Panoramica
27 Giugno 2006
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Calciatore juventino tenta il suicidio
27 Giugno 2006
L’ex calciatore, ora dirigente, ha riportato fratture multiple ma non ? in pericolo di vita. Aveva un rosario in mano Pessotto gi? dal tetto della sede Juve: ? grave. Gli inquirenti ritengono che possa aver tentato il suicidio: Cannavaro interrompe l’incontro stampa: “Sono sconvolto”
L’ex giocatore e ora dirigente della Juventus Gianluca Pessotto, 35 anni, ? precipitato da da un abbaino del tetto della sede della Juventus, a Torino. . Il calciatore aveva un rosario in mano.
E’ stato trasportato in gravi condizioni all’ospedale Molinette: ha riportato fratture multiple ed ? in prognosi riservata. Sottoposto a intervento non invasivo a causa di un’emorragia interna. A detta dei medici non rischia la vita.
La dinamica. Pessotto era stato nominato poche settimane team manager dalla nuova dirigenza della Juventus e, come ogni mattina, si era recato nel suo ufficio della sede bianconera, in corso Galileo Ferraris, nell’elegante quartiere torinese della Crocetta. Poco dopo ? avvenuto l’incidente. L’ex terzino della Juventus e della Nazionale era solo nel suo ufficio al secondo piano. Alcune circostanze fanno propendere gli inquirenti per l’ipotesi che Pessotto abbia tentato di togliersi la vita: Pessotto ? infatti salito fino a un abbaino, stringendo tra le mani un rosario e da l? ? precipitato gettato nel cortile interno. Dapprima ? finito sull’Alfa 147 del vicepresidente dimissionario Roberto Bettega che era l? parcheggiata, poi e’ rimbalzato su una Lancia Phedra che era a fianco ed ? quindi finito a terra. Un urto provvidenziale che ha attutito l’impatto violento della caduta ed evitato lesioni ancora peggiori. Scattato l’allarme, ? stato trasportato con un’ambulanza del 118 al pronto soccorso di chirurgia delle Molinette.
Le ipotesi. Ma se fosse stato davvero un tentativo di suicidio, che cosa lo avrebbe spinto a farlo? Tra le voci, ma che non hanno trovato ancora conferma, vi ? quella che Pessotto nelle ultime settimane fosse preoccupato e depresso per motivi legati alla sua salute. Uno degli obiettivi dell’inchiesta della procura di Torino, che ? condotta da due pm, sulla caduta di Gianluca Pessotto ? verificare se l’ex calciatore avesse qualche malattia. Pessotto non ? mai stato coinvolto in indagini sul doping. Il suo nome, per?, ? stato ripetuto pi? volte nel processo per la somministrazione di farmaci ai giocatori della Juventus: in particolare era stato l’andamento dei suoi valori sanguigni ad incuriosire gli inquirenti, alla ricerca di possibili casi di somministrazione “blanda” di eritropoietina. Era anche stato interrogato durante il processo.
Sbigottimento tra gli azzurri. Fabio Cannavaro ha appreso dell’incidente di Gianluca Pessotto mentre era in conferenza stampa a Duisburg. Il capitano azzurro ha subito interrotto l’incontro con i giornalisti. E’ stato vice capo ufficio stampa della Figc Stefano Balducci ad avvisarlo. I difensore azzurro, visibilmente scosso, si ? alzato ed ? andato via. “Sono sconvolto, Pessottino ? l’uomo pi? buono di questo mondo”, ha detto; “Era qui con noi l’altro giorno - ha detto Marco Materazzi - cosa ? successo ora?”. Il difensore ha poi espresso l’augurio di tutto il gruppo. “E’ un nostro amico, molti di noi hanno giocato con lui in Nazionale. Io lo conosco personalmente. L’augurio ? che si riprenda presto, senza alcun danno. Noi azzurri gli siamo vicini”.
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C’? il crocifisso, lo scrutatore se ne va
27 Giugno 2006
SENIGALLIA
E’ entrato nel seggio elettorale dov’era stato nominato come scrutatore, in occasione del referendum di oggi e domani, ma dopo pochissimo ha abbandonato l’incarico. Motivo? Lo stesso per il quale in occasione delle elzioni politiche dello scorso aprile non voleva votare: la presenza del crocifisso al’interno del seggio, in questo caso ospitato nelle aule della scuola media Marchetti. Protagonista dell’episodio Fiorenzo Nacciariti, ateo convinto e per questa ragione sostenitore della tesi che negli uffici pubblici non debbano esserci simboli religiosi, perch? contrari alla laicit? dello Stato. Di questo si era fatto gi? interprete ad aprile, quando da semplice elettore si era presentato a votare. Nei giorni scorsi per? gli ? arrivata la nomina come scrutatore. Lui non si ? scomposto pi? di tanto e ieri pomeriggio si ? presentato normalmente alla “Marchetti”, per le consuete operazioni richieste dal’insediamento dei seggi per il referendum. Nell’aula della scuola per? c’era il crocifisso e cos? lui, questa volta senza clamori, ha girato i tacchi e se ne andato. Difficolt? per il presidente, obbligato a correre ai ripari in fretta e furia per garantire la costituzione del seggio, come vuole la legge. Contemporaneamente ha segnalato la cosa alle forze dell’ordine. Adesso resta da attendere se nei confronti dello scrutatore rinunciatario scatteranno provvedimenti di legge di qualche genere.
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100 chili di coca
27 Giugno 2006
Milano: rubati 100 chili di cocaina
Furto in istituto di medicina legale
Cento chili di cocaina sono stati rubati da quattro uomini con il viso scoperto nell’Istituto di Medicina legale di Milano, in zona Citt? Studi. La cocaina proveniva da numerosi sequestri. Dalle prime ricostruzioni, i ladri si sarebbero presentati come militari dell’Arma, legando i dipendenti dell’isituto e rinchiudendoli in una stanza, per poi fuggire con i borsoni pieni della droga presa nel caveau.
Potrebbe valere tra i 10 e i 12 milioni di euro, se immessa sul mercato, la droga sottratta nella sezione di tossicologia dell’Istituto di medicina legale durante la rapina avvenuta tra le 9 e le 9.30. I carabinieri, che seguono le indagini, hanno spiegato che quattro persone apparentemente di mezza et?, dopo aver mostrato una placca falsa dell’Arma, hanno sostenuto di essere militari venuti a prendere un quantitativo di stupefacente.
E’ un fatto inusuale anche se qualche volta la magistratura pu? disporne il prelevamento per motivi di indagine. I dipendenti e tecnici di laboratorio hanno eseguito la richiesta, aperto la porta della stanza blindata, protetta da sistemi di accesso elettronici, e indicato dove si trovava la cocaina (particolari che fanno pensare che i rapinatori fossero bene informati).
Quando il personale ha intuito che i carabinieri erano impostori era troppo tardi. Gli uomini del Nucleo operativo dei carabinieri, insieme al pm di turno Gaetano Ruta, sono stati sul posto per i primi accertamenti e per interrogare diversi testimoni del fatto. Potrebbero essere molte le persone, tra tecnici, medici, altro personale e studenti ad aver visto i rapinatori. I militari dovrebbero quindi procedere con una serie di riconoscimenti fotografici, mostrando cioé ai testimoni foto di malviventi gi? segnalati.
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Orso ucciso, ora il ministro bavarese si lamenta delle minacce degli ambientalisti
27 Giugno 2006
ORSO BRUNO vs IDIOTS
La vicenda dell’orso “Bruno” ucciso in bavaria ? esemplare dello squallore totale di certa classe dirigente che al posto del cervello ha solo merda ? francamente allucinante il modo in cui tutta la vicenda dell’orso bruno sia stata trattata da qualche microcefalo sedicente “ministro” bavarese (de che?), e purtoppo Bruno ? solo l’iceberg
? finita l´avventura di Bruno, l’orso trentino scovato e freddato da
bracconieri che da settimane gli davano la caccia tra la Baviera e il
Tirolo austriaco. L´epilogo della storia ? tragico perché a porre fine
alla vita dell´animale ci ha pensato il ministro dell’ambiente bavarese
Werner Schnappauf, che ne ha deciso per l’abbattimento.
Era da 170 anni che l’orso bruno non metteva zampa in Germania. L’arrivo
di Bruno, dalla riserva trentina dell’Adamello-Brenta, aveva attirato
frotte di curiosi e turisti, ma le razzie compiute in alcune conigliere
e pollai avevano scatenato l’ira dei contadini e degli allevatori. Il
ministro ha pensato pi? ai loro voti che al rispetto delle leggi
naturali e ha deciso che seguire l’istinto per un orso in Germania era
un reato punibile con la morte.
Questo ? bastato a far decidere Schnappauf, «Bruno va soppresso». Troppo
difficile sarebbe stato spingerlo di nuovo verso l’Italia e verso la
riserva da cui veniva. L’orso non valeva nemmeno il costo di una
pallottola narcotizzante, con cui si poteva evitare di ucciderlo. Troppo
difficile per un ministro pensare che gli elicotteri usati per segnalare
ai cacciatori i vari rifugi dell’animale potevano essere usati in modo
pi? civile aiutando l’orso a tornare a casa. A nulla sono servite le
proteste degli ambientalisti e le proposte di riportare l´orso in
Italia. «Se questo ? il metro di misura per il diritto alla vita di un
orso bruno, allora prevedo un futuro tetro per l’orso europeo». A
dichiarlo Gabriel Schwaderer, direttore dell’European Nature Heritage
Fund che ha definito «isterica» la decisione di sparare all’orso.
Ma l´ondata di indignazione per questa decisione “barbara” continua e
non solo in Germania. Sono arrivate anche minacce di morte ai cacciatori
che hanno preso parte alla battuta di caccia. Per questo l’identit? del
cacciatore che ha sparato a Bruno il colpo fatale non ? stata divulgata.
Il portavoce della federazione bavarese della caccia, Thomas Schreder,
ha riferito che sono arrivate centinaia di telefonate di persone
indignate e moltissime e-mail, in una delle quali era sarcasticamente
scritto «l’orso ? morto, evviva gli assassini». Gli assassini
evidentemente non hanno gradito.
Minacce di morte sono arrivate anche al ministro bavarese dell’ambiente
e il portavoce della federazione bavarese della caccia si ? addirittura
rivolto alla procura di Monaco. Contro il ministro anche la Spd bavarese
che ne ha chiesto le dimissioni perché colpevole di non aver raccolto
l’appello delle associazioni di tutela animale e dell’opinione pubblica,
fortemente schierata a favore di una cattura non violenta per l’animale.
«Anziché attuare misure per arginare Bruno senza fargli del male, si
sono affrettati a cercare il parere dell’esperto di turno, purché fosse
favorevole all’abbattimento» Queste le dichiarazioni di uno degli
esponenti della Spd.
Durissime anche le reazioni dell’associazione europea per la protezione
degli animali e della natura (Etn), il cui rappresentante tedesco
Norbert Guenster, ha parlato di una morte annunciata affermando che
«l’unico orso a creare problemi in questa tragica vicenda ? il ministro
bavarese dell’ambiente, la cui paura e mancanza di idee avevano segnato
fin dall’inizio il destino di Bruno».
Anche il cancelliere austriaco, Wolfgang Schuessel, si ? detto «molto
dispiaciuto» per la morte di Bruno, che per la sua mobilit? nelle zone
di confine tra Italia, Austria e Germania, ? stato da lui definito «un
europeo che aveva fatto uso del trattato di Schengen».
Era sceso in campo anche il Wwf per salvare l’orso. In queste settimane
infatti aveva offerto e messo a disposizione la propria esperienza nella
gestione dei conflitti, per altro risolti con successo in Italia, specie
in Abruzzo. L’orso era monitorato e tutte le informazioni erano
trasferite alle autorit? locali. «Non c’? giustificazione per quanto
accaduto - sostiene Michele Candotti, segretario generale Wwf Italia -,
battute di caccia contro un orso sono il segno di una sconfitta. Ci sono
misure e tecniche consolidate per allontanare gli orsi dai centri abitati».
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