mario Amato, ucciso dai Nar a Roma il 23 giugno di quell’anno, aveva in due riprese denunciato davanti al Consiglio superiore della magistratura l’imminente pericolo di una ripresa terroristica in Italia (il paradosso è che riferisce al vicepresidente del Csm, Ugo Zilletti, iscritto alla loggia massonica P2), possiamo dire che anche nel mondo neofascista si parlava dello stesso argomento.
Lo fece per esempio Alberto Volo, estremista siciliano e informatore dei servizi segreti statunitensi (o almeno così diceva di se stesso), parlando a Francesco Mangiameli, l’esponente della direzione nazionale dell’organizzazione neofascista Terza posizione ucciso dai Nar l’9 settembre 1980 a Tor de’ Cenci. Volo, in quell’occasione, diede anche un termine di misura per comprendere la portata di quanto era in preparazione: qualcosa tipo la Rosa dei Venti, organizzazione di stampo golpista legata a tentati colpi di stato, come il golpe Borghese. E sempre nell’ambiente dell’estremismo neofascista si diceva anche (lo farà per esempio l’ordinovista Marcello Soffiati) che questo progetto avrebbe riscosso le simpatie “americane”.
In parallelo a queste informazioni – e alle notizie “preventive” della strage alla stazione di Bologna, fornite da personaggi come Presilio Vettore, Aldo Del Re e Maurizio Tramonte – da Brescia si fa anche il punto sulle attività massoniche. Se ne legge nella perizia realizzata da Giuseppe De Lutiis e Piera Amendola su richiesta dei pubblici
Alla Chiesa cattolica il meritato premio “Chiuso come un’ostrica”
Un’associazione di giornalisti tedeschi ogni anno assegna il premio Verschlossene Auster, “Chiuso come un’ostrica”, a una persona o a una organizzazione che si sono distinte per assenza di trasparenza e mancanza di volontà di collaborare con la stampa. Nel 2010, nona edizione della storia, il premio è andato di diritto alla Chiesa cattolica per aver “raramente mostrato la volontà di educare, ostacolando invece i giornalisti investigativi”. La Chiesa succede all’associazione delle banche tedesche, al Comitato Olimpico Internazionale e a Vladimir Putin.
Un “premio” meritato, che non sorprende. Sorprendono, invece, le dichiarazioni riportate dal Tagesschau , del portavoce della Conferenza episcopale tedesca, Matthias Kopp, il quale ha sportivamente ritirato il premio ammettendo che, a proposito degli abusi sessuali commessi da religiosi, la Chiesa ha compiuto un grave errore di comunicazione: “Abbiamo atteso troppo tempo prima di intervenire”.
Bisognerebbe chiedere al signor Matthias Kopp il perché di questa “lunghissima” attesa, considerato che la pratica della pedofilia negli ambienti ecclesiastici si perde nella notte dei tempi. Forse è stato il noto distinguo che la Chiesa fa da sempre fra peccato e reato, a spingere gli ambienti ecclesiastici a non dare peso a quella che è diventata una malattia endemica della Chiesa cattolica?
Secondo la Chiesa, gli atti contrari alle leggi della morale cattolica sono “peccati”, mentre gli atti contrari alle leggi della società sono “reati”. I cattolici confessano i peccati nel confessionale, non nell’aula di tribunale, e la salvifica “indulgenza plenaria” cancella colpe e misfatti. Il “reato invece”, non può essere cancellato con cinque “avemaria” e un “pater noster”.
La pedofilia, secondo questo contorto ragionamento, è considerata solo peccato, e cioè un affare di Chiesa e non di Stato. Allora, niente scandali, niente ingerenze dei tribunali, niente indagini. E le vittime? Sono agnelli che si sacrificano a Dio, e in quanto martirizzati, violentati, abusati, si guadagneranno il Paradiso. Qui, ovviamente, i
Cronache di Bassavilla 80

Cronache di Bassavilla 80
damned.jpgdi Danilo Arona
Il villaggio dei dannati
Vi ricordate di Giovanni Albanese, il fioraio cinefilo perdutamente innamorato del ricordo di Melissa Prigione, scomparsa da Bassavilla nella primavera del 1925?
Forse, ma nel caso contrario vi rinfresco la memoria.
Giovanni Albanese, nato in città nel 1902, faceva il fioraio come suo padre. Era un uomo triste e sempre chiuso in se stesso. Non si era mai sposato. La sua vita nell'aprile del 1925 aveva imboccato il percorso della rassegnazione e del rifiuto alla serenità: sua cugina, Melissa Prigione (la bellissima Melissa che incantava le clienti della cappelleria Valizzone), era misteriosamente scomparsa sul tragitto di casa all'ora del rientro dal lavoro, più o meno intorno alle venti. Giovanni amava con tenerezza la sua splendida cugina e, nonostante la parentela così diretta non giocasse a suo favore, possedeva la certezza di esserne ricambiato.
da Carmilla
Un Paese di Imbecilli
Padova, gay pestati in pieno centro
Ormai è un piacevole fenomeno dell'emancipazione sociale basata sulla sedicente cultura cattolica , quella del crocifisso obbligatorio attaccato inchiodato ai muri delle scuole aggiungendo, ironia della sorte, un quarto chiodo al Signore gesù. Se il crocifisso ha bisogno a sua volta di un altro chiodo per stare in posizione manifestando l'assenza di un adeguato miracolo che lo ergerebbe per volontà di Dio e non dell'uomo, ci sono persone che sanno il fatto loro, sono gli imbecilli, intesi come vuole l'etimologia "non adatti per la guerra".
Cosa fanno gli imbecilli? Si sfogano, producono stupidità e, vi ricordo, il vero stupido è quello che nel tentativo di danneggiare gli altri danneggia se stesso.
Questo non è il Paese dei "magnaccioni" a cui piace "de magnà e beve" , non è il "paese do mare", nemmeno la capitale del mondo, tantomeno il Paese dei navigatori e santi. Oppure... se si tratta di navigatori Internet può anche esserlo.
Siamo un Paese dove i vecchi muoiono di infarto gonfiandosi di Viagra rotolando all'uscita delle Poste con l'assegno della pensione in mano, siamo il Paese delle mamme che uccidono i bambini e dei preti che se li violentano, siamo il Paese delle stragi in famiglia un giorno si ed uno no, siamo i "montanari" che non sopportano i "terroni" ed allo stesso tempo li usano per risparmiare sulla manutenzione degli impianti di casa, perchè si risparmia.
Siamo quelli che detestano i "negri" quando non sono economiche prostitute dell'est, e ancora siamo quelli che adorano lo stile americano. Oggi un "negro" è alla presidenza della Casa Bianca, ma non riesce ad entrare in una discoteca senza trovarsi di fronte un rasato puzzolente ciccione che lo spinge a braccia conserte.
Si, lo so che il cancro sociale sono i satanisti!
Ditemi voi quale gonfio avvinazzato esorcista può servire verso il nuovo mondo, il nuovo sport, le file ai botteghini del lotto, le vecchiette che
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