L’opposizione attacca il governo e chiede retate in tutte le Chinatown
13 Aprile 2007
Gli incidenti di gioved? nel quartiere “cinese” di Milano riaccendono lo scontro politico sulla questione dell’immigrazione e della sicurezza. Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, a dire il vero lancia una dichiarazione non bellicosa. Un intervento in forma stranamente problematica, senza proclami, che inizia spiegando che «a fronte di un contesto sociale ed economico mutato, Milano si trova, come altre grandi aree metropolitane d’Italia, al centro di una situazione particolarmente complessa che pu? vivere momenti di tensione, anche per un significativo intensificarsi dei flussi migratori». Quindi per il Cavaliere «la linea da seguire ? quella della solidariet? unita alla legalit?, delle politiche sociali ma anche del rispetto delle regole». «L’accoglienza e la tutela della sicurezza devono necessariamente coniugarsi e stare insieme per la libert? di ogni cittadino», aggiunge l’ex premier ,che soltanto il mese scorso era sceso in piazza con toni molto pi? accesi a fianco del sindaco Letizia Moratti nella “marcia per la sicurezza” chiedendo piuttosto che politiche di accoglienza, pi? poliziotti.
Come nel gioco dei ruoli, a parte lui, a Milano come a Roma, nell’opposizione prevale invece una linea molto pi? repressiva e polemica, da Ombretta Colli di Forza Italia a Romano La Russa di An a Maurizio Gasparri. Secondo l’ ex “Caschetto d’oro 1966″ la rivolta di Chinatown a Milano ? stata organizzata ed ? una reazione al piano del Comune che vorrebbe trasformare via Paolo Sarpi in una zona pedonale, decentrando il commercio all’ingrosso. Un piano che secondo l’assessore Colli ? stato la «scintilla» degli incidenti su cui la polizia municipale non ha colpa. «I vigili non erano certo l? in assetto di guerra» sottolinea, aggiungendo che «la piccola insurrezione era abbastanza organizzata: non si esce nel giro di un quarto d’ora a migliaia con bandiere e striscioni».
Romano La Russa capogruppo di An a Milano, inizia riconoscendo alla comunit? cinese di essere sempre stata «operosa, non dedita a traffici illeciti e non preoccupante dal punto di vista dell’ordine pubblico», anche se «molto chiusa e che pretende di non sottostare alle regole che valgono per tutti». Il capogruppo di An dice che «bisogna fare uno sforzo per una chiara integrazione», ma aggiunge poi che «i milanesi sono stufi delle invasioni di immigrati che, pi? che a favorire l´integrazione contribuiscono alla diffusione della violenza». E agita una seconda marcia a Parco Lambro, una marcia dei cittadini «onesti che non rubano e non spacciano, per manifestare contro zingari e delinquenti». E i cinesi? «Se anche i cinesi hanno voglia di menar le mani e agitarsi - conclude - vadano in Piazza Tienanmen, se ne hanno il coraggio e se glielo consentono. Ma l? - non c´? il prefetto di Prodi». Insomma, zitti e lavorare. A nessuno naturalmente ? venuto in mente di coinvolgere i commercianti cinesi e non nella programmazione futura di via Paolo Sarpi. Ma, come fa notare Walter Veltroni, «se succede qualcosa a Roma ? colpa del sindaco, se succede a Milano ? colpa del governo».
Cos? Maurizio Gasparri dell’esecutivo di Alleanza Nazionale suona la grancassa prendendo spunto da quanto successo a Milano, sotto un’amministrazione di centrodestra, per attaccare il governo di centrosinistra. «Il governo in materia di immigrazione non sa cosa fare, ma ? bravo solo nel creare disastri - dice Gasparri per il quale il governo non riesce a varare le inopportune modifiche alla Fini-Bossi «per liti e contrasti, mentre dovrebbero prendere atto che in una delle metropoli europee, incoraggiate dal lassismo della sinistra, bande di cinesi pretendono che pezzi di Milano diventino zone franche dell’illegalit?». Per Gasparri «il governo ? colpevole di quanto avviene». Lui ? rimasto strenuo sostenitore della vecchia Bossi- Fini e chiede « controlli a tappeto in tutte le Chinatown dove prolifera il crimine». Retate, non norme pro-clandestini, ? il suo credo. E annovera tra i sostenitori anche il commissario Ue Franco Frattini.
Popularity: 7% [?]









Comments
Got something to say?
You must be logged in to post a comment.