Suor Maria Laura Mainetti martire di che?
26 Marzo 2008
Una tragedia che nasce e muore col credo cattolico.
Tre ragazzine inebriate dai deliri cattolici su un diavolo che non è mai esistito e che non ha radici storiche e culturali, un diavolo che probabilmente il monoteismo ha estrapolato da divinità caprine e trasformato in un ente per terrorrizzare le persone, per dominarle.
Suor Maria Laura Mainetti uccisa dal credo cattolico, dalla sottocultura altro che dal satanismo.
Ricordiamo i fatti:
La sera del 6 giugno 2000, a Chiavenna, una telefonata allerta suor Maria Laura Mainetti “superiora” del convento Istituto dell’Immacolata, al telefono c’è una certa “Erika”, dice di essere rimasta incinta in seguito a una violenza domestica.
In realtĂ la ragazza si chiama Milena ed assieme ad altre due coetanee, Veronica e Ambra, aveva architettato una folle trappola omicida.
Suor Maria Laura Mainetti si preoccupa di uscire dal convento da sola e senza avvisare le forze dell’ordine o un medico.
Appena uscita dalla porta la suora viene uccisa dalle ragazze con 19 coltellate.
L’idea di queste tre piccole folli si basava sul numero seicentosessantasei, che ormai tutti sappiamo essere il “numero del diavolo” anche se in realtĂ deriva dalla cabala Greca e significa “l’Uomo che pensa di se stesso a Dio”. L’idea era quella di dare alla poveretta 6 coltellate a testa e di colpire proprio la notte del 6 giugno.
Il tribunale condanna le tre ragazzine, Veronica, Milena e Ambra a pene che vanno dagli 8 ai 12 anni.
Ambra fu ritenuta dapprima incapace di intendere e volere, e in seguito condannata in appello.
Qualcuno ricorderĂ che sono stato intervistato diverse volte in merito a questo caso, e la mia opinione è sempre stata la stessa, è un episodio che si è consumato nella disperazione e nella follia religiosa di stampo cattolico e non vi è nulla di collegabile al satanismo culturale, vi è solo disperazione mentale e disagio esistenziale. Tre ragazzine provenienti da “famiglie bene” di credo cattolico, addirittura conoscevano la vittima e non a caso le ragazze l’hanno scelta visto la corporatura esile costituiva una facile preda.
Non trasformiamo questo grottesco episodio in una sorta di guerra fra bene e male con diavoli e beati.
Un satanista di stampo culturale non considererebbe certo il Vaticano ed i suoi esponenti come ul bene, anzi li condannerebbe come artefici dell’infelicitĂ , per avere genuflesso l’uomo allo scopo di controllarlo ed acquisire potere economico e politico.
Oltretutto, come sempre ripeto, il satanismo criminale prende spessore fra persone vulnerabili che emulano amenitĂ raccontate da “esperti” “demonologi” “esorcisti” sl drtvizio vaticano.
E’ ovvio che una suora uccisa nel nome di Satana sia oro per il Vaticano ma non dimentichiamo che si continuano ad usare delle ragazzine con problemi per dare spessore al “Demonio”.
Un “Demonio” che prende consistenza solo nel virtuale, sui giornali.
Marco Dimitri
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