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		<title>Kaffeina</title>
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		<managingEditor>direzione@bambinidisatana.com</managingEditor>
                <copyright>Copyright 2008</copyright>
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		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 01:14:18 +0200</pubDate>
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		<item>
			<title>Ultima cena dipinta come scatenata orgia gay</title>
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                        <description><![CDATA[ <img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/uc.jpg" style="float:left;margin-right:10px;margin-bottom:5px;border:0px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /><br />
<span style="color:Red;"><b>Una storia gustosa che riguarda il dipinto “Ultima Cena” di Alfred Hrdlicka, definita dall’artista un’orgia omosessuale, opera restaurata da Pier Paolo Pasolini.<br />
</span></b><br />
<br />
L’Ultima Cena  rappresentata come un’orgia omosessuale, la crocifissione in cui manca il volto di Cristo, mentre però è in evidenza il suo organo sessuale. Estasi valorizzativa più che blasfemia, diciamolo. Viene valorizzato artisticamente l'istinto come veicolo del verbo divinizzante. Orgasmo e sentimento artistico prendono il posto del solito pane, del solito vino (anche questi simbolo di morte e rinascita, simbolo di fecondità e movimento creativo.  La flagellazione con un torturatore che afferra i genitali di Gesù è il sacrificio, lo spreco di valori fraintesi ed utilizzati come mercanzia.<br />
Sono tre delle opere del pittore e scultore Alfred Hrdlicka, 80 anni, ospitate al Museo del Duomo di Vienna, che hanno sollevato uno scandalo. Contestato l’arcivescovo Schoenborn che ha consentito la mostra dal titolo “Religione, carne e potere” ma, del resto, cosa ci si può aspettare da un arcivescovo?<br />
<br />
Il settimanale News afferma che circoli “ultraconservatori” del cattolicesimo austriaco “si stanno mobilitando contro l’esposizione e “attaccano il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn per aver dato il suo benestare alla mostra”.A propria discolpa, il portavoce dell’arcidiocesi, Erich Leitenberger, replica che il fatto di ospitare “una scelta” delle opere dello scultore non significa che il museo si identifichi con i contenuti mostrati.<br />
<br />
L’artista austriaco, si definisce “stalinista e ateo” nel 1999 è stato capolista del partito comunista austriaco in Carinzia. Il direttore del museo, Bernhard Boehler, racconta che quando i visitatori chiedono “in maniera piu’ o meno emozionale perché gli apostoli stiano copulando”, Hrdlicka dà una risposta lapidaria: “perché non c’erano donne”.<br />
<br />
L’artista non si scompone per gli affondi, anzi. “Anche Leonardo da Vinci era dell’idea che il circolo degli apostoli era caratterizzato da un erotismo omosessuale” dichiara. “Non è che voglia lodarmi”, aggiunge, “ma un crocifisso migliore del mio non lo ha realizzato quasi nessuno”. Di sicuro si è avvicinato a valori più contingenti del pianto e della preghiera.<br />
<br />
La mostra comprende oltre 50 opere, tra disegni e acqueforti, realizzate nei decenni passati su temi diversi come “Soggetti biblici” (1959-61), “Sansone” (1059-63), “In nome di Dio” (1983), “Pasolini” (1983), “Omaggio a Zurbaran” (1986), “Guerre di religione” (1997) e “Golgota” (1997-98).<br />
<br />
Marco Dimitri ]]></description>
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			<category>Arte</category>
			<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 00:54:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Finalmente il Bafometto è a Venezia</title>
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                        <description><![CDATA[ <img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/03.jpg" style="float:left;margin-right:10px;margin-bottom:5px;border:0px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /><br />
<i><span style="color:Red;">Pierre Klossowski<br />
Lo spirito del Gran Maestro dei templari impolorante<br />
pastello 190 X 108<br />
1982 - 1989</span></i><br />
Finalmente il Bafometto è a Venezia. La Fondazione Bevilacqua La Masa allestisce (fino al 9 Aprile 2007) l’esposizione dei 17 disegni e dei 4 studi, eseguiti tra il 1982 e il 1989 e fino ad ora mai mostrati al pubblico, che Pierre Klossowski dedicò alla commedia su Le Baphomet il cui testo fu scritto dallo stesso Klossowski nel 1965. La commedia, che avrebbe dovuto essere messa in scena da Carmelo Bene alla Biennale Teatro di Venezia del 1989, non vide mai la luce in quanto Carmelo Bene abbandonò improvvisamente il progetto.Di quella collaborazione incompiuta rimangono quindi 17 splendide tavole composte a matita colorata su carta che narrano le vicende erotico-sacrali di Ogier: uno splendido efebo entrato in un monastero dei Templari dove, mutando la propria natura, da una conturbante Santa Teresa al demone Bafometto, porta scompiglio e seduzione, istigazione al male e al peccato ma, al contempo, sacralità, bellezza e grazia.<br />
<br />
Le scene più significative sono rappresentate in tavole piuttosto grandi che Klossowski disegnava chino per terra. Lo stile è infantile, acerbo (Klossowski non era un pittore né voleva esserlo) ma comunque fortemente simbolico e rende perfettamente l’idea che l’autore aveva del suo aggraziato e seducente protagonista. Il membro di Ogier è sempre elegantemente evidente sotto i suoi aderenti abiti rinascimentali. Le sfumature di lilla e di viola del suo vestito rimandano alla figura del giullare, giullare efebo il cui viso delicato è pieno di grazia puerile. Gli occhi azzurri, la pelle chiara e le labbra rosse sono costantemente evidenziate, al contrario dei volti degli altri personaggi dominati invece da scale cromatiche spente e pallide. Nonostante la mancanza di competenza pittorica di Klossowski, la bellezza del viso di Ogier spicca e riesce continuamente ad imporsi. Il viso del tricefalo Ogier/Bafometto/Santa Teresa è, in ogni tavola, sempre più curato e definito rispetto a quello dei suoi adoratori templari. Il suo corpo è magro e armonioso, delicato e ammaliante. La sua gentilezza adolescenziale non priva di ambiguità è vivamente centrale in ogni disegno.<br />
<br />
Klossowski, prete spretato, romanziere e filosofo, cresciuto accanto a Rilke, nutritosi di Flaubert, Stendhal, Poe, Balzac, Nietzsche, Kafka, amico e collaboratore di Masson e Bataille nella rivista Acéphale, ha messo in evidenza quella ambiguità interna alla sacralità stessa, il doppio del sacro, la religiosità del male, della seduzione e del peccato. La rivalsa, la rivincita, il riscatto di Eros rispetto a Dio medesimo. La stessa trinità di Ogier (Ogier, Bafometto, Santa Teresa) sembra apparire come una parodia erotica della trinità cristiana. Le Baphomet è un’opera in cui si manifesta pienamente quella visione per la quale erotismo, puerilità, gioco e sacralità si intrecciano ripetutamente nella vita così come si intrecciano costantemente nella natura eterogenea di Ogier. L’erotismo dirompente del Bafometto, la sua religiosità blasfema consiste precisamente nel liberare la sacralità dalla morale, nello svincolare l’ék-stasis dalla cosiddetta retta via. Poiché se il sacro è in primo luogo un’esperienza, come si può aprioristicamente circoscrivere tale esperienza all’interno di un codice morale o di un dogma religioso? Come ci dice Klossowski e con lui Bataille, se esistono limiti all’esperienza sacrale allora il sacro propostoci è viziato alla radice da categorie intellettuali con le quali il sacro in quanto ék-stasis non ha nulla a che vedere e che gli sono profondamente estranee.<br />
<br />
<br />
http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=36724<br />
<br />
PS alcuni siti non sono aggiornati e dicono che la mostra sarà presente fino al 26 Marzo, ma nei volantini che davano direttamente alla mostra come data di fine dell'esposizione c'è il 9 Aprile. ]]></description>
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			<category>Arte</category>
			<pubDate>Thu, 01 Mar 2007 03:00:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Urlo Munch danni permanenti</title>
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                        <description><![CDATA[ <span style="color:Red;"><b>Per Urlo Munch danni permanenti</b></span><br />
Dopo furto il quadro è irreparabile<br />
<br />
<!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/urlo.jpg' class="thickbox" title="" rel="entry-25 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/urlo.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="" title=""  class='pivot-popupimage'/></a></p><br />
<br />
Danni irreparabili sono stati subiti dall'Urlo, il capolavoro datato 1893 del pittore norvegese Edvard Munch, in seguito al suo rocambolesco furto avvenuto nel 2004 e al suo successivo ritrovamento.Gli esperti, dopo mesi di esami sulla tela, sono giunti alla conclusione che i danni causati dall'umidità hanno compromesso per sempre le condizioni originali dell'opera, impedendone il restauro.<br />
<br />
Danni che, secondo quanto riferisce la radio norvegese, non potranno essere cancellati nemmeno dal più rigorso intervento di restauro. Il quadro fu rubato nel 2004, insieme ad un secondo dipinto, 'Madonna' (1894), nel Munch Museum di Oslo. La polizia del paese scandinavo ha recuperato le opere, in circostanze rimaste segrete, restituendole lo scorso 31 agosto al museo. L' 'Urlo' ha riportato dei danni agli angoli e, in alcuni punti, presenta delle sfaldature. ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">25@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>Arte</category>
			<pubDate>Thu, 21 Dec 2006 15:19:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Categorie</title>
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                        <description><![CDATA[ <a rel="external" href="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/archive.php?c=Arte" title="">Arte</a><br />
<a rel="external" href="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/archive.php?c=Kaffeina" title="">Kaffeina</a><br />
<a rel="external" href="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/archive.php?c=Poesia" title="">Poesia</a><br />
<a rel="external" href="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/archive.php?c=Vampirismo" title="">Vampirismo</a> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">3@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>linkdump</category>
			<pubDate>Wed, 13 Dec 2006 06:12:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title></title>
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                        <description><![CDATA[ <span style="color:Red;">Londra, ritrovato un Caravaggio</span><br />
Nei sotterranei di Buckingham Palace<br />
<!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/caravaggio.jpg' class="thickbox" title="" rel="entry-24 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/caravaggio.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="" title="" align="left" class='pivot-popupimage' /></a><br />
Una bella sorpresa per la casa reale britannica. La collezione di Buckingham Palace si arricchisce di un inestimabile gioiello: la Vocazione di San Pietro e Sant'Andrea di Caravaggio. Il dipinto era stato per secoli considerato una copia e tenuto nei sotterranei della Royal Collection: il restauro ha rivelato che si tratta di un originale del valore di 80 milioni di euro. Dal 21 novembre il dipinto sarà esposto a Roma.Il quadro, da 400 anni di proprietà della famiglia reale britannica, da decenni giaceva in un sottoscala. Considerato una volgare "copia", il dipinto aveva perso nel corso del tempo la propria nitidezza. I colori originali erano stati oscurati dalla polvere e da uno strato di vernice e nessuno se ne era più occupato. Finchè agli esperti della Royal Collection non è venuta l'idea di restaurare il quadro. Dopo sei anni di lavoro e studio sull'opera, è arrivato lo strabiliante e inatteso verdetto: la "Vocazione di San Pietro e Sant'Andrea" è un Caravaggio autentico, una delle sole cinquanta opere lasciateci dal grande maestro italiano del 17esimo secolo. Secondo gli studiosi, il dipinto - che in origine fu acquistato dal re Carlo I, quindi fu venduto dalla casa reale e riacquistato da Carlo II - ha un valore che si aggira intorno agli 80 milioni di euro.<br />
<br />
<span style="color:Red;">IL QUADRO SARA' ESPOSTO A ROMA</span><br />
La "Vocazione di San Pietro e Sant'Andrea" Sarà esposta a Roma, dal 21 novembre, nell'Ala Mazzoniana della Stazione Termini. Sarà il pezzo forte della mostra dal titolo "Il Caravaggio della Regina dalle tenebre alla luce. Come lavorava Caravaggio". Ideatori della rassegna, che presenterà anche il materiale diagnostico messo a punto per il recupero del dipinto, sono i massimi studiosi del pittore seicentesco, Sir Dennis Mahon e Maurizio Marini, quest'ultimo il più determinato a far ripulire il capolavoro dalle vernici ossidate che ne rendevano illeggibile l'originario splendore. ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">24@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>Arte</category>
			<pubDate>Sat, 11 Nov 2006 02:55:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Temporale</title>
			<link>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=23</link>
			<comments>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=23#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <p style="text-align:center;"><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/bprofil2.jpg" style="border:0px solid" title="Marco Dimitri" alt="Marco Dimitri" class="pivot-image" /></p><br />
<br />
<span style="color:Red;"><b>TEMPORALE</b></span><br />
<br />
è la pioggia a lavare<br />
il sangue e l animale,<br />
ora che il giorno fa finta che è notte,ora che piange,<br />
che nutre, <br />
che uccide.<br />
E’ il fulmine ubriaco, dalla voce stonata <br />
che urla i tempi di questa partita.<br />
Si lavano i pensieri, le storie, i lampioni <br />
che hanno acceso i tuoi baci e la storia.<br />
Una fogna che beve quel che c’ è da bere,<br />
una tomba stravolta che conduce al mare<br />
il medico, il bimbo, l anziano signore, <br />
ora che terra tramonta nel sole<br />
<br />
<i>Marco Dimitri</i> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">23@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>Poesia</category>
			<pubDate>Fri, 07 Jul 2006 03:14:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Dannato Danzante</title>
			<link>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=22</link>
			<comments>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=22#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/marcocam04.jpg' class="thickbox" title="Marco Dimitri" rel="entry-22 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/marcocam04.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="Marco Dimitri" title="Marco Dimitri"  class='pivot-popupimage'/></a></p><br />
<br />
<span style="color:Red;"><b>Dannato Danzante</b></span><br />
<i>Marco Dimitri</i><br />
<br />
Poliedrico ruolo del fanciullo che sono<br />
Eterno me stesso<br />
Nella devastante danza delle ombre<br />
Palpita il cuore, scorre il fiume col suo grido Antico<br />
Si ripercuote su se stesso<br />
Disegna, scrive<br />
Denso scarabocchioIndecifrabile logica<br />
Mio istinto!<br />
Mio istinto!<br />
Il corpo si muove<br />
Immense sfumature<br />
Sentieri esplosi<br />
Nuove stelle<br />
Di vipera, di vipera il soffio vitale!<br />
Graffiando l’aria<br />
Vedendone il sangue<br />
Col caldo fuoco attorno<br />
Col mio bacio<br />
La successione delle immagini<br />
Divora l’attimo<br />
Dove il miracolo muore<br />
<br />
                                                                     <i>Marco Dimitri</i> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">22@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>Poesia</category>
			<pubDate>Fri, 09 Jun 2006 05:30:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Un codice dispettoso</title>
			<link>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=21</link>
			<comments>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=21#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/ultima_cena.jpg' class="thickbox" title="ultima cena" rel="entry-21 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/ultima_cena.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="ultima cena" title="ultima cena"  class='pivot-popupimage'/></a></p><br />
<br />
<span style="color:Red;"><i>di Marco Dimitri</i></span><br />
<br />
Uno dei più noti capolavori di Leonardo, "l'Ultima Cena", sembra rappresentare un'alternativa al Sacro Graal "fisico". In effetti l'artista evita di dipingere un classico calice sulla lunga tavolata del cenacolo. Lo evita solo in apparenza perchè, simbolicamente, il calice è presente ed è in posizione dominante.Leonardo ha dipinto il valore del calice, quello che in effetti è in realtà il Graal: il ventre femminile, il ciclo di morte e rinascita, la fecondità.<br />
Lo rappresenta in modo criptico, del resto Leonardo si esprime con la bellezza ma si esprime anche con un linguaggio non immediato, con necessità di chiavi di decodifica. C'è sempre qualcosa di oltre, qualcosa che è dietro la facciata eppure così vicino all'osservatore da fare impressione. Riesce ad esprimere con l'arte che "parla" racconta di consapevolezza, vita, istinto, geometria esistenziale, il suo pennello è un fulcro che non cessa di muovela leva della sensazione e del mistero, della terra e della centralità umana. Perchè Leonardo mette sempre al centro di un universo il soggetto.<br />
Come ha rappresentato il Graal Leonardo?<br />
<br />
<!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/codice.jpg' class="thickbox" title="Codice da Vinci" rel="entry-21 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/codice.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="Codice da Vinci" title="Codice da Vinci"  class='pivot-popupimage'/></a></p><br />
<br />
proprio l'anomalo distacco fra la figura del Cristo e chi siede alla sua destra, rappresenta il simbolo più antico e pagano ricollegabile alla coppa.<br />
<br />
E' da considerare che il Graal è un termine la cui origine è celtica, quindi pre-cristiana. La cultura cristiana e le sue deformazioni come, ad esempio, il cattolicesimo hanno tratto una buona parte del simbolismo e delle ritualità dal paganesimo.<br />
Il rito dell'omelia ha derivazione da culture collegate al cannibalismo e al vampirismo. Seppure in modo simulato i fedeli mangiano il loro maestro e ne bevono il sangue onde unirsi spiritualmente.<br />
E' pagano l'altare, come lo è la stessa campana che simboleggia il ventre femminile e la struttura fallica maschile unite in un unico oggetto. basta esaminarne la forma, è una coppa rovesciata con all'interno una bacchetta.<br />
Dan Brown col suo "Codice da Vinci" ha solo scoperto l'acqua calda. Avanza ipotesi, talvolta da fare impallidire un teologo, avvalendosi del valore che il Graal rivela col ventre femminile, con la procreazione.<br />
La figura alla destra del Cristo, nella rappresentazione dell' "Ultima Cena" di Leonardo viene riconosciuta come la Maddalena equindi come il Graal, il ventre che ha fecondato in se  il sang réal  (dal francese antico il «sangue reale» ovvero «Santo Graal»). <br />
Maria Maddalena avrebbe generato i figli del Cristo i quali dovevano portare avanti, di generazione in generazione, una Chiesa ben diversa dall'attuale, dove era riconosciuto il valore femminile, come da buona tradizione pagana.<br />
L’imperatore romano Costantino (280-337) avrebbe ricomposto il cristianesimo nella maniera aberrante che tutti, purtroppo, conosciamo.<br />
Brown arricchisce il "Codice da Vinci"spaziando fra elementi con probabili riscontri storici, non certo nuovi,  e pure invenzioni.<br />
<br />
i discendenti del Cristo, detti "merovingi" si impadronirono del trono di Francia . La Chiesa deviata riesce a fare uccidere un gran numero di "merovingi" dai carolingi, questi ultimi si sostituirono ai primi.   Il Priorato di Sion, gruppo segreto,  aveva il compito però di proteggere i discendenti di Cristo, con essi il segreto del Graal.  <br />
Proprio Leonardo da Vinci (1452-1519) fu uno dei saggi Gran Maestri del Priorato di Sion. Tramite segni codificati, Leonardo, lasciava indizi e prove concrete sul Graal e i discendenti della Maddalena e di Cristo.<br />
<br />
La Chiesa Cattolica, usurpatrice, continua coi roghi la sua opera di devastazione, dei segreti, della femminilità.<br />
<br />
Le verità che posso riscontrare sono nell'intelligenza di Leonardo, nel valore cabalistico del Graal e nel suo significato fecondo, eterno, fra vita e morte, di morte e rinascita.<br />
Per il resto, i tempi, le storie deformate appositamente manomesse, i roghi, le guerre, la corsa ad un potere repressivo, hanno cancellato tracce fondamentali. Solo le tracce però, non certoi valori che permangono, sse non nelle carte, all'interno del nostro istinto e delle nostre passioni.<br />
<br />
<b><span style="color:Red;">LA TRAMA</span></b><br />
<br />
E' una tranquilla notte parigina e nulla traspare dalla classica, impenetrabile facciata del museo del Louvre, appoggiato sulla riva del grande Senna. Un dramma si sta consumando al suo interno, nella Grande Galleria: il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo Da Vinci.<br />
La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon. Ed è proprio lui, lo studioso di simbologia, scortato dalla polizia sul luogo dell'omicidio, a capire immediatamente che l'anziano storico dell'arte ha lasciato un messaggio oscuro e pericoloso. <br />
<br />
Di fronte a Langdon si presenta la partita più difficile della sua carriera: giocare a distanza di secoli, e a rischio della propria vita, contro il genio stesso di Leonardo Da Vinci. La scoperta è sconvolgente: il grande pittore rinascimentale proteggeva un distruttivo codice segreto. Con gli enigmi nascosti nei suoi dipinti, con i suoi ingegnosi marchingegni e con la spaventosa forza di una setta segreta che da secoli ha sempre tentato di trasformare la storia dell'umanità.<br />
Laggiù, come un miraggio irraggiungibile, La Gioconda e L'Ultima Cena attendono il nostro geniale e improvvisato detective.?<br />
<br />
<b><span style="color:Red;">Dan Brown</span></b><br />
<br />
Dan Brown è nato a Exeter, nel New Hampshire, il 22 giugno 1964. Sua madre Connie è una musicista, suo padre Richard un eminente matematico, autore di libri di testo sull’argomento e vincitore del Presidential Award for Excellence in Science and Mathematics Teaching; Dan è il maggiore dei loro tre figli.<br />
Dopo il diploma alla Phillips Exeter Academy (1982) e la laurea al Amherst College (1986), Brown iniziò una carriera di musicista con una cassetta sugli animali per i bambini e poi con un CD, ma entrambi ebbero scarso successo; allora se ne andò a Los Angeles, dove tentò di affermarsi come musicista e compositore; qui incontrò Blythe Newlon, che in seguito divenne sua moglie. Tornato nel suo stato natale nel 1993, per sbarcare il lunario si mise a insegnare inglese. Con l’aiuto della moglie, da sempre sua validissima collaboratrice, nel 1995 pubblicò (sotto lo pseudonimo di Danielle Brown) un manuale semi-serio per donne frustrate, dal titolo 187 Men to Avoid: A Survival Guide for the Romantically Frustrated Woman (187 uomini da evitare: guida di sopravvivenza per la donna frustrata nel suo romanticismo).<br />
<br />
<br />
Marco Dimitri ]]></description>
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			<category>Arte</category>
			<pubDate>Tue, 06 Jun 2006 02:32:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
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			<title>Hieronymus Bosh</title>
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                        <description><![CDATA[ di Alessandro Chalambalakis<br />
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Vi prego non fatelo…lasciatemi stare! Qualcuno che mi impedisca di pensare all’arte! Vi scongiuro! Presto... E’ l’angoscia…<br />
Fate largo alla malattia. Fate largo a quella malattia dell’animo che è la bellezza. Esisterà mai un tale concetto in termini universali? Sarebbe drammatico…Esiste nella pluralità? E’ tutto relativo? Non so…non me ne frega un accidente.<br />
Non dovete pensare quando osservate le opere di Bosch. Non dovete parlare, non doveteascoltare. Il silenzio, sarà lui il protagonista che accompagnerà l’unica vostra azione: la visione.<br />
Vi propongo ciò per cui siete venuti…(in tutti i sensi). Vi propongo lo spreco di voi stessi, l’annientamento di voi stessi, l’esplosione.<br />
Questa è la strada che ha preso forma per giungere là, lontano… Dove non regna Dio. Ovunque.<br />
Sapete, Ho un problema: sono in polemica con ogni cosa, non sopporto nulla, a volte neanche me stesso; e questo per il semplice fatto che ho una ragione che sa misurare i suoi limiti, che sa quando è il momento di lasciare spazio alla follia.<br />
Ho sete di passato, vorrei potermi sacrificare alla provocazione, alla sacralità, alla gloria…Vorrei poter entrare nei mondi di Bosch. Ma forse ci sono già, e sto per essere immolato a me stesso, votato alla sfida. Naufrago della pretesa.<br />
Vedete, io mi trovo in netto contrasto con tutti quei critici politicamente corretti che interpretano le rappresentazioni demoniache di Bosch esclusivamente come il risultato di una condanna morale all’erotismo e alla lascivia degli esseri umani. A questi critici, che è bene che restino tali (la figura del critico, se strettamente accademica, è una delle più lontane dalla vita, dall’arte e dalle loro intrecciate dinamiche) sfuggono, io credo, tre piccoli particolari:<br />
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- L’inverosimilità che un pittore dipinga sempre ciò che odia e condanna. Stando a sentire le interpretazioni moralistiche sembrerebbe proprio che Bosch raffiguri l’erotismo in chiave violenta per ripudiarlo e porlo in contrasto con lo spirito e la libertà. Ma allora per il pittore cosa è libertà? Cosa è purezza? Cosa oppone a questa umanità in preda alla pazzia? Possibile che egli rappresenti in esclusiva ciò che condanna?<br />
- La cultura da cui l’artista fiammingo proviene, ossia la cultura nordica, è imbevuta in un passato celtico che non prescinde mai dalla comunione della tenebre con le vicende d’amore. E’ necessario ricordare che è nell’Europa del nord che Romanticismo ed Espressionismo, toccheranno le vette più eccessive e ossessionanti e non a caso, ma proprio perché è lo stesso nord Europa a detenere un passato culturale che lo permette: basti pensare alla cultura celtica precristiana; “selvaggia” e “barbara” contrapposta a quella classica mediterranea che, tranne rare eccezioni spesso considerate “sovversive” (Dioniso, Zagreus, Mitra ecc…), tendeva a proteggersi da consapevolezze rituali ritenute pericolose quali l’analogia tra eccesso e sacralità.<br />
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Per finire credo che a questi interpreti manchi quella nozione antropologica che un determinato tipo morale (ossia quella conformista e perbenista attenta a non sbilanciarsi mai dal proprio piedistallo saturo di banalità e di misero quieto vivere) ha adattato alle proprie esigenze repressive e paurose della libertà, strumentalizzandola per definire leggi e costumi la cui unica e veritieria funzione è di permettere alla trasgressione di essi di giungere alla potenza sacrale. Il dato di fatto antropologico a cui faccio riferimento è la presenza dell’erotismo (atteggiamento prettamente umano) negli eventi di morte. La strada erotica che passa dalle pulsioni e dalle sensazioni di morte si intreccia con l’insano, il de-mente, l’estasi e il sacro. La cultura nordica aveva espresso questa intuizione, che vige fin dal primitivo essere umano, molto bene; partendo dagli antichi culti arrivando fino al Decadentismo passando per l’arte gotica e quella barocca.<br />
Nel multiverso di Bosch, misterioso ed inquietante, intriso di presenze satiriche giunge quella consapevolezza morale ed antropologica del dramma umano, della sua corsa verso la vertigine e verso lo sconvolgimento. Corsa la cui peculiarità è la compresenza di amore e morte, di piacere e dolore, di estasi e pazzia.<br />
Il manifestarsi del demoniaco nelle vicende umane è uno dei punti fondamentali dell’intuizione pittorica di Bosch e a mio avviso le sue composizioni vanno ben oltre la semplice condanna e denuncia moralistica; credo invece che approdino ad una dimensione tragico-magica dell’esistenza e ritengo anche che la singolare religiosità del pittore possa essere fonte di rinnovamento in ambito antropologico. Essa si stacca dai canoni tradizionali per approdare ad una visione sacrale che, oltre ad essere molto vicina ai principi magico-esoterici, si beffa dell’ingenuo eudaimonismo pagano e di esso niente conserva, proprio perché il suo terreno è quello della tragedia erotica voltante le spalle ad ogni tipo di redenzione, sia essa terrena o ultraterrena, e il cui attore principale è il demone anthropos.<br />
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I simboli, le ambiguità, le immagini affascinanti e seduttrici mettono in luce l’angoscia e l’orrore, l’incubo e la dissennatezza; lasciano presagire ad una conoscenza della umana natura il cui effetto è quello di spezzare, massacrare, distruggere e annientare. Questa è la loro terribile capacità di verità.<br />
Roger Caillois de “Il Prestigiatore” dirà che esso è una perfetta raffigurazione del mondo come circolo vizioso di imbrogli senza sbocco e tutti concatenati gli uni con gli altri.<br />
Michel Florisoone indicherà l’incessante metamorfosi come il tema principale delle composizioni del pittore, egli vi coglie un sentimento dell’avvenire che si muove sul terreno della disperazione e dell’angoscia. La commedia o anche la farsa, rappresentata da “Il Prestigiatore”, è data da un distaccato e taciturno illusionista che con il suo piccolo arsenale elusorio (il cerchio, i bicchieri, le palline, un tenero e piccolo mostriciattolo simile ad un cane ed un uccello notturno; quest’ultimo è un simbolo ricorrentissimo nelle pitture del maestro fiammingo) si impossessa dell’attenzione dei vari personaggi che da spettatori divengono a loro volta lo spettacolo dell’imbroglio. Partecipazione truffaldina di sguardi, indifferenza furtiva, un babbeo derubato che vomita rane, una chiave che non può aprire nulla; quest’opera è un vero e proprio rebus dell’immagine del mondo. In questo dipinto Bosch sembra radiografare il reale mettendolo però sotto il torchio del dubbio e ponendo rilevanti perplessità sulla serietà della vita e dell’esistenza; indicando un ciarlatano come unica possibile contrapposizione all’imbecillità degli esseri umani e finendo così col mostrare allo spettatore la sua similarità e familiarità con l’errore, il peccato e la truffa.<br />
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Nel Trittico Delle Delizie si passa dalla fiaba al sogno fino a giungere all’incubo; il tutto in un dinamico e plurale crescendo di folle e catastrofico erotismo, già presente, a livello germinale, nel primo pannello e alla quale una prima occhiata superficiale potrebbe non rivolgersi, suggerendo così una fallace interpretazione armoniosa e pacifica, quasi santa e beata del primo capitolo di questa storia umana. Ma un secondo sguardo, non rivolto ai soggetti umani ma al mondo animale, rivela il presagio, “la nascita della tragedia”, quella prodigalità della natura che attraverso la modalità erotica coinvolgerà anche gli esseri umani nel secondo e nel terzo atto pittorico di questa vicenda.<br />
L’occhio pennellante di Bosch allegorizza una genesi nuova, che nulla e nessuno risparmia: essa emerge come dalla terra bruciata dal sole emergono le spaccature. Crepe latenti, ferite originarie da cui tutto nasce, in cui tutto sanguina e in cui tutto è condannato a morire, mutare, trasformarsi e trasformare. E’ l’ambito del prodigioso, del “realismo soprannaturale”, per dirla con le parole di Durtal, protagonista di “La-Bas” di Huysmans. E’ l’area della nascita e dell’annichilimento, ovvero il fondo, la base, il fetus. Bosch è il succo della terra che viene portato alla luce mediante le rovine causate dal disastro carnale e licenzioso.<br />
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<br />
La sua pittura è l’ossimoro saldamente definito da contorni fermi e immobili, genuinamente custodi e protettori del magico, del sinestetico, dell’analogico e, in ultima istanza, dell’entropico. Analogia delle forme, libidine e violenza dei corpi. Analogie che si sviluppano nell’umanizzarsi degli oggetti mediante la loro allucinata mostrificazione, nel demonizzarsi degli uomini, degli animali e della realtà in genere. Analogia delle forme ma anche dei simboli. Basti pensare al “Figliuol Prodigo” assimilabile al matto dei tarocchi, figura abissale in cui gli estremi si toccano, ovvero emblema in cui si fondono il massimo grado dell’iniziazione e il massimo grado del vizio. Oppure si osservi, nel terzo pannello del “Trittico Delle Delizie” e nel “Trittico Del Fieno”, la ricorrenza degli strumenti musicali come veicolo erotico e allo stesso tempo di dannazione e sacrificio, al simbolismo di una presunta inutilità delle chiavi, all’essere-uovo dischiuso nel cui viso è data l’estrema somiglianza con l’artista e che lascia pensare ad un autoritratto, ad una visione di se sesso come uovo cosmico. Si pensi ancora alla nudità efebica, esile, seducente, acrobatica ed orgiastica che il pittore esalta, al paradigma fornito dall’aleatorietà data dalla presenza dei dadi e delle carte da gioco nelle scene di sciagura e tormento.<br />
Dalla favola all’incubo sulla carrozza del gioco; gioco come massima espressione delle analogie e delle sinestesie, gioco con al centro la morte, massima garante del volgersi all’entropia, al disordine e al vorticoso non-senso di tutto. La potenza di Bosch sta nell’esplicazione dell’esistere fetale e fatale come luogo di vita e morte di ogni cosa. Questo feto è la materia, questa fatalità è il balocco con il caso come protagonista. Generativa abbondanza la cui condizione necessaria è il mortale spreco. Brandelli di arcaismo inconsapevolmente si ridestano.<br />
La crudeltà apre agli antichi principi, si serve della visione, del sub-reale e dell’allucinazione per giungere al paradigma supremo, all’emblema della potenza, al divenire incessante di ogni atomo e al movimento di magnificenza della vita nel suo eterno fermentare.<br />
Quella di Bosch è una pittura che supera se stessa, una sacertà auto-annientante. Essa è celebrazione del non-sapere, suolo bruciato dall’eros e dall’abbandono, overture di sconcerti, subbugli, agitazioni, squilibri, tensioni e tormenti. Il mostruoso coinvolge ogni cosa e ognuno, persino coloro che dovrebbero simboleggiare la salvezza dalle incendiarie passioni. E’ un vero trionfo dell’erotismo e del demoniaco; giunti a questo punto, la salvezza è, da parte degli stessi attori della vicenda, oggetto risibile, oggetto di scherno.<br />
Attori della vicenda detti uomini, ma oramai destinati ad altro.<br />
Una nuova consapevolezza si fa strada.<br />
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Alessandro Chalambalakis <br />
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In ordine:<br />
figura 1:Trittico Delle Delizie; particolare del secondo pannello<br />
figura 2:Trittico Delle Delizie; particolare del secondo pannello<br />
figura 3:Il Prestigiatore<br />
figura 4:Trittico Delle Delizie; particolare del terzo pannello<br />
figura 5:Trittico Delle Delizie; particolare del terzo pannello ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">20@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>Arte</category>
			<pubDate>Fri, 02 Jun 2006 02:51:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Pan</title>
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                        <description><![CDATA[ <b><span style="color:Red;">Pan: simbolismo e ritualità</span></b><br />
<i>di Marco Dimitri</i><br />
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<!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/pan1.jpg' class="thickbox" title="" rel="entry-19 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/pan1.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="" title=""  class='pivot-popupimage'/></a></p><br />
<br />
<br />
La caratteristica principale di Pan è quella di rappresentare, col suo capo caprino, la dualità, il numero 2 e la simmetria bilaterale umana. E’ il contrasto fra gli opposti (bello e brutto, chiaro e scuro, luce e buio, negativo e positivo...) che conduce alla ragione; ogni risultato concreto ha per base il contrasto, un codice binario il cui vertice è sempre un numero considerato perfetto per la riuscita dell’esperimento. Dubbio e contrasto sono le virtù che conducono l’uomo alla scoperta, alla ragione; Pan racchiude in se visibilmente la base del sapere. Spesso rappresentato con fiamma sulcapo al centro delle due corna, una fiamma che è conoscenza e sapere, una fiamma che sopravvive anche ai giorni nostri anche nei vari emblemi militari (che hanno origine tutti nella cultura magico/rituale), c’è chi gira con la fiamma sul cappello ignaro del significato romanticamente diabolico che essa incarna, ignaro che essa è la tanto temuta conoscenza umana che eleva l’uomo così tanto da sostituirlo alle varie divinità imposte oggi dalle forme monoteiste. La fiamma del sapere, direttamente collegata al numero 2 (le corna e gli opposti) è il numero 3, il risultato, un risultato che questa volta è assoluto e diviene 1; per questo motivo Pan è il totalitario, è l’univero, è l’uomo univero, il Super Ego che ha la base istintiva. Solo con l’istinto si arriva ad una base su cui ergere l’opera della conoscenza, questo perchè è l’istinto a spingere oltre il limite, è il contrasto a valutare fino alla ragione conscia.<br />
<br />
Il bisogno di ritualità è fondamentale alla sopravvivenza, chi porta la fiamma non vede, è cieco in un labirito scuro, in una foresta in cui regna la notte. Avete provato a portare una fiaccola nella notte? Non vedete nulla! Solo chi vi sta attorno riesce a procedere con la vostra luce! Cosa sarebbe il sapere senza la ritualità? Una ritualità composta da chi raggiunge il punto focale e lo fa procedere. Pan si muove tramite i mille occhi di chi attorno a lui esercita presenza e ritualità; è il modo di camminare sulla terra ed essere la terra, di vedere il cielo ed essere il cielo. Nessuno più di Pan ha in se dualità. conoscenza, istinto, ambivalenza, ambiguità, fanciullezza, divinità, totalità. Dalla sua figura la chiesa cattolica ha creato il proprio diavolo (vedi rappresentazione); meraviglia delle meraviglie Satana, il diavolo è precristiano! Vi dice nulla il fatto che nelle leggende bibliche il cornuto tramutatosi in serpente tenta l’uomo avvolto nell’albero della conoscenza? Chi è più demonio della conoscenza stessa per una religione?<br />
Figlio di Ermes (Mercurio) messaggero degli dei il cui compito è simbolicamente quello di vagare nell’estasi realizzandosi all’interno della natura umana e aprendo quest’ultima alle varie forme conoscitive, tramutandola di volta in volta in virtù; Ermes tramuta l’uomo concedendogli le virtù degli dei, l’uomo divene un dio mutevole e politeista mutando la sua natura di volta in volta secondo la propria azione; siamo tutti Zeus, Atena, Diana, Ermes... mutiamo natura e istinto quando in noi la fiamma è accesa; la nostra divinità sta nel divenire!<br />
Pan, per sua natura, devasta i sensi, quello che si è sempre ipotizzato come giusto viene devastato dall’istinto, l’uomo non regge nature alterate, in lui vi è sempre insito il ritorno alla vera natura divina; Pan non si può far strada gradatamente nell’uomo, Pan è istinto divino e come tale non può che aggredire nella grande foresta (la vita) nella sua ora (il giusto momento/situazione). L’aggerssione panica è devastante, l’uomo si rende conto all’improvviso d’essere uno e unico.<br />
<br />
Per questo motivo la tanto diffusa malattia denominata DAP (disturbo d’attacco di panico) si rifà al gerco Pan assumendo il nome “attacco di panico” cioè “attacco di Pan” , è la resistenza umana che viene a cedere davanti a un limite valicato dall’istinto, per meglio spiegarmi posso portare l’esempio del pulcino che lascia la propria madre per avventurarsi chiamato dall’istinto, il panico sorge in lui perchè viene a mancare una protezione logica, è un campanello d’allarme che lo riconduce dalla madre; finchè il pulcino non avrà resa sua l’esperienza istintiva, tramutandola in sapere, il panico lo aggredirà.<br />
<br />
Essendo Pan un essere unico e solitario ha in se la caratteristica di incarnare i due sessi, è ermafrodita e i suoi rapporti sono sempre con se stesso mutando di volta in volta il proprio aspetto da maschile a femminile davanti a chi incontra e vuole possedere. La perfezione dell’individuo nella bisessualità, qualità non concepita come tale dalle culture moderne. Nella bisessualità vi è il potere della generazione di se stessi, un unico elemento che si proclama in continuazione come la vita. Del flauto di Pan si può constatare la vitalità che esso rappresenta, una vitalità che è carica sessuale. Sembrerà strano ma la carica sessuale è la base del sapere, la base dell’arte, la base della scienza.<br />
Il significato logico sessuale di Pan è l’eccesso, l’estasi e l’anarchia a scopo sacrale.<br />
<br />
Geometricamente Pan è una stella a cinque punte, due ne rivestono la dualità delle sue corna, una la sua barba caprina e altre due le orecchie; sono cinque punti energetici che attorniano la materia e l’istinto; essendo Pan il “tutto” ha in se la continuità, per cui attorno alla forma della stella vi è il cerchio, figura geometrica senza inizio e fine. Pan al centro del cerchio è l’uomo al centro dell’infinito; lo stesso Leonardo da Vinci ipotizzò l’uomo come epicentro universale.<br />
<br />
La perfezione dell’opera iniziatica è essenzialmente caprina, quel demoniaco sentimento che non è male, non è terrore (come l’inganno cristiano afferma socialmente) ma è crescita e identificazione con l’universo come unica essenza che si rigenera attimo dopo attimo, è il sentimento che muta la volontà vera in azione, una fiamma interiore che ha una base solida e indistruttibile su cui si erge tutta l’arte e l’espressione umana.<br />
<br />
Marco Dimitri ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">19@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>Arte</category>
			<pubDate>Wed, 31 May 2006 23:00:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Cattolicesimo e Vampirismo</title>
			<link>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=18</link>
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                        <description><![CDATA[ <!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/ratman.jpg' class="thickbox" title="" rel="entry-18 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/ratman.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="" title=""  class='pivot-popupimage'/></a></p><br />
<br />
<b><span style="color:Red;">importanza del  sangue nella religione </span></b> <br />
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<i>di Marco Dimitri</i><br />
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Non solo l’assunzione del sangue di cristo determina una correlazione fra cattolicesimo e vampirismo, l’iconografia cattolica è gonfia del rosso liquido vitale. Le ferite del costato di cristo, il “miracolo” di san gennaro il cui sangue una volta all’anno passa dallo stato di coagulazione allo stato liquido sotto gli occhi della folla probabilmente ignara dei prodigi prodotti dalla chimica (il sangue addirittura raddoppia e l’ampolla che lo contiene viene agitata), altri “miracoli” tutti collegati al sangue fra cui, quello che più è in voga, è ilprodigio mariano in cui le statue rappresentanti la madonna iniziano a lacrimare sangue come se non di  spirito essa fosse piena ma di vita rappresentata dai globuli rossi,  come se il pianto di sofferenza abilmente prodotto per evidenziare il peccato fosse il sangue stesso. Perchè? Perchè quello che per noi è vita il culto cattolico lo identifica come dolore, male, morte eterna nell’eterno rogo.<br />
<br />
Dolore e perdita di liquido vitale, il morso del vampiro, il morso di ciò che loro identificano come male ha prodotto il pianto, che poi all’esame del DNA il sangue di maria risulti sangue appartenente a persona di sesso maschile è un altro mistero a cui solo voi, nella vostra saggezza, potrete dare spiegazione. E le stigmate di padre pio? Altra simbologia collegata al sangue, mica gli appare l’aureola, il volto di gesù sulla mano, nuovi capelli per coprire le calvizie, no, a uno dei personaggi malati di isteria più sfruttato dalla chiesa (a proposito, avete comprato il calendario padre pio con l’esclusivo rosario padre pio che proponevano gli spot pubblicitari della tv?) cosa appare? Il simbolo che più è di venerazione: le ferite dei chiodi della crocifissione di loro signore gesù cristo. <br />
<br />
Quante chiese esistono col nome “sacro sangue di gesù cristo”? “sacro cuore” poichè il cuore è l’epicentro pulsante del continuo ciclo sanguineo rappresentante l’eterna rinascita. Visto che siamo in tema di cattolicesimo: la mafia usa patti di sangue, lava le onte col sangue, quando un padre è traditore anche il figlio viene considerato tale poichè nelle sue vene vi è lo stesso sangue. Qundi il rosso liquido è anche indice di distinzione. Ma questi sono vampiri che amano reprimersi, aderenti al culto del dolore e del lamento che disdegnano le “depravazioni” e girano per  cimiteri, ospedali, autobus, chiese con gli stessi volti sofferenti per il tempo, per le tasse, per l’inquilina che è stata ricoverata, per la droga, per “che razza di mondo in cui viviamo” e che adottano come bara lo stesso slogan: “eh, che ci vuol fare... bisogna avere pazienza, passerà... “ si possono riconoscere poichè mentre parlano usano esprimere le loro frasi con una cantilena: “ehhhh ci vuooooleeee pazieeeenzaaaa signoraaaaa arrivederciiii tante belle coooooseeee”.<br />
<br />
<b><span style="bg-color:Red;">Marco Dimitri Vampiro Pagano <br />
</span></b><br />
<!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/grotta4.jpg' class="thickbox" title="" rel="entry-18 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/grotta4.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="" title=""  class='pivot-popupimage'/></a></p><b></b> ]]></description>
			<guid isPermaLink="false">18@http://bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/</guid>
			<category>Vampirismo</category>
			<pubDate>Wed, 31 May 2006 13:26:00 +0200</pubDate>
		</item>
		
		
		
		<item>
			<title>Che dose di Kaffeina vuoi?</title>
			<link>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=11</link>
			<comments>http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/pivot/entry.php?id=11#comm</comments>
                        <description><![CDATA[ <b><span style="color:Red;">Marco Dimitri in scatola</span></b><br />
<!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/scatola.jpg' class="thickbox" title="" rel="entry-11 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/scatola.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="" title=""  class='pivot-popupimage'/></a></p><br />
<b><span style="color:Red;">Marco Dimitri</span></b><br />
un motivo in più per diventare vegetariani!<br />
<br  /><br />
<b><span style="color:Red;">Kaffeina Adrenalinica</span></b> <br  /><br />
<b>Gioca con noi</b><br />
<a rel="external" href="http://www.bambinidisatana.com/giochi.shtml" title=""><p style="text-align:center;"><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/sk8.jpg" style="border:0px solid" title="Bambini di Satana giochi" alt="Bambini di Satana giochi" class="pivot-image" /></p></a><br />
<br  /><br />
<b><span style="color:Red;">Kaffeina Corretta</span></b> <br  /><br />
Diritti<br />
<a rel="external" href="http://www.bambinidisatana.com/notizie/category/diritti-animali/" title=""><p style="text-align:center;"><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/dog.jpg" style="border:0px solid" title="" alt="" class="pivot-image" /></p></a><br />
<b><br />
<br  /><br />
<b><span style="color:Red;">Kaffeina Lunga</span></b> <br  /><br />
In libreria<br />
<a href="http://www.bambinidisatana.com/copertina.html" title=""><!-- error: You haven't included [[ thickbox:head ]] in your templates. --><p style="text-align:center;"><a href='http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/copertina.jpg' class="thickbox" title="" rel="entry-11 external" ><img src="http://www.bambinidisatana.com/kaffeina/news/images/copertina.thumb.jpg" style="border: 1px solid;" alt="" title=""  class='pivot-popupimage'/></a></p></a><br />
dal 20 giugno 2006<br />
<a rel="external" href="http://www.bambinidisatana.com/notizie/?p=76" title="">LEGGI I DETTAGLI</a><br />
<br />
<br  /><br />
<b><span style="color:Red;">Kaffeina Fredda</span></b> <br  /><br />
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			<pubDate>Sun, 28 May 2006 18:26:00 +0200</pubDate>
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