Siamo ancora ai messaggi subdolamente negativi
17 Luglio 2007
Se a Milano con l’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi e il suo manuale Cencelli non se la passano bene, a Bologna non ? che si respiri aria poi cos? salubre. Venerd? scorso, Bo-Noir, rassegna di letteratura e cronaca alla sua seconda edizione, ha ospitato una serata incentrata sulla vicenda giudiziaria dei Bambini di Satana, accusati una decina d’anni fa di una serie di reati dai quali non sono solo stati assolti con sentenza passata in giudicato, ma sono anche stati risarciti per un periodo di carcerazione preventiva di 400 giorni.
Per? meglio non parlarne. Altrimenti la vicenda finisce in consiglio comunale con un ordine del giorno presentato da Maria Cristina Marri, consigliera dell’UDC che siede nelle fila della lista La tua Bologna. Perchè? Perchè, come scrive il Resto del Carlino di oggi (articolo non online):
il Comune e i quartieri devono smettere di promuovere iniziative piene di messaggi subdolamente negativi è in contrasto con i basilari criteri di etica e responsabilit?.
Ci si metta poi che (ancora dal quotidiano di oggi):
contro la serata è insorta pure l’Associazione nazionale familiari delle vittime delle sette [ďż˝ i cui ] responsabili scriveranno [oggi] una lunga lettera, “di protesta”, all’assessore alla Cultura Angelo Guglielmi e al sindaco Sergio Cofferati.
Tutto questo polverone per cosa? Per aver spiegato, in un incontro pubblico inserito all’interno delle manifestazioni di B? Bologna Estate, i motivi per cui si arriva a una sentenza di assoluzione (fatto ribadito ieri in consiglio comunale anche da Valerio Monteventi), quali sono le ragioni per cui le accuse contro l’associazione bolognese non hanno retto al vaglio del tribunale e che tipo di campagna stampa ? stata montata ai tempi sul caso. Niente di piĂą.
Dunque, da quando in qua non si possono raccontare certe vicende? E perchè, se lo si fa, la scrittrice Grazia Verasani e il registra Riccardo Marchesini, ideatori dell’intera rassegna quest’anno come l’anno scorso, si vedono fatti oggetto di polemiche pretestuose che si riallacciano in modo altrettanto pretestuoso a censure precedenti?
Scrive Grazia a commento della vicenda:
In merito alla polemica sollevata dall’esponente dell’Udc Maria Cristina Marri sulla serata che la rassegna Bo-noir ha dedicato al caso di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana, ci preme sottolineare che, responsabilmente e eticamente, abbiamo trattato l’argomento occupandoci esclusivamente della vicenda giudiziaria e basandoci integralmente su atti processuali che, molto prima di noi, hanno “riabilitato” Dimitri da ogni accusa di pedofilia e stupro e risarcendolo dall’ingiusta detenzione di pi? di un anno di carcere, a dimostrazione della sua innocenza stabilita non da noi ma dalla Legge. Siamo sgomenti per l’evidente disinformazione di chi ci accusa di avere difeso e celebrato le sette sataniche, dal momento che abbiamo solo ripercorso fedelmente la mera vicenda giudiziaria. E ci nasce il legittimo sospetto che la signora Marri non sia stata presente alla serata, se no saprebbe anche che la lettera del ‘nonno di Federico’ (il bambino coinvolto in un’inchiesta il cui dibattimento processuale ha stabilito non esserci stato da parte di Dimitri alcun abuso su minore), ? stata pubblicamente e volutamente letta durante la serata di Bo noir. La invitiamo per tanto a leggersi - come noi abbiamo fatto - le migliaia di atti giudiziari che riguardano il caso. Rimarchiamo che non ? stato fatto alcun elogio del satanismo e che solo un certo senso dell’umorismo ci salva dal prendere sul serio questi assurdi attacchi. Se abbiamo deciso, dolorosamente e obiettivamente, di riparlare di questa vicenda, ? perchè abbiamo notato la disinformazione di chi crede o ha creduto che Marco Dimitri non fosse stato assolto da tutte le accuse.
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17 luglio 2007
ualcuno ha detto che la libert? ? partecipazione…
Rif. Articolo “il Resto del Carlino” edizione di Bologna, 17 luglio 2007 pagine 8, 9 a firma Matteo Naccari
La sera del 13 luglio 2007 Bo-noir ha proposto un caso di cronaca noto a tutti i cittadini. Nel 1996 una storia priva di riscontri oggettivi riguardante la mia persona ed il gruppo “Bambini di Satana” da me fondato, riemp? le cronache dei giornali, quotidianamente, a dispetto della presunzione di innocenza e di persone fragili che avrebbero potuto trarre insegnamenti negativi leggendo titoloni a caratteri cubitali. Allora stupro, “satanismo”abusi sui minori, omicidio erano la favola quotidiana, in bocca a tutti. “I cattivi hanno il volto bianco ed i capelli lunghi, sono figli di Satana, potenti, stuprano con l’alta borghesia, abusano di donne e bambini, perché sono feroci, anzi uccidono senza lasciare tracce “. Il mostro affascinante allora andava bene, non era una serata estiva di quartiere, non era la cronistoria di Bo-noir.
Solo oggi deve essere evitato il racconto, dettagliato, di innocenti rinchiusi in galera alla merc? della gogna cittadina, di un pubblico ministero troppo appariscente. Maria Cristina Marri esponente dell’UDC arriva con dieci anni di ritardo e fraintende tutto. Bo-noir ha raccontato il caso, dando spazio davvero a tutti, anche a parti che si considerano lese e vinte. Bo-noir ha trattato il caso con la massima deontologia, Sia Grazia Verasani che Riccardo Marchesini hanno affrontato a testa alta la storia di cronaca nera che mi coinvolse, evidenziando tutti i perché che hanno condotto il Tribunale di Bologna alle assoluzioni in primo e secondo grado “perché il fatto non sussiste”.
La Marri dimentica il significato delle parole “comune”, “Cultura”, “Informazione”. Non avrei diritto d’apparire nelle strutture comunali e raccontare di un abuso che ha avuto spessore solo grazie a determinate culture isteriche da pomeriggio parrocchiale. Dimentica questa signora che la cultura, per essere tale a tutti gli effetti, deve essere poliedrica, priva di demenziale pregiudizio. Altrimenti buttiamo i libri di storia, facciamo finta di nulla, lasciamo che la possessione mediatica crei gli automi.
Pagina 9 del “Carlino Bologna”, Grazia Verasani viene etichettata come “out”, perché ha trattato il mio caso, nientemeno. La stessa verit? sentenziata dal Tribunale, intendiamoci, nulla di alternativo, nulla di distorto. Cose che si devono sapere, appunto per cultura sociale se non per evitare di cadere di nuovo in trappole senza senso.
Non avevo ancora detto nulla al riguardo, ho lasciato che i giornali scrivessero, che la serata trascorresse nel modo pi? tranquillo possibile, per? se leggo amenit?, specialmente atte alla repressione allora posso solo dire che cultura e repressione non possono coesistere, la cultura ? possibile combattendo con vigore chi vuole tappare la bocca.
Riguardo l’inchiesta ho sentito parlare di vincitori e vinti, niente di pi? errato, non siamo in guerra. Abbiamo dimostrato l’impossibilit? che certi fatti siano accaduti, perché materialmente impossibile. Se qualcuno parla di “vinti” allora qualcosa non va.
In ultimo, ripeto quello che dico da 25 anni, non ci fermeremo, non fermeremo la nostra sete di cultura, ricerca, diffusione, perché la libert? passa attraverso il sapere.
Marco Dimitri
Inutile dirvi che siamo alquanto sconcertati dall’intervento di Maria Cristina Marri che definisce la nostra serata sulla vicenda di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana carica di messaggi subdolamente negativi.
E’ facile evincere che la signora Marri non fosse presente venerd? sera al Bo-noir e che di conseguenza faccia valutazioni inopportune e imprecise, forse nel tentativo di attirare attenzione su di s?.
Paragonare una manifestazione che si occupa di una vicenda di cronaca alla mostra de “la Madonna che piange sperma” mi sembra alquanto azzardato.
L’ unica vera violenza alle menti (di cui parla la signora Marri) resta l’ignoranza.
Forse l’esponente dell’Udc farebbe bene a rileggersi i giornali e le cronache del tempo per conoscere i fatti di un errore giudiziario alquando doloroso. Siamo inoltre avviliti da come Il Resto del Carlino abbia affrontato la vicenda, titolando la pagina “Cultura Choc” e definendo la scrittrice Grazia Verasani “out” per “aver riabilitato un satanista”.
A questo proposito pubblichiamo di seguito la risposta di Grazia:
In merito alla polemica sollevata dall’esponente dell’Udc Maria Cristina Marri sulla serata che la rassegna Bo-noir ha dedicato al caso di Marco Dimitri e dei Bambini di Satana, ci preme sottolineare che, responsabilmente e eticamente, abbiamo trattato l’argomento occupandoci esclusivamente della vicenda giudiziaria e basandoci integralmente su atti processuali che, molto prima di noi, hanno “riabilitato” Dimitri da ogni accusa di pedofilia e stupro e risarcendolo dall’ingiusta detenzione di pi? di un anno di carcere, a dimostrazione della sua innocenza stabilita non da noi ma dalla Legge.
Siamo sgomenti per l’evidente disinformazione di chi ci accusa di avere difeso e celebrato le sette sataniche, dal momento che abbiamo solo ripercorso fedelmente la mera vicenda giudiziaria.
E ci nasce il legittimo sospetto che la signora Marri non sia stata presente alla serata, se no saprebbe anche che la lettera del ‘nonno di Federico’ (il bambino coinvolto in un’inchiesta il cui dibattimento processuale ha stabilito non esserci stato da parte di Dimitri alcun abuso su minore), ? stata pubblicamente e volutamente letta durante la serata di Bo noir.
La invitiamo per tanto a leggersi – come noi abbiamo fatto – le migliaia di atti giudiziari che riguardano il caso.
Rimarchiamo che non ? stato fatto alcun elogio del satanismo e che solo un certo senso dell’umorismo ci salva dal prendere sul serio questi assurdi attacchi.
Se abbiamo deciso, dolorosamente e obiettivamente, di riparlare di questa vicenda, ? perché abbiamo notato la disinformazione di chi crede o ha creduto che Marco Dimitri non fosse stato assolto da tutte le accuse.
Grazia Verasani a nome di Bo-noir