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Ultima cena dipinta come orgia gay

7 Aprile 2008

L’Ultima Cena come un’orgia omosessuale, la crocifissione in cui manca il volto di Cristo, ma è in evidenza il suo organo sessuale, la flagellazione con un torturatore che afferra i genitali di Gesù. Sono tre delle opere del pittore e scultore Alfred Hrdlicka, 80 anni, ospitate al Museo del Duomo di Vienna, che hanno sollevato uno scandalo. Contestato l’arcivescovo Schoenborn che ha consentito la mostra dal titolo “Religione, carne e potere”.

Il settimanale News afferma che circoli “ultraconservatori” del cattolicesimo austriaco “si stanno mobilitando contro l’esposizione e “attaccano il cardinale arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn per aver dato il suo benestare alla mostra”.

A propria discolpa, il portavoce dell’arcidiocesi, Erich Leitenberger, replica che il fatto di ospitare “una scelta” delle opere dello scultore non significa che il museo si identifichi con i contenuti mostrati.

A lasciar di stucco, poi, oltre alle opere, sono le risposte dell’artista austriaco, che si definisce “stalinista e ateo” e che, nel 1999, è stato capolista del partito comunista austriaco in Carinzia. Il direttore del museo, Bernhard Boehler, racconta che quando i visitatori chiedono “in maniera piu’ o meno emozionale perché gli apostoli stiano copulando”, Hrdlicka dà una risposta lapidaria: “perché non c’erano donne”.

L’artista non si scompone per gli affondi, anzi. “Anche Leonardo da Vinci era dell’idea che il circolo degli apostoli era caratterizzato da un erotismo omosessuale” dichiara. “Non è che voglia lodarmi”, aggiunge, “ma un crocifisso migliore del mio non lo ha realizzato quasi nessuno”.

La mostra comprende oltre 50 opere, tra disegni e acqueforti, realizzate nei decenni passati su temi diversi come “Soggetti biblici” (1959-61), “Sansone” (1059-63), “In nome di Dio” (1983), “Pasolini” (1983), “Omaggio a Zurbaran” (1986), “Guerre di religione” (1997) e “Golgota” (1997-98).

Fonte: TGCOM

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Dylan Dog e Magnum P.I. arrivano al cinema

7 Aprile 2008

Un Dylan Dog degno di Superman
Brandon Routh sarĂ  l’investigatore

Arriva sul grande schermo Dylan Dog, l’investigatore dell’incubo. Il fumetto italiano, protagonista di un vero caso editoriale all’inizio degli anni 90, sarĂ  tramutato in film da una produzione hollywoodiana e il protagonista sarĂ  Brandon Routh, noto per aver interpretato Superman nel recente “Superman Returns”. Secondo alcuni siti il titolo del film dovrebbe essere “Dead of the night”.

A dire il vero non è la prima volta che il personaggio di Dylan Dog approda al cinema. In qualche modo ci aveva giĂ  pensato Michele Soavi nel 1994, con “Dellamorte Dellamore”, sceneggiato dallo stesso Tiziani Sclavi, inventore dell’indagatore dell’incubo. In quel caso il protagonista era stato Rupert Everett, ovvero l’attore che aveva ispirato gli autori per trovare le fattezze da dare al protagonista del fumetto. In “Dellamorte Dellamore” però il protagonista, anche se ci assomigliava in tutto e per tutto, non si chiamava Dylan Dog e forse anche questo aveva contribuito allo scarso successo della pellicola.

Adesso invece le cose si fanno in grande: produzione hollywoodiana, attore tra i piĂą in voga del momento e pellicola dedicata, senza equivoci, a Dylan Dog. La speranza è solo che, nella trasposizione statunitense l’anima del personaggio non venga troppo stravolta. la regia sara’ affidata a Kevin Munroe, il regista di ”Tmnt”, il film d’animazione sulle Tartarughe Ninja uscito l’anno scorso. In un primo momento dietro la macchina da presa ci sarebbe dovuto essere David R. Ellis, ma ha poi rinunciato. A firmare la sceneggiatura saranno invece Thomas Dean Donnell e Joshua Oppenheimer e le riprese inizieranno a luglio a Toronto.

Nato nell’ottobre del 1986, il fumetto si è rapidamente imposto all’attenzione per il suo misto di horror e humor (al quale contribuisce molto Groucho, braccio destro di Dylan, battutista dalla vena surreale e con le fattezze di Groucho Marx). Il successo è diventato un vero è proprio fenomeno intorno al 1993, quando la tiratura del fumetto ha superato il milione e mezzo di copie e il festival di cinema horror ad esso correlato (il “Dylan Dog Horror Fest”) è riuscito ad attirare migliaia di persone al Palatrussardi di Milano per un’intera settimana.

Negli ultimi anni le vendite sono inevitabilmente calate ma tenendosi su buoni livelli e attestando il personaggio come un cult ormai entrato a pieno titolo nella storia del fumetto italiano. E chissĂ  che il film non faccia riscoppiare la “Dylan Dog mania”.

Tgcom

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