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Dalla parte dei mostri

21 Giugno 2006

A parte pochissime eccezioni, non ci sono cattivi fissi. Di volta in volta, si passa dagli zombi ai serial killer, dall’Uomo Lupo al “semplice” assassino, dai vampiri ai maniaci criminali, dalle entit? soprannaturali ai folli che si credono (o sono) la reincarnazione del dottor Jekyll o di Frankenstein. La Morte in persona ? la vera e perenne avversaria di Dylan, la Morte medioevale, con mantello nero e falce in spalla, filo conduttore costante di una “danza macabra” (spesso accompagnata da “canzoni” in versi) che percorre tutta la serie.mostri1.jpg

mostri2.jpg Xabaras. Pur essendo apparso relativamente di rado, ? stato il primo e pi? grande nemico di Dylan, a partire dal numero uno, “L’alba dei morti viventi”. Il suo nome ? l’anagramma di quello del demone Abraxas. Biologo, alla ricerca del siero dell’immortalit?, ? lui a risvegliare i morti e a trasformarli in zombi. Nella dimensione fantasy e sognante del numero 100, “La storia di Dylan Dog”, si scoprir? che egli ? la “met? oscura” del padre di Dylan, separato dalla parte buona (che ? stata relegata in un’altra dimensione), dopo aver provato su se stesso il suo siero.
mostri3.jpg Killex. Protagonista finora di due storie, ? a met? tra il classico scienziato pazzo e l’Hannibal Lecter de “Il silenzio degli innocenti”: una specie di Jack lo Squartatore che sventra le sue vittime per trovare l’essenza stessa della vita, una prova fisica dell’esistenza dell’anima.
mostri4.jpg Mana Cerace. Anche lui protagonista di due avventure, ? un’entit? malvagia generata dall’oscurit?. Anzi, ? l’incarnazione stessa del buio e delle paure ancestrali e infantili legate al mondo delle tenebre.

I mostri e gli alieni. I mostri costituiscono una categoria a parte. Spesso sono “cattivi”, ma molto pi? di frequente sono
vittime innocenti della paura, e quindi dell’odio, per il “diverso” e per l’”anormale”.

E l’atteggiamento di Dylan nei loro confronti ? un altro punto di forza della serie: piet? umana, comprensione, commosso amore.

I riferimenti cinematografici principali sono “Freaks” di Tod Browning (1932) e “The Elephant Man” di David Lynch (1980). Esemplare in questo senso ? la storia di “Johnny Freak” (nell’albo omonimo, che ha poi avuto un seguito ne “Il cuore di Johnny”):

mostri5.jpg un ragazzo mutilato delle gambe e tenuto segregato in cantina, in uno stato quasi animalesco, dagli sciagurati genitori. E anche quando il mostro (che sia un essere deforme, un “blob” o una persona sfigurata) ? veramente malvagio, Dylan, pur costretto a combatterlo e a ucciderlo, non pu? fare a meno di provare compassione per lui, e di pensare che gli unici veri mostri sono quasi sempre gli uomini, siamo noi.Altra categoria a parte, gli alieni sono apparsi pi? volte nella serie, e in particolare in una trilogia ufologica (composta dagli albi “Terrore dall’infinito”, “Quando cadono le stelle” e “Lass? qualcuno ci chiama”) ispirata sia alle teorie psicanalitiche (gli extraterrestri come proiezioni delle paure dell’inconscio) sia alla visione positiva ed ecumenica dei film di Spielberg (”Incontri ravvicinati del terzo tipo” ed “E.T.”).

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Sergio Bonelli Editore

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