Top

Una spia comunista chiamata Marilyn Monroe

28 Aprile 2008

Compagna MarilynDanilo Arona la chiama la “maledetta estate del 1962″. E ha i suoi buoni motivi per farlo. PerchĂ©, se si forzano un po’ i confini imposti dal calendario, si vede che di fatti neri ne sono accaduti parecchi proprio in quei mesi. Il 31 maggio, per esempio, nel carcere di Tel Aviv viene giustiziato Adolf Eichmann, il comandante maggiore delle unitĂ  d’assalto delle SS naziste, specialista in questioni ebraiche e protagonista della soluzione finale ordita dal Terzo Reich: era stato catturato due anni prima da uomini del Mossad a Buenos Aires ed estradato in Israele per essere processato. Inoltre, tra disastri aerei e ferroviari, pochi giorni dopo si assiste all’evasione di tre detenuti dal carcere di Alcatraz: sono Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin che - si dice - affogarono e i loro corpi mai piĂą vennero ritrovati.

Qualche mese dopo (è l’11 ottobre e l’abbiamo dichiarata la violazione di solstizi ed equinozi) esplode la crisi dei missili di Cuba che rischia di trascinare il mondo verso la terza guerra mondiale e dodici giorni piĂą tardi cade l’aereo su cui viaggiava Enrico Mattei, episodio che andrĂ  a nutrire uno dei capitoli neri del recente passato italiano. E si potrebbe andare avanti ancora con l’elenco di eventi chiave risalenti a quel periodo. Eventi che non sempre però sono stati così sinistri: si pensi ai successi riscossi dai movimenti indipendentisti di Burundi e Algeria o alla “nascita” musicale dei Beatles e cinematografica di James Bond.

Se esista tuttavia un legame che lega questi fatti, insondabile da un punto di vista giudiziario, politico o giornalistico, lo lascio stabilire a Danilo, ben piĂą esperto in materia. Che invece un legame esistesse tra una serie di personaggi - il clan dei Kennedy, le cupole di Cosa Nostra d’oltreoceano e almeno una parte dello star system hollywoodiano che comprende l’attrice Marilyn Monroe - lo stabilisce invece un dossier dell’FBI che, sotto l’ambigua regia e infinita direzione di J. Edgar Hoover (a capo dell’ente federale americano per quarantotto anni, dal 1924 al 1972), costituisce un castello di accuse contro John Fitzgerald Kennedy, il presidente degli Stati Uniti che sarĂ  assassinato a Dallas il 22 novembre 1963, suo fratello Robert e il padre dei due, il temuto Joseph P. Kennedy.

Il dossier, finora rimasto sconosciuto, è il cuore del libro Compagna Marilyn - Comunista, spia, cospiratrice. I retroscena della vita e della morte di Marilyn Monroe (Stampa Alternativa, 2008) scritto da Mario La Ferla. Il quale, avvezzo alle inchieste giornalistiche, fa per vent’anni la posta al dossier, cura i suoi contatti negli Stati Uniti, fa in modo di avvicinarsi sempre di piĂą al fascicolo di Hoover e finalmente si ritrova in mano tremila pagine di schede personali, intercettazioni, confidenze e rapporti. Ecco che ne viene fuori un libro che si direbbe frutto delle fantasie piĂą sfrenate di uno scrittore di fantapolitica, che parte dell’apparente suicidio della piĂą nota delle stelle di Hollywood per ricostruire uno scenario incredibile, ben lontano dai sorrisi rassicuranti del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, dalle sfolgoranti pellicole partorite a ciclo continuo dalla Mecca del cinema o da una linea politica che voleva andare a stemperare i piĂą bollenti bubboni della guerra fredda.

La cornice è costituita da barbiturici, depressione, bordelli di lusso, festini a base di droga e celebritĂ . E il centro della prospettiva di La Ferla è la notte tra il 4 e il 5 agosto 1962, quando Marilyn Monroe morì per quella che venne sbrigativamente etichettata come un’overdose di psicofarmaci. Eppure, proprio quella notte, nella villa in stile messicano di Fifth Helena Drive, da poco acquistata dall’attrice, sembra consumarsi una scena alla Rosemary’s Baby: nella camera da letto della Monroe, in corridoio, sul tetto si concentra una piccola folla di persone che, invece di contribuire alla nascita dell’anticristo, si è riunita per uccidere la piĂą celebre delle dive di quel periodo. E mentre vengono smontati i microfoni piazzati per intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisiti ambienti e passate al setaccio diari e rubriche, alcuni dei piĂą brutali scagnozzi della mafia a stelle strisce si occupano di Marilyn mentre governante, addetta stampa, psichiatra e medico attendono che tutto sia finito per dare l’allarme. Un gran guignol che sarebbe servito per impedire alla donna di rivelare alla stampa tutti i peccati dei fratelli Kenndy, entrambi suoi amanti, e ordito da amici di famiglia: quei Sam Giancana, John Rosselli, Jimmy Hoffa che, per tramite di Frank Sinistra, avevano tutto l’interesse a tenersi buoni i rapporti con la dinastia di origine irlandese e non esitavano a ricorrere alle maniere forti, quando ce n’era bisogno.

Ma tutto questo è appunto solo un punto di partenza, quasi un pretesto, per raccontare un pezzo segreto di storia americana. Perché il respiro del libro si amplia e diventa un tornado che, dando fondamento alle voci che a lungo sono seguite alla morte di Marilyn Monroe, racconta di un sistema di corruzione politica capillare, del ricatto come principale arma di contrattazione per conservare posizioni e accrescere patrimoni, delle infiltrazioni della criminalità organizzata in qualsiasi ambito di potere, del dossieraggio illegale come arma per compiere vendette personali ancor prima che politiche. Si sfrutta di tutto, per raggiungere il proprio scopo: fregole e vizi privati in prima istanza, quelli che indeboliscono carriere e reputazioni. Tanto che spiare ciò che avviene tra le lenzuola porta a scoprire giochi spionistici e mercati delle informazioni che varcano i confini degli Stati Uniti e le purghe del maccartismo.

Compagna Marilyn, insomma, costituisce un contributo a comprendere meglio ciò che si cela all’ombra del potere. Ă? un dietro le quinte inquietante di cui si dovrebbe parlare di piĂą. E se La Ferla lo racconta per esempio a Corrado Augias e a Radio Radicale, non è ancora abbastanza. Nei giorni di chiusura della campagna elettorale, c’è stato chi ha chiesto che i fatti narrati nei libri di storia vengano rivisti. E su un’affermazione del genere, alla luce di ciò che rivelano gli archivi finora tenuti segreti, non si può che concordare. Ma attenzione alle boutade da voto imminente: quella era solo polvere da lanciare negli occhi dello schieramento avversario, ritenuto corresponsabile di crimini in odore di stalinismo. Qui, nelle pagine di La Ferla, invece, si trova ben altro: per la precisione, prendendo a prestito le sue parole, si tratta della “rivelazione sorprendente di un capitolo inedito della storia di un periodo irripetibile che appartiene a tutti noi”.

Compagna Marilyn - Comunista, spia, cospiratrice. I retroscena della vita e della morte di Marilyn Monroe in un rapporto segreto dell’Fbi, di Mario La Ferla, edito da Stampa Alternativa - Collana Eretica speciale, 312 pagine - ISBN: 978-88-6222-017-0

Antonella Beccaria

Popularity: 6% [?]

Lucera: sembrava un agnello… invece era una Iena

19 Aprile 2008

“Magico” blitz di Mauro Casciari

Lucera - Cosa ci fa un agnello in Piazza Duomo a Lucera in una fredda sera di aprile? Se lo sono chiesti tutti quelli che sono passati da quelle parti giovedì scorso, e che, avvicinandosi meglio, hanno scoperto che in realtà di trattava di una… Iena. Sotto un metro e novanta di manto di lana bianca, c’era infatti Mauro Casciari, arrivato in città dopo la segnalazione di una persona di Cerignola che indicava a Lucera la presenza di un “mago” che opera guarigioni. La Iena perugina ha voluto vederci chiaro e si è fatta aiutare dai poliziotti del commissariato di Lucera che già nel 2004 avevano denunciato proprio quel mago per truffa, esercizio arbitrario della professione medica, maltrattamenti di animali, minacce e ricettazione di reperti archeologici. Il “mago di Lucera” riceve nel suo studio a pochi passi da Piazza Duomo e anche Casciari ci è andato, con tanto di ecografie ed esami clinici (tutti falsi) che gli avevano fatto diagnosticare un tumore, anch’esso inesistente. Casciari ha spiegato di essere andato a trovare il signor Michele De Leo (questo il nome della sua “vittima televisiva”, ndr) che lo ha ospitato per 5 giorni per un consulto in cui ha detto di poter fare qualcosa per la sua malattia, ma prima chiedendo soldi e poi anche tanti agnelli da dover sacrificare su un monte per ottenere la guarigione. “A quel punto, nel suo stesso studio e con suo grande stupore – ha rivelato Casciari ai giornalisti de ‘Il Grecale’ e ‘Luceraweb’ - mi sono ‘trasformato’ proprio in uomo-agnello”. Ma dopo il blitz dal mago, la Iena non si è fermata e il giorno successivo ha raggiunto assieme ai poliziotti di Lucera, la sommità di Monte Cornacchia, una delle zone più impervie della Capitanata e peraltro spazzata venerdì mattina da un forte vento e tanta pioggia. Sul quel monte sembra avvenissero i sacrifici di animali, così come era stato già accertato dalla polizia nel 2004 a seguito della denuncia di un agricoltore e di indagini condotte in collaborazione con il commissariato di Sciacca. Per scoprire com’è andato l’incontro con “il mago di Lucera” e cosa hanno trovato le Iene sul monte Cornacchia, bisognerà però attendere la messa in onda del servizio previsto in una delle prossime puntate del programma condotto da Luca e Paolo e da Ilary Blasi.

Riccardo Zingaro

Fonte: http://www.ilgrecale.it/main/index.php?option=com_content&task=view&id=953&Itemid=1

Popularity: 8% [?]

Filmato su omicidio Federico Aldrovandi

17 Aprile 2008

Popularity: 7% [?]

Uno bianca: indulto ai Savi, l’ira dei familiari

15 Aprile 2008

Dopo la notizia pubblicata dal “Corriere di Bologna” lo scorso 4 aprile a proposito dell’applicazione dell’indulto a Roberto (ipotetica) e Fabio Savi (una realtĂ ), i capi della banda della Uno bianca, il giorno successivo lo stesso quotidiano ha pubblicato questa intervista realizzata da Enrica Sanna. A parlare è Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime.

«Non c’è piĂą giustizia. I nostri morti gridano vendetta». Ă? lo sfogo amaro di Rosanna Zecchi, presidente dell’associazione delle vittime della Uno bianca, alla notizia dell’indulto concesso a Fabio Savi e alla decisione della Cassazione, che ha chiamato la Corte d’Assise di Bologna a pronunciarsi, per la seconda volta, sullo sconto di pena a suo fratello Roberto. La vedova di Primo Zecchi, assassinato il 6 ottobre 1990 mentre stava annotando il numero di targa della macchina dei rapinatori, ha lottato per anni affinchĂ© la giustizia facesse il suo corso per tutte le 24 vittime della banda. Adesso però la sua fiducia nelle istituzioni comincia a vacillare.

Signora Zecchi, Fabio Savi ha ottenuto l’indulto, avrĂ  uno sconto di pena di tre anni, come si sente?

«Sono sconcertata. All’associazione siamo tutti sconcertati, sbalorditi, amareggiati. Agli assassini il condono non andava dato. Hanno fatto fuori 24 persone».

Con la liberazione anticipata per buona condotta, potrebbe anche uscire prima che passino altri dieci anni…

«I nostri morti gridano vendetta. Non ha importanza che in carcere una persona si comporti bene. Saranno anche i suoi diritti, ma i diritti dei nostri morti? Loro rimarranno sottoterra».

Lo sconto di pena viene applicato anche per il reato di omicidio volontario, è la legge.

«SarĂ  anche la legge, ma è una legge sbagliata. Noi dell’associazione siamo sempre stati contrari al condono considerando ciò che hanno fatto, dopo aver ucciso 24 persone».

Per Roberto Savi, invece, si pronuncerĂ  la Corte d’Assise, secondo quanto disposto dalla Cassazione a cui aveva fatto ricorso la Procura nonostante la stessa Corte gli avesse giĂ  negato l’indulto nel 2007.

«Dico che non c’è giustizia. Io ho sempre creduto nella giustizia, ma ora comincio ad avere dei dubbi. A questo punto mi rimetto ai cittadini che devono loro stessi domandarsi se sia una cosa giusta».

Roberto Savi però ha scritto alla Corte di cassazione per ricordare di «non aver mai chiesto applicazione di indulto» e di voler «rinunciare». Vorrebbe invece il permesso premio per lasciare il carcere per qualche giorno o per qualche ora».

«Roberto prova da sempre a farsi concedere dei permessi premio. Ma tutti loro hanno commesso errori gravi e hanno anche ammesso le loro colpe. Se poi è giudici pensano che non sia socialmente pericolo, gli diano pure i permessi, ma a mio parere lo è.

Roberto Savi dice anche di aver compiuto rapine «per soldi e solo per soldi».

«I carabinieri e i nomani li hanno uccisi per soldi? E mio marito? L’hanno ammazzato perchĂ© li aveva visti. Per una rapina da 700 mila lire, quindi non mi vengano a dire che l’hanno fatto per i soldi».

Corriere di Bologna - Intervista di Enrica Sanna
5 aprile 2008 - Pagina 5

Popularity: 6% [?]

Vicenza, poliziotti avvistano Ufo

10 Aprile 2008

Era oggetto affusolato con luce bianca

Un oggetto volante non identificato è stato avvistato sul cielo di Vicenza. L’insolito “incontro” è stato fatto da due agenti di un’auto della Polizia in servizio di pattugliamento. Nella relazione redatta dai poliziotti si parla di un oggetto scuro e affusolato con una luce biancastra sulla parte anteriore ad alcune centinaia di metri di altezza.

Gli agenti hanno anche contattato la centrale operativa e chiesto al Centro controllo volo di Istrana (Treviso) di verificare se in quella zona vi fossero in corso voli di addestramento militare o altri passaggi. Ma da Istrana è giunta la risposta di un solo aereo in transito, un Boeing, che tuttavia non corrispondeva al genere di avvistamento compiuto dai poliziotti, secondo i quali l’oggetto volava senza emettere alcun rumore.

Popularity: 7% [?]

Pagina successiva »

Bottom