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Canada,uomo ucciso da pistola Taser

26 Novembre 2007

Polemiche per terza vittima in un mese

Ancora un morto in Canada per colpa di una pistola elettrica Taser in dotazione alla polizia. L’ultima vittima è un 36enne, colpito dalle scariche da 50 mila volt dell’arma che dovrebbe solo stordire: l’uomo invece è morto in ospedale a Vancouver. Si tratta della terza vittima in un mese per lo stesso motivo. E’ stata aperta un’inchiesta, ma non è stato sospeso l’uso della Taser, definita da una commissione Onu “potenziale forma di tortura”.

Robert Knipstrom è stata la terza potenziale vittima delle controverse armi in dotazione delle Giubbe Rosse canadesi, della polizia americana e in molti stati d’Europa: la seconda a Vancouver da ottobre, quando l’immigrato polacco Robert Dziekanski è rimasto ucciso dopo una doppia ’stoccata’ letale al Taser all’aeroporto internazionale e il video raccapricciante ripreso da un turista è finito sulle tv di mezzo mondo.

Un’altra inchiesta e’ stata aperta, sempre in Canada, sulla morte di un uomo di 45 anni in Nova Scotia, 30 ore dopo essere stato colpito dal manganello elettrico della polizia. In quel caso, come nel caso di Knipstrom, le autoritĂ  hanno reso noto che l’uomo era stato coinvolto in una violenta colluttazione mentre veniva arrestato.

I tre decessi non hanno provocato al momento alcuna sospensione dell’uso dei Taser, strumenti per il mantenimento dell’ordine pubblico che sempre piu’ vengono messi sul banco degli imputati dalla comunitĂ  internazionale.

A Ginevra la Commissione contro la tortura delle Nazioni Unite ha condannato l’uso dei Taser affermando che in certi casi, come nel potente modello X26 adottato dalla polizia portoghese, le pistole elettriche ”possono provocare la morte”. Secondo le stime di Amnesty International i Taser in dotazione alla polizia avrebbero provocato la morte di circa 150 persone dal 2001 solo negli Usa e in Canada.

Tgcom

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