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25 ottobre: Giornata nazionale dello Sbattezzo

29 Agosto 2008

sbattezzo“Suoi sudditi, perché battezzati”. Con queste parole, il 25 ottobre 1958, la Corte d’appello di Firenze assolveva il vescovo di Prato, che aveva denigrato pubblicamente due giovani, da poco sposati civilmente.
Il 25 ottobre 2008, a cinquant’anni di distanza, l’UAAR organizza una Giornata dello sbattezzo. ‘Sbattezzo’ significa cancellazione degli effetti civili del battesimo, ossia l’elementare diritto, stabilito da un provvedimento del Garante per la privacy, di non essere più considerati dallo Stato come “sudditi” della Chiesa, “obbedienti” e
“sottomessi” alle gerarchie ecclesiastiche.
Le ragioni per uscire dalla Chiesa Cattolica possono essere diverse: coerenza con i propri principi, protesta perchè discriminati in quanto gay, donne o
ricercatori, rivendicazione della

propria identità di ateo o agnostico. Oppure la semplice onestà intellettuale di dire “non sono più dei vostri”.
L’UAAR non organizza controriti vendicativi, ma invita coloro che non sono più cattolici a esercitare questo diritto: sappiamo che già alcune migliaia di cittadini lo hanno fatto, ma riteniamo che se coloro che non hanno ancora formalmente abbandonato la Chiesa cattolica lo faranno in una sola occasione, l’impatto della loro decisione sarà sicuramente amplificato.
Per questa ragione, il circolo UAAR di Bologna invita tutti gli interessati ad aderire: passateci a trovare la sera alla Festa dell’Unità, il sabato mattina negli orari di apertura della sede (dal 27 settembre) o alle prossime iniziative di cui daremo notizia. Il 25 ottobre 2008 spediremo le raccomandate di “sbattezzo” raccolte. A chi volesse procedere in maniera autonoma chiediamo di inviare la richiesta di sbattezzo sabato 25 ottobre, comunicando per tempo la decisione alla e-mail segretario@uaar.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Ogni informazione in possesso dell’UAAR sarà gestita in maniera assolutamente anonima e confidenziale.
Per diffondere l’informazione, invitiamo chi ne ha la possibilità a mettere uno dei banner della Giornata dello Sbattezzo sul proprio sito o blog.

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Frati picchiati perchè pedofili?

29 Agosto 2008

A 48 ore dalla violenta aggressione ai quattro frati del santuario di Belmonte, nell’alto canavese, il dubbio rimane. Toccherà ai carabinieri del Ris, arrivati oggi in Piemonte, aiutare i colleghi del Comando provinciale a trovare una soluzione. Quel che colpisce è la smisurata violenza messa in campo dai tre banditi incappucciati per poco più di 150 euro di bottino,almeno secondo

una prima stima. Non si giustifica. Così come non c’è una spiegazione logica, al momento, per i “post-it” trovati oggi su un mancorrente, dietro il santuario, su cui c’era scritto “Vaticano…Preti pedofili, la galera non basta…bastonate” con una grafia poco chiara e in un italiano impreciso. Il ritrovamento dei messaggi potrebbe rafforzare l’ipotesi del raid punitivo ma c’è prudenza tra gli investigatori. “Dobbiamo verificare la loro attendibilità” si sono limitati a dire i carabinieri che stanno cercando di capire se i bigliettini sono il frutto di uno sciacallaggio. “Una spedizione punitiva? Perchè no? La dinamica di come sono andati i fatti direbbe di sì” ha detto oggi il cardinale Severino Poletto, arcivescovo di Torino, ai microfoni del GR2 parlando dell’aggressione compiuta forse da “drogati o assatanati”.

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Marco Dimitri: ‘Ci vorrebbe il carcere per chi fa violenza sugli animali’

27 Agosto 2008

Marco DimitriI Bambini di Satana, associazione con sede a Bologna, hanno subito smentito ogni collegamento del satanismo ufficiale con la scomparsa di 66 gatti neri: “Il gatto nero è sempre stato il simbolo legato alla stregoneria, un amico, un alleato di maghi e stregoni. Questa è la cultura popolare, da dove viene allora l’idea di collocare il gatto nero nei sacrifici rituali? Oltretutto la superstizione è nata gal fatto che i vetturini, nella notte, non li vedevano a causa del colore ed i cavalli si imbizzarrivano. Non è vero che portano
sfortuna”. E rincarano la dose: “Lo diciamo con vigore anche passando per ‘forcaioli’: ci vorrebbe il carcere per chi volontariamente uccide un animale per pura soddisfazione personale, idem per chi abbandona i cani sulle autostrade”.
Ma se non sono i satanisti ufficiali, forse i responsabili della strage organizzata potrebbero essere i seguaci di qualche diabolica setta eretica o di un’altra oscura religione. Il campo delle ipotesi è comunque apertissimo. Escludendo i superstiziosi e i titolari di certi ristoranti, spesso tacciati dalla vox populi di servire gatto anziché coniglio o di mettere carne di felino negli involtini primavera, l’Aidaa ipotizza che i mici catturati possano essere “mandati in qualche laboratorio di vivisezione dell’est europeo”.

Cronaca Qui Brescia

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i Bambini di Satana accusano: “Gatti neri rapiti su commissione”

26 Agosto 2008

TORINO 26/08/2008 - Ha colto la palla al balzo Marco Dimitri, il controverso presidente dell’associazione culturale Bambini di Satana. E attraverso un comunicato ufficiale ha chiarito la posizione del satanismo “ufficiale” sulle 66 sparizioni di gatti neri avvenute a Torino in appena 72 ore. Poche righe per spiegare che la «cultura razionale» che lui rappresenta non ha alcun legame con questa vicenda.

Piuttosto, dietro alle misteriose scomparse, ci potrebbero essere dei rapimenti su commissione. Con dietro un sedicente mago che utilizzerebbe i poveri mici per riti propiziatori a pagamento.

Quello che maggiormente stupisce Dimitri è il numero delle sparizioni, addirittura 66 in pochi giorni. Troppe, a suo avviso, perché possano essere opera di un unico gruppo di ipotetici adoratori del Maligno. «Piuttosto - spiega - penso a un sedicente mago che abbia messo in piedi questi furti per spillare soldi a qualche sprovveduto cliente. Insomma, rapimenti su commissione mossi da un movente puramente economico».

La supposizione è semplice: il “mago” avrebbe ordinato a a qualcuno di fare il lavoro sporco e di recuperare 66 gatti neri. Gli stessi che poi
sarebbero stati sacrificati nel corso di un rito propiziatorio profumatamente pagato da qualche credulone. Le parole di Dimitri, poi, forniscono una nuova chiave di interpretazione sugli avvistamenti di un’utilitaria Fiat verde che comparirebbe in tutti i punti dove sono avvenute le sparizioni. Non più membri di una sedicente sette di adoratori del maligno, ma collaboratori del “mago” a caccia di 66 gatti neri per la preparazione della sua pozione.

Intanto, dopo l’articolo apparso sulle colonne di CronacaQui, nuove segnalazioni sono arrivate al centralino virtuale salviamoigattineri@tiscali.it istituito dall’Associazione italiana difesa animali e ambiente. Due sono i contatti particolarmente interessanti, entrambi giunti dalla zona della Val Pellice: l’Aidaa aveva infatti rilevato l’esistenza di una setta pseudo-satanista proprio nelle vicinanze di Pinerolo. «In ogni caso - conclude poi Marco Dimitri - non possiamo escludere a priori che dietro a questi fatti ci sia anche la mano di qualcuno che si allontana dal satanismo ufficiale. Una forma isterica di occultismo spicciolo che la nostra associazione condanna. Anzi, noi come Bambini di Satana ci impegnamo a segnalare tempestivamente ogni episodio di violenza sugli animali del quale veniamo a conoscenza».

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i Rapporti Orali di Don Ruggero Conti

26 Agosto 2008

‘Ecco come quel prete mi ha fatto violenza’

Ecco i verbali dell’ ultimo interrogatorio che si è svolto lunedì, davanti agli inquirenti che seguono il caso, presso una compagnia dei carabinieri. Eugenio, un nome di fantasia, racconta ai carabinieri la sua triste storia: con don Ruggero Conti, Eugenio avrebbe avuto un vero e proprio legame, durato anni. «Da circa dieci anni, perciò da quando ne avevo sette», ha detto Eugenio al magistrato, «frequento la chiesa della Natività di Santa Maria Santissima. Don Ruggero l’ ho conosciuto subito. Fino a quando avevo undici anni, cioè quando ho fatto la prima comunione, tutto è stato normale. Poi ricordo, era pomeriggio: mi trovavo da solo nella parrocchia. Guardavo la tv seduto su un divano. Arrivava don Ruggero: si sedeva al mio fianco, mi diceva di sdraiarmi, poi mi accarezzava la testa, il petto, fino a portare la mano sulla patta dei miei pantaloni. Meravigliato da questo comportamento, scostavo bruscamente la mano di don Ruggero. Lui smetteva. Nei giorni e nei mesi seguenti la cosa si ripeteva spesso e don Ruggero non riusciva nei suoi intenti. «Un giorno, però, ricordo che era sera verso le 21, mi trovavo sempre da solo nell’ abitazione di don Ruggero, dopo aver cenato. Eravamo seduti sul solito divano e lui iniziava nuovamente ad accarezzarmi. Vista la mia resistenza, mi offriva 50 euro, dicendomi che sarebbero stati miei se gli avessi permesso di farmi toccare nelle parti intime e di farmi praticare un rapporto orale. Allettato da tale proposta permettevo a don Ruggero…. di praticarmi un rapporto orale…» «Tutte le volte che poteva, tutte le volte che si presentava l’ occasione» continua Eugenio nell’ interrogatorio, «don Ruggero ci provava di nuovo. Io ci stavo soltanto quando avevo bisogno di soldi. Mi dava un po’ meno della prima volta, 20 o 30 euro. Don Ruggero non mi dava soltanto soldi. Mi regalava anche qualche capo di abbigliamento o i soldi per una pizza, a volte senza chiedermi in cambio di fare quelle cose. Dal 2004 fino ad oggi don Ruggero mi ha molestato sessualmente più di 20 volte. L’ ultima volta è stata circa due settimane fa. Don Ruggero - conclude il giovane - voleva sempre avere rapporti orali. A volte mi raccontava che gli piaceva fare queste cose soltanto con i ragazzi. Personalmente non conosco altri ragazzi che abbiano subito le mie stesse molestie. Ricordo però che una volta don Ruggero mi raccontò di essere riuscito a convincere a fare le stesse cose un altro ragazzo che di nome fa Stefano (nome di fantasia, ndr). Il sacerdote mi ha detto che con lui ha fatto tutto: cioè con lui ha avuto rapporti completi».

la Repubblica cronaca di Roma

Confermate le accuse di pedofilia a don Ruggero
Il Riesame: «Impressionante numero di abusi»

ROMA- «Nel complesso le accuse appaiono gravissime perchè riferiscono di un numero impressionante di abusi sessuali compiuti sui minori». Questo uno dei passaggi contenuti nelle sei pagine di motivazioni depositate dal Tribunale del Riesame di Roma che nei giorni scorsi ha confermato la misura cautelare in carcere per don Ruggero Conti, il sacerdote, ex parroco della chiesa di Selva Candida, alla periferia della Capitale, arrestato il 30 giugno scorso con le accuse di violenza sessuale. Il collegio presieduto da Antonino Lo Surdo si spinge ad ipotizzare «una condanna altamente probabile» per Conti, detenuto nel carcere di Regina Coeli.

La strategia difensiva. Il collegio difensivo del sacerdote - formato dagli avvocati Riccardo Olivo, Anna D’Alessandro e Giancarlo D’Onofrio - aveva prodotto in udienza al Riesame numerose testimonianze di genitori di ragazzi in favore del sacerdote tra cui quella di una donna delle pulizie secondo la quale Don Ruggero aveva più volte pagato una vacanza al figlio.
L’accusa. Nell’ordinanza del Riesame, invece, si legge che gli abusi sessuali «anche se non compiuti con violenze fisiche e minacce intanto sono stati possibili in quanto le vittime erano in stato di soggezione nei confronti del Conti che ha approfittato senza alcuna remora morale e materiale del suo ruolo e della condizioni dei ragazzi».

il Messaggero

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