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La LAV al Papa: non indossi la pelliccia

16 Aprile 2007

In occasione dell’evento che si terr? il 22 aprile presso l’Universit? di Pavia, durante il quale Papa Benedetto XVI benedir? l’Ateneo, la LAV chiede al Pontefice di rinunciare a indossare la pelliccia di ermellino, richiesta dalla sartoria vaticana all’atelier di Riccardo Ravizza “Annabella”, che dovrebbe ornare la mantellina del Santo Padre.

“Nel rispetto della sacralit? della vita di ogni specie vivente, invitiamo il Santo Padre a compiere una scelta di alto valore religioso ed etico rinunciando in questa occasione, e per il futuro, a indossare capi realizzati in pelliccia - dichiara Roberto Bennati, vicepresidente della LAV - Sarebbe un lodevole esempio di carit? cristiana, tanto pi? significativo in quanto compiuto dalla massima autorit? ecclesiastica. Ricordiamo che Giovanni Paolo II, parlando del “soffio divino” presente anche negli animali e non soltanto nell’uomo, aveva ridato a queste creature valore e dignit?.”

L’abitudine di ornare vesti e capi con rifiniture in pelliccia andrebbe abbandonata per molteplici ragioni: sotto l’aspetto religioso ? una contraddizione perché rappresenta una sorta di complicit? nel condannare a morte degli esseri viventi arbitrariamente definiti “da pelliccia” perché catturati e allevati a questo scopo ma senza alcuna reale necessit?, uccisi e scuoiati in maniera brutale; in termini pratici, poi, esistono valide alternative che non comportano l’uccisione di animali. Inoltre, la consapevolezza di quanto sia deplorevole indossare una pelliccia, ha indotto la maggioranza dell’opinione pubblica nazionale e internazionale a rinunciarvi: anche la Chiesa dovrebbe prendere atto di questa positiva maturazione dei costumi sociali e adeguare le proprie scelte sartoriali. Tale scelta segnerebbe un netto avvicinamento alle problematiche di tutela e di rispetto dell’ambiente, che interessano e preoccupano l’intera popolazione mondiale: inquinamento, deforestazione, cambiamenti climatici, caccia, bracconaggio, ecc. stanno gi? compromettendo molte specie viventi, ucciderne atre per vanit? ? davvero riprovevole.

Nel 2006 sono stati uccisi almeno 500 milioni di animali - tra ermellini, visoni, volpi, foche, conigli, procioni, ecc. - per produrre pellicce (dato mondiale). Occorrono dai 180 ai 240 animali per realizzare una sola pelliccia di ermellino, un piccolo mammifero che in natura si trova comunemente tra i 1000 e i 3000 metri di quota, dove predilige i boschi radi, i bordi dei laghi e dei ruscelli; in alta quota lo si trova spesso nelle pietraie. E’ diffuso in Europa, a eccezione delle regioni mediterranee, in Asia, in Groenlandia, in Canada e nel Nord degli Stati Uniti.
I metodi di uccisione degli animali “da pelliccia” sono davvero crudeli: dalla camera a gas, alla rottura delle ossa cervicali, dalla corrente elettrica al colpo sul muso e sulla nuca. Questi animali sono oggetto di una caccia spietata e di sistemi di allevamento intensivi dove sono segregati in gabbie strette, con il fondo in rete metallica che gli lacera le zampe, senza ripari dal sole e dal gelo. Inoltre, lo stress dell’isolamento forzato in gabbie ridottissime spesso provoca fenomeni di aggressivit? verso i propri simili e automutilazioni.

Fonte: www.infolav.it

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