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…Ma scordano sempre il perdono.

30 Novembre 2006

Siamo i Bambini di Satana.
Avendo subito anche noi un attacco di Don Fortunato di Noto http://www.bambinidisatana.com/meter.htm , abbiamo visto la celerità con la quale questo prete ottiene l'ausilio della magistratura. E' stato più veloce lui a mandare la polizia postale nei nostri uffici che noi a moderare un messaggio (di cui non conosciamo nemmeno la natura)

presente sul nostro forum. Si consideri che moderiamo il forum quotidianamente, tanto che abbiamo ipotizzato che Don di Noto fosse più presente in forum di quanto lo fossimo noi (o il messaggio l'ha messo lui, oppure è sempre li). I provvidimenti che prende la magistratura in questi casi sono di perseguire chi fisicamente ha postato il messaggio (l'utente) e notificare al provider e agli amministratori del sito il sequestro della pagina, a noi hanno chiuso direttamente la directory del forum non essendo stati capaci di rimuovere il messaggio, per nostra fortuna abbiamo risolto con il backup del database altrimenti avremmo perso migliaia di messaggi e registrazioni degli utenti (più i soldi per un viaggio a Catania Cool).
La domanda ci sorge spontanea, ma non avrebbe fatto prima a spedire un e-mail con su scritto che sul forum è presente un messaggio non gradito? Abbiamo e-mail apposta per questo tipo di evenienza, quindi l'associazione Meter di don di Noto è poco competente anche sul monitorare i siti.
E' preferibile inviare un'email piuttosto che mandare sotto inchiesta un utente, magari con problemi psichici, minorenne o altrimenti abile. Tutti sappiamo che nei forum girano anche persone con problemi. Lo sappiamo noi che siamo satanisti, figuriamoci se non lo sa un parroco! I problemi si possono risolvere col quieto vivere, senza danneggiare nessuno.

Noi consideriamo questi atteggiamenti gravi, perchè sono attacchi alla libertà di espressione, teniamo presente che la libertà di espressione è internet, internet è la gente, la curia non è un organo competente perchè il nostro è uno stato Laico. Dal nostro punto di vista sarebbe utile una mobilitazione, distribire in rete tutto ciò che è stato censurato piazzandolo su siti gratuiti, all'estero, ecc…

Marco Dimitri - Andrea Pasciuta
Postato su puntoinformatico.it

Firenze, 16 Novembre 2006. Questa mattina la Polizia Postale di Firenze ha posto sotto sequestro preventivo due forum del nostro portale Internet. Viene contestata la violazione dell'art.403 cp (offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone): "numerosi messaggi che offendono la religione cattolica anche mediante vilipendio di persone". La Procura Distrettuale della Repubblica di Catania (pm dott. Luigi Lombardo) ha ritenuto di procedere al sequestro preventivo "in quanto vi e' fondato pericolo che la permanenza in rete dei predetti messaggi possa aggravare o protrarre le conseguenze del reato stesso dato che chiunque puo' liberamente continuare ad immettere messaggi dello stesso contenuto". La denuncia che ha mosso la procura siciliana proviene dall'associazione "Meter onlus" (www.associazionemeter.it). L'associazione di don Fortunato Di Noto nei giorni scorsi ci aveva inviato un fax in cui ci si accusava di pubblicare messaggi di "vilipendio della religione", offensivi per gli handicappati e di natura "hard-porno": "con questa nostra –diceva il messaggio- non si invoca la censura (ce ne guarderemmo!) ma comunque la possibilita' di 'moderare' un forum che nel contesto dell'Aduc non credo possa contenere tali messaggi di 'tutela dei consumatori'". Nel contempo ci veniva comunicato che era stata depositata una denuncia (a cosa serviva il fax? Per dirci che ci avevano denunciato? In genere prima si minaccia e poi si procede… ma ognuno ha i suoi metodi…).
I forum dell'Aduc ("Di la tua": http://www.aduc.it/dyn/dilatua), con una media attuale di 3/400 messaggi al giorno, non sono moderati e non prevedono un'iscrizione dei partecipanti. Sono liberi e dissertano di tutte le attualita' sociali, economiche e politiche. Al posto dei due forum sequestrati, ora compaiono le scritte "GESU E’ - sottoposto a sequestro preventivo" e "LUCIO MUSTO, CASCIOLI, ALEX, ECCETERA… - sottoposto a sequestro preventivo", con, nel testo, le specifiche del sequestro stesso. Sui forum dell'Aduc, comunque, la religione cattolica non e' l'unica ad essere presumibilmente offesa, ma la "Meter onlus", nonostante le sue affermazioni anti-censura, probabilmente considera la liberta' d'espressione solo a partire dalla verita' del proprio credo.
Ricordiamo che l'articolo 403 del codice penale, e' stato modificato il 24 febbraio di quest'anno, ed era quello che prima puniva il vilipendio alla religione di Stato, che ora e' punito nelle forme del nuovo testo.
Nell'attesa che le indagini si formalizzino e che i vertici della Chiesa cattolica romana si costituiscano parte civile, non possiamo non rilevare che quanto accaduto oggi va a braccetto con la politica dello Stato del Vaticano (le richieste pressanti di non fare satira sul Papa), con il Parlamento che ha bocciato la richiesta di far pagare le tasse alla Chiesa cattolica -quando svolge attivita' commerciale- come per chiunque altro… e non ci sono soldi per la ricerca scientifica… e vari episodi delle istituzioni sempre prostrate alla Chiesa cattolica romana (no al divorzio veloce, imposizione del crocifisso nelle aule, annullamento del referendum sulla procreazione assistita, etc..).
E' evidente che affronteremo il giudizio a fronte alta, consapevoli di essere in prima linea per la liberta' d'espressione e di pensiero. Una interrogazione parlamentare verra' depositata nei prossimi giorni.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Cassazione: ”Padre Fedele puo’ tornare a colpire”

29 Novembre 2006

Su di lui pesano gravi indizi che denotano ”proclività a commettere atti della stessa specie”

Roma. Padre Fedele Bisceglia, il frate francescano indagato insieme al suo segretario Antonio Gaudio per violenza sessuale nei confronti di una suora, non doveva essere rimesso in libertà perché può tornare a colpire. Lo sottolinea la terza sezione penale della Cassazione che, nelle motivazioni depositate oggi, spiega come nei confronti del frate ci siano “gravi indizi” che denotano “proclività a commettere, senza eccessive remore, atti della stessa specie”.Anzi, i supremi giudici, nel rinviare il caso al Tribunale di Catanzaro, sottolineano come le condotte dei due indagati siano indice di “spregiudicata aggressività sul piano sessuale”. In particolare, i supremi giudici con la sentenza 39366 bacchettano il Tribunale del Riesame di Cosenza che a maggio aveva rimesso in libertà padre Fedele accogliendo il suo ricorso contro gli arresti domiciliari.Ad avviso della Suprema Corte i magistrati di merito hanno sbagliato a non riconoscere la “rilevanza ai fini indiziari alle condotte minacciose, ascritte al Bisceglie, dirette a costringere la suora alla ritrattazione delle accuse attuate anche tramite telefono e con sms”. Per la Suprema Corte costituisce “grave indizio” della colpevolezza del frate anche il “contenuto compiacentemente morboso e sboccato su concrete esperienze sessuali delle intercettazioni telefoniche che il frate effettuava con donne”. E ancora le “plurime dichiarazioni di ragazze, accolte nella struttura e molestate sessualmente tramite condotte ingannevoli, violente e ricattatorie, descrittive di medesime tecniche di adescamento attuate dagli indagati”. Per la suprema Corte inoltre sono rilevanti ai fini indiziali anche le “dichiarazioni delle suore che avevano vissuto nell’oasi francescana, che mettono in luce la spregiudicata condotta sessuale degli indagati proclivi a rapportarsi con le numerosi frequentatrici nella struttura in termini di sessualità”.Tutti questi elementi, secondo la Cassazione sono stati sottovalutati in maniera illegittima “perché proprio la ricostruzione della personalità” del frate e del suo assistente “puo’ spiegare come in una struttura religiosa, luogo di raccoglimento e di preghiera destinato all’accoglienza dio sofferenti e bisognosi, possano essere accaduti episodi di estremo degrado”. Tutti questi elementi, inoltre dice la suprema corte ai giudici ai quali ha rinviato il caso “valgono non solo per tratteggiare le personalità, ma soprattutto per segnalare che condotte di spregiudicata aggressività sul piano sessuale, ripetute e assai ravvicinate nel tempo, obiettivamente rilevate da testimoni e subite dalle vittime, denotano proclività a commettere, senza eccessive remore, fatti della stessa specie”.In definitiva, la Suprema Corte non puo’ che rilevare i “vizi motivazionali” del riesame che aveva restituito la libertà a padre Fedele. Da qui l’accoglimento del ricorso della Procura presso il Tribunale di Cosenza e il conseguente annullamento dell’ordinanza del Riesame.

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Arcigay: “Boicottare Renato Zero”

27 Novembre 2006

Nel mirino battuta sulla visita di leva

“Le dichiarazioni di Renato Zero, ospite a Domenica In, a proposito del racconto sulla sua visita di leva, hanno offeso l’intera comunit? gay di Roma”. Lo ha detto Fabrizio Marrazzo, segretario dell’Arcigay di Roma e del Lazio, che ha invitato “tutti i gestori dei locali gay a boicottare le canzoni di Renato Zero”. “Non ? la prima volta che Renato Zero offende la comunit? omosessuale”, ha detto Marrazzo.

Renato Zero durante la trasmissione di Raiuno, avrebbe affermato di ”aver detto il falso” dichiarando ”la propria omosessualita’ per non svolgere il servizio di leva” in merito ad una aneddoto raccontato sulla sua visita per accedere al servizio militare.

”Ha poi detto - ha aggiunto Marrazzo - di essere in realt? “fatto di ben altra pasta” alludendo alla funzionalit? dei propri organi genitali. Si tratta di dichiarazioni che offendono non solo i gay, ma anche chi ha problemi medici. Non ? la prima volta che Renato Zero offende la comunit? omosessuale. Lo ha fatto gi? un’altra volta nei mesi scorsi, anche se poi ha corretto le sue dichiarazioni, citando le persone affette da sindrome di Down”.

Marrazzo ha invitato ”tutti i gestori dei locali gay a boicottare le canzoni di Renato Zero nei loro locali”.

Fonte: TGCOM

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Intervista a Bestia 666 (Marco Dimitri)

27 Novembre 2006

Intervista a Bestia 666 (Marco Dimitri)
Il nome pi? conosciuto quando si parla di sette sataniche ? Marco Dimitri (foto), il bolognese padre della setta Bambini di Satana, venuto pi? volte alla ribalta delle cronache per problemi giudiziari. Sempre assolto, Dimitri ci racconta come ha iniziato, cosa si aspetta dal nuovo millennio e chi ? Satana. I suoi adepti lo chiamano Bestia 666

Quando ha maturato questa convinzione?

Sin da piccolo. ? stata una ricerca personale dettata dalla mia esigenza di avere risposte su ci? che sono, sulle possibilit? che ho. Non mi andava bene ci? che mi veniva inculcato e cos? mi sono dato delle risposte da solo, delle risposte alternative.

Quando ha iniziato a organizzarsi?

dimitri.jpgNel 1982, avevo circa vent’anni, e ho fondato la setta dei Bambini di Satana.

Quanti siete?

Siamo circa settecento in tutta Italia. La maggioranza ? maschile e l’et? ? compresa dai ventuno ai trentacinque anni.

Che tipo di attivit? svolgete?

Principalmente ? informazione. Per la ritualit? ci rifacciamo alla nostra parte istintiva. ? un’espressione la nostra. Non siamo un gruppo fideistico, nessuno di noi venera un dio. La nostra ritualit? ? espressione di ci? che abbiamo dentro: danza, forza, rapporto con l’universo, simbiosi con l’uomo e con ci? che c’? in fondo all’uomo.

Avete contatti con altri gruppi organizzati di satanisti?

Ovviamente li conosciamo, ma contatti di collaborazione non ce ne sono. Ho fondato i Bambini di Satana perché nel panorama satanista non avevo trovato nulla di interessante. Quindi, collaborare con altre sette di cui non condivido niente ? un controsenso. Troppe divergenze di ideali.

I suoi problemi giudiziari come si sono risolti?

Ho avuto molte volte problemi con la legge. Da quando siamo diventati una realt? interessante e conosciuta, hanno cercato di etichettarci come criminali. Quando diventi famoso e scomodo ti devi scontrare con il potere. Oppure ti pieghi. Io non mi sono piegato e cos? hanno cercato di diffamarmi.

Cosa prevede per il nuovo millennio?

Non credo nella ritualit? spicciola dell’evento millenario. Credo che forme di espressione di questo genere prenderanno piede, ho paura per? che anche l’aspetto pagano di venerazione possa ancora riscuotere consensi. Il problema principale ? che tutti pensano a Satana come al Dio del male, ma la cosa pi? contraddittoria ? che lo pensano i cristiani, che dovrebbero essere monoteisti e quindi prevedere solo un dio da venerare. Sono tutte fandonie, superstizioni.

E per lei che cos’? Satana?

Per me ? la parte conoscitiva dell’uomo, la conoscenza: arte, sapere, musica, scienza, il desiderio dell’uomo di andare oltre il fatalismo, oltre la religiosit?. La parte dell’uomo che esprime se stesso. Satana vuol dire avversario. Nulla ? pi? Satana dell’uomo che ? se stesso.

(di andrea amato)
delCinema.it

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Un fumetto su Karl Koch

27 Novembre 2006

Su Libera Cultura si segnala la pubblicazione elettronica di un fumetto, Uccidere un hacker, realizzato da Andrea Ferraresso e rilasciato con licenza Creative Commons. ? la cronaca di ci? che presumibilmente accadde prima del giugno 1999, quando ccc.pngKarl Koch, del tedesco Chaos Computer Club e conosciuto nel cyberspazio con lo psedonimo di Hagbard-Celine, venne ritrovato senza vita nei boschi tra Hannover e Wolfsburg.

Non era uno sconosciuto, Koch, era stato negli Anni Ottanta uno dei protagonista della scena dell’hacking europeo insieme ad altri due hacker, Pengo e Markus H. Di loro si erano occupati la stampa, erano stati tra i protagonisti del libro uscito nel 1990 The Cuckoo’s Egg, scritto da Clifford Stoll, e di 23 di Hans-Christian Schmid e Michael Gutmann. Una storia mai del tutto chiarita, tra passione, malattia e servizi segreti.

Antonella Beccaria

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