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8213: Gacy House

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33 vittime in soli 5 anni, tutte seppellite nel sottosuolo della sua abitazione. Stiamo parlando di John Wayne Gacy, in arte Killer Clown, ovvero colui che dal 1972 al 1978 si macchiò di terribili omicidi seriali di cui furono vittime ben 33 persone tra adolescenti ed adulti maschi.

Ed è proprio questo lo scenario in cui ci inserisce il terrificante 8213: Gacy House, una pellicola che ripercorre seminterrato e corridoi della dimora del serial killer che terrorizzò l’America degli anni ’70, diffondendo ancora di più la leggendaria paura collettiva per la figura del clown.

Altro che It, John Wayne Gacy fu una paura reale che sembra aver attirato l’attenzione del regista Anthony Fankhauser, direttore d’eccezione per 8213: Gacy House.

Il film narra le vicende di un gruppo di investigatori del paranormale che, ad una decina d’anni dall’esecuzione di Killer Clown, tornano sulla scena del delitto con tanto di telecamera per esplorare la terrificante location.

8213: Gacy House arriverà nei

Splice

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“To splice” significa “aggiungere/innestare”. Il titolo si riferisce all'esperimento di genetica compiuto dai due scienziati protagonisti. Ci muoviamo quindi sul filo della Sindrome di Frankenstein che attanaglia la cultura occidentale. Il film rinnova, quindi, le inquietudini della nostra cultura verso la scienza genetica. Infatti, con un certo grado di spregiudicatezza, la coppia di scienziati protagonisti innestando dei geni umani in una sintesi di geni animali porterranno illegalmente a termine l'esperimento fino alla nascita di una nuova creatura che chiameranno Dren (nerd alla rovescia). Come nel libro della Genesi, Eva spinge il compagno a cibarsi del frutto proibito dell'albero della conoscenza. Cacciati dall'Eden si troveranno a gestire la loro creazione nei mille dubbi incrociati di un'educazione impossibile, tra eros e thanatos, fino a giungere ad un irrisolvoibile complesso edipico. Il film si dipana quindi in un continuo conflitto tra umano e mostruoso dove spesso l'uno repentinamente scalza l'altro. Un film sulla morale che come dicevamo fa esplicito riferimento ad un classico del Cinema come Frankenstein, sin dai nomi dei due scienziati (Clive ed Elsa, i nomi dei due scenziati protagonisti citano dierettamente Colin Clive ed Elsa Lanchester, interpreti del dottore e della moglie in La moglie di Frankenstein). Il film però attinege anche a piene mani al cinema visionario del connazionale Cronenberg e si dipana in tutta una serie di linee narrative le cui chiavi di lettura secondarie aggiungono nuovo spessore alla storia: genitorialità, rapporto tra capitale e scineza, etica, amore. ecc.

Alla fine, non tutti i conti tornano. Alla fine qualcosa degenera nell'orrore e nella morale più scontati fino a far risultare questo film come un'opera dal potenziale più alto del prodotto espresso. Peccato perché Natali è l'autore di un film straordinariamente innovativo come The Cube. Voto 7.

 

Andreas Perugini

Fantomas torna al Cinema

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6 anni dopo il sottovalutato Silent Hill, il francese Christophe Gans torna in sala con un’attesa trasposizione cinematografica, quella di Fantomas. Ad interpretare il genio del crimine francese nato nel 1911 Vincent Cassel, che tornerà così ad incrociare la strada di Gens dopo Il Patto dei Lupi. 50 milioni di euro di budget e Thomas Langmann in cabina di produzione, per un film che arriverà nei cinema di tutto il mondo nel 2012, ovviamente in 3D. Oggi, a sorpresa, ecco che un intrigante ed apocalittico teaser poster arriva a stuzzicarci l’appetito.

Fantômas è un’icona della letteratura francese, protagonista di una serie di 32 romanzi scritta da Marcel Allain e Pierre Souvestre e di una successiva serie di 11 romanzi ad opera del solo Marcel Allain dopo la scomparsa del coautore. Arrivato per la prima volta al cinema nel 1913, è poi tornato in sala per ben 11 volte, sparendo negli anni 50. A 100 anni dalla sua nascita, in Francia hanno giustamente pensato di omaggiarlo attraverso una nuova trasposizione, più fisica e ’supereroistica’, con la speranza di dar vita ad un vero e proprio franchise. Ma sarà davvero così? E soprattutto, come lo vedete Cassel nei panni di Fantomas?

 

 

Cineblog.it

Happy Family

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Un film di Gabriele Salvatores. Con Fabio De Luigi, Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio,Margherita Buy, Carla Signoris.
Durata 90 min. - Italia 2010.

“Una commedia che racconta la vita come se fosse un film o un film che racconta la vita come se fosse una commedia?”
Gabriele Salvatores, senza dubbio uno dei più grandi talenti del cinema italiano, torna alle origini teatrali della sua carriera adattando per il cinema l'omonima commedia di Alessandro Genovesi forse a sua volta ispirata a Sei personaggi in cerca d'autore, il dramma più famoso di Luigi Pirandello. Lo fa e riesce a coinvolgere il pubblico anche più giovanile che riempie la sala del Cinema Eden dove abbiamo visto la pellicola. Lo fa con un'ironia che non teme di indugiare sui toni anche più grotteschi ma sempre ben temprando con una buone dose di leggerezza e di delicatezza. A livello narrativo ed anche a livello di linguaggio
cinematografico non siamo certo nella sperimentazione più estrema ma l'esercizio di stile rimane gradevole come il racconto. Una fotografia ricercata e di alto livello ci regala una Milano da godere cinematograficamente che spazia dalle atmosfere alla Amelie a quelle del bianco e nero stile

Milano: e' morto Raimondo Vianello

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E' morto Raimondo Vianello. Con lui scompare una storica figura della tv italiana, con la moglie Sandra Mondaini è stato tra i protagonisti del piccolo schermo. Avrebbe compiuto 88 anni a maggio. Dai tempi della storica coppia con Ugo Tognazzi alla sit-com "Casa Vianello" è stato uno dei volti più amati del piccolo schermo e non solo.


Grande appassionato di calcio, e sport in generale, ha condotto per anni "Pressing", la prima trasmissione sportiva di Mediaset a fare concorrenza alla "Domenica Sportiva". L'ultima apparizione, con Sandra Mondaini, è stata l'anno scorso nella fiction "Crociera Vianello", in quello che sarà il passo d'addio di una delle coppie dello spettacolo più amate di sempre.

Vianello si è spento giovedì mattina alle sette meno dieci all'ospedale San Raffaele di Milano per l'aggravarsi delle sue condizioni

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