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Din Don le campane di Nard?

18 Gennaio 2007

Il satanismo ? uno ed ? inscindibile. E’ una filosofia con radici storiche, l’uomo ? la misura di tutte le cose, in opposizione all’oscurantismo monoteista. La scienza, l’arte, il romanticismo, l’istinto primordiale sono le virt? dell’uomo eretto. Queste virt? sono l’opposizione alle religioni, al sonno della ragione.

Satana ? un termine, deriva dall’ebraico e significa “oppositore”. Anche se le radici storiche le troviamo nell’antico Egitto con “Seth”.

Non ? da considerare satanismo il credo in uno spirito esterno all’uomo. Che Cristo sia il figlio di Dio, che Satana sia il signore del male ? una credenza esclusiva del cattolicesimo.
Quello che oggi viene chiamato “satanismo acido” ? una malformazione del credo cattolico. Chi segue il male segue una figura esclusivamente cattolica.

calice.jpgCome spesso accade, ecco l’ennesimo furto in chiesa, stavolta a Nard? in Puglia. Non ? il commissario Lo Gatto ad indagare per?, stavolta ? Rocco Carrozzo, commissario di Nard?. A lui la patata bollente, deve indagare su un furto nella parrocchia di San Giuseppe. Le impronte, il DNA, lasciano spazio alla superstizione “Sono stati i satanisti” ipotizzano inquirenti. Poi correggono il tiro “Forse no, perch? non sono state rubate le ostie!”. Di nuovo il termine “satanisti” risuona e fa paura. Risuona e viene legato al crimine. Sbagliato, cari signori, sbagliato, caro commissario. Solo il cattolicesimo crede che l’ostia sia il corpo di Cristo. Se viene rubata per scopi profanatori, la cultura ? sempre una malformazione del cattolicesimo. Affari vostri.
Sempre se non si crea la notizia, sempre se non si mette in atto una scena.
Ma stavolta il ladro di turno si ? “limitato” a sottrarre un calice. Basta passare davanti ad uno di quei negozi che vendono oggettistica di culto per notare che un calice costa diverse centinaia di Euro. Sono pure belli!

Marco Dimitri

da http://www.portadimare.it

NARDO’ - Nella chiesa di S.Giuseppe, nel cuore di Nard?, durante la scorsa notte ? stato compiuto un furto molto strano. Quando la scena del crimine ? una chiesa la prima cosa che viene in mente sono le sette sataniche o qualche balordo che, al contrario del solito, vuole apparire al diavolo.

Il commissario di Nard?, Rocco Carrozzo, si ? precipitato nella chiesa secentesca non appena ? stato contattato dai responsabili dell’edificio sacro, retto da don Cosimo Carrozza. Giunto sul posto ha potuto constatare che, quasi sicuramente durante la notte, ignoti si sono addentrati nei locali della sagrestia utilizzando come ingresso alcune case abbandonate che si trovano sul retro della chiesa. Una volta all’interno non hanno rubato quasi nulla, ma ? quel quasi che lascia non poche perplessit?. Sono stati rubati un po’ di lumini e una coppetta utilizzata per contenere le ostie. Nel posto dove era riposta la coppetta si trovano anche l’ostensorio e la pisside, il vaso eucaristico destinato a custodire le ostie per la comunione, che non sono stati rubati.
Le ostie non sono state rubate e questo particolare fa pensare agli investigatori che non si tratti di satanisti, come il primo allarme lasciava presagire.
Nessuna pista viene per? esclusa se si considera che il satanismo si pu? classificare in due categorie ben distinte. La prima, quella dei movimenti organizzati con capi riconosciuti, sedi, e pubblicazioni ? ben controllata dalle forze dell’ordine. La seconda ? composta dai satanisti ” fai da te”, non hanno nessun capo, nessuna sede e ovviamente nessuna pubblicazione. Per queste caratteristiche, totalmente diverse dalla prima categoria, queste bande di balordi sono pi? difficili da controllare perch? meno visibili dei primi.
Rimane misterioso un furto di questo tipo, perch? la coppa e non le ostie?
Certo ? che nelle messe nere, da quanto si potuto scoprire negli ultimi anni, non mancano oggetti come quelli rubati nella chiesa di Nard?.

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Vaticano: Manifestazione gay contro opposizione del Papa ai Pacs

14 Gennaio 2007

CITTA’ DEL VATICANO (Reuters) - Circa 150 omosessuali si sono riuniti oggi davanti al Vaticano per protestare contro l’opposizione espressa da Papa Benedetto XVI sulla questione del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto.

Uomini e donne appartenenti all’associazione Arcigay e ad altri gruppi hanno manifestato commemorando anche l’anniversario del suicidio di un omosessuale che si tolse la vita nove anni fa in Piazza S.Pietro in protesta contro l’atteggiamento ostile del Vaticano verso i gay.

Secondo un testimone della Reuters, i partecipanti sventolavano bandiere con l’arcobaleno e cartelli con la scritto “No ai talebani! No al Vaticano”.

Altri striscioni chiedevano al governo italiano di concedere il riconoscimento legale alle coppie omosessuali e a quelle non sposate, una questione che sta dividendo la coalizione di governo fin dal suo interno.

In un recente discorso, Papa Benedetto XVI ha detto che il riconoscimento delle coppie di fatto avallerebbe “quelle disastrose teorie che tolgono qualsiasi rilevanza alle differenze tra maschi e femmine”.

Alcuni membri dell’Arcigay hanno deposto dei fiori nel punto di Piazza S.Pietro in cui, nel 1998, lo scrittore Alfredo Ormando si cosparse di benzina e si diede fuoco per protestare contro l’atteggiamento ostile del Vaticano nei confronti dei gay. L’uomo morì a causa delle ustioni riportate nove giorni dopo avere compiuto il tragico gesto.

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Strage Marzabotto, dieci ergastoli

13 Gennaio 2007

Sette imputati sono stati assolti
Il tribunale militare della Spezia ha condannato all’ergastolo dieci dei 17 imputati (tutti contumaci) per la strage nazista di Marzabotto. Gli altri sette sono stati assolti per non aver commesso il fatto. La camera di consiglio ? durata quattro ore e 45 minuti. La strage di Marzabotto era avvenuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944.

marzabotto3.GIFSecondo quanto riporta l’agenzia Ansa, la condanna all’ergastolo ? stata emessa per Paul Albers, 88 anni, aiutante maggiore di Reder; per il sergente comandante di plotone Josef Baumann, 82 anni; per il maresciallo delle SS Hubert Bichler, 87 anni; per i sergenti Max Roithmeier, 85 anni; Max Schneider, 81, Heinz Fritz Traeger, 84, Georg Wache, 86, Helmut Wulf, 84; per il maresciallo capo Adolf Schneider, 87 anni; per il soldato Kurt Spieler, 81 anni. Tutti sono stati ritenuti colpevoli di concorso in violenza con omicidio contro privati nemici, pluriaggravata e continuata. Sono stati invece assolti per non aver commesso il fatto il caporale Franz Stockinger, 81 anni; il caporalmaggiore Gunther Finster, 82; i caporali Albert Piepenschneider, 83, ed Ernst Gude, di 80; il sergente SS Hermann Becker, 87 anni; il caporalmaggiore Otto Erhart Tiegel, 81 anni ed il sergente Wilhelm Kusterer, di 84. Il Tribunale ha poi deciso la pena dell’isolamento diurno per tutti i condannati, per un periodo variabile tra uno e tre anni, ed il risarcimento dei danni in favore delle parti civili per una somma complessiva di oltre 100 milioni di euro.

Quella di Marzabotto fu una delle stragi pi? efferate compiute dalla 16/esima divisione SS Panzergrenadier Reichsfurher. Lo scopo era quello di annientare la Brigata Partigiana Stella Rossa che a partire dal ‘43 operava sulle colline bolognesi. All’alba del 29 settembre i tedeschi accerchiarono tutta la zona; tra le vittime donne, bambini e cinque sacerdoti di cui ? stata gi? avviata la causa di beatificazione. In localit? Casaglia, ad esempio, i civili si erano rifugiati in chiesa. Venne ucciso il parroco sull’altare e i parrocchiani nei pressi del cimitero. Nell’oratorio di Cerpiano a Monzuno altre 49 vittime, tra cui 20 bambini uccisi con bombe a mano. Per la strage di Marzabotto, nel 1951 venne processato e condannato all’ergastolo dal tribunale militare di Bologna il maggiore Walter Reder, comandante del 16esimo battaglione della divisione, ma in seguito graziato su intercessione del governo austriaco.

Il processo, che ? il quinto sulle stragi nazifasciste che va a sentenza alla Spezia (dopo quello sulle stragi della Certosa di Farneta, Sant’Anna di Stazzema, Branzolino San Tome’ e Falzano di Cortona) si ? celebrato a tredici anni di distanza dalla scoperta a Roma dell”armadio della vergogna dove vennero occultati per cinquant’anni 273 fascicoli relativi alle stragi nazifasciste perpetrate in Italia nel ‘43 e ‘44. Su almeno una trentina di questi, ha lavorato in questi anni la procura militare spezzina, con grandi difficolt? dovute allo spazio temporale rispetto agli eventi. Nel corso delle udienze sono stati ascoltati una cinquantina di testi italiani, ma nessuno dei testi tedeschi ? comparso; tutti gli imputati sono stati giudicati per contumacia.

Tgcom

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Iraq. Un patibolo per la pace

11 Gennaio 2007

Ora che a un processo farsa ? seguita un’impiccagione vera, sembra che l’artefice di questo crimine sia soltanto il piccolo uomo che a Baghdad si vorrebbe primo ministro, per giunta “democratico”.

Ma se al-Maliki ? certamente un criminale, cosa sono gli americani che hanno voluto, organizzato e gestito direttamente il processo che ha portato all’impiccagione del 30 dicembre?

Per Bush l’uccisione di Saddam Hussein ? stata una <<pietra miliare>>, <<un passo decisivo sulla strada maestra della giustizia>>.

Ma la sonnolenta Italia di Capodanno, pur di non dover mai criticare il proprio alleato-padrone, ha preferito sparare le sue cartucce contro l’omuncolo dalla barba incolta, il cui sguardo smarrito segnala la condizione di un paese sfasciato con un governo tanto servile quanto impotente.

La sentenza di condanna a morte ? stata emessa da un Tribunale speciale messo in piedi nel 2003 dal governatore militare statunitense, Paul Bremer.

I giudici sono stati designati quasi tutti dal Governo provvisorio, addestrati da esperti americani e sottoposti a stretto controllo politico. Lo Statuto del tribunale ? stato redatto da giuristi statunitensi.

Il tribunale ha esercitato la sua giurisdizione sulla base di figure di reato che non erano previste dal diritto iracheno e che sono state introdotte nello Statuto solo per consentire l’incriminazione e la condanna a morte di Saddam. I diritti della difesa sono stati gravemente limitati, mentre l’imputato veniva tenuto prigioniero in un luogo segreto controllato dalle forze di occupazione Usa.

Fa piacere che la pena di morte abbia suscitato tante opposizioni in Italia e nel mondo, ma per favore indirizziamo lo sdegno in primo luogo verso i principali autori di questo crimine: gli Stati Uniti d’America ed il loro presidente. In quanto ai loro servitori in loco, essi hanno fatto il lavoro sporco, ma - ed anche per questo - il loro futuro ? gi? segnato.

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Ustica: vittime di una guerra fantasma

11 Gennaio 2007

La giustizia d? forfait: 81 morti ma nessun colpevole

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della ustica.jpgprocura generale del tribunale di Roma contro l’assoluzione dei generali dell’Aeronautica Lamberto Bertolucci e Franco Ferri per il disastro di Ustica. Con quest’ultima sentenza in pratica si afferma che non vi sono responsabilit? per il disastro aereo avvenuto il 27 giugno 1980 e nel quale persero la vita 81 persone.
La vicenda del DC9 I-Tigi dell’Itavia abbattuto il 27 giugno 1980 nei cieli sopra Ustica rimane senza responsabili? Andrea Purgatori, intervistato per Articolo 21 da Stefano Corradino, dice:

La sentenza manda a casa in formula piena gli imputati ma non scalfisce di un millimetro il cosiddetto “scenario di guerra” […]. Conosco tutti i familiari delle vittime. Nessuno di loro ? appeso ai soldi, nessuno vuole guadagnarci da questa vicenda. ? una questione simbolica, morale, politica, di giustizia.

Antonella Beccaria

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