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Rule Of Rose

9 Febbraio 2007

 

Rule Of Rose

Genere: Avventura
Produttore: 505 Game Street
Sviluppatore: Punchline, Shirogumi
Distributore: Halifax
Versione: PAL
Lingua: Italiana (sottotitoli)
Giocatori: 1

Recensione a cura di:
Antonello "AWesker" Buzzi

Survival horror si possono distinguere sostanzialmente in due gruppi:
da una parte abbiamo quelli psicologici che tirano fuori i nostri
demoni, le nostre paure interiori, in storie solitamente drammatiche
dove abbondano scene conturbanti e dai molteplici significati (la saga
di riferimento per questa categoria è Silent Hill); dall’altra parte
invece abbiamo titoli molto più portati all’azione che tendono a
spaventare il giocatore con colpi di scena, passaggi particolari e
solitamente un buona trama, anche se spesso e volentieri si scende nei
soliti cliché come strani esperimenti condotti su umani o mostri o
similia (di questo filone l’esponente più famoso è Resident Evil). A
questi possiamo aggiungere altri titoli più particolari come Forbidden Siren di Sony o Project Zero di Tecmo. Dopo questa breve introduzione, parto subito dicendo che Rule Of Rose
appartiene sicuramente alla prima categoria, proponendo una trama
intrigante e psicologica. Ma oltre a questo c’è altro? Andiamo quindi a
vedere cosa ci aspetta in questo nuova avventura.

I bambini fanno paura?
Rule of Rose è ambientato negli anni ’30 e racconta la storia di
Jennifer, una giovane ragazza inglese che, inizialmente, sta dormendo a
bordo di un autobus. Svegliata da un bambino che le consegna un
misterioso libro intitolato “La Piccola Principessa”, scende poi dal
bus per inseguirlo, fino ad arrivare ad un vecchio orfanotrofio nel bel
mezzo del nulla. Ben presto si accorge che quella di seguire il
ragazzino è stata davvero una brutta idea: infatti l’edificio è
infestato da bambini con un sacchetto sulla testa che non fanno altro
che spaventarla. In seguito, viene addirittura catturata e al suo
risveglio si trova su una gigantesca macchina volante, dove incontra un
gruppo di bambine che si fanno chiamare come “Gli aristocratici della
matita rossa”. Queste affidano alla nostra eroina dei compiti da
svolgere se vuole continuare a vivere, ma è tutto così confuso, così
schematico… sarà realtà o finzione? E il passato di Jennifer è legato
in qualche modo a quello che sta succedendo? A queste e ad altre
domande potrete rispondere solo continuando a giocare….

Legati come un cane al guinzaglio
Come avrete potuto capire leggendo il paragrafo precedente, in Rule Of
Rose non dovrete affrontare i “soliti” demoni, zombie o mostri vari,
bensì dei “simpatici” bambini. A causa di questo e alcune tematiche di
stampo sessuale presenti all’interno del gioco, il titolo inizialmente
non era previsto per i territori all’infuori di quello nipponico ma,
fortunatamente, sono stati trovati degli editori che si sono occupati
della sua distribuzione negli Stati Uniti ed in Europa.
Il gameplay ricalca quello classico del genere: nei panni di Jennifer
dovrete farvi strada per i vari ambienti di gioco, raccogliendo
oggetti, risolvendo enigmi e uccidendo i nemici per progredire nella
trama. Nonostante ciò, il titolo soffre di una pesante linearità, molto
superiore alla media. In pratica ogni volta che apparirà una cutscene,
non dovrete far altro che dirigervi verso il luogo indicato, spesso e
volentieri seguendo qualcuno. Se proverete magari ad esplorare parti
non inerenti con esso difficilmente potrete proseguire; ad esempio,
nella prima parte del gioco dovrete inseguire il bambino che vi ha
consegnato il libro per tutto l’orfanotrofio; nel caso in cui decidiate
di andare in una direzione diversa da quella indicata, troverete porte
chiuse o magari le aprirete ma saranno subito richiuse da una delle
bambine, impedendovi di entrare. In pratica non dovrete fare altro che
seguire le indicazioni. Procedendo nella storia, verrete ben presto a
contatto con il cane Brown, che per mostrarvi il suo apprezzamento per
averlo liberato, diverrà la vostra “guardia del corpo personale”: in
particolare vi guiderà al ritrovamento di alcuni oggetti chiave grazie
al suo proverbiale fiuto e distrarrà i nemici. Parlando del sistema di
combattimento, non possiamo che considerarlo abbastanza scadente. Come
era lecito aspettarsi, Jennifer è solo una ragazza impaurita e quindi
non si trova a suo agio a maneggiare armi per sconfiggere gli
avversari, mostrandosi molto impacciata. La cosa è particolarmente
evidente quando ci si trova nei classici scontri con i boss, dove
bastano pochi colpi per ucciderci ma molti per riuscire ad atterrarli;
senza contare il fatto che vi innervosirete perché la rilevazione delle
collisioni è piuttosto approssimativa, quindi in molti casi andrete “a
vuoto” inspiegabilmente, anche se la vostra posizione poteva sembrare
corretta per infliggere danni al vostro nemico. Questo è piuttosto
irritante perché i punti di salvataggio non sono poi molto ben
distribuiti lungo l’avventura e ripetere una parte di gioco dopo che si
è stati uccisi dal boss di turno alla lunga può risultare frustrante.
Nonostante il titolo sembri piuttosto ripetitivo e anche un po’ noioso,
quello che vi farà continuare a giocare fino alla fine sarà svelare i
misteri che si nascondono dietro a tutto: infatti è la trama il vero
cardine che riesce a risollevare in parte il giudizio sul gioco.

Aspetto Tecnico
Sotto il profilo prettamente visivo, Rule Of Rose
si presenta nella media dei giochi PS2 con personaggi formati da un
discreto numero di poligoni e ricoperti da buone texture, mentre gli
ambienti di gioco godono di un’attenzione minore, scadendo anche in una
ripetitività che spesso e volentieri vi farà perdere il senso
dell’orientamento a causa dei corridoi tutti uguali tra loro. E‘
possibile inoltre settare l’intensità del filtro video “granulare” che,
sovrapposto al gioco, dona al tutto un aspetto ancora più tetro (avete
presente quello di Silent Hill 2?).
Sul fronte sonoro possiamo annoverare il buon lavoro di Yutaka Minore,
autore delle colonne sonore di “Skies Of Arcadia” e “Panzer Dragoon
Orta” che, utilizzando quasi esclusivamente strumenti ad arco come il
violino, riesce a fornire un giusto sottofondo alle scene, mentre il
resto degli effetti sonori è nella norma con un discreto doppiaggio
inglese e le vocine stridule dei bambini che si sentono in ogni dove. A
questo proposito l’esperienza di gioco guadagna in immersione se
possedete un impianto home theatre che supporti la codifica Dolby Pro
Logic 2 presente nel titolo.

Popularity: 11% [?]

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