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Papa,”Lo si arresti in Turchia”

20 Settembre 2006

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Lo chiede commissione imam

Il Papa sia arrestato durante la visita in Turchia prevista per novembre. Lo chiede il direttorato generale per gli affari religiosi di Ankara (Diyanet), una sorta di commissione religiosa, che vigila sugli iman turchi. L’istituzione ha inoltrato al ministero della Giustizia una petizione contro le frasi di Benedetto XVI. Il Papa, secondo la Dyanet, avrebbe violato le leggi sulla libert? di credo e di pensiero.

Secondo l’agenzia di stampa Anadolu, nella domanda si chiede che il ministero apra un’inchiesta sulle affermazioni del Pontefice e lo arresti durante la sua visita dal 28 al 30 novembre. Il capo d’imputazione per il Santo Padre, secondo la Diyanet, sarebbe la violazione delle leggi turche su libert? di credo e pensiero, “insultando” l’Islam e il profeta Maometto.

L’episodio non ? tuttavia isolato. Gi? in passato, singoli cittadini o organizzazioni turche erano ricorsi alla legge contro leader internazionali di cui disapprovavano le azioni. Finora, per?, queste iniziative non hanno mai prodotto risultati significativi.

Anche il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan si era unito all’ondata di polemiche suscitate dalla lectio magistralis di Papa Ratzinger a Ratisbona. Erdogan aveva espresso il dissapunto del governo per le parole del Pontefice, ma aveva precisato che la visita di Benedetto XVI si sarebbe svolta secondo i programmi. Critico era stato pure lo stesso Al? Bardakoglu, a capo del Diyanet (che provvede a scrivere i sermoni di tutti gli iman turchi e gestisce anche le attivit? dei leader religiosi turchi che si trovano all’estero). Ma alla riprovazione ha fatto seguire anche l’iniziativa per portare direttamente il Papa in tribunale.

Fonte: TGCOM.IT

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Gi? le mani dai nostri nemici!

20 Settembre 2006

Gi? le mani dai nostri nemici!

I signori di Al Qaeda si guardino bene dal toccare il nostro nemico!

Solo la cultura potr? essere l’estinzione della croce!

Vi state comportando come inquisitori! Orrore e morte sono il vostro dio?

Se avete escluso un gemellaggio col monoteismo occidentale ricordate che
siete gli unici a tenere in considerazione i discorsi di Ratzinger.

Rammarico, scuse… che differenza fa?

Sappiate che siete gli unici a prendere in considerazione le parole del capo della Chiesa!

Non vi ha egli detto che le sue parole risalgono al medioevo? Estrapolate da
un libro, recitate in Germania!

Andiamo! Ma non avete un briciolo di comprensione?

Comunque non toccherete il nostro nemico, presto o tardi che sia!

Parole terribili contro Roma, gonfie di rabbia, hanno quasi raggiunto il disprezzo di Alberto Fortis a momenti.

Sono giorni che viviamo una specie di “guerriglia santa”, fatelo per noi.

E poi quelle vignette sono proprio brutte, quanta poca fantasia, il papa un vampiro…

Ravvedetevi! gi? le mani dal nostro nemico!

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Al Qaeda contro il Papa “Conquisteremo Roma”

18 Settembre 2006

L’organizzazione terroristica in Iraq pubblica un comunicato su internet
A Bassora 500 iracheni bruciano l’effige di Benedetto XVI

Iran: “Le scuse non sono sufficienti. Il Pontefice ha sbagliato”

IL CAIRO - “Conquisteremo Roma come promesso dal Profeta”: la guerriglia irachena si scaglia contro il Papa. “Il servo della croce, il Papa del Vaticano come Bush attacca l’Islam e offende il profeta nel suo discorso sulla Jihad”. L’autocritica di Ratzinger non placa il mondo islamico pi? radicale e su un sito internet, la cellula irachena dell’organizzazione terroristica al Qaeda promette di proseguire la Jihad (la guerra santa) fino alla “sconfitta” dell’Occidente. “Questa ? la nostra risposta alla denigrazione che il Papa Benedetto XVI ha fatto dell’islam e della jihad.

Il comunicato di al Qaeda. ”Ai seguaci della croce - si legge nel comunicato attribuito al Consiglio consultivo dei Mujahedeen - diciamo: Preparatevi alla sconfitta. Ai tiranni e agli infedeli diciamo: aspettatevi ci? che vi affligger?. Noi proseguiamo con la nostra Jihad e non ci fermeremo finché un solo vessillo sventoler? sul mondo”.

Per l’Iran le scuse del Papa non bastano. I gruppi radicali sciiti legati all’Iran mostrano vivo un risentimento islamista per nulla placato dal “rammarico” del Papa. Le spiegazioni date ieri dal Papa sul suo discorso a Ratisbona, spiega l’Iran, erano “necessarie” ma non sufficienti. Il portavoce del governo di Teheran, Gholam Hossein Elham, ha detto che il Pontefice “deve dire chiaramente che quello che aveva affermato ? sbagliato”. Elham, pur giudicando “positive” le parole pronunciate ieri dal Pontefice durante l’Angelus, ha riaffermato che la Repubblica islamica ritiene indispensabile per Benedetto XVI, “chiarire le cose usando parole chiare e trasparenti. Deve dire che quello che aveva affermato a Ratisbona ? sbagliato”.

Manifestazione in Iraq. Il fondamentalismo islamico continua a mostrarsi sdegnato per le parole pronunciate da Benedetto XVI ed alimenta proteste di piazza nel sud dell’Iraq. A Bassora, durante una manifestazione da un capo religioso sciita a cui hanno partecipato quasi 500 iracheni, ? stata bruciata, insieme ad alcune bandiere americane, anche un’effige che riproduceva il volto del pontefice.

Massima all’erta al Vaticano. Il timore per le minacce pronunciate dalle frange islamiche ha indotto il ministero dell’Interno ad alzare il livello di guardia sul Vaticano e sulle pi? importanti basiliche del Paese. Anche questa mattina la zona di Piazza San Pietro, presa d’assalto da migliaia di turisti, ? sotto una costante ‘osservazione’ da parte delle forze dell’ordine che controllano sia la piazza della Basilica che la lunga fila di pellegrini in visita ai musei vaticani. Analoghe misure di sicurezza sono state adottate a Castelgandolfo, dove Papa Ratzinger si tratterr? presumibilmente per tutta la settimana. Sempre sulla residenza estiva del Santo Padre ? scattato un divieto di sorvolo, ma, si precisa all’Enac, questa non ? una misura straordinaria, ma viene presa ogni qualvolta che il Pontefice si trasferisce per le sue vacanze.

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Gruppo islamico “Colpiremo Roma”

16 Settembre 2006

“Benedetto XVI ? dispiaciuto che alcuni passi del suo discorso abbiano potuto suonare come offensivi della sensibilit? dei credenti musulmani e che siano stati interpretati in modo del tutto non corrispondente alle sue intenzioni”. Lo ha detto il neosegretario di Stato del Vaticano, Bertone dopo il discorso del Papa a Ratisbona. Ma per i Fratelli musulmani egiziani non ? sufficiente:”Dove sono le sue scuse?”.

Ci? che intendeva, ha proseguito Bertone, era affrontare “il tema del rapporto tra religione e violenza in genere e concludere con un chiaro e radicale rifiuto della motivazione religiosa della violenza, da qualunque parte essa provenga”. Il cardinale ha aggiunto che “nel ribadire il suo rispetto e la sua stima per coloro che professano l’Islam”, Papa Ratzinger “si augura che siano aiutati a comprendere nel loro giusto senso le sue parole, affinch?, superato presto questo momento non facile, si rafforzi la testimonianza all’unico Dio, vivente e sussistente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini e la collaborazione per difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libert?”.

Fratelli musulmani egiziani:”Ora le scuse vere”
I Fratelli musulmani egiziani non sono soddisfatti della dichiarazione con cui il Vaticano ha cercato di minimizzare la crisi esplosa dopo il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona. Gomaa Amin, dell’ufficio direttivo dellaconfraternita ha detto: “Dove sono le sue scuse? Cos? ? inaccettabile”, aggiungendo inoltre che l’”offesa” del Papa ? stata “premeditata”, perché si trattava di undiscorso ufficiale. Gomaa Amin, dell’ufficio direttivo della potente confraternita ha detto inoltre che con queste parole il pontefice “ha offerto un’opportunit? d’oro agli estremisti”, che hanno subito collegato tali dichiarazioni a quelle del presidente americano George Bush, che di recente ha parlato di “fascisti dell’Islam”.

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Dichiarazioni papa pericolose

16 Settembre 2006

“Fomenta discordia cristiani-musulmani”

Critiche al Papa anche dall’America e non soltanto il mondo islamico. Nell’editoriale pubblicato in prima pagina, il quotidiano The New York Times si unisce al coro di critiche, definendo “tragiche e pericolose” le parole pronunciate da Benedetto XVI, e lo sollecita a porgere le sue scuse. “Non ? la prima volta”, ricorda il giornale americano, “in cui il Papa ha fomentato la discordia tra cristiani e musulmani”.

In un editoriale, il quotidiano statunitense ricorda che l’allora cardinale Ratzinger, gi? nel 2004 “seminava discordia” tra cristianesimo e mondo musulmano; quando era ancora prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, e si pronunci? apertamente contro l’ingresso della Turchia in Europa. “Il mondo - si legge ancora nell’editoriale - ascolta attentamente le parole di ogni papa. Ed ? tragico e pericoloso quando un pontefice semina il dolore, in maniera deliberata o per negligenza. Benedetto XVI deve presentare scuse profonde e convincenti, mostrando che le parole possono anche essere strumento di pace”, conclude il giornale.

Non si placano intanto le polemiche suscitate dal discorso papale. Sono “un grande errore” le parole pronunciate da papa benedetto XVI sull’Islam. Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri iraniano, Mohammad Ali Hosseini, invitando il Pontefice a “rivedere e a correggere con rapidit? i suoi commenti” al fine di “prevenire le fiamme del sentimento religioso dei Musulmani”.

Abdullah Ahmad Badawi, primo ministro della Malaysia, paese a maggioranza musulmana, ha chiesto inece a papa Benedetto XVI di scusarsi per le parole pronunciate sull’Islam durante il suo viaggio in Germania, e che hanno suscitato un’ondata di indignazione in tutto il mondo musulmano. “Il Papa non deve prendere alla leggere lo scandalo che ha provocato”, ha detto Abdullah, che presiede l’Organizzazione della Conferenza islamica, la pi? grande organizzazione musulmana nel mondo.

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