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Tra le vittime…

12 Dicembre 2006

della battaglia contro l’imperialismo dell’occidente, ieri (11/12/2006) come forse avrete potuto notare, ci sono stati anche i siti de iQuindici e della Wuming Foundation, noti covi Teocon.
Siamo stati “hackerati”: al grido di “Allah è grande!” le nostre home page sono state sostituite da slogan che inneggiano alla rivolta in nome dell’Islam ed alla superiorità di questa religione.

Se fossimo cattolici porgeremmo l’altra guancia, se la pensassimo come chi ci ha colpito lanceremmo forse una guerra santa; ma da buoni laici non possiamo che ricordare gli strepiti sollevati tra i “benpensanti” per alcune nostre posizioni pubbliche in favore della resistenza libanese o irachena e chiederci con quale criterio questi signori scelgano le pagine meritevoli della loro attenzione…. MAH!

Siamo salvi comunque, siamo di nuovo in piedi, continueremo a leggere e comunicare, continueremo a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato nel separare oriente ed occidente, islam e cristianesimo, padani e terroni, bianchi neri e gialli, ecc. ecc. ecc.

Ai rivoluzionari i nostri complimenti per essere riusciti a penetrare in due delle più protette roccaforti dell’imperialismo internazionale teocon!

Che poi bastava chiedere….;-)

Fonte: http://www.iquindici.org/news.php

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Un cracker di nome Al-Garni

12 Dicembre 2006

Cos’hanno in comune il sito della metropolitana di Montréal, il sito del museo marittimo di Vancouver, svariati siti russi, indiani e thailandesi, il sito di Wu Ming, il sito de iQuindici e il sito dei Bambini di Satana?

crackers.jpgTutti questi siti - e probabilmente molti altri che google non ha fatto in tempo a “immortalare” mentre erano deturpati - hanno subito un hackeraggio & imbrattamento da parte di un misterioso hacker, o meglio un “cracker” (o gruppo di crackers) che si firma “Al-Garni” (ma anche “SwEET-DeViL & viP HaCkEr & HaCkEr sUn”), il quale ? presuntamente di fede islamica e ci tiene a gridarlo dai tetti a pieni polmoni. O forse si tratta di qualcuno che vuole attizzare malumori contro gli islamici (ne parliamo tra un minuto).

Alle 15 di ieri, 11 dicembre 2006, “Al-Garni” ha forato l’hosting server dove stanno il nostro sito, quello de iQuindici e quello di Marco Dimitri, e ha sostituito tutte le homepage con questa schermata [trovi l'immagine anche qui]. Non era mai capitato, il server ? sempre stato molto sicuro e il sistema era privo di falle note. C’? sempre una prima volta. Mentre scriviamo, qualcuno lavora indefesso a otturare la falla e spennellare il bitume.

E’ una storia interessante. All’inizio abbiamo pensato che, trattandosi di una persona di fede, adepto di una delle religioni del Libro, il cracker ce l’avesse soprattutto col sito pagano/politeista di Dimitri & compagnia. Di certo non poteva accusare noi e iQuindici di essere arabofobi, seguaci di Bush e sostenitori della “guerra preventiva”.
In realt? questo “Al-Garni” pare proprio che colpisca a caso, dove coglie coglie. Lo dicono i bersagli eterogenei che ha collezionato. Questa tipologia di cracker va in perlustrazione in cerca di “bachi”, e li sfrutta dove li trova.

Ma esaminiamo la schermata lasciataci in regalo da “Al-Garni”: come vedete, ? piena di frasi in un inglese agrammaticale, e a un certo punto c’? scritto addirittura “Islam is ferst” al posto di “Islam is first” (che sarebbe comunque agrammaticale).
L’errore d’ortografia ? a dir poco inusuale, tanto da far sospettare che il termine sia storpiato a bella posta. La parola “first” la conoscono tutti, ? ultra-basic English. Un conto ? sbagliare la sintassi, un altro conto ? non avere i rudimenti del lessico, e se uno ? un provetto hacker (e costoro lo sono, ? gente che conosce molto bene i sistemi unix) com’? possibile una simile ignoranza della lingua informatica per eccellenza?
La cosa ci ? saltata all’occhio e parsa subito improbabile, cos? abbiamo approfondito la ricerca, un po’ alla Philip Marlowe e un po’ alla Tullio De Mauro, scoprendo che “Al-Garni” ha lasciato diverse tracce in giro per la rete, minacce e messaggi conservati nella cache di google, scritti in un inglese privo di refusi e soprattutto con espressioni di slang.
Chi scrive cos? non inciampa su “ferst” al posto di “first”, a meno di non averlo fatto apposta.

Da ci? - nonché dalla natura casuale degli attacchi - ? sorto il vago sospetto che possa trattarsi non di fanatismo islamico bens? di “black propaganda” anti-araba. Dozzinale ma potenzialmente efficace, come tutta la black propaganda. Dipende da chi colpisci: se colpisci i tolleranti, pazienti e pedanti Wu Ming, quelli indagano e trasformano il tutto in una storia, in affabulazione; se invece colpisci altri, una possibile reazione ?: “Arabi di merda, chiavacammelli del cazzo con gli asciugamani in testa, spero che bombardino ogni vostro villaggio col fosforo bianco!”.

Pi? sotto c’? scritto: “Islam is not a religion of terrorism Ghanma Almshion and Jews are terrorists”. Noi non siamo riusciti a capire chi sia “Ghanma Almshion” (sembrano due cognomi ebrei).

In alcuni deface, anche se non in quello sul nostro sito, “Al-Garni” ha fatto espliciti riferimenti all’Arabia Saudita. Per quel che ne capiamo, ? un cognome tipico di quei posti, per giunta un cognome nobile, da sceicchi. Cercando su google “Al-Garni” + hacker viene fuori una lista di notizie del gennaio scorso, tra cui questa: “Son of Saudi official arrested on child porn possession — again The son of a Saudi military official has been arrested on porn charges. Mohammed Abdullah al-Garni, arrested Tuesday at his family’s Miami Beach condominium by Secret Service agents, faces three counts of sending, receiving and possessing child pornography on his computer. E da qui un bravo scrittore chiss? fin dove potrebbe spingersi…

Ultima cosa: in fondo alla schermata-deface ci sono tre indirizzi e-mail: “gamr-14@hotmail.com“, “m-o-t@msn.com” e “m-0-t@hotmail.com“. Sconsigliamo di utilizzarli.

In altri deface di “Al-Garni” c’era addirittura un numero di telefono. Pare che qualcuno abbia provato a chiamare, solo per sentirsi dire da una voce inquietante che il vero Paul McCartney ? morto in un incidente d’auto nel 1966, e in realt? quello che oggi ha problemi di divorzio e alimenti ? un sosia di nome “Billy Shears”.

No, un momento, questa ? un’altra storia… Abbiamo fatto confusione.

Wu Ming

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Il pericolo sociale della squadra anti sette

9 Dicembre 2006

Il pericolo sociale della SAS (squadra anti sette).

Il Ministero degli Interni non ha valutato i precedenti storici, a pagarne le conseguenze saranno le famiglie, i pi? deboli.

Nella SAS sono presenti agenti di fede cattolica, psicologi e addirittura un parroco, don Oreste Benzi.
don_oreste.jpgE’ stato detto che la SAS ? nata come organo investigativo sui gruppi di matrice satanista, ma quale imparzialit? pu? offrire un nucleo cattolico che indaga sul satanismo?
Nella letteratura sono riportati i fallimenti di don Oreste Benzi. Questo parroco guid? gli inquirenti contro un gruppo di ragazzi conosciuti come gli “Angeli di Sodoma”. Venne allestita una campagna stampa devastante, ci furono carcerazioni. Questi ragazzi sono stati riconosciuti innocenti dal tribunale solo poco tempo fa.
Per loro si ? mosso anche il “Comitato Enzo Tortora”, le scuse di don Oreste Benzi non sono mai arrivate.
Anche il nostro caso giudiziario vide partecipi numerosi gruppi cattolici come il GRIS (gruppo italiano ricerca sette) ed “esperti” contaminati da fantasmi ed ombre.
Il risultato, anche qui, fu di un’immensa campagna di devastazione stampa, 400 giorni di carcerazione preventiva, assoluzione in primo e secondo grado “perché il fatto non sussiste”.
Chi ha vissuto sulla propria pelle questo tipo di dramma sa che rimane, non va pi? via, come un esaurimento nervoso non richiesto, un’esperienza che non appartiene al proprio ego.
Qualcuno ricorder? l’inchiesta sui “satanisti” di San Felice, paesino in provincia di Modena. Alcuni bambini, imboccati da fantomatici psicologi, raccontarono di essere stati infilati dentro delle bare dai loro stessi genitori “vestiti da diavoli”. Il capo di questa setta modenese era “Don Giorgio Govoni”, a detta dei bambini, a domanda rispondono.
L’inchiesta si concluse con assoluzioni, nel frattempo per? don Govoni era morto d’infarto nell’ufficio del proprio avvocato, dopo una campagna stampa infamante condita con fotografie in cui diceva messa.
Due genitori indagati si buttarono dalla finestra non reggendo il clima inquisitorio.
Questi episodi non si devono ripetere mai pi?, sar? nostro compio lottare perché ci? non avvenga pi? in un Paese civile.
Se ci deve forzatamente essere un organo di polizia che indaga sul satanismo, ? bene che sia laico, non ispirato dalla religione ma dal garantismo.
E’ compito della polizia indagare e nessuno si oppone a questo, chiediamo solo che le indagini siano disinquinate dalle superstizioni, prive di conflitti d’interesse.
Abbiamo visto gli immensi e irreversibili danni procurati ai cittadini da inchieste condotte dal mix polizia/chiesa, abbiamo visto come la strega sia solo nella mente dei cacciatori per vocazione.
Se comunque si viene avvicinati da gruppi d’indagine con componenti religiosi ? sempre diritto del cittadino chiamare i carabinieri.

Marco Dimitri

Riferimenti:

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Squadra anti-sette, religioni e libert? d’espressione

7 Dicembre 2006

Le tre streghe di Johann Heinrich FüssliDa Fronte della Comunicazione. Aumentano le denunce da parte di chi è stato raggirato da qualcuno che veste i panni del mago? Magari l'eco del caso giudiziario di Vanna Marchi ha contribuito a ridurre il senso di solitudine di chi si trova truffato riducendo di pari passo anche la vergogna che portava a non denunciare questo genere di raggiri.

Emergenza giovani a rischio di essere reclutati da una setta? Si è certi che si tratti davvero dell'esplosione di un fenomeno quando i giornali hanno un andamento ciclico con le emergenze? Ogni tot ne sfoderano una e non per forza deve essere nuova (si veda un po' che dicono i motori di ricerca sulle emergenze).

C'è bisogno di una nuova squadra investigativa anti-sette? Pare di sì, a giudicare da quanto riportato in questi giorni su diversi organi di informazioni. Anche se poi, navigando sul sito della Polizia di Stato, si legge sui forum aperti ai cittadini una risposta di Carlo Bui che dirige l'Unità di analisi del crimine violento (UACV). Dice il dirigente di polizia rispondendo a una domanda:

Il problema delle sette sataniche è molto diverso da quello del serial killer e sono d'accordo con lei che ci sia molto sensazionalismo, anche perché molti si nascondono dietro all'alibi del satanismo per portare avanti interessi e pratiche di per sé non direttamente connesse al religioso o all'occultismo […]. Importante, comunque, è non sottovalutare, perché dal punto di vista di polizia è importante prevenire e quindi conoscere.

Non si può che concordare con il dottor Bui: conoscere per prevenire e anche per discernere tra manifestazioni culturali e manifestazioni criminali. Ma gli esperti devono per forza essere in organico alle strutture che sono emanazione diretta di una confessione religiosa? Non sarebbe auspicabile che ci fossero, oltre a investigatori di provata esperienza, persone con una altrettanto provata preparazione in criminologia e criminalistica? Perché, da come viene messa giù, sembra che ci siano "anche" queste professionalità, oltre ai contributi confessionali.

E di qui un'ultima domanda, forse la più importante: non è che aprire una squadra anti-sette lancerà addosso a chi si occupa di divinazione, da solo o in gruppo, per interesse storico, umanistico o antropologico, il sospetto di frequentare ambiti criminogeni? Non che, ben inteso, si tema che un professore di filosofia venga sbattuto in carcere per aver spiegato a lezione o aver dissertato a un congresso di vaticinii e metodi propiziatori. Ma investigare sulle attività pratiche derivanti da un preciso ambito del pensiero umano può avere qualche ripercussione sulla libertà di espressione

Antonella Beccaria

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Via i preti poliziotto

6 Dicembre 2006

Abbiamo visto in questi ultimi articoli di www.bambinidisatana.com/notizie come i vari preti si alleino a fantomatici, quanto risibili, nuclei polizieschi.

Lo scopo non dichiarato è il tentativo di salvaguardare gli introiti religiosi, il calo dei fedeli è il calodei soldi.
Come cittadini non possiamo evitare di notare che gli stessi preti cattolici siano i primi fra le liste dei pedofili. Non possiamo non notare che il prete pedofilo sia argomento d'attualità da anni, gli arresti sono sempre tramutati in "domiciliari", i parroci vengono trasferiti di parrocchia in parrocchia.
Di fronte ad abusi sempre più frequenti, che garanzie possono avere i cittadini?

Diciamolo, questa è la realtà non una puntata di "Don Matteo". Le tasse vengono pagate, anche troppo, e il cittadino si aspetta un servizio professionale di repressione del crimine, un servizio di polizia compentente, soprattutto un servizio laico. Il prete che indaga su altre culture è da mandare a casa, c'è il conflitto d'interessi, l'incompetenza, il presupposto marcio che chi non sia cattolico sia per forza un criminale.
Vicende come accadute a noi (vedi libro a fianco), vicende come quelle accadute agli "Angeli di Sodoma" potrebbero accadere anche a voi che leggete o ai vostri figli.
E' compito di ognuno impedire il sorgere di organi ecclesiastici di matrice repressiva.
Il prete è nato per pregare, las realtà finisce qui, il resto è fantasia.

Marco Dimitri

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