Spillus presenta al Sorpasso le musiche dei thriller
28 Gennaio 2007
GENOVA. 27 GEN. Oggi, a partire dalle 18,30, DubMaster Spillus presenta al “Sorpasso” le colonne sonore dei thriller all’italiana, un genere cinematografico che in Italia si afferma solo nei primi anni Sessanta, grazie soprattutto all’incredibile successo registrato da pellicole quali “La maschera di Frankenstein” (1957) e “Dracula il vampiro” (1958) di Terence Fisher. Nel 1960 compaiono ben cinque titoli che sanciscono la nascita del thriller all’italiana: “La maschera del demonio” del geniale Mario Bava, “Il mulino delle donne di pietra” di Giorgio Ferroni, “L’ultima preda del vampiro” di Piero Regnoli, “Seddok l’erede di Satana” di Anton Giulio Maiano e “L’amante del vampiro” di Renato Polselli. Pur essendo fortemente ispirate alle pellicole anglosassoni, queste produzioni si caratterizzano per alcuni elementi ricorrenti: la centralit? della figura femminile (che spesso assume sembianze mostruose), il clima di minaccia incombente, gli atipici movimenti di macchina. Il grande successo di pubblico fa esplodere il giallo all’italiana che, se da un lato rivela (come molti cosiddetti B movies) una notevole pochezza di mezzi, dall’altra regala veri e propri capolavori, firmati da registi eccezionali recentemente scoperti rivalutati anche dalla critica: fra tutti Luigi Fulci, (Quentin Tarantino ha attinto a piene mani - per le sue produzioni - da “Non si sevizia un paperino” del 1971) Riccardo Freda (da ricordare il dittico “L’orribile segreto del dr. Hitchcock” del 1962 e “Lo spettro” del 1963) e Mario Bava, inarrivabile talento visionario che firma pellicole divenute ormai cult: “I tre volti della paura” (1963), “La frusta e il corpo” (1963), “Operazione paura” (1966), “Cinque bambole per la luna d’agosto” (1969), “Il rosso segno della follia” (1969), “Reazione a catena” (1971). L’eredit? di Bava viene raccolta dal giovane Dario Argento che, a partire da “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970) vira decisamente all’horror. Soppiantato - attorno alla met? degli anni Settanta - dal poliziottesco, il thriller all’italiana vive una seconda (brevissima) giovinezza nei primi anni Ottanta grazie soprattutto al cruento “Lo squartatore di New York” (1982) di Lucio Fulci e “Tenebre” (1982) di Dario Argento.
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