Top

Gatti neri al diavolo! Oppure no?

28 Settembre 2007

1500 gatti neri scompaiono ogni anno, secondo l’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente). Anche se il numero pare “pompato” gli addetti dell’Aidaa puntano l’indice contro i satanisti, i gatti neri sarebbero uccisi durante messe nere.
Fino a poco tempo fa si diceva che i gatti finivano negli “involtini primavera” dei ristoranti orientali, i comunisti mangiavano i bambini. Ora ci sono i satanisti e tra un po’ toccherĂ  anche agli ufologi, perchè no?
Il gatto nero è sempre stato il simbolo legato alla stregoneria, un amico, un alleato di maghi e stregoni. Questa è la cultura popolare, da dove vienel’idea di collocare il gatto nero nei sacrifici rituali?
Questo non è un comunicato contro gli obiettivi nobili dell’Aidaa, la tutela degli animali è cultura, è evoluzione, dovrebbe essere insita nella sensibilitĂ  e ner rispetto di ognuno.
Lo diciamo con vigore anche passando per “forcaioli”: ci vorrebbe il carcere per chi volontariamente uccide un animale per pura soddisfazione personale, idem per chi abbandona i cani sulle autostrade.
E’ vero, possono essere presenti su territorio mini gruppi di dementi che sacrificano animali a questo e quel dio, credendo di assorbire benefici non derivanti da pensiero o azione ma da miracoli.
L’Italia un Paese di stupidi? Perchè 1500 gatti neri all’anno sono 1500 messe nere con sacrificio animale, significa che costantemente numerosi cittadini danno la caccia al gatto nero, lo trovano, si organizzano e lo uccidono.
Da sempre affermiamo che la cultura abbatterĂ  le superstizioni, darĂ  all’uomo il potenziale d’esprimere se stesso, perchè il vero satanismo è la disciplina che riconosce i potenziali scientifici e artistici dell’essere umano eretto.
E’ questa virtĂą a rendere l’uomo satana (avversario) dell’oscurantismo sociale.

Fino a qualche anno fa le leggende metropolitane raccontavano del sacrificio di un galletto, oggi il galletto è diventatoil gatto nero.
Peccato che puntando il dito contro qualcuno, si crei emulazione, se oggi davvero 1500 gatti finiscono nelle mani dei folli, domani grazie a questo allarmismo saranno 3000.

Sperando che la tutela venga espansa anche agli agnelli sacrificati a pasqua.

Marcvo Dimitri
Presidente Bambini di Satana

Popularity: 8% [?]

Mostro di Firenze: prima udienza, consulenza dei RIS

28 Settembre 2007

Firenze, 27 set. - Al centro dell’udienza di questa mattina c’e’ stata una consulenza del Ris di Parma sulle lettere di minacce che sono state inviate, nel 1985, ai tre magistrati che, all’epoca, indagavano sui delitti del mostro di Firenze, Paolo Canessa, Piero Luigi Vigna e Francesco Fleury. I pm Paolo Canessa e Alessandro Crini hanno chiesto oggi di fissare un’udienza per consentire al Ris di prelevare tracce di saliva, ma il gip Silvio De Luca ha respinto la richiesta, spiegando che la consulenza era stata gia’ disposta nel giugno scorso dai pm perugini, che indagano sulla morte del gastroenterologo umbro Francesco Narducci, inchiesta collegata a quella sul mostro. L’avvocato difensore dell’ex farmacista di San Casciano Francesco Calamandrei si era opposto alla richiesta, sostenendo che nel settembre 2003 una consulenza di un ematologo della procura di Firenze era arrivata alla conclusione che era impossibile arrivare al dna per la degradazione subita dal reperto a causa del lungo lasso di tempo trascorso. (AGI)

Popularity: 8% [?]

Myanmar,polizia carica manifestanti

28 Settembre 2007

La situazione è precipitata giĂ  dalle prime ore di mercoledì, quando i soldati del regime hanno stretto d’assedio i principali luoghi di culto del Paese per impedire il nascere di nuove manifestazioni. Quando i primi monaci si sono ritrovati davanti a templi delle cittĂ , in particolar modo a Yangon, sono iniziati i primi tafferugli. I soldati non hanno esitato a manganellare i bonzi che oppongono una resistenza passiva e pacifica.

La polizia ha usato i lacrimogeni per disperdere i monaci. Secondo testimoni, ci sono stati anche 80 arresti. Ma sono giĂ  700 i manifestanti pronti ad invadere le vie della cittĂ  per proseguire la protesta contro la giunta militare. Circa 200 monaci buddisti, attorniati da una catena umana di sostenitori, nonostante la repressione hanno ripreso a marciare a Yangon.

La mano del regime non si ferma davanti a nessuno. Oltre a picchiare i monaci anche il piĂą famoso attore birmano, Zaganar, che aveva dato il suo appoggio alle manifestazioni contro la giunta al potere, è finito in manette. Era ancora notte quando è scattato l’arresto e Yangon era sotto coprifuoco con accesso limitato.

Quattro vittime a Yangon
Almeno tre monaci (e un civile) sono rimasti uccisi a causa degli spari dei militari dell’esercito birmano, che ha tentato di disperdere la protesta nelle strade di Yangon. Lo hanno riferito la stampa e testimoni locali. Il grave incidente è avvenuto nei pressi della pagoda di Sule, uno dei centri nevralgici delle proteste di questi giorni, il luogo di culto da cui era partita anche la rivolta degli studenti nel 1988. Almeno 17 monaci sono rimasti feriti.

Popularity: 6% [?]

Fermato dalla polizia: muore 32enne italiano

24 Settembre 2007

Giallo in Canada

Un italiano di 32 anni, Claudio Castagnetta, partito alcuni anni fa dalla Sicilia e residente in Canada, è morto in circostanze misteriose dopo essere stato arrestato dalla polizia del Quebec. A riferirlo sono i quotidiani canadesi Le Soleil e MediaMatinQuebec nelle loro edizioni online. Il giovane non aveva alcun precedente penale e la sua morte, secondo Le Soleil, “pone diverse domande ancora senza risposta”.

Secondo la gendarmeria del Quebec l’uomo al momento dell’arresto, avvenuto martedì all’uscita da un’autofficina, era “aggressivo e confuso”. Questo avrebbe costretto i poliziotti a usare contro di lui le maniere forti, in particolare una pistola elettrica. Il giovane è stato poi caricato su un cellulare e condotto in centrale dove, secondo i poliziotti, sarebbe stato “agitato per tutta la notte”.

Le Soleil sostiene che mercoledì l’uomo è stato portato in tribunale da dove, affidato ad agenti penitenziari, è stato trasferito in carcere. Da questo momento inizia il mistero vero e proprio: Castagnetta è uscito dal carcere per essere portato in ospedale dove è morto giovedì pomeriggio, apparentemente a causa di gravi ferite alla testa.

Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta che dovrĂ  chiarire l’origine delle ferite, dov’era Castagnetta quando è stato ferito e chi in quel momento ne era responsabile. Fonti del penitenziario hanno detto che il giovane si è ferito da solo dando testate contro un muro. Le Soleil scrive che Castagnetta era un giovane impegnato, conosciuti negli ambienti artistici del Quebec. Laureato in Italia e poi diplomato in marketing all’universitĂ  di Laval in Quebec, era membro del consiglio di amministrazione della societĂ  Promotions Recto-Verso. Sempre secondo il giornale, Castagnetta era anche stato direttore esecutivo dell’ufficio del Quebec della Camera di commercio italiana in Canada

Tgcom

Popularity: 7% [?]

Vescovo a luci rosse, la zia e il suo paese lo difendono

20 Settembre 2007

Sono passati quattro anni dalla visita di Claudio Maniago, fresco di nomina a vescovo ausiliare di Firenze, ad Arzene, terra natia dei genitori. L’intero paese accolse il piĂą giovane vescovo d’Italia, fiero che l’alto prelato dimostrasse un attaccamento ad Arzene dove i suoi genitori era nati e cresciuti prima di trasferirsi a Firenze. Esattamente quattro anni dopo quella festa si respira invece un’aria diversa, nella quale l’incredulitĂ  e lo stupore hanno preso il sopravvento. Ieri in paese non si parlava d’altro, se non delle notizie riportate dai principali quotidiani e telegiornali nazionali.

Ă? il caso che sta interessando il mondo ecclesiastico fiorentino, dove il nome del vescovo ausiliario di Firenze è stato tirato in ballo all’interno del filone giudiziario che ha giĂ  coinvolto don Lelio Cantini, parroco di Firenze, insieme alla sua perpetua Rosanna Saveri, indagati dalla Procura di Firenze per violenze sessuali, “falso misticismo e controllo delle coscienze” (ovvero violenze psicologiche e plagio).

Don Cantini è stato giĂ  condannato in un processo canonico (i fatti contestati sono giuridicamente prescritti): per l’82enne parroco di Firenze, riconosciuto colpevole dai suoi superiori di abusi sessuali nei confronti di alcune ragazze minorenni, è stato fatto divieto per i prossimi cinque anni di celebrare la messa e di impartire gli altri sacramenti. Dopo la sentenza del tribunale ecclesiastico la situazione sembrava poter tornare alla normalitĂ .

La Procura di Firenze ha deciso invece di avviare un’inchiesta sui fatti a lui contestati. Nell’ambito di questa indagine, sono emerse diverse denunce a carico del vescovo Claudio Maniago - definito l’allievo prediletto di don Cantini - che viene chiamato in causa da alcuni testimoni (tra cui due sacerdoti e due dipendenti civili della Curia stessa). Denunce al vaglio degli inquirenti che vedrebbero il vescovo Maniago coinvolto in festini a luci rosse, tentativi di plagio di alcuni fedeli per costringerli a cedere le loro proprietĂ  e nel coprire l’operato di don Cantini. Il vescovo ausiliare di Firenze non è iscritto nel registro degli indagati, ma la Procura ha giĂ  avviato verifiche e controlli per capire quanto siano fondate le accuse. In particolare, gli inquirenti hanno acquisito tabulati di sue telefonate e la lista dei movimenti bancari.

Alcuni testimoni sentiti in Procura hanno coinvolto direttamente nei loro racconti il vescovo Maniago, sostenendo che anche lui avrebbe partecipato a festini a luci rosse (l’ultimo episodio risalirebbe al 2003). Un testimone, P.C., omosessuale, sentito dai magistrati fiorentini, ha messo a verbale un episodio risalente al 1996. Si parla di un’orgia sadomaso nella quale, secondo il testimone, avrebbe riconosciuto successivamente in foto il vescovo Maniago. Il testimone parla poi di una fuga e della successiva offerta di denaro attraverso un bonifico per mettere tutto a tacere. Una pista seguita dai Pubblici ministeri, che avrebbero rintracciato i vari passaggi di denaro. Attualmente continuano gli accertamenti patrimoniali per verificare se ci sono altri episodi analoghi e solo quando il quadro sarĂ  completato si deciderĂ  se formalizzare le accuse nei confronti dell’alto prelato.

Mentre le indagini continuano, la notizia ha investito come una piena il paese originario dei genitori del vescovo ausiliario, dove risiedono anche diversi suoi parenti tra cui la zia, Vanna Contardo, che ha commentato: «Abbiamo piena fiducia in lui e riteniamo che si tratti di calunnie». Nel frattempo, ha comunicato di aver sentito sua sorella, la madre di Claudio Maniago, che risiede a Firenze. LaggiĂą il clima è di serenitĂ , con la certezza dell’estraneitĂ  ai fatti di Claudio Maniago. Don Galiano Lenardon, ex parroco di Arzene tra il 1974 e l’82, che ha conosciuto il vescovo quando era ancora seminarista, preferisce non entrare nel merito della vicenda e ricorda solo il grande orgoglio provato quando quest’ultimo era stato nominato vescovo ausiliario di Firenze.

«Colpevolizzare una persona prima che le testimonianze siano dimostrate è sbagliato ha commentato infine l’ex sindaco Enrico Riservato, che accolse il Vescovo quando nel 2003 fece visita in paese -. Diamo tempo al tempo, fiduciosi che tutto si chiarirà». In paese, intanto, il clima è quello del silenzio: si preferisce non parlare della vicenda a voce alta, in attesa che tutto si chiarisca.

Popularity: 9% [?]

« Pagina precedentePagina successiva »

Bottom