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Sgarbi: “Voglio fare il sindaco

31 Luglio 2008

Soddisfatto per la sentenza del Tar l’ex assesore rinuncia alla sfida con il Comune e non pretende il reintegro alla Cutura
Il Comune aveva pronta una nuova lettera di licenziamento per Vittorio Sgarbi, dopo che la revoca firmata dal sindaco l´8 maggio è stata annullata dal Tribunale amministrativo regionale. L´ex assessore alla Cultura aveva insistito: «Venerdì sarò alla seduta della giunta e dirò tutto quello che avrò da dire. E non intendo dimettermi da sindaco di Salemi, manterrò entrambe le poltrone».
Ma questa mattina Sgarbi ha inviato una lettera al sindaco Letizia Moratti in cui comunica le sue dimissioni da assessore comunale alla Cultura. “La soddisfazione di essere riabilitato nella funzione di Assessore alla Cultura del Comune di Milano, con l’annullamento del provvedimento del sindaco da parte del Tar, e la prospettiva delle importanti iniziative che quel ruolo consente di realizzare, in una citta’ ricca di potenzialita’ e di entusiasmo non puo’ prevalere sulla responsabilità di aver assunto il nuovo impegno di sindaco di Salemi, eletto direttamente dai cittadini che non e’ in alcun modo consentito deludere anche di fronte all’inatteso e gradito colpo di scena che mi riporta alla situazione di 3 mesi fa”, scrive Sgarbi nella lettera.
Nel frattempo, il Tar ha reso noto le motivazioni con cui ha accolto il ricorso: il sindaco non ha comunicato a Sgarbi per tempo l´inizio della procedura di licenziamento, impedendogli di replicare. Revocare un assessore si può fare in qualsiasi momento, ma prima serve formale comunicazione.

L´assessore allo Sport, Giovanni Terzi, uno dei grandi nemici in giunta di Sgarbi, giudica «paradossale» la sentenza: «Adesso mi aspetto che qualche calciatore escluso dalla propria squadra ricorra al Tar per farsi reintegrare. Io, se fossi allontanato dal sindaco per mancanza di fiducia, non sarei contento di tornare: ma la dignità è un affare di ciascuno di noi. Però sono convinto che Vittorio non tradirà gli elettori di Salemi».
Altre reazioni arrivano dal consiglio comunale: «Se nei mesi scorsi il sindaco Moratti avesse ascoltato la nostra richiesta di intervenire in aula spiegando le motivazioni della rimozione di Sgarbi, molto probabilmente il ricorso al Tar non sarebbe andato a buon fine - dice il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino -. Il primo cittadino dovrebbe ascoltare di più l´opposizione e non chiudersi nel palazzo come fosse assediata».

Il repubblicano Franco De Angelis attacca invece Sgarbi: «È un divertente regista della propria immagine, un solista naturale che non ha dato alla città un modello di politica culturale».

E ieri c´è stata anche un´altra partenza da palazzo Marino, attesa da tempo: il direttore generale (ed ex sindaco) Giampiero Borghini si è dimesso. Da tempo, complice anche la questione dei derivati, i rapporti col sindaco non erano dei migliori. La sostituzione dovrebbe avvenire entro settembre, quando scadranno una serie di altri alti dirigenti comunali.

la Repubblica

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