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La verit? sulla base Nato di Vicenza (da www.altravicenza.it)

19 Febbraio 2007

Il caso dell’aeroporto Dal Molin nasce da un accordo segreto, di un paio d’anni fa, tra il precedente governo Berlusconi e il sindaco di Vicenza Hullweck, che, senza rendere partecipi i suoi concittadini, n? il consiglio comunale, si rese disponibile, per il suo amico Silvio, ad accogliere nel territorio vicentino una nuova base americana. Solo nel maggio del 2006 cominciarono a circolare le prime notizie sul progetto e cos? i cittadini residenti nelle zone limitrofe alla nuova base, costituitisi in sei comitati, cominciarono ad agire in modo coordinato.

In poche parole la nuova base americana andrebbe ad occupare una zona a nord del comune di Vicenza nell’attuale aeroporto civile Dal Molin e servirebbe agli USA per riunire la 173^ Brigata aviotrasportata Airborne, attualmente presente in parte ad Aviano (Pordenone) e in parte Germania. L’obiettivo statunitense ? di intervenire rapidamente nelle areee geografiche del medioriente, ricche di fonti energetiche strategiche per il sistema economico vigente. Vicenza, secondo questo piano, ? dunque destinata a diventare un nodo importantissimo per i nuovi assetti militari mondiali.

La maggioranza dei cittadini di Vicenza e dei comuni limitrofi ? fortemente contraria alla costruzione di una nuova base militare. Lo dicono i cittadini e lo dice anche un sondaggio della Demos di Ilvo Diamanti (63% NO). I motivi del NO sono vari e possono essere riassunti nel fatto che il progetto ? devastante, sia da un punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico, perch? una citt? Unesco, come Vicenza, non pu? fondare la sua esistenza su un’economia di guerra.

Dopo un continuo rimpallo di responsabilit? tra Governo Prodi e Comune di Vicenza, nell’ormai storico consiglio comunale di Vicenza del 26 ottobre 2006 una scellerata maggoranza, sorda alle tantissime richieste di democrazia e partecipazione popolare (fra cui anche la richiesta di indire un referendum comunale consultivo) si espresse a favore della nuova base (maggioranza risicata 21 a 17). Quel giorno il sindaco Hullweck uccise l’anima della democrazia a Vicenza. A Caldogno, piccolo comune a confine con l’aeroporto Dal Molin, il 15 novembre 2006 vot? invece ad unanimit? NO all’insediamento della nuova base.

La patata bollente pass? quindi al Governo Prodi e in particolare al Ministro della Difesa Parisi, che non si ? mai espresso in maniera chiara contro l’allargamento della caserma Ederle, tentennando sempre tra la “Santa Alleanza” con gli USA e il programma elettorale dell’Unione in cui “ogni azione di grande impatto sul territorio sar? sempre presa nel rispetto dell’opinone delle popolazioni locali”. Il 23 novembre 2006 Parisi comunque invit? a Roma una rappresentanza dei comitati cittadini per sentire direttamente dalla gente le motivazioni del NO. L’incontro fu molto proficuo tanto che prese di nuovo quota l’ipotesi di un referendum comunale consultivo.

I comitati, collaborando con l’osservatorio sulle servit? militari di Vicenza (coordinamento di associazioni e gruppi pacifisti e antimilitaristi), da maggio hanno dato vita ad una lunga serie di azioni per bloccare il progetto della nuova base americana: pres?di in piazza e davanti all’aeroporto, rumorose presenze in consiglio comunale, raccolta firme (pi? di diecimila in un mese!), convegni informativi, blocchi del traffico, fiaccolate, scioperi studenteschi, invasione della pista dell’aereoporto, costituzione di un comitato per il referendum, partecipazione di massa al consiglio comunale del 26 ottobre, dove 2.000 persone, “armate” di pentole, fischietti, trombette, hanno disturbato il consiglio comunale, e, il 2 dicembre 2006, la lunga marcia dei 30 mila “per difendere la terra per un futuro senza basi di guerra ” .

L’aspetto nuovo e dirompente nella placida tranquillit? cittadina ? che a Vicenza “si ? costituito un movimento di cittadini, autonomo ed indipendente da schieramenti politici, che riesce a coniugare la necessit? della salvaguardia del proprio territorio e dei beni comuni, con il NO alla guerra e alle servit? militari”. Questa comunione di obiettivi ha dato vita all’Assemblea Permanente dei cittadini per il NO al Dal Molin che unisce comitati, associazioni, singoli cittadini.

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