«Io, sfuggita a Satana Mi dicevano: devi uccidere»
23 Ottobre 2007
Ecco un articolo che non dice niente, gettato li non certo per informazione visto che mancano nomi, tempi e luoghi. Un sano terrorismo psicologico? Forse.
L’epicentro, come sempre, è una donna con vari problemi esistenziali, il ragazzo che muore quattro giorni prima del matrimonio, un infanzia in un istituto dove dice d’avere subito violenze.
La donna che si fa chiamare per l’occasione con lo pseudonimo “Michela” afferma che a seguito dei fallimenti, delle delusioni ha dichiarato guerra a Dio “Se ci sei ti distruggo!” e via attraverso il solito percorso nella filosofia orientale, nientemeno che nei reiki che dopo un periodo di assidua frequentazione le propongono nientemeno che una messa nera alla quale partecipa, udite… udite … senza rendersene conto!
Ah ma prima la donna era stata sottoposta a diverse sedute di ipnosi che sicuramente hanno avuto il compito di indurla a fare la satanista!
Ora, tutti sappiamo che nessuno in ipnosi può essere indotto a fare ciò che non è sua natura fare, tantomeno a cambiare ideologie, pareri, carattere.
Parliamoci chiaro, non viene specificato alcun nome, alcuna “setta” chi avrebbe abusato di questa donna, il nome dell’istituto dove avrebbe subito violenze da bambina, i nomi dei colpevoli. Nulla.
Non manca un po’ di sano spam ed il lieto fine, diventa adepta di Dio perchè Dio è amore. Chi l’avrebbe mai detto?
La donna, che ha anche scritto un libro sulle sue esperienzedegne di un incontro ravvicinato del quarto tipo, si lascia andare ed afferma che la notte di Natale di qualche anno fa, si è trovata a passare di grado ed acquisire nuovo potere però doveva uccidere la fondatrice di una comunitĂ cattolica “Nuovi Orizzonti” perchè era buona, faceva del bene. Non ha accettato e si è unita a “Nuovi Orizzonti”, piccolo il mondo?
Non manca la domanda che ormai ha rotto le scatole a uomini donne e Bambini di Satana: “Lei dice che i satanisti sono persone importanti, ci può dire quali?” “No” risponde la scrittrice!
Questa domanda è riferito ad un fantomatico “terzo livello” che sarebbe composto da persone politicamente potenti, capi di Stato ecc. Da anni pure l’FBI ha dichiarato che si tratta di leggende metropolitane e non c’è nulla di vero.
Allora perchè dare eco a queste idiozie? Ovvio, si vuole sparare a zero sul Satanismo, magari nascondendosi dietro (o sotto) la sottana del prete. Quale occasione migliore per redarre un articolo, con un titolo forte, e fare felice il direttore?
Ah, ecco l’articolo, lo copio e incollo prendendolo dal sito de “il Giornale”. Accidenti, si vede che non c’è piĂą Montanelli.
Marco Dimitri
di Andrea Tornielli (il Giornale)
Si fa chiamare Michela, ma il suo vero nome è top secret. Contattarla è stato difficilissimo, perché vive nascosta e protetta nel più totale anonimato. La sua è una storia terribile ma lei ha avuto il coraggio di renderla pubblica nel libro Fuggita da Satana. Questa è la prima intervista che concede.
Come si è avvicinata al satanismo?
«Venivo da un periodo di grande sofferenza; la persona che amavo era mancata quattro giorni prima del nostro matrimonio. Ma questa era solo la punta dell’iceberg di una lunga serie di sofferenze e abbandoni, cominciati sin dalla mia nascita. Mamma e papĂ mi avevano abbandonato alle cure di un istituto, dove ho subito violenze di ogni genere, sono stata adottata ma la famiglia adottiva non era preparata a gestire il rapporto con una figlia con traumi così dolorosi. Dopo questo ennesimo abbandono ho dichiarato guerra a Dio, quasi urlando “se ci sei io ti distruggo!”».
Come ha combattuto questa guerra?
«Ho iniziato a cercare risposte nelle varie filosofie orientali, mi sono avvicinata al reiki, sino a quando una persona di questo ambiente mi ha proposto di sottopormi ad una terapia psicanalitica. All’inizio andavo solo un giorno alla settimana, poi fino a quattro volte alla settimana, e una sera mi sono trovata a partecipare alla mia prima messa nera. La persona dalla quale mi facevo seguire era un’adepta della setta, e tramite ripetute sedute di ipnosi mi aveva indotto a compiere questo passo, senza che io ne fossi consapevole».
Che cosa cercava nella setta?
Io nella setta non cercavo niente, mi ci sono trovata. Non è che una persona si alza alla mattina e decide di entrare in una setta perchĂ© ha particolari bisogni, è stato il frutto di un percorso che indubbiamente aveva annullato la mia capacitĂ di decidere. Di sicuro questa persona aveva fatto leva sui miei bisogni, consci e inconsci, da colmare. Una cosa è certa, avrei dato tutto l’oro del mondo (e all’epoca guadagnavo davvero molto) per avere solo cinque minuti di felicitĂ vera, per avere insomma l’esperienza dell’amore, quello vero».
L’esperienza che descrive nel libro è terribile: a lei è stato chiesto di uccidere
«Era la notte di Natale di qualche anno fa. Ero arrivata ad un punto, all’interno della setta, in cui potevo raggiungere un livello ancora piĂą alto, un potere maggiore, a patto che facessi per loro qualcosa che avrebbe garantito la mia fedeltĂ . Mi fu detto che a Roma c’era una ragazza, una certa Chiara Amirante che aveva da poco aperto una comunitĂ , “Nuovi Orizzonti”, per accogliere i piĂą disperati, vittime di drammatici circoli viziosi, eroina, carcere alcolismo. La ritenevano pericolosa perchĂ© aveva aiutato molte persone ad uscire da certi ambienti. Per questo mi chiesero di ucciderla e di distruggere tutta la sua opera»
Che cosa l’ha fermata?
«Quando sono arrivata a Trigoria, nella periferia di Roma, la prima sede della comunitĂ , conobbi subito proprio lei, Chiara, che mi abbracciò e mi disse: “Finalmente sei a casa”. Ă? l’abbraccio che capovolge la mia vita, l’abbraccio di una madre, di una sorella, di un’amica, di qualcuno che in quel momento mi ha voluto bene così com’ero. Avevo scoperto che Dio è amore e perdona tutto, anche la mia volontĂ di fargli guerra».
Nel libro lei afferma che tra i satanisti ci sono personaggi importanti? Può dire qualcosa di più?
«No, ma confermo quello che ho scritto».
Che cosa significa uscire da una setta satanica?
«Per uscire dalla setta serve innanzitutto la volontĂ , per sottoporsi a lunghi e dolorosi esorcismi. VolontĂ di ricostruire tutta la mia persona, sia dal punto di vista fisico, psicologico e spirituale. Ho dovuto sottopormi ad una psicoterapia, per ricostruire la mia psiche alterata e danneggiata. La vera libertĂ ho scoperto che non sta nel fare ciò che si vuole, e ciò che il mondo ti propone - tutte le volte che ho seguito questo tipo di libertĂ ho raccolto morte, solitudine e disperazione - ma sta nell’obbedienza alla volontĂ di Dio. Quando ho cominciato a vivere questo ho sperimentato la pienezza della gioia. Io non ho paura, perchĂ© confido in Dio, e cerco di di portare l’amore a chi non ha l’ha conosciuto».
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