In manette un vice parroco E’ accusato di violenza su un 12enne
23 Dicembre 2007
IL PRETE INSEGNA RELIGIONE IN UNA SCUOLA DI VILLA LITERNO, NEL CASERTANO
In manette un vice parroco E’ accusato di violenza su un 12enne
Il sacerdote sorpreso in auto dai carabinieri disteso sul sedile della vettura con a fianco il ragazzo
CASERTA - Tre ore di interrogatorio e poi l’arresto: M.C., vice parroco trentatrenne della Chiesa del SS.Salvatore di Casal di Principe (Caserta) è in carcere con l’accusa di violenza sessuale su di un bambino di 12 anni. Una pattuglia di carabinieri, dopo una segnalazione telefonica, ha sorpreso il sacerdote, insegnante di religione in una scuola media dell’istituto comprensivo di Villa Literno, fermo in auto su di un lato di una strada di campagna, a poca distanza dalla provinciale Casal di Principe-Castelvolturno, disteso sul sedile della vettura con a fianco il ragazzo.
LA FUGA E L’ARRESTO - Accortosi della presenza dei militari il sacerdote è fuggito ma è stato raggiunto dopo qualche chilometro ed arrestato. Il gip del Tribunale di S.Maria Capua, Raffaele Piccirillo ha confermato l’arresto a conclusione di un interrogatorio nel corso del quale, secondo quanto si è appreso, il sacerdote non è riuscito a contestare le accuse degli investigatori; un impianto accusatorio molto articolato, basato anche sul racconto del bambino, effettuato con l’ausilio di una assistente sociale. Il difensore del sacerdote ha annunciato che chiederĂ per il suo assistito il beneficio degli arresti domiciliari. Il sacerdote arrestato era stimato e benvoluto per il suo impegno anche nel volontariato.
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Rignano, accertamenti Ris scagionano indagati per abusi su bimbi
13 Dicembre 2007
Roma, 13 dic. (Apcom) - L’assenza di elementi riconducibili ai piccoli di Rignano Flaminio si è verificata - nell’accertamento effetuato dal Ris di Messina - sia per quanto riguarda l’analisi dei reperti in sequestro che per quanto è stato rilevato nella casa o nell’auto di alcuni dei 7 indagati. In particolare da nessuno dei quasi 100 peluches sequestrato nella casa della maestra Patrizia Del Meglio e di Gianfranco Scancarello sono stati trovati tracce di dna dei bimbi. Inoltre anche dalle verifiche su di un’impronta digitale trovata su un termosifone della residenza di una collega della donna, o su quanto indicato sull’auto di un’altra insegnante, non sono arrivati i risultati sperati dall’accusa.
La perizia del Ris, disposta dal gip, in incidente probatorio, diventa un punto fermo per la difesa. L’avvocato Roberto Borgogno, che insieme con il professor Franco Coppi, assiste la Del Meglio ed il marito, Scancarello, ha spiegato: “Il risultato di oggi significa solo una cosa: non c’è più nulla a favore dell’accusa”.
I fatti al centro dell’inchiesta del pm di Tivoli, Marco Mansi si concentrano sull’anno scolastico 2005-2006. Nella primavera alcuni genitori dei bambini che frequentano la scuola ‘Olga Rovere’, cominciano a notare strani comportamenti dei piccoli. Alla chiusura delle scuole questi turbamenti sembrano affievolirsi. Il 9 luglio i genitori di tre bambini presentano denuncia. Da quel momento partono le indagini dei carabinieri. Il 10 ottobre arriva a Rignano il Ris. L’istituto comprensivo di Rignano viene perquisito, così come l’abitazione di alcune insegnanti.
In gennaio la dottoressa Marcella Fraschetti Battisti, psicologa e psicoterapeuta, consegna al tribunale di Tivoli, il risultato di una perizia su un gruppo di bimbi. Le conclusioni: i minori sono stati vittime di abuso sessuale. Passano i giorni, alcune degli indagati scelgono di sottoporsi ad interrogatorio. Il 24 vengono arrestate le maestre Silvana Malagotti, Patrizia Del Meglio, Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerti, l’autore tv Gianfranco Scancarello e l’immigrato dello Sri Lanka, Kelum Weramuni De Silva. Riceverà poi un avviso di garanzia anche un’altra insegnante, Assunta Pisani.
Il 10 maggio scorso il tribunale del riesame di Roma, presieduto da Bruno Scicchitano, rimette in libertà, senza alcun obbligo, tutti gli arrestati per assoluta insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. La Cassazione in settembre conferma il verdetto ed alcune settimane dopo, nelle motivazioni, spiega: “Gli adulti hanno suggestionato i bimbi”. A metà di novembre ai 19 bimbi oggetto dell’incidente probatorio viene fatto l’esame del “tampone della saliva”. Il ‘prelievo’ viene fatto in un ospedale di Monterotondo. Gli indagati si sottopongono alla stessa analisi, ma nella caserma dei carabinieri di Bracciano.
Il gip Elvira Tamburelli aveva fissato per il 18 dicembre prossimo la data per la discussione del rapporto dei Ris. Da qualche settimana, però, il giudice è in congedo per motivi personali e quindi la prosecuzione dell’istruttoria potrebbe passare presto ad un altro gip.
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Il giornalismo che devia la veritĂ ? Peggio del satanismo acido!
12 Dicembre 2007

Ecco il GRIS (Gruppo Italiano Ricerca Sette) che tenta di mettere l’ennesimo mattone al muro della sottocultura.
Lo fa di nuovo maldestramente, in modo goffo, questo gruppo di falsa ricerca sorto per motivi fin troppo evidenti fra i deliri di fanatici religiosi.
E’ una setta di esaltati che ha la sede, guarda caso, proprio nel palazzo della Curia.
Sarebbero fatti loro se non rovinassero le persone, se non mistificassero la veritĂ a spese dei cittadini.
Stavolta scendono in campo i cattolici del GRIS Giuseppe Bisetto e Laura Simeoni.
Lo scopo e di andare a goal con questo articolo dal “Gazzettino di Venezia” pagine Nord-est:
La cittĂ piĂą satanista d’Italia non è Torino ma Trieste. Il fulcro dei riti oscuri, delle formule magiche e delle pratiche sessuali piĂą strane non sarebbe dunque la storica capitale dell’occulto bensì l’area nordestina, dove proliferano chiese, sette e gruppi ispirati al demonio. Lo sostiene il trevigiano Giuseppe Bisetto, consigliere nazionale del Gris, Gruppo ricerca e informazione socio-religiosa, autore del volume “Nel labirinto delle sette”, in cui si traccia un identikit dei gruppi satanici. “Il fatto che Trieste sia fulcro di tali attivitĂ lo sostiene anche lo studioso Massimo Introvigne” precisa Bisetto che aggiunge di aver trovato conferma inaspettata anche dal “sommo sacerdote” di una cripta satanica triestina, conosciuto durante una conferenza. L’ammissione del “sacerdote” risulta sorprendente perchĂ© in genere queste formazioni operano nell’oscuritĂ e non amano uscire allo scoperto, seguono canali occulti e torbidi. Gli esperti del settore sono concordi nell’affermare che il Triveneto sia l’area del nostro Paese in cui il messaggio satanico trova terreno fertile. Per comprendere le leggi di questo universo oscuro, però, bisogna distinguere tre livelli diversi di organizzazioni. Le piĂą note sono le chiese sataniche, poichĂ© si preoccupano meno d’essere individuate, rispetto alle altre formazioni. Un caso eclatante è costituito dai Bambini di Satana guidati da Marco Dimitri e finiti sotto processo per violenze sessuali compiute anche su minori. “Ci sono giunte segnalazioni di adepti nel trevigiano e precisamente a Preganziol e nel territorio di Mestre-Venezia” dichiara Bisetto che aggiunge come molti “simpatizzanti”, pur non affiliati concretamente a questa chiesa satanica, si ispirino comunque al leader bolognese. Nel bassanese troverebbe riscontro il discusso Cerchio satanico Charles Manson che in piĂą occasioni ha pubblicizzato la sua opera di “controcultura”, promuovendo festival e incontri musicali. Potrebbe far sorridere la Chiesa satanica del Lupo Mannaro, diffusa nel veronese, così come l’Oto, acronimo di Ordo Templis orientis, operante nella provincia di Verona e di Venezia come “confraternita ermetica luciferina”. Infine ci sarebbe la chiesa luciferina fondata da Efrem del Gatto. Il condizionale viene usato poichĂ© il fondatore, romano, è morto tre anni fa e molti dei suoi discepoli in Veneto si sono dispersi. Se le chiese sataniche non disdegnano la luce dei riflettori, almeno per alcune attivitĂ , ben piĂą difficile individuare le sette, operanti nell’ombra. “Spesso i mass media le confondono, ma l’organizzazione è ben diversa” spiega Bisetto, che indica due caratteristiche principali: la forte connotazione carismatica e la presenza di un leader capace di attrarre magneticamente i propri adepti e l’uso di droghe, nello stile del “satanismo acido” americano. Spesso queste sette si macchiano di atti anticristiani, volti a oltraggiare i simboli della religione cattolica: messe nere, crocifissi rovesciati, furti di eucaristie. Sono episodi diffusi nel nostro territorio piĂą di quanto appaia: non sempre le notizie escono dalle sagrestia anche per evitare l’effetto imitazione. L’ultima tipologia è quella dei gruppi satanici costituiti perlopiĂą da schegge impazzite di sette o chiese.
Laura Simeoni
E brava Laura, però non ti faccio fare carriera a mio danno. Scrivi che sono finito sotto processo per abusi sessuali anche su minori e dimentichi di scrivere che il Tribunale mi ha assolto in primo e secondo grado ‘perchĂ© il fatto non sussiste’ quindi non è mai accaduto.
Forse i minorenni li violenti tu, perché io di certo non lo faccio.
Una violenza l’hai commessa, quella sulla veritĂ in cambio di una manciata di spiccioli.
Nascondi qua, menti la… l’articolo viene fuori, la gente viene presa in giro ed il direttore sorride e batte le mani contento.
Che schifo! I satanisti che fanno il male per gusto di farlo hanno una moralitĂ migliore, almeno non vogliono passare per santi!
L’articolo incalza e vuole fondere opinioni del GRIS con quelle dello studioso Massimo Introvigne, con la sola differenza che Introvigne è serio, sonda la veritĂ in loco, scrive quello che davvero è, un sociologo con gli attributi che mancano al GRIS che inventa amenitĂ su amenitĂ .
Sui Bambini di Satana il GRIS ha scritto spesso anche se non abbiamo mai incontrato nessuno di loro…
Articoli costruiti a tavolino.
Per sondare la bassa moralitĂ di questo GRIS vi consiglio di leggere, anche gratuitamente scaricandolo in Rete, il libro di Antonella Beccaria ‘Bambini di Satana’ con prefazione dello scrittore / presentatore televisivo Carlo Lucarelli.
La veritĂ la sonderete da soli, riuscirete a separarla dall’immondizia che leggete in articoli come quello che sto contestando.
La Simeoni parla di riti oscuri, strane pratiche sessuali. Ma dai! Ma dove? A Trieste?
Inventane meno! Trieste non è il Vaticano, è una cittĂ tranquilla dove non avviene certo quello che è descritto nell’articolo.
Tutte balle insomma, ninne nanne per creduloni, per cittadini con strani gusti sessuali che desiderano vedere il sesso strano ovunque.
Nell’ipocrisia dell’articolo viene scritto ‘Ci sono giunte voci che a Preganziol ci sono i satanisti’, stupidaggini, idiozie.
A Preganziol c’era una mia cara amica iscritta, questi ‘dottori’ (meglio chiamarli Dottò) sono a conoscenza di questo particolare perchĂ© la mia amica di Preganziol scriveva articoli di cultura pagana a firma BdS.
Una scrittrice non un’immonda creatura dedita al male.
Quello che consiglio a questi ‘dottò’ è di studiare, evitare questi articoli demenziali che oscurano palesemente il vero, rispettare anche chi non è cattolico.
Altra cosa l’OTO non è un gruppo satanista, lo sanno anche i bambini!
Del satanismo la sociologia seria, quella che scrive enciclopedie, distingue varie correnti e ci colloca nella corrente del satanismo razionale, quel satanismo che riconosce l’arte, la scienza come virtĂą umane antagoniste delle superstizioni religiose.
Seguaci del male ci sarĂ il GRIS .
A riprova della fede sozza di questi ‘dottò’ il fatto che non possono appellarsi alla buona fede, al fatto di non essere a conoscenza dei fatti e quindi di essere tratti in errore è che mi sono degnato di inviare una richiesta di smentita, dettagliando in particolare modo che il Tribunale in sede di indagine ha riconosciuto mai accaduti gli episodi in accusa attribuendoli a deliri di una mitomane.
IL diritto di cronaca obbliga i giornalisti a dire il vero.
Marco Dimitri
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Vaticano ed enti ecclesiastici tolgono la casa a 200 famiglie
11 Dicembre 2007
A Roma il più grande proprietario di immobili è il Vaticano. E dalla metà di ottobre, il proprietario ha iniziato a sfrattare gli inquilini e le famiglie che non sono più in grado di pagare i canoni di affitto che, in molti casi, sono anche raddoppiati. Sfratti in arrivo per duecento famiglie
ADISTA. A Roma il piĂą grande proprietario di immobili è il Vaticano: almeno un quinto delle case della capitale, la maggior parte delle quali nel centro storico della cittĂ , appartiene direttamente alla Santa Sede (cioè all’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio apostolico della Sede Apostolica guidata dal card. Attilio Nicora) e allo Ior (la banca vaticana), ma anche alla diocesi e a circa 2mila fra enti ecclesiastici controllati dalla Conferenza episcopale italiana, istituti e congregazioni religiose, confraternite (v. anche Adista n. 39/07). E dalla metĂ di ottobre, il proprietario ha iniziato a sfrattare gli inquilini e le famiglie che non sono piĂą in grado di pagare i canoni di affitto che, in molti casi, sono anche raddoppiati.
Ă? infatti scaduta lo scorso 14 ottobre la proroga prevista dalla legge approvata dal Parlamento nel dicembre 2006 che ‘congelava’ gli sfr
atti per i nuclei familiari ‘deboli’, cioè con un reddito medio-basso e in cui siano presenti figli a carico, anziani, malati terminali o disabili. Se per chi vive nelle case appartenenti ai cosiddetti “grandi proprietari” - come casse professionali e previdenziali, compagnie di assicurazione e banche - la sospensione dura fino al giugno 2008, per gli inquilini delle abitazioni di proprietĂ ecclesiastica, invece, il tempo è scaduto, in quanto, come spiega il consigliere del Municipio Centro Storico di Roma Mario Staderini, nel testo di legge è stata cancellata una riga che considerava “grandi proprietari” anche i “soggetti fisici o giuridici detentori di oltre 100 unitĂ immobiliari ad uso abitativo”. Una omissione che, aggiunge l’esponente radicale della Rosa nel Pugno, “sembra fatta su misura per gli enti ecclesiastici i quali, fra l’altro, godono dell’esenzione Ici (appena confermata in Finanziaria con il voto unanime del Senato, eccezione fatta per i senatori della “Costituente Socialista” di Gavino Angius, ndr), e della riduzione del 50% dell’Ires, ovvero dell’imposta sul reddito cui vanno ricondotti i redditi fondiari derivanti da affitto di immobili”.
Sfratti in arrivo per duecento famiglie
E così, per oltre 200 famiglie che abitano in case del Vaticano o di enti ecclesiastici, dallo scorso 15 ottobre gli sfratti sono diventati esecutivi (a Roma in totale i ‘nuovi’ sfratti sono circa 2mila, in Italia 4mila). “Quasi tutti vengono sfrattati non per morositĂ - dice ad Adista Luigi Cerini, fondatore dell’associazione “Diritti in Movimento” che sta sostenendo la lotta degli inquilini che rischiano di perdere la casa e di ritrovarsi in mezzo ad una strada - ma per fine locazione”. E anche perchĂ© i nuovi canoni di affitto fissati dal proprietario sono insostenibili, come nel caso di Nadia Evangelisti, che si è vista proporre dall’Ordine dei Maroniti della Beata Vergine Maria un aumento dell’affitto del 300% che, ovviamente, non può pagare (v. notizia successiva).
Eppure, come ricorda l’associazione “Diritti in Movimento” in un “Appello alle donne ed agli uomini di buona volontĂ ”, Giovanni Paolo II, nell’Angelus del 16 giugno 1996, aveva chiesto a “quanti si richiamano al Vangelo di Cristo” di mostrare “una piĂą grande sensibilitĂ anche sul terreno concreto e urgente del diritto alla casa” e aveva affermato che “ad ogni persona deve essere garantito un alloggio che sia non solo un riparo fisico, ma un luogo adatto a soddisfare le proprie esigenze sociali, culturali e spirituali”. Nonostante queste parole, continua l’associazione, “la Santa Sede, Propaganda Fide, vari collegi e confraternite, attraverso le loro amministrazioni, ci stanno sfrattando per finita locazione, per aprire negli appartamenti in cui abbiamo sempre vissuto bed and breakfast o per affittarli in modo clientelare. Il tutto in nome del profitto e del denaro, in contrasto con i dettami della solidarietĂ a cui si rifanno non solo le sacre scritture”. Prosegue il documento: “Siamo donne, uomini, anziani, bambini, giovani, famiglie che a causa dello sfratto provano sulla propria pelle l’impossibilitĂ di continuare a vivere, di sperare in un domani. Ma siamo determinati ad ostacolare con tutte le nostre forze il progetto di allontanarci dalla cittĂ o dal quartiere in cui siamo cresciuti” (un programma - la sostituzione dei vecchi abitanti poveri con nuovi benestanti e la bonifica fisica dei quartieri degradati - che la letteratura urbanistica chiama gentrification, ndr).
I mercanti sono di nuovo nel tempio?
Scrivono direttamente al presidente della Cei, mons. Angelo Bagnasco, gli “sfrattati dal Vaticano” riuniti nel “Comitato lotta per la casa centro storico”. “Siamo un gruppo di famiglie in affitto nelle case di proprietĂ dell’Apsa, dello Ior e di altri importanti enti religiosi. Da anni oramai ci troviamo quotidianamente a convivere con l’incubo di finire in mezzo alla strada, espulsi dai contesti sociali in cui abbiamo vissuto per decenni: la procedura di sfratto è in fase esecutiva. Secondo le statistiche, il nostro reddito è al limite della soglia di povertĂ , ed avendo al nostro interno anziani, figli e disabili, sino al 15 ottobre abbiamo potuto bloccare lo sfratto. Nei prossimi giorni molti di noi attendono la visita dell’ufficiale giudiziario e della forza pubblica. Al di lĂ delle questioni legali, non riusciamo a capire il perchĂ© di questo calvario. Siamo stati dei bravi inquilini: abbiamo sempre pagato l’affitto e avuto cura dell’appartamento. Se, come spesso accadeva, non avevano bagno nĂ© riscaldamento, i lavori erano a nostre spese. Eppure veniamo sbattuti fuori. Sappiamo che la crescita del mercato immobiliare rende le nostre case molto appetibili”, proseguono, “ma è possibile che la nostra storia, la nostra realtĂ , non valga piĂą nulla? Quando nelle settimane passate l’abbiamo sentita invocare ‘uno slancio collettivo’ per risolvere l’emergenza abitativa, una piccola speranza è nata dentro di noi: che il massimo esponente della Chiesa cattolica italiana, nominato per volere del pontefice, potesse fermare la frenesia speculativa che si è impossessata della Chiesa. Nessuno però ci ha proposto di rinnovare il contratto, nĂ© tanto meno gli sfratti si sono fermati. Siamo noi in torto, perchĂ© ci sono persone piĂą bisognose a cui dare le nostre case, oppure i mercanti sono di nuovo nel tempio?”.
Condivide in parte le ragioni degli sfrattati mons. Gaetano Bonicelli, membro della Commissione della Cei per i Problemi Sociali e il Lavoro, la Giustizia e la Pace, intervistato dalla Stampa il 29/10: gli sfrattati “fanno bene a chiedere uno stimolo piĂą forte da parte della Chiesa”, dice il vescovo, e noi dobbiamo fare “un’autocritica perchĂ© è inutile parlare di sostegno alle famiglie e poi mancare sull’essenziale”. “Nella gestione delle case degli enti ecclesiastici deve essere prioritario l’elemento di assistenza e di servizio pubblico. Meglio ricevere affitti piĂą bassi di quelli di mercato piuttosto che negare una mano a chi non riesce a trovare una sistemazione alternativa”. Esattamente il contrario di quello che sta avvenendo. E non è l’unica contraddizione, come nota Staderini: “La scorsa settimana il prefetto di Roma Carlo Mosca ha incontrato il card. Camillo Ruini, vicario del papa per la cittĂ , chiedendogli un aiuto per trovare una sistemazione abitativa per i cittadini romeni e i rom sgomberati dalle baraccopoli della Capitale in seguito all’omicidio di Giovanna Reggiani, riconoscendo quindi il ‘peso’ della Chiesa dal punto di vista immobiliare. Proprio mentre, nelle stesse ore, diversi enti ecclesiastici stavano sfrattando molte famiglie”.
Terrelibere.org
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Archivio Vaticano: ritrovato un Michelangelo
7 Dicembre 2007
Fosse stata una banconota da 5 Euro non sarebbe piĂą li. Invece si trattava solo di un disegno di Michelangelo del 1563 ritrovato ‘casualmente’ negli archivi vaticani.
Il disegno riporta un dettaglio della Basilica di San Pietro ai suoi albori, quando era ancora in costruzione
Niente paura però, nonostante una carriera di 500 e rotti anni come oggetto da cantina, il disegno verrà presentato al pubblico il 9 dicembre 2007.
Il disegno è tracciato su carta con gesso color sanguigno.
Probabilmente realizzato in cantiere ai piedi della Basilica in una delle molte officine di tagliapietra a cielo aperto, il disegno fu eseguito nella primavera del 1563, dopo che alcune partite di travertino da Fiano erano state giudicate inadatte ad essere scolpite.
Si tratta di uno degli ultimi lavori dell’artista toscano, deceduto un anno dopo.
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