BO NOIR E I BAMBINI DI SATANA
19 Luglio 2007
Bologna ? una citt? sempre pi? gretta e chiusa, chiusa in una pentolaccia di umori razzisti e clerico-fascisti, di voglie di censura, di “messe riparatrici” a cui partecipano pure esponenti della “sinistra”. Una citt? lasciata a se stessa, quindi in pessima compagnia. Una citt? che si spopola, dove tutto costa il doppio dell’accettabile (a volte anche il triplo), dove l’insofferenza e il livore la fanno da padroni, dove non succede pi? un cazzo di stimolante. Una citt? avvilente e di merda. L’ultimo episodio non ha fatto rumore a livello nazionale, ma ? significativo del clima che si respira. Pare che non si possa pi? rievocare il caso giudiziario dei Bambini di Satana, che scosse l’opinione pubblica una decina di anni fa. Pare che non si possa ricordare alla suddetta opinione pubblica che Marco Dimitri e compagni sono stati assolti in due gradi di giudizio e risarciti dallo Stato per un anno e mezzo di ingiusta detenzione, nonché per i danni morali e materiali subiti.
Pare che queste cose non si possano pi? dire, a Bologna. Se n’? accorta la collega Grazia Verasani e lo racconta sul suo blog Antonella Beccaria.
Fonte: Giap
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Siamo ancora ai messaggi subdolamente negativi
17 Luglio 2007
Se a Milano con l’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e il suo manuale Cencelli non se la passano bene, a Bologna non ? che si respiri aria poi cos? salubre. Venerd? scorso, Bo-Noir, rassegna di letteratura e cronaca alla sua seconda edizione, ha ospitato una serata incentrata sulla vicenda giudiziaria dei Bambini di Satana, accusati una decina d’anni fa di una serie di reati dai quali non sono solo stati assolti con sentenza passata in giudicato, ma sono anche stati risarciti per un periodo di carcerazione preventiva di 400 giorni.
Per? meglio non parlarne. Altrimenti la vicenda finisce in consiglio comunale con un ordine del giorno presentato da Maria Cristina Marri, consigliera dell’UDC che siede nelle fila della lista La tua Bologna. Perchè? Perchè, come scrive il Resto del Carlino di oggi (articolo non online):
il Comune e i quartieri devono smettere di promuovere iniziative piene di messaggi subdolamente negativi è in contrasto con i basilari criteri di etica e responsabilit?.
Ci si metta poi che (ancora dal quotidiano di oggi):
contro la serata è insorta pure l’Associazione nazionale familiari delle vittime delle sette [ďż˝ i cui ] responsabili scriveranno [oggi] una lunga lettera, “di protesta”, all’assessore alla Cultura Angelo Guglielmi e al sindaco Sergio Cofferati.
Tutto questo polverone per cosa? Per aver spiegato, in un incontro pubblico inserito all’interno delle manifestazioni di B? Bologna Estate, i motivi per cui si arriva a una sentenza di assoluzione (fatto ribadito ieri in consiglio comunale anche da Valerio Monteventi), quali sono le ragioni per cui le accuse contro l’associazione bolognese non hanno retto al vaglio del tribunale e che tipo di campagna stampa ? stata montata ai tempi sul caso. Niente di piĂą.
Dunque, da quando in qua non si possono raccontare certe vicende? E perchè, se lo si fa, la scrittrice Grazia Verasani e il registra Riccardo Marchesini, ideatori dell’intera rassegna quest’anno come l’anno scorso, si vedono fatti oggetto di polemiche pretestuose che si riallacciano in modo altrettanto pretestuoso a censure precedenti?
Scrive Grazia a commento della vicenda:
In merito alla polemica sollevata dall’esponente dell’Udc Maria Cristina Marri sulla serata che la rassegna Bo-noir ha dedicato al caso di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana, ci preme sottolineare che, responsabilmente e eticamente, abbiamo trattato l’argomento occupandoci esclusivamente della vicenda giudiziaria e basandoci integralmente su atti processuali che, molto prima di noi, hanno “riabilitato” Dimitri da ogni accusa di pedofilia e stupro e risarcendolo dall’ingiusta detenzione di pi? di un anno di carcere, a dimostrazione della sua innocenza stabilita non da noi ma dalla Legge. Siamo sgomenti per l’evidente disinformazione di chi ci accusa di avere difeso e celebrato le sette sataniche, dal momento che abbiamo solo ripercorso fedelmente la mera vicenda giudiziaria. E ci nasce il legittimo sospetto che la signora Marri non sia stata presente alla serata, se no saprebbe anche che la lettera del ‘nonno di Federico’ (il bambino coinvolto in un’inchiesta il cui dibattimento processuale ha stabilito non esserci stato da parte di Dimitri alcun abuso su minore), ? stata pubblicamente e volutamente letta durante la serata di Bo noir. La invitiamo per tanto a leggersi - come noi abbiamo fatto - le migliaia di atti giudiziari che riguardano il caso. Rimarchiamo che non ? stato fatto alcun elogio del satanismo e che solo un certo senso dell’umorismo ci salva dal prendere sul serio questi assurdi attacchi. Se abbiamo deciso, dolorosamente e obiettivamente, di riparlare di questa vicenda, ? perchè abbiamo notato la disinformazione di chi crede o ha creduto che Marco Dimitri non fosse stato assolto da tutte le accuse.
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Preti pedofili, indenizzo record da 600 milioni di dollari
17 Luglio 2007
Per chiudere la causa che vede alcuni sacerdoti accusati di abusi sessuali l’arcidiocesi sarebbe disposta a pagare una considerevole cifra
LOS ANGELES
L’arcidiocesi cattolica di Los Angeles avrebbe trovato un accordo da 600 milioni di dollari per chiudere la causa che vede alcuni sacerdoti accusati di abusi sessuali. Si tratta della cifra pi? alta mai versata per casi di abusi che coinvolgono membri della Chiesa, dopo lo scandalo che sconvolse la diocesi di Boston nel 2002.
I rappresentanti legali dell’arcidiocesi e delle presunte vittime dovrebbero annunciare ufficialmente l’accordo luned?, giorno in cui oltre 500 casi analoghi saranno presi in considerazione dalle autorit? per l’assegnazione di una giuria.
Secondo l’accordo, i cui dettagli dovrebbero essere definiti nel corso del fine settimana e che dovr? comunque essere sottoposto all’approvazione del giudice competente, dovrebbe essere anche restituita la documentazione personale relativa ai preti coinvolti.
Casi analoghi si sono verificati anche in passato. Nel 2004 la diocesi di Orange, in California, pag? 100 milioni di dollari per chiudere 90 esposti, mentre lo scorso anno la diocesi di Covington, in Kentucky, vers? 84 milioni di dollari per 552 esposti.
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Cosenza,truffa: arrestato sacerdote Ex presidente istituto di assistenza
17 Luglio 2007
La Guardia di Finanza ha arrestato il sacerdote Alfredo Luberto, ex presidente dell’Istituto di Assistenza Sociosanitaria Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello (Cosenza), con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. In manette anche il commercialista Fausto Arcuri. L’Istituto ? stato sequestrato. Molti i casi di scabbia tra i degenti a causa delle condizioni di abbandono della struttura.
Tra gli illeciti emersi ci sono l’occultamento di ricavi per 13 milioni di euro; il mancato versamento di contributi previdenziali per 15 milioni ed una cessione di crediti per tre milioni e mezzo di euro ad un corrispettivo di 500 mila euro.
L’istituto versava, gestito da una Fondazione della Curia Arcivescovile di Cosenza, da anni in una situazione di caos che rendeva molto precaria anche l’assistenza ai 363 degenti, molti dei quali ospitati da anni, nonostante la presenza di 900 dipendenti.
Gli indagati, 24 in tutto, avrebbero costituito un comitato d’affari che si sarebbe appropriato di parte dei fondi destinati dalla Regione all’Istituto Papa Giovanni, determinando una grave situazione di dissesto finanziario nella gestione dell’ente. Agli arrestati viene contestata anche l’appropriazione indebita. Gli illeciti nella gestione dell’istituto sarebbero andati avanti per anni consentendo, secondo quanto hanno riferito investigatori ed inquirenti, alle persone coinvolte nell’inchiesta e in particolare, a don Alfredo Luberto e all’ex componente del Cda di accumulare consistenti capitali.
Inoltre si ? appreso da fonti giudiziarie che la Procura della Repubblica di Paola sta svolgendo indagini sull’ex arcivescovo di Cosenza, monsignor Giuseppe Agostino, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti nella gestione dell’istituto di assistenza. In particolare la Procura di Paola e la Guardia di finanza stanno verificando l’operato di mons. Agostino in relazione alla mancata rilevazione degli illeciti che sarebbero stati commessi nella gestione dell’istituto, con particolare riferimento all’appropriazione di fondi e di beni di propriet?. Situazione che ha determinato il dissesto finanziario dell’ente, con conseguente degrado strutturale ed igienico.
La Guardia di Finanza ha intanto eseguito il sequestro preventivo dell’istituto. Nel contempo i finanzieri stanno anche eseguendo il sequestro di un appartamento, definito ”di lusso” da inquirenti ed investigatori, di propriet? di don Alfredo Luberto e ritenuto provento della presunta attivit? illecita svolta dal sacerdote nella gestione dell’istituto di assistenza. Agli arrestati viene anche contestato il reato di abbandono di incapace in relazione alle condizioni di degrado in cui sono stati costretti a vivere le persone ospitate nella struttura.
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Anteprima intervista di Bo-noir a Marco Dimitri
9 Luglio 2007
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