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Iene, nuovo colpo:”vittime” i preti

31 Ottobre 2006

Consigliano omert? sulle molestie Click here to find out more!

iene1.gifLe iene hanno messo a segno un altro colpo: stavolta le “vittime” sono alcuni preti dell’hinterland lombardo, che consigliano omert? a chi denuncia molestie. I sacerdoti, sollecitati da una mamma (la iena Elena Di Cioccio) il cui bambino sarebbe stato oggetto di attenzioni sessuali da parte di officianti di parrocchie vicine, consigliano di non dire niente al proprio marito e parlarne al responsabile della diocesi.

Bloccate dal garante della privacy per il servizio sul test anti-droga alla Camera, le Iene non si sono date per vinte. E stavolta sono andate a verificare “la sensibilit? sul tema della pedofilia” in alcune parrocchie lombarde all’indomani delle parole si papa Benedetto XVI sulla pedofilia dei preti, definita “crimine enorme”. La iena Elena Di Cioccio ? una finta mamma mite e timorata di Dio, devota e un po’ dimessa, con impermeabile e foulard.

Incontra alcuni preti di parrocchie lombarde mai nel segreto del confessionale ma sempre in un ufficio, un corridoio o davanti all’ ingresso della chiesa. La storia che racconta ? sempre la stessa: ha una bambino piccolo, che va alle elementari e frequenta un parrocchia vicina ma le lo vorrebbe spostare e trasferire. Perché? chiedono invariabilmente i preti. Dopo aver finto un po’ di ritrosia, la “mamma” confessa: ? stato vittima di attenzioni sessuali da parte di un prete di un comune dal nome inventato ma che per assonanza con i vari Mezzago, Lurago ecc. sembra vero.

A questo punto, raccontano le Iene, iniziano i “consigli” dei preti. Tutti, invariabilmente, chiedono se anche il pap? del bambino ? a conoscenza dei fatti e, alla risposta negativa della “mamma”, suggeriscono intanto di non farne parola col marito. Poi iniziano a spiegare, secondo il racconto delle Iene, che ci sono vari modi per affrontare la situazione ma, sottolineano i responsabili del programma, nessuno di loro suggerisce di rivolgersi a polizia e magistratura. Piuttosto, la “mamma” far? meglio a parlarne a un superiore del prete, al responsabile della diocesi. Ma cosa accadr? a questo prete?, chiede allora la donna. La maggior parte dei preti risponde che, forse, potrebbe essere trasferito.

Tgcom

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Antonio De Curtis

30 Ottobre 2006

Antonio De Curtis, in arte TOT?, nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 da Anna Clemente e Giuseppe De Curtis.E’ la madre Anna a registrarlo all’anagrafe col proprio cognome essendo ancora nubile.
Solo nel 1921 i due si sposeranno e De Curtis potr? riconoscere Antonio come il proprio figlio.
Il ritardo fu dovuto al padre di Giuseppe De Curtis, un marchese caduto in miseria, che non vedeva di buon occhio l’unione dei due.
Nel 1933 il marchese Francesco Maria Gagliardi adotta Antonio concedendogli i suoi titoli nobiliari.
Antonio De Curtis frequenta le elementari, non ha molto successo frai i banchi scolastici, preferisce la vita di strada ed ? forse questo a caratterizzarlo, a dargli uno spirito d’osservazione che nessun banco scolastico pu? donare.
Chi ama il personaggio di Tot? pu? certo comprendere come l’esperienza di strada, fra i

poveri, il dialetto, le mini vicende tot2.jpgpopolane fra vicoli. E’ nelle vicende umane che Antonio De Curtis traeva ispirazione, fra dramma e goliardia o, forse, fra miseria e nobilt?. Un sentimento che risiede nel basso, nella miseria e nella fame, che si nutre di anarchia e ribellione nell’osare infrangere i lati potenti, ecco ? questo sentimento a dare a De Curtis la mimica, le giuste battute che tanto l’hanno avvicinato al popolo. Perch? Tot? era il popolo, un personaggio poliedrico che sapeva caratterizzare e incarnare come una caricatura ogni modello schernendo quello che era odioso, esaltando quello che era umano.
Ecco, Tot? era come Arlecchino, il suo vestito era quello di tutti.

Il sopranno me “Tot?” glielo diede la madre, persona instancabile che per anni si prese cura di lui.
Dopo le elementari Tot? viene messo al ginnasio del Collegio Cimino nel palazzo del Principe di Santobuono in via San Giovanni a Carbonara. Qui, in una rissa, Tot? prese un pugno nel naso ma la malformazione che ne segu? diede lui ancora maggiori capacit? mimiche .
Tot? divertiva gli amici e i parenti con le imitazioni, cerca ad ogni costo di rendere partecipe la madre della sua voglia di intraprendere la carriera cinematografica, di diventare attore. La madre non ne volle sapere e stava per privare il mondo di uno dei pi? grandi attori italiani mai esistiti.
Per allontanare dal figlio la mania dell’attore cinematografico lo manda a fare il chierichetto presso la parrocchia di San Vincenzo.
Niente da fare, Tot? chierichetto era un disastro, si prendeva degli sberloni dal parroco perch? dimenticava le battute in latino e perch? non sapeva fare proprio nulla del “mestiere”.
A 14 anni abbandona il collegio e va a fare l’imbianchino.

Un’esperienza che dura poco, anche li si rivela maldestro.
Riprende a seguire la sua passione, recita dapprima nei salotti, poi in qualche teatro di seconda classe con il nomignolo “Clerment”.
La paga giornaliera ? misera, circa una lira e ottanta. La madre si oppone di nuovo e gli impedisce di recitare.

A 16 anni non potendo seguire il suo sogno Tot? si arruola nell’esercito e viene assegnato al 22° reggimento di Pisa.
Si finge spesso malato inscenando vere e proprie sceneggiate. Anche la vita militare non gli piaceva.
Viene destinato in Francia ma alla stazione di Alessandria simula un attacco epilettico.
“Un comandante mi ha detto che avremmo diviso le stanze con dei marocchini e che questi avevano abitudini sessuali strane…<” dir? poi.
Viene trasferito all’88° Reggimento di Livorno.tot1.jpg

E’ proprio durante il servizio militare che Tot? partorisce il famoso motto “Siamo uomini o caporali?” odiando essere comandato dai medesimi quotidianamente per le faccende pi? umilianti.
Dopo la guerra Tot? rientra a Napoli e riprende a recitare.

Nel 1919 recita alla “Sala Napoli” e in seguito al “Trianon”. Nel 1922 non ottenne per? successo al “Della Valle” di Aversa imitando De Marco (personaggio del tempo molto conosciuto).
Dal fallimento ottenuto Tot? lascia Napoli e parte per Roma.
Qua recita al “Teatro Jovinelli” ottenendo molti consensi e un po’ di soldi. Iniziarono ad apparire i primi manifesti col suo volto.
Nel 1926 decide di recitare con la compagnia teatrale Maresca in “Madame Follia” e “Mille e una donna”.
L’anno dopo si esibisce all’”Eden” di Napoli e ottiene un gandissimo successo.
Altri successi: “Messalina” “I tre moschettieri”, “Bacco Tabacco e Venere”, “Santarellina”, “‘O balcone ‘e Rusinella”, “Amore e Cinema”.
Nel 1931 Tot? sposa Diana Rogliani Serena di Santa Croce.

Nel 1934 nasce la figlia a cui mette il nome di Liliana in onere dell’attrice Liliana Castagnola morta suicida anni prima per una delusione sentimentale.
Il matrimonio per? non dur? molto, numerosi litigi, un Tot? in giro nel Paese per lavoro, non troppo fedele e donnaiolo condusse la coppia a separarsi in Ungheria nel 1939

tot3.jpgLa brillante carriera cinematografica ha inizio nel 1937 con “Fermo con le mani” seguito da “San Giovanni decollato”.
Fino al 1967 Tot? gir? ben 97 film. Un record rimasto imbattuto in Italia se si pensa che le sue pellicole sono state seguite da milioni di persone. LA caratteristica di Tot? ? quella di essere diventato eterno, i suoi film vengono visti di generazione in generazione, chi non si ? chiesto “Ma come fa ad essere cos? bravo nonostante tutti quei film, come se fosse sempre pronto a dare il meglio senza sosta?..
Nel 1966 interpreta “Uccellacci e uccellini” di Pier Paolo Pasolini.
Nel 1967 perde la vista all’occhio sinistro, il recuper? dopo molte cure fu minimo.
Ci? non gli imped? di recitare in Rai nel programma “Tutto Tot?”.
L’attore muore il 15 aprile 1967 al reparto di cardiologia per problimi gravi al cuore. Sicuramente un cuore che correva troppo perch? “Chi si ferma ? perduto!” ma comunque un cuore che ci ha dato yanto.

Marco Dimitri

Filmografia

  • Fermo con le mani 1937
  • San Giovanni decollato 1940
  • Fifa e arena 1948
  • Tot? al giro d’Italia 1948
  • Imperatore di Capri 1949
  • Tot? cerca casa 1949
  • Tot? le Moko 1949
  • Tot? cerca moglie 1950
  • Napoli milionaria 1950
  • Tot? Tarzan 1950
  • Tot? sceicco 1950
  • 47 morto che parla 1950
  • Sette ore di guai 1951
  • Tot? e i re di Roma 1951
  • Guardie e ladri 1951
  • Tot? a colori 1952
  • Tot? e le donne 1952
  • Turco napoletano, Un 1953
  • L’Oro di Napoli 1954
  • Miseria e nobilt? 1954
  • I Tre ladri 1954
  • Il Medico dei pazzi 1954
  • Destinazione Piovarolo 1955
  • Tot? e Carolina 1955
  • Siamo uomini o caporali 1955
  • Tot?, Peppino e la malafemmina 1956
  • Tot?, lascia o raddoppia? 1956
  • Banda degli onesti, La 1956
  • Tot?, Peppino e i… fuorilegge 1956
  • La Legge ? legge 1958
  • I Soliti ignoti 1958
  • Tot? a Parigi 1958
  • Tot? nella luna 1958
  • Tot?, Peppino e le fanatiche 1958
  • Tot?, Eva e il pennello proibito 1959
  • Arrangiatevi! 1959
  • I Tartassati 1959
  • I Ladri 1959
  • La Cambiale 1959
  • Chi si ferma ? perduto 1960
  • Tot?, Fabrizi e i giovani d’oggi 1960
  • Signori si nasce 1960
  • Risate di gioia 1960
  • Letto a tre piazze 1960
  • Tototruffa 62 1961
  • I due marescialli 1961
  • Sua Eccellenza si ferm? a mangiare 1961
  • Tot?, Peppino e la dolce vita 1961
  • I due colonnelli 1962
  • Tot? e Peppino divisi a Berlino 1962
  • Tot? contro Maciste 1962
  • Tot? Diabolicus 1962
  • Il monaco di Monza 1963
  • Le motorizzate 1963
  • Gli onorevoli 1963
  • Il comandante 1963
  • Tot? e Cleopatra 1963
  • Tot? contro i quattro 1963
  • Tot? sexy 1963
  • Che fine ha fatto Tot? baby? 1964
  • Tot? d’Arabia 1964
  • Tot? contro il pirata nero 1964
  • La Mandragola 1965
  • Uccellacci e uccellini 1966
  • Operazione San Gennaro 1967

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L’Opus Dei

27 Ottobre 2006

Tratto dal libro “Habemus Papam” di David A. Yallop

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Anche se molti dei predecessori di Wojtyla, in particolare Pio XII e Paolo VI, avevano aiutato l’Opus Dei ai suoi albori, fu Giovanni Paolo II a portare a quella che i seguaci dell’ordine considerarono una fioritura miracolosa e voluta da Dio, e che i suoi contestatori videro come un esito pericoloso e potenzialmente disastroso.

Circa 20 anni fa, ne In nome di Dio, scrissi che dovrebbero essere analizzati alcuni particolari alla luce del fatto che questa setta cattolica condivide molte idee e valori con la P2 e che oggi rappresenta una forza con cui si deve fare i conti all’interno di Città del Vaticano. L’Opus Dei è un’organizzazione cattolica di dimensioni internazionali. Anche se attualmente i suoi seguaci sono relativamente pochi (le stime variano tra 60.000 e 80.000), la sua influenza è notevole. Si tratta di una società segreta, un genere di attività severamente proibito dalla Chiesa. L’Opus Dei nega di essere un’organizzazione segreta, ma rifiuta di fornire la lista dei suoi membri.

E’ stata fondata da un sacerdote spagnolo, Monsignor Josemaria Escriva de Balaguer, nel 1928. Si colloca all’estrema destra della Chiesa cattolica, dato politico che le ha procurato tanti adepti quanti nemici. Tra i suoi membri la percentuale di preti è molto bassa, circa il 5%; per il resto ne fanno parte laici di entrambi i sessi. Anche se vi figurano persone molto eterogenee tra loro, l’organizzazione cerca di attirare a sé i membri più illustri degli ordini professionali, compresi studenti e laureati che aspirano a diventare dirigenti. Il dottor John Roche, conferenziere dell’Università di Oxford ed ex membro dell’Opus Dei, la definisce “segreta, sinistra e orwelliana”.

Certamente è sempre stata una società segreta molto temuta. Albino Luciani lodò in modo eloquente alcuni dei suoi fondamenti spirituali, anche se mantenne un discreto silenzio sulle questioni dell’auto-mortificazione e della ben più potente ideologia fascista. Con Papa Giovanni Paolo II, l’Opus Dei ha prosperato: pur non appartenendo alla setta, Wojtyla ha cercato in ogni modo di favorirla. Dopo la sua elezione, uno dei suoi primi atti consistette nel recarsi presso la tomba del fondatore dell’ordine a pregare. In seguito le concesse lo status di prelatura personale, un passo significativo che le permetteva di dover rendere conto solo a Roma e a Dio.

Secondo quanto essa stessa ha sostenuto, l’organizzazione ha esponenti che lavorano presso oltre 600 giornali, riviste e pubblicazioni scientifiche sparsi in tutto il mondo e presso oltre 50 stazioni televisive e radiofoniche. Negli anni ‘60 tre dei suoi membri facevano parte del Gabinetto del dittatore Franco e parteciparono alla creazione del “miracolo economico” spagnolo. Il Capo dell’enorme gruppo spagnolo Rumasa, José Mateos, noto per essere l’uomo più ricco di Spagna, è un membro dell’Opus Dei; ha incanalato milioni verso questa organizzazione e molti di quei soldi provenivano da affari illegali realizzati con Calvi in Spagna e in Argentina. Tesoriere della P2 e dell’Opus Dei: forse la Chiesa si riferisce a questo quando dice che Dio opera in modi misteriosi. Attualmente è al centro di uno scandalo per aver costruito una rete di corruzione simile a quella dell’impero di Calvi. L’Opus Dei possiede una ricchezza sterminata. Fino a poco tempo fa, quando l’azienda ha cambiato proprietà, chiunque entrasse in un’enoteca Augustus Barnett in Inghilterra portava denaro nelle casse dell’Opus Dei.

L’Opus Dei ha ottenuto un successo maggiore di quello previsto dagli incubi più foschi dei suoi contestatori e oppositori. Il suo defunto fondatore, Escriva, fu beatificato nel 1992 e canonizzato nell’ottobre 2002, grazie alla gentile concessione di un investimento di circa 750.000 dollari da parte dei suoi alti esponenti (come osservò il mio informatore americano).

La concessione dello status di prelatura personale, nel 1982, fu un atto che alla fine si ritorse contro la Chiesa stessa. Dal 1982 l ‘Opus Dei non è più sotto la giurisdizione della struttura mondiale del vescovato. Può operare come meglio crede, a prescindere dalle contestazioni che si verificano nelle diocesi, e risponde solo al suo leader, che attualmente è il madrileno Xavier Echevarria, e tramite questo al Papa. Quando molti vescovi irlandesi negli ultimi anni si sono opposti alle attività dell’Opus Dei nelle loro diocesi e hanno fatto intendere di volere l’allontanamento dell’organizzazione, sono stati ignorati. Nel settembre 1994, la celebre rivista portoghese VISAO pubblicò un articolo che criticava l’ordine: ricevette una valanga di lettere ostili e minacciose e poco dopo, misteriosamente, i suoi uffici presero fuoco. Da allora VISAO non sembra particolarmente incline a criticare l’Opus Dei.

Le tattiche di reclutamento dell’Opus Dei
L’Opus Dei ha creato in tutto il mondo, nei campus universitari e nelle città limitrofe, residence che fungono da centri di reclutamento. I metodi usati da alcuni sacerdoti ricordano le tattiche della Chiesa dell’Unificazione e degli adepti di Scientology. I loro obiettivi prediletti sono i giovani adolescenti che si allontanano dalla famiglia per la prima volta. Gli ex membri disillusi e i genitori amareggiati per aver “perso” i figli parlano di “controllo della mente”, espressione che richiama le opere di Escriva.

“Questa santa coercizione è necessaria: compelle intrare - obbligateli a venire… Non abbiamo scopi diversi da quello comune: proselitismo, nuove vocazioni… Quando una persona non ha zelo per conquistare le altre è morta… io sotterro cadaveri”.

Una seducente e prolungata offensiva (il cosiddetto “bombardamento d’amore”) viene intrapresa nei confronti di ogni membro potenziale che, una volta ammesso nella setta, viene gradualmente, quasi impercettibilmente, alienato dalla famiglia e dagli amici. Per esempio, una rigida regola prevede che tutta la corrispondenza sia prima esaminata da un membro altolocato dell’organizzazione, che poi può decidere se farla recapitare o meno al destinatario.

Nei campus universitari di tutti gli Stati Uniti recentemente le attività dell’Opus Dei hanno causato profonda preoccupazione tra i religiosi cattolici che non ne fanno parte. Donald R. McCrabb, direttore esecutivo della Catholic Campus Ministry Association, un’associazione che riunisce oltre 1.000 cappellani cattolici in tutta la nazione, ha osservato: “Ho saputo dai ministri del campus che allo studente viene assegnato un ‘direttore’ spirituale dell’Opus Dei, il quale deve approvare tutte le sue azioni, tra cui la lettura della corrispondenza, le lezioni che frequenta e i libri che legge”.

Il personale delle università di Stanford e Princeton sta registrando, descrivendole nel dettaglio, le pressioni eccessive che gli studenti del primo anno subiscono da parte dei sacerdoti dell’Opus Dei: domande continue sulla loro vita sessuale, coercizione costante affinché si confessino, istruzioni sulla condotta da tenere e sui professori da evitare. Gli “amici” dell’Opus Dei che si avvinghiano al loro bersaglio seguono delle procedure singolari, tra cui una messinscena, la “crisi di vocazione”, durante la quale due membri della setta che lavorano insieme sull’obiettivo raggiungono un climax emotivo: “Dio sta bussando alla tua porta: hai la forza e la fermezza per dire sì? Questa è la tua unica possibilità di avere la vocazione… ” Come ricorda l’ex membro Tammy Di Nocala: “Fondamentalmente te la presentano come un’occasione che capita una sola volta nella vita. Se non la sfrutti, ti sarà preclusa per sempre la possibilità di ricevere la grazia di Dio”.

Negli Stati Uniti, l’Opus Dei opera non solo nei campus universitari, ma anche in molte scuole secondarie con alunni di appena 13 anni. In seguito a un’indagine ufficiale, in Inghilterra l’allora Primate, il defunto Cardinale Basil Hume, impedì all’Opus Dei di fare proselitismo tra i minori di 18 anni.
Sin dall’inizio l’Opus Dei ha trattato le donne come esseri inferiori, relegandole principalmente ai lavori domestici. Esse sono sempre subordinate ai loro “superiori” e private dei diritti civili. Anche se alcune appartenenti alla setta conseguono il dottorato, spesso il loro talento viene ignorato. Escriva scrisse: “Alle donne non serve studiare: è sufficiente che siano prudenti”. Molta enfasi viene attribuita alla cosiddetta “modestia”.

Il defunto fondatore avrebbe avuto sentimenti contrastanti sulla clamorosa ascesa in Inghilterra di Ruth Kelly, appartenente all’Opus Dei e promossa, nel gennaio 2005, all’incarico di ministro dell’Istruzione del governo Blair.

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Afghanistan, macabro rituale

27 Ottobre 2006

In Germania l’opinione pubblica e la classe politica sono scosse dalle fotografie che ritraggono i soldati tedeschi inviati in Afghanistan mentre posano con un teschio. Queste immagini, scrive Thomas Steinfeld, smentiscono l’idea che finora era passata nei mezzi d’informazione a proposito della missione nel paese asiatico: e cio? che i soldati tedeschi sono l? solo per ricostruire l’Afghanistan. Certo, alcuni osserveranno che si tratta solo del gesto folle di alcuni soldati e che non tutti i membri dell’esercito tedesco giocano con i teschi umani. In realt? questo

macabro rituale esprime lo smarrimento di uomini che sono arrivati in Afghanistan per compiere un’operazione di pace ma si sono trovati davanti una realt? completamente diversa: una popolazione ostile che li considera invasori. La Germania voleva aiutare l’Afghanistan ma ? finita in una guerra.

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Ri-Educational Rai

27 Ottobre 2006

R i-Educational Rai di Giada Talamo


L’ attore comico Massimo Ceccherini ? definivamente fuori dal reality della Rai “l’ Isola dei Famosi” per avere bestemmiato contro Dio. Viceversa, la modella Fernanda Lessa ? stata iniziata dentro il reality, nonostante la sera prima avesse insultato un cameriere dicendogli che era obbligato a eseguire il suo lavoro senza fiatare, dato che lui “tanto resta solamente uno povero. Non ? nessuno, mentre lei ? ricca e famosa”.

E dunque. Qual ? la bestemmia peggiore? quella contro un “dio toscano” che non ? contemplato dai tutti? O la volontaria ignoranza di una donna che non rispetta la dignit? del lavoro di un uomo?

Forse sarebbe duopo iniziare a ragionare con la propria testa senza falsi moralismi poiché gi? esistiamo noi in un mondo privo di morale. Un mondo dove si continua ad uccidere gente per una guerra di religione in cui un dio viene spesso confuso col nero petrolio…

Questo ? un altro chiaro esempio di censura di un comportamento umano, che un ente cos? esemplare quale dovrebbe essere la Rai, avrebbe avuto il dovere di affrontare. E non di trasformare una bestemmia ritenuta tale dalla religione cattolica in un interminabile tab?. E’ un’ ulteriore censura dell’art. 10: Ogni individuo ha diritto alla libert? di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libert? di (…) manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente(…)

e dell’art. 11: Ogni individuo ha diritto alla libert? di espressione. Tale diritto include la libert? di opinione e la libert? di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorit? pubbliche e senza limiti di frontiera. La libert? dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

E poi si domandano perché nessuno paga il canone Rai?! Ah! per la cronoca, io non lo pago da anni or sono. E allora? quando verr? punita? Se andr? mai in gattabuia, potrei avere l’ onore e il contemporaneo dispiacere di avere come compagno di cella Ceccherini, il bestemmiatore?

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