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Antonio De Curtis

30 Ottobre 2006

Antonio De Curtis, in arte TOT?, nasce a Napoli il 15 febbraio 1898 da Anna Clemente e Giuseppe De Curtis.E’ la madre Anna a registrarlo all’anagrafe col proprio cognome essendo ancora nubile.
Solo nel 1921 i due si sposeranno e De Curtis potr? riconoscere Antonio come il proprio figlio.
Il ritardo fu dovuto al padre di Giuseppe De Curtis, un marchese caduto in miseria, che non vedeva di buon occhio l’unione dei due.
Nel 1933 il marchese Francesco Maria Gagliardi adotta Antonio concedendogli i suoi titoli nobiliari.
Antonio De Curtis frequenta le elementari, non ha molto successo frai i banchi scolastici, preferisce la vita di strada ed ? forse questo a caratterizzarlo, a dargli uno spirito d’osservazione che nessun banco scolastico pu? donare.
Chi ama il personaggio di Tot? pu? certo comprendere come l’esperienza di strada, fra i

poveri, il dialetto, le mini vicende tot2.jpgpopolane fra vicoli. E’ nelle vicende umane che Antonio De Curtis traeva ispirazione, fra dramma e goliardia o, forse, fra miseria e nobilt?. Un sentimento che risiede nel basso, nella miseria e nella fame, che si nutre di anarchia e ribellione nell’osare infrangere i lati potenti, ecco ? questo sentimento a dare a De Curtis la mimica, le giuste battute che tanto l’hanno avvicinato al popolo. Perch? Tot? era il popolo, un personaggio poliedrico che sapeva caratterizzare e incarnare come una caricatura ogni modello schernendo quello che era odioso, esaltando quello che era umano.
Ecco, Tot? era come Arlecchino, il suo vestito era quello di tutti.

Il sopranno me “Tot?” glielo diede la madre, persona instancabile che per anni si prese cura di lui.
Dopo le elementari Tot? viene messo al ginnasio del Collegio Cimino nel palazzo del Principe di Santobuono in via San Giovanni a Carbonara. Qui, in una rissa, Tot? prese un pugno nel naso ma la malformazione che ne segu? diede lui ancora maggiori capacit? mimiche .
Tot? divertiva gli amici e i parenti con le imitazioni, cerca ad ogni costo di rendere partecipe la madre della sua voglia di intraprendere la carriera cinematografica, di diventare attore. La madre non ne volle sapere e stava per privare il mondo di uno dei pi? grandi attori italiani mai esistiti.
Per allontanare dal figlio la mania dell’attore cinematografico lo manda a fare il chierichetto presso la parrocchia di San Vincenzo.
Niente da fare, Tot? chierichetto era un disastro, si prendeva degli sberloni dal parroco perch? dimenticava le battute in latino e perch? non sapeva fare proprio nulla del “mestiere”.
A 14 anni abbandona il collegio e va a fare l’imbianchino.

Un’esperienza che dura poco, anche li si rivela maldestro.
Riprende a seguire la sua passione, recita dapprima nei salotti, poi in qualche teatro di seconda classe con il nomignolo “Clerment”.
La paga giornaliera ? misera, circa una lira e ottanta. La madre si oppone di nuovo e gli impedisce di recitare.

A 16 anni non potendo seguire il suo sogno Tot? si arruola nell’esercito e viene assegnato al 22° reggimento di Pisa.
Si finge spesso malato inscenando vere e proprie sceneggiate. Anche la vita militare non gli piaceva.
Viene destinato in Francia ma alla stazione di Alessandria simula un attacco epilettico.
“Un comandante mi ha detto che avremmo diviso le stanze con dei marocchini e che questi avevano abitudini sessuali strane…<” dir? poi.
Viene trasferito all’88° Reggimento di Livorno.tot1.jpg

E’ proprio durante il servizio militare che Tot? partorisce il famoso motto “Siamo uomini o caporali?” odiando essere comandato dai medesimi quotidianamente per le faccende pi? umilianti.
Dopo la guerra Tot? rientra a Napoli e riprende a recitare.

Nel 1919 recita alla “Sala Napoli” e in seguito al “Trianon”. Nel 1922 non ottenne per? successo al “Della Valle” di Aversa imitando De Marco (personaggio del tempo molto conosciuto).
Dal fallimento ottenuto Tot? lascia Napoli e parte per Roma.
Qua recita al “Teatro Jovinelli” ottenendo molti consensi e un po’ di soldi. Iniziarono ad apparire i primi manifesti col suo volto.
Nel 1926 decide di recitare con la compagnia teatrale Maresca in “Madame Follia” e “Mille e una donna”.
L’anno dopo si esibisce all’”Eden” di Napoli e ottiene un gandissimo successo.
Altri successi: “Messalina” “I tre moschettieri”, “Bacco Tabacco e Venere”, “Santarellina”, “‘O balcone ‘e Rusinella”, “Amore e Cinema”.
Nel 1931 Tot? sposa Diana Rogliani Serena di Santa Croce.

Nel 1934 nasce la figlia a cui mette il nome di Liliana in onere dell’attrice Liliana Castagnola morta suicida anni prima per una delusione sentimentale.
Il matrimonio per? non dur? molto, numerosi litigi, un Tot? in giro nel Paese per lavoro, non troppo fedele e donnaiolo condusse la coppia a separarsi in Ungheria nel 1939

tot3.jpgLa brillante carriera cinematografica ha inizio nel 1937 con “Fermo con le mani” seguito da “San Giovanni decollato”.
Fino al 1967 Tot? gir? ben 97 film. Un record rimasto imbattuto in Italia se si pensa che le sue pellicole sono state seguite da milioni di persone. LA caratteristica di Tot? ? quella di essere diventato eterno, i suoi film vengono visti di generazione in generazione, chi non si ? chiesto “Ma come fa ad essere cos? bravo nonostante tutti quei film, come se fosse sempre pronto a dare il meglio senza sosta?..
Nel 1966 interpreta “Uccellacci e uccellini” di Pier Paolo Pasolini.
Nel 1967 perde la vista all’occhio sinistro, il recuper? dopo molte cure fu minimo.
Ci? non gli imped? di recitare in Rai nel programma “Tutto Tot?”.
L’attore muore il 15 aprile 1967 al reparto di cardiologia per problimi gravi al cuore. Sicuramente un cuore che correva troppo perch? “Chi si ferma ? perduto!” ma comunque un cuore che ci ha dato yanto.

Marco Dimitri

Filmografia

  • Fermo con le mani 1937
  • San Giovanni decollato 1940
  • Fifa e arena 1948
  • Tot? al giro d’Italia 1948
  • Imperatore di Capri 1949
  • Tot? cerca casa 1949
  • Tot? le Moko 1949
  • Tot? cerca moglie 1950
  • Napoli milionaria 1950
  • Tot? Tarzan 1950
  • Tot? sceicco 1950
  • 47 morto che parla 1950
  • Sette ore di guai 1951
  • Tot? e i re di Roma 1951
  • Guardie e ladri 1951
  • Tot? a colori 1952
  • Tot? e le donne 1952
  • Turco napoletano, Un 1953
  • L’Oro di Napoli 1954
  • Miseria e nobilt? 1954
  • I Tre ladri 1954
  • Il Medico dei pazzi 1954
  • Destinazione Piovarolo 1955
  • Tot? e Carolina 1955
  • Siamo uomini o caporali 1955
  • Tot?, Peppino e la malafemmina 1956
  • Tot?, lascia o raddoppia? 1956
  • Banda degli onesti, La 1956
  • Tot?, Peppino e i… fuorilegge 1956
  • La Legge ? legge 1958
  • I Soliti ignoti 1958
  • Tot? a Parigi 1958
  • Tot? nella luna 1958
  • Tot?, Peppino e le fanatiche 1958
  • Tot?, Eva e il pennello proibito 1959
  • Arrangiatevi! 1959
  • I Tartassati 1959
  • I Ladri 1959
  • La Cambiale 1959
  • Chi si ferma ? perduto 1960
  • Tot?, Fabrizi e i giovani d’oggi 1960
  • Signori si nasce 1960
  • Risate di gioia 1960
  • Letto a tre piazze 1960
  • Tototruffa 62 1961
  • I due marescialli 1961
  • Sua Eccellenza si ferm? a mangiare 1961
  • Tot?, Peppino e la dolce vita 1961
  • I due colonnelli 1962
  • Tot? e Peppino divisi a Berlino 1962
  • Tot? contro Maciste 1962
  • Tot? Diabolicus 1962
  • Il monaco di Monza 1963
  • Le motorizzate 1963
  • Gli onorevoli 1963
  • Il comandante 1963
  • Tot? e Cleopatra 1963
  • Tot? contro i quattro 1963
  • Tot? sexy 1963
  • Che fine ha fatto Tot? baby? 1964
  • Tot? d’Arabia 1964
  • Tot? contro il pirata nero 1964
  • La Mandragola 1965
  • Uccellacci e uccellini 1966
  • Operazione San Gennaro 1967

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