Non si sporca la bandiera!
31 Gennaio 2007
Non si sporca la bandiera!
A molti anni dall’uscita dello schoccante documentario di Michael Moore “Bowling at Columbine” le critiche non si arrestano! Molti, non solo americani, accusano Moore di aver infangato il nome degli Stati Uniti.
Che Michael Moore non sia un personaggio “politically correct” per non dire alquanto scomodo, mi pare evidente, ma da qui a negare la pericolosità dei “giovani americani armati” ne corre!!
Con espedienti poco ortodossi, (Moore si è anche infiltrato nell’NRA, società fra le maggiori produttici di armi, fingendosi un militante dell’associazione, per arrivare a porre al presidente la scottante domanda “se ha ancora intenzione di pubblicizzare la vendita di armi”) è riuscito a far vedere al mondo il lato oscuro dell’America, fatto di gente convinta che possedere una pistola per far giustizia prima che intervengano le forze dell’ordine sia un dovere, o di ragazzini che si rammaricano di essere solo al secondo posto fra “i soggetti da tenere sottocontrollo per rischio di attentati” nella loro scuola, di scuole blindate con tanto di metal detector all’ingresso e divieto di portare maglie con slogan antiamericani!
Alla base del documentario gli omicidi alla “Columbine Hight Scholl”dove, il 20 aprile 1999 due ragazzini armati di tutto punto fecero fuori a sangue freddo 12 compagni e un insegnate.
Cosa fare in questi casi?
Trovare il capro espiatorio, come al solito!
E chi meglio del “cattivo” Marilyn Manson, che non può far altro che dire “quello stesso giorno è ricordato come il giorno del più massiccio bombardamento in Kosovo ordinato dal presidente Clinton; chi ha più influenza, io che canto vestito da pagliaccio o il nostro presidente??”
Insomma, in un paese che sanciva con la prima dichiarazione dei diritti “che ogni uomo bianco ha il diritto/dovere di possedere un’arma per proteggere sé e la sua famiglia” scoprire che un bambino seienne ha fregato la pistola dello zio e ha freddato una compagnetta di classe non fa quasi notizia!
Non a caso il numero delle morti da arma da fuoco è spaventosamente più elevato negli USA rispetto agli altri paesi europei e, soprattutto al Canada. “non guardano forse, i ccanadesi, i nostri stessi film? Non ascoltano la stessa musica? E non giocano agli stessi videogiochi? Si chiede Michael Moore, eppure non si ammazzano per strada come accade qui da noi!!
Perché? Forse dare la colpa all’inadeguatezza dei politici e alla multietnicità non basta, forse ognuno dovrebbe riflettere se sia giusto che un quindicenne possa comprare una pistola con la stessa facilità con cui compra un paio di scarpe o forse, Michael Moore si è inventato tutto, ha fatto un mix di roba scottante, si è inimicato qualcuno, ma diceva solo cazzate!
Già, non si sporca la bandiera, ma coprendo i crimini che accadono la situazione non può che peggiorare e la bandiera sarà ancora più sporca, ma del vostro sangue possibilmente la prossima volta!

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Lass? qualcuno ci guarda
31 Gennaio 2007

Qualcuno ci guarda, lass?, oltre le nuvole. Non ? l’occhio di Dio, pi? concretamente ? l’occhio dei satelliti. Entrano nelle nostre case e nei nostri casini. Un “Grande Fratello” mondiale.
Stavolta il satellite ? caduto in fallo, e che fallo! Un pene di sei metri ? stato tracciato da due ragazzini di una scuola, proprio nel prato dell’edificio in cui studiano. Per tracciare il disegno dell’enoreme fallo i due hanno utilizzato una bomboletta di diserbante.
Lo scherzo goliardico per? ? stato ripreso da un satellite e le immagini sono finite du Internet.
Marco Dimitri
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Di nuovo Famiglia Cristiana
31 Gennaio 2007
Un articolo di “Famiglia Cristiana” che fa un po’ sorridere se non avesse un taglio politico e non fosse condito di “follia allarmista”.
Ma vediamo l’articolo:
«In famiglia», dice l’esperto, «si rinuncia a fare i genitori e a trasmettere valori forti. Cos? molti figli sono attratti dalle s?tte sataniche». Ma uscirne ? possibile. Ecco come.
«In una ricerca di qualche tempo fa abbiamo scoperto che un adolescente su dieci in Italia rischia di cadere nel fenomeno del satanismo. Una percentuale spaventosa. Ancora pi? drammatico ? un altro dato: una percentuale enorme di giovani intervistati ha dichiarato che se Satana potesse dare loro potere e ricchezza non avrebbero difficolt? ad allearsi con lui». L’allarme lo lancia il professor Tonino Cantelmi, psichiatra e presidente dell’Associazione psicologi e psichiatri cattolici. Cantelmi, insieme con la psicoterapeuta Cristina Cacace, ? autore di Il libro nero del Satanismo (San Paolo editore).
Il satanismo in Italia ? un fenomeno molto preoccupante. Coinvolge i giovani attratti dal fascino della ribellione e dell’anarchia, dalla pratica del sesso e dal consumo di alcol e droghe che caratterizzano in genere questi gruppi. Il rapporto del ministero dell’Interno del 1998 indicava circa 200 adepti a una decina di gruppi. Ma, trattandosi di un fenomeno nascosto, i numeri sono molti pi? ampi.
Carabinieri durante un sopralluogo in una chiesa sconsacrata, nella quale compaiono simboli e scritte satanici (ad esempio la stella a cinque punte e la cifra 666).
Carabinieri durante un sopralluogo in una chiesa sconsacrata,
nella quale compaiono simboli e scritte satanici (ad esempio
la stella a cinque punte e la cifra 666 - foto La Presse).
«Dai libri alle riviste, dai siti Internet al cinema, il nostro mondo ? pervaso da richiami alla cultura satanica». Un esempio per tutti? Il cartone animato dei Pokemon che, di per sé, non ? satanista, ma contiene richiami espliciti alla violenza, alla conquista del potere e al dominio sugli altri. «Il satanismo, si badi, non ? assenza di valori - se cos? fosse lo combatteremmo con pi? facilit? -, ma ? un controvalore, affermazione del valore morale del male».
Quanto alla componente religiosa, secondo il professor Cantelmi il fattore di ribellione alla religiosit? cattolica, magari ricevuta dai propri genitori, non conta molto nell’accostamento di un giovane a una setta. «Oggi in Italia la fede cattolica ? vissuta spesso solo come facciata. L’espandersi dei gruppi satanici ? piuttosto conseguenza della mancanza di valori forti che le famiglie non trasmettono pi? perché i genitori hanno rinunciato a fare i genitori».
Ma dalle s?tte sataniche si pu? uscire. «Vorremmo far capire alle famiglie e alle figure educative che esiste una terapia specialistica praticata da precise figure di psicoterapeuti, la cosiddetta exit strategy therapy». Quando si pensa al satanismo viene subito in mente la terribile catena di omicidi e violenza legata al gruppo delle “Bestie di Satana”, nella zona di Varese, oppure la misteriosa setta satanica che sarebbe stata all’ombra dei delitti del mostro di Firenze. «I delitti sono rari», commenta Cantelmi, «solo in pochissimi casi si giunge all’omicidio. Il vero dramma ? che si tratta di gruppi molto forti e coesi, che arrivano alla minaccia e all’aggressione. Per il giovane che vuole uscirne, dunque, ? molto facile essere di nuovo risucchiato nel vortice di questi gruppi. Ma deve sapere che, se vuole liberarsi dalla trappola in cui ? caduto, pu? fare pieno affidamento su un sostegno in primo luogo psicologico, e poi anche sociale e legale - assistenti sociali e avvocati -, in una rete di protezione. Deve sapere che non ? solo e che c’? sempre chi pu? prendersi cura di lui».
Giulia Cerqueti
Rispondiamo:
In un’Italia in cui le famiglie cattoliche si massacrano ogni giorno, voi fate la predica al satanismo? Ai giovani ribelli? Ma andiamo!
Si leggano quotidianamente le cronache, per vedere che c’? ormai una strage in famiglia quasi ogni giorno. Famiglie “per bene” cattoliche e, ovviamente, fuori di testa.
L’orrore nasce dalla mancanza del valore individuale, condizione che viene sostituita dalla piet?, dal dolore, dall’umilt?. La collettivit? ipnotizzata da falsi valori post mortem perde la facolt? del valore individuale. L’uomo ? privato del proprio sentimento, del valore dell’ego, del diritto ad essere se stesso senza vincoli di superstizione.
Tutti i valori artistici, scientifici, aristocratici, estetici vengono estrapolati e proiettati al giudizio di un dio che nulla ha di divino.
Certo che i giovani puntano alla ribellione, all’anarchia. Non ? che si castra e si pretende onore, no?
E poi uscire da dove? Da una setta? Perch? voi, cari signori non dimenticate d’essere membri di quella che ? la madre di tutte le sette.
Comunque, ad ogni buon conto, il vostro “satana” l’avete estrapolato da figure pre-cristiane. L’immagine ? quella del greco Pan, rappresenta l’istinto primordiale e la dualit? che ? alla base del sapere.
Il nome “Satana” ? di proveniuenza ebraica: oppositore. Ancora le radici storiche si perdono nell’antico Egitto con Seth.
Altro che dio del male, Satana ? l’uomo che prende coscienza di se stesso e vive con virt? artistiche e scientifiche, virt? che smonteranno tutte le superstizioni, in primis la vostra chiesa dell’oro e del potere.
Patto col Diavolo? Ma per piacere! Fosse possibile ci sarebbe la fila da qua a Hong Kong!
Non ? che, niente niente il patto col Diavolo ? un’invenzione vostra, ai tempi della Santa Inquisizione?
Una curiosit?: ma che fanno i carabinieri con la paletta per dirigere il traffico puntata dentro il cerchio? Cliccate sulla foto per ingrandirla
Marco Dimitri
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Spillus presenta al Sorpasso le musiche dei thriller
28 Gennaio 2007
GENOVA. 27 GEN. Oggi, a partire dalle 18,30, DubMaster Spillus presenta al “Sorpasso” le colonne sonore dei thriller all’italiana, un genere cinematografico che in Italia si afferma solo nei primi anni Sessanta, grazie soprattutto all’incredibile successo registrato da pellicole quali “La maschera di Frankenstein” (1957) e “Dracula il vampiro” (1958) di Terence Fisher. Nel 1960 compaiono ben cinque titoli che sanciscono la nascita del thriller all’italiana: “La maschera del demonio” del geniale Mario Bava, “Il mulino delle donne di pietra” di Giorgio Ferroni, “L’ultima preda del vampiro” di Piero Regnoli, “Seddok l’erede di Satana” di Anton Giulio Maiano e “L’amante del vampiro” di Renato Polselli. Pur essendo fortemente ispirate alle pellicole anglosassoni, queste produzioni si caratterizzano per alcuni elementi ricorrenti: la centralit? della figura femminile (che spesso assume sembianze mostruose), il clima di minaccia incombente, gli atipici movimenti di macchina. Il grande successo di pubblico fa esplodere il giallo all’italiana che, se da un lato rivela (come molti cosiddetti B movies) una notevole pochezza di mezzi, dall’altra regala veri e propri capolavori, firmati da registi eccezionali recentemente scoperti rivalutati anche dalla critica: fra tutti Luigi Fulci, (Quentin Tarantino ha attinto a piene mani - per le sue produzioni - da “Non si sevizia un paperino” del 1971) Riccardo Freda (da ricordare il dittico “L’orribile segreto del dr. Hitchcock” del 1962 e “Lo spettro” del 1963) e Mario Bava, inarrivabile talento visionario che firma pellicole divenute ormai cult: “I tre volti della paura” (1963), “La frusta e il corpo” (1963), “Operazione paura” (1966), “Cinque bambole per la luna d’agosto” (1969), “Il rosso segno della follia” (1969), “Reazione a catena” (1971). L’eredit? di Bava viene raccolta dal giovane Dario Argento che, a partire da “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970) vira decisamente all’horror. Soppiantato - attorno alla met? degli anni Settanta - dal poliziottesco, il thriller all’italiana vive una seconda (brevissima) giovinezza nei primi anni Ottanta grazie soprattutto al cruento “Lo squartatore di New York” (1982) di Lucio Fulci e “Tenebre” (1982) di Dario Argento.
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Un nuovo traguardo per il controllo mentale
26 Gennaio 2007
Ragazzini pippaioli e giocherelloni tremate, arriva la droga del secchione.
Niente videogiochi, niente disattenzioni, da oggi si crea la “generazione perfetta”, sperando per? che tutto si risolva come nell’omonimo film.
Arriver? entro un mese l’autorizzazione all’immissione in commercio del metilfenidato, farmaco conosciuto con il nome commerciale di Ritalin e utilizzato per il trattamento della sindrome da deficit di attenzione e iperattivit? (ADHD). L’annuncio ? stato dato dal direttore generale dell’Agenzia italiana del Farmaco, Nello Martini, nel corso del convegno “Bambini e psicofarmaci” organizzato all’Istituto Superiore di Sanit?. Martini ha spiegato che “ci sono tutte le condizioni metodologiche e operative per arrivare alla decisione entro febbraio”. Insieme al Ritalin verr? data l’autorizzazione anche a un altro farmaco, l’atomoxetina e contestualmente partir? il Registro nazionale dei trattamenti farmacologici e non per l’Adhd. L’annuncio dell’imminente immissione dei due farmaci non mancher? di suscitare reazione controverse, soprattutto nel caso del Ritalin. Sul suo utilizzo si ? creato un vero e proprio movimento di opinione, anche a causa dei rischi di dipendenza e della possibilit? di effetti collaterali imprevisti segnalati da vari studi scientifici a livello internazionale.
CHE COS’E'- Il metilfenidato ? infatti una variante dell’amfetamina, che stimola del sistema nervoso centrale e figura, nel registro delle sostanze stupefacenti e psicotrope (disponibile sul sito sul sito dell’Aifa) sia nella tabella 1 tra le sostanze stupefacenti ad alto potenziale di abuso, sia nelle tabella II, tra le sostanze che hanno attivit? farmacologica e pertanto sono usate in terapia.
QUANDO E’ ARRIVATO- In Italia il farmaco ? stato registrato nel 1958, e fu ritirato poi nel 1989 su decisione autonoma della casa produttrice. Nel 2001 la Commissione unica del farmaco ne ha deliberato la sua reintroduzione, a condizione che avvenga in centri specializzati in collaborazione con le Regioni e nell’ambito di un piano terapeutico pi? vasto. Finora per?, non avendo avuto il via libera alla commercializzazione (richiesto a partire dal 2004 dalla multinazionale farmaceutica Novartis), il farmaco si poteva reperire solo su importazione dall’estero.
PERCHE’ TORNA IN ITALIA- La decisione di avviare contestualmente all’immissione nel mercato italiano del farmaco, il Registro dei trattamenti sull’Adhd ? stata presa per cercare di rispondere alle necessit? di un monitoraggio del percorso assistenziale fornito ai bambini sottoposti a trattamento e di realizzare anche a livello nazionale una mappatura dell’uso delle terapie a tutt’oggi non disponibile, come confermato nel corso del convegno da Maurizio Bonati, del laboratorio per la salute materno infantile dell’Istituto “Mario Negri”, coorganizzatore della giornata di studio. Stefano Vella, dell’Istituto Superiore di Sanit? ha spiegato che il registro servir? a prevenire l’uso improprio dei farmaci e ad inquadrarlo invece in un percorso assistenziale adeguato, evitando quindi l’eccessivo uso dei farmaci come avviene per esempio negli Stati Uniti. La prescrizione di farmaci avverr? sempre nei centri di riferimento neuropsichiatrici regionali riconosciuti per l’Adha.
FAVOREVOLI- Positivo il commento dell’Associazione Italiana della famiglie Adhd, l’associazione dei genitori dei bambini a cui ? stata diagnosticata la sindrome, che ribadisce come l’intervento farmacologico sia inserito in una terapia multimodale. L’associazione “auspica che la stessa procedura, sia per la diagnosi multimodale, sia per la somministrazione del farmaco in ambiente controllato, sia estesa agli altri disturbi neuropsichiatrici diagnosticabili in et? evolutiva”. La soluzione del registro ? positiva anche per Luigi Cancrini, psichiatra di lungo corso e oggi membro della Commissione parlamentare per l’Infanza, da sempre voce critica sull’abuso dell’utilizzo di farmaci per il trattamento del disagio mentale. “Il dibattito molto forte che c’? stato su Adhd e metilfenidato ha avuto un buon risultato - ha dichiarato Cancrini - Lo strumento del registro ? ragionevole e dovrebbe essere esteso anche ad altri farmaci, come gli antidepressivi”. Fermo restando, per Cancrini, che prima che con gli interventi farmacologici, “la prevenzione dei disturbi psichiatrici deve basarsi sull’attenzione scientificamente orientata alla crescita del bambini” contrastando “la tendenza a interrogare pi? il corpo che la persona”.
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