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Rinvio a giudizio per Vittorio Emanuele di Savoia

4 Luglio 2008

Per associazione a delinquere finalizzata ”a commettere più delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio”

Pm di Potenza chiede rinvio a giudizio per Vittorio Emanuele di Savoia

Il portavoce del principe: ”Soddisfatti di poter finalmente discutere e dibattere avanti ad un Giudice terzo ed imparziale le affermazioni e le opinioni accusatorie della Procura potentina”

Potenza, 3 lug. (Adnkronos) - Il Pubblico Ministero di Potenza Henry John Woodcock ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Vittorio Emanuele di Savoia per associazione a delinquere finalizzata ”a commettere piu’ delitti contro la pubblica amministrazione, la fede pubblica e il patrimonio” in relazione all’inchiesta che due anni fa porto’ in carcere il capo di Casa Savoia. ”Finalmente si arrivera’ alla fissazione dell’udienza preliminare per il procedimento ancora pendente avanti il Tribunale lucano”, si legge in una nota del portavoce di Casa Savoia, Filippo Bruno di Tornaforte, che pero’ fa anche sapere che all’avvocato Francesco Murgia, difensore di Vittorio Emanuele non e’ ancora arrivato ”alcun provvedimento conseguente a tale richiesta”.

”Esprimiamo e ribadiamo la nostra soddisfazione - sottolinea di Tornaforte - per poter finalmente discutere e dibattere avanti ad un Giudice terzo ed imparziale le affermazioni e le opinioni accusatorie della Procura di Potenza. Ribadiamo il massimo rispetto per la serieta’ e competenza di chi sottoscrisse all’epoca la richiesta di misura cautelare, appare evidente che solo oggi, nella pienezza del contraddittorio e senza la limitante angolazione visuale della fase cautelare, e’ possibile e sara’ possibile acclarare i fatti, marcare la loro evidenza e riconoscere nella pienezza della sua assoluta chiarezza l’assoluta innocenza di un uomo di fronte alla legge. Sottolineiamo che non ci attendevamo che l’Ufficio del Pubblico Ministero di Potenza formulasse una richiesta diversa, pur in presenza di una straripante evidenza dei fatti processualmente acquisiti probanti l’assoluta mancanza di elementi d’accusa”.

”Nell’esprimere queste parole - conclude di Tornaforte - condividiamo in pieno la valutazione espressaci dall’Avv. Francesco Murgia”, che ”ha manifestato la propria estrema determinazione e la propria fondata volonta’ di rappresentare quanto prima le molteplici ragioni e le innumerevoli evidenze che depongono in ordine all’innocenza del Principe Vittorio Emanuele”.

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