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in Germania l’eutanasia fai da te

28 Marzo 2008

Chi in Germania vorra’ togliersi la vita potra’ farlo noleggiando un apparecchio che inietta in vena una dose di cloruro di potassio, in grado di provocare nel giro di pochi secondi l’arresto cardiaco. Lo rivela oggi con un titolo di scatola il quotidiano ‘Bild’ che riporta anche la foto dello strumento che da’ la “dolce morte”, messo a punto da Roger Kusch, 53 anni, avvocato ed ex ministro della Giustizia della Citta’-Stato di Amburgo. Il giornale spiega che “basta premere un pulsante per passare dalla vita alla morte” e sottolinea che l’idea della ‘Toetungsmaschine’ “non e’ venuta a uno scenziato pazzo, a un boia o al dottor Frankenstein, ma a un ex politico che oggi fa l’avvocato” e puo’ essere una scelta dei malati terminali. Kusch e’ stato dal 1995 al 2000 responsabile del dipartimento di Sicurezza interna della Cancelleria e dal 2001 al 2006 ministro della Giustizia ad Amburgo. Mentre da ogni parte della Germania arrivano accuse di “pazzia” e di “cinismo”, l’ex politico si difende sostenendo che il suo e’ solo “un atto cristiano d’amore” verso il prossimo. “L’apparecchio”, sottolinea, “e’ una possibilita’ per le persone gravemente malate che vogliono cessare di vivere. Nessuno e’ costretto a farne uso”. Con l’annuncio dell’imminente presentazione ufficiale di questo strumento sono arrivate richieste di partecipazione alla conferenza stampa dai media di tutto il Paese. Sul piano legale il promotore dell’iniziativa non ha nulla da temere, poiche’ un esperto ha spiegato al quotidiano: “Se un malato terminale e’ in grado di intendere e di volere, il noleggio di questa macchina e’ punibile come puo’ esserlo quello di un coltello o di una lametta. La punibilita’ scatta soltanto se chi vuole suicidarsi chiede a qualcuno di premere il bottone in sua vece”. L’apparecchio e’ analogo a quello impiegato per le esecuzioni capitali negli Stati Uniti. Bild sospetta che dietro l’iniziativa dell’ex ministro si nascondano motivazioni non propriamente disinteressate. Il giornale scrive infatti che Kusch ha creato un’associazione per la “dolce morte”, che porta il suo nome, e ha gia’ annunciato che insieme con due avvocati suoi colleghi intende occuparsi di pratiche ereditarie e di assistenza nella redazione del testamento biologico. “In altre parole”, scrive Bild, “gli aspiranti suicidi costituiscono un nuovo tipo di clientela e Kusch ritiene evidentemente di aver scoperto una nuova nicchia di mercato”.

(AGI) - Berlino, 28 marzo -

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