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Shadow of The Colossus

9 Febbraio 2007

Shadow of The Colossus

Genere: Avventura
Produttore: Sony
Sviluppatore: SCEJ
Distributore: Sony
Versione: PAL
Lingua: Italiano
Giocatori: 1

Recensione a cura di:
Alberto "Alastor" Ielo

In origine era NICO, seguito di ICO, primo capolavoro dell'affiatato duo Fumito Ueda/Kenji Kaido. Oggi, invece, è Shadow of The Colossus,
ma non è il seguito delle vicende di ICO e dell'eterea Yorda. I due
celebri designer Sony, a più di quattro anni dal loro esordio, tornano
con un nuovo, insolito titolo, che, pur non essendo il sequel di ICO,
ha molti punti in contatto con la precedente poesia Made in Sony, che
lo rendono, agli occhi di noi videogiocatori, quasi il seguito
spirituale dell'indimenticabile ICO… SOTC, proprio come ICO, è un
titolo minimalista: pochissimi istanti di dialoghi, pochissimi
personaggi protagonisti della storia, una giocabilità "ripetitiva" e
profonda al tempo stesso, una trama estremamante basilare, intrisa però
di profondi significati diversamente interpretabili. E' palese quindi
che Shadow of The Colossus è un titolo difficile da giudicare con una
minima parvenza di utopistica oggettività. E' un'esperienza tale da
poter essere recepita da diversi giocatori in maniere diametralmente
opposte: a ben vedere, è proprio questa sua diversità il suo più grande
limite. Nonostante la particolarità del progetto, cercheremo di
analizzare SOTC in ogni sua sfaccettatura, per fornire un quadro
completo del nuovo capolavoro Sony.

Il coraggio può muovere le montagne
Un eroe, il vagabondo, giunge in una terra dimenticata dal genere
umano, motivato più che mai a riportare in vita una ragazza, vittima di
un inesorabile sacrificio. Una volta giunto all'arcano Tempio, Wanda
appoggia la ragazza su un imponente altare: all'improvviso, nella sala
tuona una solenne voce: Dormin,
l'enigmatica divinità, promette il risveglio della ragazza. A una
condizione però. Wanda, la cui arma più efficace è la determinazione,
ha il compito di uccidere sedici colossi, unici abitanti di quelle
lande desolate: solo portando a compimento questa missione potrà
riportare indietro la fanciulla. Impresa impossibile? Certamente, ma la
motivazione di Wanda è forte. Forse troppo. E' questa la sua unica,
vera, arma. Però, forse, la portata di tale impresa è troppa per il
ragazzo, spalleggiato dal cavallo Agro, silenzioso ma fondamentale compagno di viaggio. Ma nulla fermerà Wanda.
L'inizio di SOTC è questo. Un esordio caratterizzato, come tutto il
resto del gioco, da brevi dialoghi, panorami di strabiliante carica
artistica, un'espressività di incredibile impatto emotivo. E' inutile
fornire ulteriori dettagli a proposito della trama, ma basti sapere
che, proprio come in ICO, gli sceneggiatori hanno costruito una storia
dalla disarmante semplicità che nasconde profondi e affascinanti
rimandi a miti e leggende, nonchè alla sfera religiosa. Dietro ogni più
semplice sequenza si celano i più disparati significati, che permettono
una diversa interpretazione delle vicende del gioco: è proprio questo
l'aspetto di maggiore fascino, ovvero "l'indeterminatezza" di ogni
singolo attimo della narrazione, che lascia volutamente
all'immaginazione del giocatore molti aspetti della trama. I
collegamenti con ICO poi, danno un valore aggiunto alla componente
narrativa, estremamente affascinante e davvero magica.

Sfide colossali
Il gameplay di Shadow of The Colossus è originalità pura. La semplicità
e la ripetitività sono caratteristiche portanti della giocabilità del
titolo, basato su un'inesorabile routine: la ricerca di tutti e sedici
i colossi parte sempre dal Sacrario del Culto, l'imponente altare da
cui ha inizio l'impresa del giovane Wanda: da qui bisogna spostarsi
nelle diverse locations della sconfinata mappa alla ricerca dei custodi
dell'incredibile potere. Nella ricerca dei colossi la Spada Antica è la
vera protagonista: alzando l'arma al cielo tramite il tasto cerchio,
infatti, la luce riflessa dalla Spada, nel punto di massima
concentrazione, ci indicherà il punto in cui si trova il gigante da
abbattere… Con Agro, il silenzioso cavallo e unico mezzo con cui
spostarsi per quelle vergini e desolate terre, sarà possibile eseguire
molte azioni, come alzarsi sul dorso del destriero, oppure sporgersi da
un fianco del cavallo durante la corsa: una volta arrivati nel luogo in
cui il colosso si è risvegliato, la battaglia avrà inizio, e, con essa,
il momento più divertente di Shadow. I colossi, dalle dimensioni
ovviamente colossali (!) rappresentano a tutti gli effetti un livello
nel livello: ovviamente non vi rivelerò alcun dettaglio riguardante le
battaglie con i colossi, l'elemento cardine del gameplay. Non a torto
si potrebbe definire SOTC quasi un Action strategico, poichè, per
abbattere i colossi, sarà fondamentale ragionare a lungo, per riuscire
ad elaborare una strategia efficace: che siano giganti barbuti, cavalli
di roccia, serpenti delle sabbie, i colossi hanno tutti dei punti
deboli, rappresentati da zone circondate da un'aura azzurra; il bello è
che per raggiungere i punti deboli di ogni colosso, la strategia da
utilizzare sarà sempre diversa, per niente simile a quella da impiegare
contro un altro colosso. La difficoltà aumenterà di battaglia in
battaglia, ma il gioco non proporrà mai situazioni impossibili da
risolvere o al limite della frustrazione. Le armi a disposizione di
Wanda sono la già citata Spada Antica e l' arco (le cui frecce sono
infinite): questa seconda arma sarà il più delle volte utile per
attirare l'attenzione del colosso, ma non solo. Incredibilmente
spettacolari sono le fasi di scalata del colosso, del tutto simili a un
vero e proprio Platform, in cui la prontezza dei riflessi e un'oculata
pianificazione della strategia sono tutto: infatti, l'indicatore
circolare della stamina cala pian piano che si effettuano svariate
azioni come saltare o tenersi aggrappati alla pelliccia del colosso; di
vitale importanza è riuscire a saper dosare i tempi. Infatti,
consumando la stamina non riusciremo più a stare appesi al colosso (che
ovviamente cercherà di scrollavi di dosso mentre voi saltellate su
tutto il suo corpo!) e inevitabilmente cadremo al suolo. Le fasi di
"presa" del colosso sono sorrette da un validissimo sistema di
controllo, che riesce a risultare immediato al giocatore con poca
pratica. Qualche problema, invece, lo danno le telecamere: non sempre
infatti le inquadrature seguono l'azione dal punto di vista più
congeniale per meglio controllare la situazione, ma non parliamo di un
difetto esageratamente vistoso; poteva sicuramente essere evitato, ma
anche così le battaglie con i colossi sono dei momenti davvero unici e
indimenticabili, senza dubbio. Oltre alle fasi di pura azione contro i
colossi, anche la tranquilla esplorazione delle incredibili (davvero
incredibili, senza dubbio alcuno) ambientazioni in sella ad Agro è un
momento realmente coinvolgente: esplorare terre mai toccate da piede
umano, mistiche e misteriose nella loro desolazione, accompagnati dal
soffio del vento e dai rumori della fauna che popola i boschi, i
deserti e le vallate, è una vera esperienza, assolutamente…..diversa.
Potrà sembrare strano, ma è probabile che pure voi, giocando SOTC,
passerete ore ed ore a girovagare senza meta, per il solo piacere di
ammirare paesaggi da fotografia assolutamente mozzafiato. Shadow of The
Colossus proietta in una realtà da fiaba, quasi atemporale, dove, anche
quando meno te lo aspetti, le emozioni arrivano come dirompenti
valanghe, rendendolo non un gioco, ma qualcosa di più, a mio avviso.
Una vera esperienza. Che va provata per essere compresa nelle sue più
intime sfaccettature. Shadow è il trionfo dell'originalità,
assolutamente da premiare, più che mai gradita quando le classifiche di
vendita sono occupate dai soliti titoli sempre più uguali a loro
stessi. La longevità del titolo è soddisfacente, e una volta terminato
il gioco, sarà impossibile avvertire un senso di incompletezza o di
insoddisfazione: per completare l'avventura la prima volta si possono
impiegare dalle 6-7 ore, giocando davvero spediti, alle 15 ore (e anche
più) prendendosela comoda, senza avere nessuna particolare fretta nel
terminare la ricerca dei colossi e volendo assaporare ogni segreto
celato nelle ambientazioni; non è comunque impossibile arrivare a 20
ore di gioco, che possono comunque essere raggiunte per sbloccare i
numerosi extra e per provare le svariate modalità sbloccabili (per
esempio il Time Attack).

Il trionfo del sentimento
Dal punto di vista estetico, SOTC rappresenta il trionfo dello stile
sulla "semplice" forza bruta. Il comparto tecnico, infatti, non è di
certo perfetto: intendiamoci, il motore, per quanto ottimo, soffre di
rallentamenti, più o meno marcati, e di un fastidioso pop-up che
rendono l'azione non sempre piacevole a vedersi. Ma ciò che nobilita
oltre misura la grafica del titolo Sony è il suo incantevole lato
stilistico, a partire dalla ambientazioni fino ad arrivare all'eccelso
e ricercato design di tutti i colossi. E' sufficiente la panoramica
sulla vallata presente nell'introduzione per rimanere a bocca aperta.
Ma è inutile commentare a parole ogni singola ambientazione del gioco,
che sia l'afosa regione desertica, i boschi dalla luce soffusa, le
spaziose cascate o i templi sotterranei; in ogni momento Shadow è
capace di affascinare e stupire il giocatore, che non può che rimanere
ammaliato da un tale esercizio di stile e da una vera arte poligonale.
Nonostante i difetti tecnici sopracitati, il gioco è comunque capace di
offrire grandiosi effetti di luce e distorsione; le animazioni, nella
stragrande maggioranza dei casi espressive e naturali, raramente sono
macchinose o poco fluide; "devastanti" le animazioni di Agro. Più
naturali, verosimili e curate non potevano essere. Dal punto di vista
grafico, il gran voto, quindi, è giustificato dalla caratura artistica
e stilistica del gioco, da premiare a pieni voti, ma non solo: i
modelli dei colossi sono anch'essi grandiosi, dettagliati,
splendidamente animati e davvero colossali, assolutamente alcune delle
cose più spettacolari mai venite fuori dall'affaticato monolite Sony.
Assolutamente nulla da eccepire, invece, per il comparto audio: tutto,
dai rumori ambientali alle concitate musiche delle fasi d'azione è
fuori parametro. Durante le fasi di quiete, l'accompagnamento musicale
ricorda ICO, in cui, a onor del vero, una vera colonna sonora, molto
semplicemente, non esisteva: infatti, anche in Shadow, nelle fasi
esplorative, gli unici suoni che ci accompagneranno saranno i rumori
ambientali, come il soffio del vento, i versi degli uccelli o il
galoppare di Agro. Nient'altro. E' una scelta voluta, volta a
sottolineare una forte desolazione, la solitudine di Wanda e Agro,
proprio come in ICO tendeva a sottolineare la desolazione dell'immenso
castello in cui erano imprigionati ICO e Yorda. A differenza di ICO,
però, non appena i colossi entreranno in scena, l'accompagnamento
musicale cambierà decisamente: musiche incalzanti, dal sapore
squisitamente epico, che si adattano splendidamente alle diverse
situazioni, divenendo sempre più veloci man mano che la battaglia
prosegue, per poi tornrare a melodie lente e rassicuranti dopo il
furioso combattimento. Sotto questo punto di vista, il lavoro svolto
dal talentuoso team SCEJ è totalmente encomiabile: raramente si è
graziati da un sonoro così evocativo, solenne, perfetto.

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