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Gran Theft Auto Liberty City Stories

8 Febbraio 2007

Genere: Azione
Produttore: Rockstar
Sviluppatore: Rockstar Leeds/Rockstar North
Distributore: Take two
Versione: Europea
Lingua: Italiana (sottotitoli)
Giocatori: 1 - 6

Recensione a cura di:
Carlo "Darkzibo" Ziboni

Circa un anno fa Gran Theft Auto Liberty City Stories vide la luce sul portatile Sony: si trattava semplicemente del riproponimento migliorato parecchio di GTA 3
uscito cinque anni fa per la maggiore Ps2. In questi giorni ha fatto la
sua comparsa sugli scaffali il seguito di quell’episodio: Gran Theft Auto Vice City Stories,
che ricalca quel Vice City (a detta di molti il migliore della serie di
GTA) che tanto ci ha fatto apprezzare Tommy Vercetti e tutto il
cucuzzaro di malavitosi che ci ruotavano intorno.

Il tempo passa, Vice City no
Sicuramente, in questo istante, una domanda vi balenerà per la testa:
si tratta di un porting ripreso pari pari da Ps2 ? La risposta è tanto
veloce quanto semplice: no. Vice City Stories
riprende solamente la tipologia e la geografia della città vista nella
controparte per la console maggiore targata Sony, Xbox e PC. Tutta la
storia cambia, aggiungendo qualcosa e rendendo il tutto tipicamente
GTAniano. Il protagonista non è più Tommy Vercetti, o un altro mezzo
mafioso dello stesso stampo, bensì un soldato di colore, Victor Vance,
impegnato, almeno inizialmente, a portare a termine missioni non
proprio ortodosse di un superiore pervertito. In particolare, in una
delle missioni iniziali, giungerete sullo yatch del classico
spacciatore, cadendo poi in acqua a causa di un assalto imprevisto, nel
vecchio Vice City, sareste automaticamente affogati. Invece, con grande
sorpresa, Vic riesce a nuotare così come ce la fa CJ in San Andreas(unica
somiglianza tra i due, dato che Vic non può nè implementare le proprie
caratteristiche fisiche, nè tantomeno le abilità di guida). Le
missioni, ancora selezionabili liberamente recandosi dai cattivi di
turno, ricalcano quanto visto in Liberty City Stories, ovvero
sono sostanzialmente brevi, anche se di buon impatto ludico,
adattandosi appieno allo spirito delle console portatili. La città non
è visitabile da subito interamente ma, ricalcando il classico spirito
di GTA, portando a termine le missioni, sarà possibile sbloccare le
zone inizialmente chiuse. L’anima della serie è stata riportata anche
qui, per l’ennesima volta dopo LCS: rubare auto, compiere violenze di
ogni sorta, svolgere missioni da vigilante se si ruba un mezzo delle
forze dell’ordine, oppure curare qualcuno che si è infortunato nel caso
che il mezzo rubato sia un’ambulanza. Ricordate il garage Pay’n Spray,
Ammunation (il negozio di armi), i manufatti da ricercare, le
evoluzioni da compiere con moto (impennate e freestyle) e auto ? Ecco, Vice City Stories
è ancora questo. Non mancano certo le armi non convenzionali come i
lanciafiamme, le moltov, i fucili e tutto quello che può servire per
distruggere il resto della popolazione che cammina pacifica per le
strade di Vice City. Ecco, questo è ciò che è Vice City. Tutto qui ?
Ebbene sì, non si va oltre i soliti stereotipi visti nei precedenti
episodi dato che, l’unica miglioria realmente praticata è stata la già
citata capacità di nuotare e da quanto vado a enunciare di seguito.
Una cosa interessante è il modo impero, che vi vede impegnati nel fare
di Vic un bravo imprenditore, in grado di acquisire guadagni dalle
diverse strutture conquistate. Ogni giorno verrà versata una certa
somma di denaro sul vostro conto senza dover passare, come in Vice
City, nel luogo dove si trova l’immobile. Come si prendono questi
immobili ? In Vice City Sotries la risposta è solo una, con la forza.
Prima di tutto dovrete entrare nello stabile, ucciderne gli occupanti
e, in un secondo momento potrete decidere se acquistarlo o meno. In un
secondo momento dovrete gestire quale sia la genuina attività da
aprire: salumiere ? No. Edicolante ? No. Potrete selezionare, bensì,
altre attività come prostituzione, spaccio di droga e altre quattro
attività che lascio scoprire a voi. Il vostro impero si può espandere
su tutto il territorio della ridente città dal sapore californiano, ma
questo potrebbe dar fastidio a molte persone e soprattutto a gangs
rivali. Il vostro compito, in questo caso, sarà quello di giungere nei
territori interessati per sedare le risse. Nel caso non arrivaste in
tempo, il vostro edificio subirà danni e a voi non toccherà altro che
pagare per la ristrutturazione. Forse inizialmente il fatto di dover
difendere le proprie attività, facendo così divenire quasi una sorta di
manageriale semplificato il titolo, potrebbe interessare molti, ma dopo
un po’ che ci giocherete, capirete che forse è meglio pagare qualcosa
pur di non dover correre da una parte all’altra della città.
In questo episodio fanno la loro comparsa alcuni mezzi alternativi, non
presenti in LCS: l’elicottero, le barche, gli sci acquatici dove il
buon Vic si potrà esibire per il nostro diletto o per necessità. Altre
novità sono rappresentate dalle bustarelle, presenti fuori
dall’ospedale e che mediante una discreta somma, permetteranno di
riavere le armi perse prima di essere morti o catturati. Sempre fuori
da dipartimenti di polizia e ospedali, troverete un taxi pronto a
riportarvi sul luogo dell’ultima missione che avete tentato di portare
a termine. Ancora è presente una nuova abilità: gli automezzi non si
fermeranno di fronte a voi, ma vi potranno investire. In questo caso,
premendo repentinamente il pulsante quadrato, potrete evitare una
stiratura imprevista.
La città vive di vita propria, forse ancora di più rispetto alla quasi
spenta Liberty City: vi capiterà dio incontrare gente che parla per
strada, inseguimenti della polizia, incidenti con relative reazioni dei
passanti: il tutto sembra vivere indipendentemente dal vostro
passaggio.
Nonostante questo e le classiche caratteristiche di GTA (la grande
libertà di azione, la longevità e la grandezza della città), Vice City
Stories incontra qualche difficoltà. Forse per una storia non troppo
coinvolgente almeno all’inizio, forse per il fatto ceh ci troviamo di
fronte all’ennesimo GTA. Forse la curiostià, dato che alla fine ci si
basa sempre su un modello ispirato a GTA III, è quasi del tutto svanita
con Liberty City Stories ? Non si sa, però prendete, ad esempio, il
linguaggio scurrile e il turpiloquio: nei primi episodi ha fatto
scalpore, ma ora non è nemmeno più divertente ed è quasi fastidioso.
Nonostante queste considerazioni, resta da dire che la qualità che contraddistingue un titolo Rockstar come GTA, si fa sentire.

Giocare in strada
La giocabilità di Vice City Stories
si attesta su buoni livelli, molto simili a quanto provato in Liberty
City Stories: l’analogico viene impiegato per guidare e muovere il
protagonista, il direzionale per selezionare le armi o attivare le
missioni, X per correre o accelerare, quadrato per saltare e frenare,
triangolo per rubare i mezzi, R per il freno a mano, L se pressato
mentre si muove l’analogico permette una rotazione della telecamera. A
parte qualche errore della telecamera, risolvibile premendo L, la
giocabilità, dimenticando comandi cervellotici, si adatta alla
perfezione su PSP, grazie proprio alla semplicità tipica della serie.
La longevità è assicurata dalla presenza di moltissime missioni in
single player e in centinaia di sottomissioni. La possibilità di creare
un proprio impero agevola ancora la voglia del giocatore di restare
attaccato al portatile Sony. Il multiplayer, anche stavolta è ben
curato, proponendo dieci modalità di gioco dove potranno partecipare un
massimo di 6 giocatori. Le modalità classiche sono rappresentate dal
deathmatch, dal cattura auto (una sorta di bandiera), ma anche altre
più aprticolari come VIP RIP che prevede di girovagare per la città
alla ricerca di alcune cartelle. In un’altra modalità dovrete
conquistare un carro armato prima degli altri giocatori umani, in modo
da distruggerli in poco tempo. Peccato manchi una modalità online, che
avrebbe sicuramente incrementato notevolmente la longevità.

Una bella città
Giocando a GTA Vice City Stories,
vedrete subito come questo titolo sia nettamente superiore rispetto al
predecessore. Partendo dai personaggi, noterete come i volti siano più
dettagliati, le texture più complesse e le movenze meno legnose a
favore di un maggiore realismo. I cittadini hanno aspetti più vari, in
base alla zona in cui si trovano: nel porto troverete molti operai,
sulle spiagge ragazze e uomini in costume e via dicendo. Sono questi
tocchi di classe che danno quel qualcosa in più alla serie GTA, quel
qualcosa che non è presente nel gran numero di cloni che sono stati
creati appena dopo GTA 3. Gli edifici, nonostante siano composti da
pochi poligoni, risultano meglio caratterizzati, con un maggior
dettaglio, così come gli automezzi e gli effetti di luce su di essi che
sono stati notevolmente implementati. Per farvi capire come il sole
influisca sul paesaggio, ricoprendo ogni cosa prima di sparire durante
il tramonto, provate a guardarlo: vi abbaglierà davvero. Il lavoro è
notevole, anche se avremmo preferito vedere più negozi, almeno come
quelli visti in San Andreas (forse sto chiedendo troppo ?) . L’effetto
luce sull’acqua è una chicca, anche se l’acqua non è di buona fattura
come quella vista in Killzone.
La colonna sonora, come d’abitudine della serie, è rigorosamente non
originale, a parte il motivetto di apertura, e ripropone tanti brani
tipici degli anni ’80 di gruppi come i Depeche Mode, i Kiss e i
Genesis. Per quanto riguarda gli effetti sonori, c’è da dire che la
città si fa proprio sentire, tramite una serie di voci che si
intrecciano al rumore delle automobili, alle urla e al rumore dei
tamponamenti e dell’arrivo di polizia, vigili del fuoco e ambulanze:
tutto si miscela in una quasi perfetta sintonia. Si sarebbe potuto
curare un po’ di più il parlottio presente nelle strade, ma non si può
pretendere tutto. Il doppiaggio, completamente in inglese (ma con i
sottotitoli in italiano, tranquilli) è ben fatto e si arricchisce di
quelle espressioni e accenti che compongono il gergo della città di
Vice City.

Dopo
un anno, ancora GTA su PSP. Non che ci sia nulla di male, intendiamoci,
però se cercaste un titolo innovativo, non lo trovereste qui. In Vice
City Liberty City Stories, avrete altresì una grande città da visitare,
da conquistare; un personaggio che, benché privo del carisma del grande
Tommy Vercetti, riuscirà a far ripagare i soprusi subiti. Se a tutto
questo aggiungete un buon comparto tecnico, una serie di mosse
innovative (sono presenti alcune prese tipiche dei militari, assenti in
vice City), avrete tra le mani l’ennesimo gioiello di Rockstar. Sarò
sincero, non l’ho atteso come Liberty City Stories, che, al momento
dell’uscita su PSP, aveva fatto gridare al miracolo in molti. Però devo
dire che, nonostante un inizio mezzo deludente (sapete, ubbidire agli
ordini di un maggiore dell’esercito depravato non è il massimo),
l’ennesimo GTA è riuscito a conquistarmi. Forse perché ritengo tutt’ora
Vice City per Ps2 come il migliore episodio della serie, forse perché
GTA non può non piacere, prima o dopo. Certo se ci fosse stata maggiore
innovazione, avrei apprezzato di più questo titolo, che alla fine
ripropone cose già viste, però non mi posso lamentare. Come non si
dovrebbero lamentare tutti coloro che cercano un gioco in grado di
conquistare e di far passare tante piacevoli ore in compagnia della
propria PSP. L'esperienza di Vice City, fà capire come, ancora una
volta, sia la città la vera protagonista, un territorio in cui noi
siamo solo degli spettatori attivi ma che dà l'idea di poter proseguire
nella sua routine anche senza la nostra presenza.

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