Le origini dei vampiri
di Marco Dimitri


Ogni leggenda ha una base di realtà, ogni realtà una base di leggenda.Tralasciando tutto ciò che di cristiano è stato attribuito ai vampiri, paura delle croci, delle ostie, dell'aglio, ecco tralasciando il demenziale cristiano prendiamo il vampiro coinvolto nell'eternità della vita o della morte, prendiamo questa figura dall'aspetto nobile e ammaliante e liberiamolo dalla bara, dal rogo dei tempi. Se vi da fastidio il sangue e svenite nella stessa maniera che svenite quando leggete la cartella delle tasse, allora non leggete perchè sto per parlarvi del sangue scarlatto che sgorga e invade i corpi. Sicuro, io che scrivo sono molto più pazzo di voi, nessun problema comunque, il vostro sangue lo lascio scorrere nelle vostre fottute vene. Mi piace farmi schizzare il sangue sul petto, berlo durante i rapporti intimi, farmi avvolgere dai capelli, farmi spalmare il sangue sulla faccia. lo ammetto, il rapporto sessuale si accende, si riscalda e le due volontà si inebriano del rosso liquido. Non dormo in una bara e non detesto l'aglio, la mia immagine si riflette nello specchio seppure al contrario tanto da confondere me stesso d'essere a volte l'essere che mi fissa e mi imita. Balle, di Marco Dimitri fortunatamente cen'è uno solo, tutto il resto è fottuto cristianesimo vagante.

 

Marco Dimitri

assetato come spero siate assetati voi mi inoltro nella parte culturale. Nosferatu, significa "non morto" per identificare il morto che cammina sulla terra dagli abitanti di questo meraviglioso pianeta anch'essi non morti (almeno per etichetta). Non è così, nosferat è la deformazione di necurat (il sudicio). Il Necurat poteva trasformarsi in animale e questo lo accomuna al vampiro. Questo in Romania. La punizione data a Dracula, il Conte impalatore, dopo la sua morte, fu quella d'essere diventato nella letteratura tramite il racconto di Bram Stoker, il vampiro per eccellenza, uomo pipistrello. Il vampiro appunto è un pipistrello goloso di sangue. Dal linguaggio originale il vero nome del vampiro è strigois (dalla Romania), il moroi era una delle specie di vampiro e moroi questa volta significa "non morto". La trasformazione del vampiro in lupo invece è attribuita allo pryccolitch perchè quest'ultimo si avvicinava tantissimo alla figura del lupo mannaro. Curioso è il fatto che il vampiro attribuisce la sua ninfa vitale al sangue e non all'anima, si nutre di sangue poichè il sangue è la vita ed è essenzialmente vero considerando che i vari contratti, giuramenti, patti erano scritti o firmati con il sangue. Gli Dei in molte tradizioni chiedevano sacrifici di sangue. Gli indiani stringevano fratellanza fra loro unendo il loro sangue dopo essersi tagliati il palmo della mano. Dei e indiani non sono vampiri. E' la linfa che scorre in noi così come scorre la vita, siamo noi, e questo è ripreso dalla Magia Rossa che non è la magia dell'amore come tanti "maghi" pirla affermano ma è collegata al sangue mestruale simbolo del ciclo naturale di rinascita. Così come lo è Lilith, vampiro cosmico.

Alessandro Chalambalakis - Marco Dimitri

 

 

Il vampiro è parte della cultura pagana, decisamente anticristiana, come anticristiano è lo stesso universo poichè esistendo nega Dio. Ovviamente non teme la croce ma la ripudia come qualsiasi essere intelligente che non passa il tempo genuflettendosi ad un dio. Le pallottole d'argento possono uccidere il vampiro poichè l'argento è il metallo legato a Lilith e alla Luna. Teme l'acqua perchè l'acqua come il sangue è la vita della terra. Correlazioni, simboli con basi antiche. Dal lupo mannaro ha preso i denti, dal pipistrello il mantello, dal Diavolo la vita eterna (sempre se stesso) da Lilith la perversione e l'erotismo. Il "succhiotto" dell'atto sessuale, l'eterno che si nutre di eterno, la vita che per vivere crea morte. Come una malattia (poi diventata propria degli zombies che sono una malformazione del vampiro ed una realtà delle Haiti) il vampiro clona se stesso, la vittima può sceglere se rinunciare a se stesso e al proprio corpo (andare da Dio) oppure restare se stesso in eterno (satanismo inteso come "il dio di te sei tu stesso"). Sicchè è la vita il vampiro, è la nobiltà, l'erotismo e tutto ciò che ti porta ad essere te stesso. Considerando che non vi è morte più morte che andare contro se stessi. Esistono culti vampirici di gente che ama il proprio sangue affermando che questa è la vita: il mordente abbraccio di te stesso.

Marco Dimitri

 

 

 

Il vampiro delle origini

di Alessandro Chalambalakis

I punti chiave necessari per individuare l’origine della credenza nei confronti della figura vampirica e del suo sviluppo sono due: la grande importanza del sangue, sia magicamente che fisicamente e la paura della morte. Il sangue fu riconosciuto fondamentale fin dagli albori della vita umana, ovviamente si ignoravano virus, batteri o altri organismi in grado di indebolire o di uccidere, ma la constatazione dell’importanza di questo liquido e la consapevolezza che la sua perdita portasse alla morte erano più che presenti, in tutte le popolazioni.

La salute e la forza hanno le loro radici nel sangue, elisir della vita e primo nutrimento del bambino nel grembo materno, da tutto ciò fu inevitabile che  non si pensasse che il sangue fosse essenziale per la sopravvivenza e da qui derivò la convinzione che la sua assunzione fosse sinonimo di energia e che l’essenza di tutte le creature risiedesse nelle vene. Il sangue non era ritenuto solo vita fisiologica, ma anche vita dell’anima ed è da queste credenze che ha ereditato i suoi significati mistici, oggetto di magia e tabù. Il secondo fattore  necessario alla nascita del vampiro era la morte: la consapevolezza che la morte vince sempre sugli esseri fu origine della paura del morto o meglio, di chi ritorna e come ritorna dalla morte, che necessita sangue, ovviamente dal corpo dei vivi.

D’altronde come poteva non balenare addosso il timore che un essere diverso potesse bramare il prezioso contenuto dei nostri corpi. Abbiamo chiarito così l’origine della fede popolare nei contronti del vampirismo. A questo punto l’immaginazione, il terrore e la fantasia uniti allo spettacolo mitologico hanno svolto il ruolo di protagonisti nell’evolozione di questa ambigua, perversa e affascinante figura. Riuscire a definire esattamente lo spazio geografico e di conseguenza la cultura di provenienza del vampirismo è quasi impossibile ma si pensa che le fonti più antiche, per ciò che riguarda le rappresentazioni e il folklore del popolo, risiedono in Asia: molti racconti cinesi infatti, narrano di creature coperte di muffa che succhiano il sangue, con la particolarità di emettere una luce rossastra nel buio. Il Talamur dei melanesiani corrispondeva all’anima del defunto che attingeva dai moribondi la forza vitale in declino.

Per quello che concerne l’India invece, le leggende popolari sono state eliminate dal vegetarianesimo, dall’ascetismo legato al Buddhismo, dal Brahmanesimo e dall’usanza di cremare i cadaveri  Nonostante questo però viene attribuita a Kali (dea della guerra, delle malattia e della morte) la definizione di madre che succhia il sangue, mentre Shiva è definito da tratti cannibalistici da gula. Passiamo ora all’Africa che si presenta con diverse tipologie vampiriche, l’Asabosam degli Ashanti, ad esempio, preferisce suggere la preziosa linfa dai pollici delle persone addormentate ed è caratterizzato dall’avere due uncini al posto dei piedi. Sempre in questo continente prove del macabro interesse per il sangue sono fornite, in tempi più recenti, dalle tribù Mao Mao in Kenia (inizio anni cinquanta) che nelle cerimonie di giuramento bevevano il sangue di pecora, a meno che non ci fossero europei da uccidere nelle vicinanze. Le americhe possedevano una visione del vampiro identificata come Lugaru (dal francese pre descrivere il licantoropo) che si presentava come una vecchia signora che, grazie al contatto con forze oscure mutava le sue sembianze in una macchia luminosa per sottrarre il sangue ed utilizzarlo nei suoi rituali (tutto questo ovviamente nella fede popolare satura di paura e timore per ogni cosa sconosciuta).

Alessandro Chalambalakis

 

I brasiliani narrano del Jaracara, essere somigliante a un serpente goloso di sangue e latte; quest’ultima sostanza infatti è considerata assieme al sangue, liquido vitale. Dovunque è attribuita ai vampiri la capacità di tramutarsi in animali: gatti, serpenti, farfalle, gufi e pipistrelli sono sempre presenti nelle rappresentazioni dell’oscuro. Anche le civiltà classiche dell’Europa avevano le loro versioni: nell’Odissea, per esempio, Omero ricorda che Ulisse offre il sangue di pecore macellate ai fantasmi deboli per mancanza di nutrimento, altri esempi ci sono forniti dai riferimenti nella letteratura greca e romana alle lamie; demoni che attigevano all’energia vitale dei corpi vivi. Concludiamo così la nostra ricerca sull’origine pagana dei vampiri passando alla mutazione che hanno subito nel Medioevo da parte della “cultura” cristiana.


 La trasformazione maggiore si “deve” alla repressione del sesso da parte del monoteismo sfociata poi nell’attribuire al vampiro la prerogativa di provare  sfrenati istinti sessuali correlati al sangue: in pratica la demonizzazione delle pratiche sessuali e la loro conseguente repressione psicologica. La fonte di questi mutamenti non è difficile da trovare, dato che essa risiede nella bibbia, infatti vi sono frasi che parlano di sangue come simbolo di violenza, morte ma allo stesso tempo di vita. Non è il “rituale” cristiano stesso che esorta a bere il sangue di cristo attraverso il simbolismo del vino e mangiarne il corpo attraverso il pane? Vampirismo e Cannibalismo puro, da cui le origini pagane sono facilmente riscontrabili. Al di la di questo comunque, la chiesa ha fomentato il terrore di vampiri e licantropi, nel medioevo e non solo; basta pensare alla Donna Lupo che, secondo la Dottoressa Lucia Musti Sostituto Procuratore presso la Procura di Bologna, si aggirava per le strade bolognesi per opera di Marco Dimitri (MILLE NONVECENTO NOVANTA SEI!!!!!) (dall’accusa: una ragazza è diventata una donna lupo dopo avere conosciuto Marco Dimitri, la stessa ha dovuto testimoniare in Tribunale che il fatto non era vero “Corriere della Sera 18 febbraio 1997, ). 

Ragazzi miei l’inquisizione continua e chi come noi fa riferimento ad una cultura pagana nella ritualità e nell’arte è costretto a difendersi dalla più grande delle bugie: quella cristiana dell’esistenza di un dio superiore all’uomo: siamo mica avversari per niente!

Alessandro Chalambalakis

Alessandro Chalambalakis - Marco Dimitri

 

L’importanza del  sangue nella religione  

di Marco Dimitri

Non solo l’assunzione del sangue di cristo determina una correlazione fra cattolicesimo e vampirismo, l’iconografia cattolica è gonfia del rosso liquido vitale. Le ferite del costato di cristo, il “miracolo” di san gennaro il cui sangue una volta all’anno passa dallo stato di coagulazione allo stato liquido sotto gli occhi della folla probabilmente ignara dei prodigi prodotti dalla chimica (il sangue addirittura raddoppia e l’ampolla che lo contiene viene agitata), altri “miracoli” tutti collegati al sangue fra cui, quello che più è in voga, è il prodigio mariano in cui le statue rappresentanti la madonna iniziano a lacrimare sangue come se non di  spirito essa fosse piena ma di vita rappresentata dai globuli rossi,  come se il pianto di sofferenza abilmente prodotto per evidenziare il peccato fosse il sangue stesso. Perchè? Perchè quello che per noi è vita il culto cattolico lo identifica come dolore, male, morte eterna nell’eterno rogo.

Dolore e perdita di liquido vitale, il morso del vampiro, il morso di ciò che loro identificano come male ha prodotto il pianto, che poi all’esame del DNA il sangue di maria risulti sangue appartenente a persona di sesso maschile è un altro mistero a cui solo voi, nella vostra saggezza, potrete dare spiegazione. E le stigmate di padre pio? Altra simbologia collegata al sangue, mica gli appare l’aureola, il volto di gesù sulla mano, nuovi capelli per coprire le calvizie, no, a uno dei personaggi malati di isteria più sfruttato dalla chiesa (a proposito, avete comprato il calendario padre pio con l’esclusivo rosario padre pio che proponevano gli spot pubblicitari della tv?) cosa appare? Il simbolo che più è di venerazione: le ferite dei chiodi della crocifissione di loro signore gesù cristo. 

Quante chiese esistono col nome “sacro sangue di gesù cristo”? “sacro cuore” poichè il cuore è l’epicentro pulsante del continuo ciclo sanguineo rappresentante l’eterna rinascita. Visto che siamo in tema di cattolicesimo: la mafia usa patti di sangue, lava le onte col sangue, quando un padre è traditore anche il figlio viene considerato tale poichè nelle sue vene vi è lo stesso sangue. Qundi il rosso liquido è anche indice di distinzione. Ma questi sono vampiri che amano reprimersi, aderenti al culto del dolore e del lamento che disdegnano le “depravazioni” e girano per  cimiteri, ospedali, autobus, chiese con gli stessi volti sofferenti per il tempo, per le tasse, per l’inquilina che è stata ricoverata, per la droga, per “che razza di mondo in cui viviamo” e che adottano come bara lo stesso slogan: “eh, che ci vuol fare... bisogna avere pazienza, passerà... “ si possono riconoscere poichè mentre parlano usano esprimere le loro frasi con una cantilena: “ehhhh ci vuooooleeee pazieeeenzaaaa signoraaaaa arrivederciiii tante belle coooooseeee”.

Marco Dimitri Vampiro Pagano

Alessandro Chalambalakis - Marco Dimitri

 

 

 

Elizabeth Bathory  
 

di Alessandro Chalambalakis

“Dall’erotismo di un freddo bacio, istantaneamente tramutato in orgasmo fatale, vittima e carnefice percorrono la legge dando vita al dualismo piacere dolore, amore odio, vita morte. Ecco che la luce giunge, dal buio della foresta; due occhi gialli si inebriano di narcisismo e potere, di furia e freddezza, di oscurità e atroce bellezza. Trauma e paura nelle grida della vittima. Desiderio ed istinto nel coito del rapace. In un rapporto che nulla ha di banale il sangue sgorga dai corpi orgasmanti, quasi come burattini in preda a forze arcane che pochi conoscono. L’ultimo amplesso dona l’energia, l’ultimo amplesso dona la morte. La coppa si innalza colma di oscuri segreti che mai saranno svelati all’uomo indignato.”

Miei cari vampiretti, sono qui per narrarvi la sanguinaria storia che più è stata paragonata alla figura del vampiro, anzi della vampira: vedete, al di la delle leggende, del fantastico e del simbolico cosa resta della figura vampirica se non il forte narcisismo, vissuto nelle tenebre da cui si proclama il sangue come liquido di bellezza? Niente! E’ tutto qui, e vi sembra poco? Chiedetelo alla contessa cosa provava nell’immergere completamente il proprio corpo in una vasca colma di sangue di giovani, poi mi saprete dire...


L’erotismo vissuto con la propria immagine, riflessa nello specchio, rappresenta pienamente il sentimento di Elizabeth Bathory, contessa ungherese vissuta nel 1500 la cui dimora era un castello in una selvaggia zona dell’Ungheria. Magra, pallida, lunghi capelli neri, di una tenebrosa bellezza, la mente si perdeva nei suoi occhi profondi e  temeva quelle rosse labbra che tanto spiccavano, quasi volesse rapire ogni succo vitale superando ogni limite con un solo bacio, talmente intenso da far decadere ogni istinto di sopravvivenza. Sempre ornata da perle e da argento che altro non potevano essere che chiari riferimenti all’energia connessa a Lilith, di cui essa ne era il ritratto. I suoi lineamenti abbinati all’argento e alle perle erano la perfetta iconografia lilithiana rappresentante la Luna Nera. Luna che, durante determinate fasi, influenzava fortemente gli stati d’animo di Elizabeth facendola scagliare come una pantera verso le crude carni delle povere serve che vivevano nel suo castello.

Questa “malattia” ereditata dalla sua famiglia sfociava, nel suo caso, in gesti violenti e inconsci; questo già basterebbe per definirla vampiro reale, storico, esistito. Ma non è tutto, poichè ella, tormentata da un profondo narcisismo non poteva accettare la vecchiaia e la sua ossessione per la bellezza la portò a contatti con streghe. Ma questo non le bastò, così reclutò  giovinette come serve, ma la loro triste sorte era un’altra: esse vennero uccise e svuotate del loro sangue, giacevano morte colme di ferite, appese. La rossa linfa riempiva le vasche della contessa e seguendo il principio secondo il quale, il sangue dona giovinezza e bellezza, Elizabeth si calava nel sangue acquistando potere, fanciullezza e    intenso piacere. Non vi è muro per chi ama se stesso alla follia. Sentimenti spaventosamente liberi ma allo stesso tempo dannati nella loro purezza.

Questa era Elizabeth Bathory: vampira storica, contessa spietata e sanguinaria. D’altronde, meglio uccidere per bellezza che per una croce.  Dopo lo spargimento della voce del suo massacro ella finì murata  viva nella sua stanza, decisione che venne presa dalla corte reale, il cibo le veniva passato da una fessura, ma nonostante ciò, dopo due anni, nel 1614, morì tra la sua sporcizia contemplando la sua bellezza oramai profanata.

 

 

Il vampirismo nella letteratura
 
 

Nell’Europa continentale, l’avvento del vampirismo a livello culturale, artistico e di conseguenza simbolico, si può inserire negli anni che vanno dal 1725 al 1750 circa, ma l’esplosione vera e propria nella società europea si ha in epoca romantica poichè l’età della ragione, difficilmente accettava l’oscura figura del non morto come soggetto letterario ma lo vedeva bensì come semplice fenomeno da analizzare. Solo più tardi, come genere gotico, si riscontrerà un interesse maggiore attraverso l’interpretazione e una visione decisamente romantica. Nel romanticismo si sa, ricompare il fascino misterioso della vita e della morte, dei più reconditi desideri e soprattutto, uno spiccato interesse per il soprannaturale. Il vampiro diviene quindi, un fenomeno che poco ci manca per definirlo moda. Nella letteratura, le prime comparse le dobbiamo alla poesia tedesca, con nomi come Ossenfelder (Der Vampir, 1748), Burger (Lenore, 1773) e Goethe (Die Brauth Korinthe, 1797). Continuando poi, in Inghilterra, nell’inizio dell’ottocento con Southey (The Old Woman of Berkley), Shelley (The Cenci), Walter Scott (Rokeby) e Byron che diffuse con The Giaour un poema carico di forti simbolismi e di grande efficacia letteraria. In queste opere poetiche citate, si può verificare che il vampiro ha decisamente mutato il suo significato medioevale di terrore e minaccia,  affrontando temi che vedono più il simbolico e il rappresentativo al fine di spiegare e fare luce su quei misteri che caratterizzano le più profonde passioni umane ed inoltre per liberare l’uomo dalla grande catena del pregiudizio cristiano. Tutto questo, grazie al Gotico e al Romantico che, culturalmente parlando, hanno dimostrato un intenso interesse verso quella che viene definita la conoscenza proibita; la figura vampirica meglio di tutte si presta a questo scopo, come mezzo per scavare nella mente umana alla ricerca di segreti, istinti e verità. Questo utilizzo del non morto a scopi emozionali, erotici ed artistici non sempre aveva una chiara definizione; molto spesso era sottointeso, inconscio e non veniva citata, nell’opera, la parola “vampiro” nonostante le azioni fossero sue inconfutabili caratteristiche. Tutto questo per nobilizzare il messaggio romantico e rendere lo scritto un sottile gioco carico d’ambiguità, il cui il bacio dell’essere della notte sostituisce il morso del mostro nella visione medioevale. Dopo questo cambiamento culturale, tranquillamente definibile miglioramento, il romanzo gotico non tarda ad arrivare, con le sue molteplici passioni tenebrose ma allo stesso tempo sature d’amore per la vita e sentimenti ossessivi per l’energia. Tra le opere maggiori, ricordiamo The Vampyre di Shelley, il Frankenstein di Mary Shelley, The Oval Portrait di Poe e innumerevoli contributi tra cui quelli di Hoffman, Baudelaire e Tolstoy. In questi romanzi il significato dell’essere notturno viene rivelato specialmente attraverso lo scambio di energie, il vampiro è quindi, insito nell’arte, nella vita, nei rapporti umani e nel desiderio di andare oltre. La fine del diciannovesimo secolo, vede inoltre, tre romanzi che hanno fatto la storia del Gotico: Il Ritratto di Dorian Gray di Wilde, Dr. Jekyll and Mr. Hide di Stevenson e ovviamente il più che noto Dracula di Bram Stoker, su cui critica, società e cinema si sono tanto soffermati. D’altronde la bellezza, l’elaborazione, i contenuti magici e la storia in sè di questo romanzo sono più che riconosciute in tutto il mondo.

Alessandro Chalambalakis

“Non osavo alzare le palpebre, ma vedevo perfettamente attraverso le ciglia. La ragazza bionda si inginocchiò e si piegò su di me, avidamente. Aveva un qualcosa di deliberatamente voluttuoso che era insieme eccitante e repulsivo, e nell’inarcare il collo si leccò le labbra come un animale, tanto che alla luce della luna potei vedere le labbra umide e scarlatte e la lingua rossa che lambiva i denti bianchi e appuntiti. La sua testa si abbassò sempre più e le labbra scesero oltre la mia bocca, oltre il mento e parvero fermarsi alla mia gola. Poi si fermò, sentivo il fruscìo della lingua sui denti e sulle labbra e il fiato rovente sul mio collo. Poi la pelle mi si accapponò come quando una mano si avvicina sempre più per farti il solletico. Sentivo il tocco morbido delle labbra sulla pelle sensibilissima della mia gola, e mi dava i brividi, poi mi sfiorarono le punte aguzze dei canini.
Chiusi gli occhi in un estasi di languore e aspettai... aspettai con il cuore che mi batteva.”

Tratto dal Dracula di Stoker

 

Marco Dimitri - Alessandro Chalambalakis

 

Vampiri: culti e associazioni  

Di Marco Dimitri
 

La palla che gira, il mondo intendo... pare nascondere fra i suoi inquieti abitanti anche vampiri in carne e ossa, persone che si riuniscono del nome del “buon sangue” in una specie di fratellanza tenebrosa che non evita di avere, a mio avviso, sfumature palesemente folcloristiche. Si, club di vampiri dove la ragazzina, la massaia, l’impiegato se la spassano bevendo sangue, anche scambiato fra loro in rapporti intimi e consenzienti mentre i meno arditi li imitano bevendo succo di pomodoro mettendosi dentiere “draculine” a dispetto dei più convinti che si fanno trapiantare i denti canini da dentisti associati, si infilano lenti a contatto di vario genere con lo scopo di arrivare ad assomigliare al carismatico fascino del vampiro. Nulla da dire anzi, sono cose bellissime e lo sarebbero di più se non sfociassero in una “moda”, perchè la figura che ne risulta da queste persone è quella del “goffo” che vuole equiparare a tutti i costi l’ammaliante figura del vampiro, la luce della consapevolezza di se stesso che domina i suoi occhi, l’ardore di chi è assetato del rosso liquido vitale, il prezioso elemento che non è certo conserva di pomodoro. Alcuni di questi pseudo vampiri dormono in una bara per imitare la tradizione nella maniera più completa. Anche questa è una cosa simpatica e indubbiamente fra gli associati vi sono persone che vampiri lo meritano d’essere davvero e che proclamano se stesse in questo modo. I vampiri veri dormono in una bara perchè questa simboleggia il ventre materno, gli pseudo vampiri non lo so, chiedetelo a loro:
 

 

 
Organizzazioni

The Anne Rice Vampire Lestat Fan Club: P.O. Box 58277 New Orleans, LA 70158-8277

The bram Stoker Society c/o Albert Power, 227 Rochester Ave. Dun Laoghaire Country
Dublin   Ireland. Fondatore: Leslie Shepherd.

The Bram Stoker Memorial Association: Penthouse North, Suite H New York, NY 10011.
Fondatore: Dr.Jeanne Youngson.

The Dracula Society: 36 Ellison House, 100 Wellington St. London SE18 6QF, United Kingdom

The Count Dracula Fan Club: Penthouse N,29 Washington Square W. New York, NY 10011

Club Vampyre: 1764 Lugonia, Ste 104, No.223, Redlands, CA 92374

Cheeky Devil Vampire Research: P.O. Box 80212, Midland, TX 79708-0212

The Highgate Vampire Society: P.O. Box 1112 London N10 3XE UK

Order of Vampyre:P.O. Box 470307 San Francisco CA 94147
questo fa parte del “Temple of Set” gruppo satanista fondato da M. Aquino

Setta Chiesa Cattolica di Roma, Città del Vaticano  gruppo di persone che bevono il sangue del loro maestro e ne mangiano il corpo in un rituale vampirocannibalista. Varie sedi in tutto il mondo
 

Marco Dimitri
 

 

Nella foto: Marco Dimitri e Alessandro Chalambalakis Atto di vampirismo : scambio del sangue. Titti i diritti sulle foto e sui testi sono riservati e coperti da copyright

 

 

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