La Sapienza ed i docenti Satanisti
17 Gennaio 2008
Fisica e religione, la prima uccide la seconda, Satana è l’uomo che esprime con la scienza, l’uomo che modifica ciò che lo circonda in base ad un crescente e logico sapere.
Particelle non santi, il diritto dell’uomo alla ricerca, al calcolo, alla modifica della sostanza. Il sentimento religioso si è sempre mosso come organo di devastazione del sapere, la Chiesa Cattolica nelle scuole ha avuto sempre il compito di soffocare la veritĂ scientifica, un immenso sforzo a riportare l’essere umano dallo stato eretto a quello genuflesso.
Allora cosa potrebbe rappresentare un papa nella cattedrale del sapere? Dio? Un sentimento privato? Perchè la scienza volenti o meno nega con l’evidenza l’esistenza di esseri soprannaturali.
Lo sapevano bene gli ebrei quando attribuirono ai demoni tutte le virtĂą appartenenti alla ricerca, i 72 demoni di Re Salomone erano i padroni delle scienze, della musica, dei linguaggi, di tutte le fonti appartenenti al sapere e all’emancipazione culturale.
Sapevano che la scienza avrebbe strappato la figura di Dio all’uomo.
Dio strappato all’uomo equivale a mancanza di controllo di massa, alla perdita dei lucrosi affari.
Un papa è il capo di un organo repressivo, un ente che condanna la donna al peccato d’essere donna, l’omosessuale come servo del demonio, immondo e senza diritto, senza morale. Dimentichiamo i roghi? Non solo quelli di una volta alimentati da eretici e scienziati, anche quelli di oggi, la cultura negata, il diritto negato, le crociate travestite da inchieste giudiziarie. Obiettivo i contestatori.
A quei docenti che hanno firmato la lettera di dissenso alla visita del papa va tutta la solidarietà . Sono docenti satanisti, dove ovviamente il satana è la scienza. Soprattutto sanno che, grazie alla Chiesa la scienza è rimasta indietro di cinquecento anni.
Lo sa bene Padre Livio, tuttologo di Radio Maria, secondo il quale docenti e studenti sono satanisti.
Finalmente qualcosa di vero tuona dalle frequenze di quella radio!
Accidenti chi è piĂą Satana dell’uomo che ricerca, guarda, modifica in nome di un’eternitĂ libertina ed artistica? Magari priva di malattie e disagi grazie alla modifica del gene?
Altro che potere travestito da umanitĂ , missionari che agiscono dove c’è dolore e stato di bisogno, vulnerabilitĂ culturale.
Nessuno vuole negare il diritto di parola al papa, solo che se deve parlare per reprimere o per accendere roghi è meglio che sia censurato.
Un papa che è stato a capo dell’odierna Santa Inquisizione e che ha legittimato il processo a Galileo è meglio che stia lontano dalla cultura, da dove questa viene insegnata con grande passione.
Nemmeno può reggere il fatto che la nostra cultura sia cattolica, la nostra cultura ha radici nel paganesimo e l’unica emancipazione deve essere quella scientifica, perchè la scienza è libertĂ .
La sottocultura ha come base il cattolicesimo, quindi la repressione della felicitĂ , del diritto, dell’istinto.
In ultimo, il papa quando sta male corre al Gemelli non a dire il rosario.
Marco Dimitri
La lettera al Rettore de La Sapienza“Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: ”All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto piĂą fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano. In nome della laicitĂ della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato”. |
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