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Francia, Omicidio Valentin, Barboni Arrestati non Confessano

5 Agosto 2008

Parigi, 4 ago. (Ap) - I due barboni arrestati ieri nell’inchiesta sulla morte del piccolo Valentin sono stati nuovamente ascoltati dagli inquirenti. Il ministro della Giustizia francese, Rachida Dati, ha confermato che il dna dell’uomo indicato come il principale sospetto corrisponde a quello trovato sul luogo dell’omicidio. Alla sua compagna potrebbe essere contestato soltanto il reato di omessa denuncia.
Stephane Moitoiret, 39 anni, e la sua compagna Noella Hego, 48, arrestati ieri ad Ardeche, non hanno ammesso la loro colpevolezza: lo ha spiegato il procuratore della repubblica di Bourg-en-Bresse, Jean-Paul Gandoliere, durante una conferenza stampa ad Amberieu-en-Bugey. “Dicono cose molto incoerenti su una missione divina che sarebbero giunti ad assolvere dall’Australia”, ha spiegato, “La donna sembra un po’ più lucida rispetto all’uomo”. La custodia cautelare della coppia si protrarrà fino a martedì alle 14.10, ha chiarito il rappresentante del pubblico ministero. Successivamente Stephane Moitoiret dovrebbe, se le sue condizioni mentali lo consentiranno, essere deferito alla corte. Per ora, lo stato di salute della coppia è stato giudicato compatibile con il regime carcerario.

Rachida Dati, arrivata oggi a Bourg-en-Bresse, ha chiesto al procuratore di aprire un’inchiesta giudiziaria per “l’omicidio di un minore di 15 anni con atti di barbarie”. Il ministro ha confermato “che la traccia di dna trovata sulla tuta del bambino corrisponde a quella della persona arrestata e messa in custodia cautelare”. Dati e il ministro degli Interni, Michele Alliot-Marie, hanno d’altra parte incontrato oggi al municipio di Porcieu in Isere la famiglia del piccolo Valentin. I due ministri, giunti per congratularsi con gli inquirenti, sono arrivati poco dopo mezzogiorno nel municipio del comune dove risiedono i genitori del bambino per un colloquio a porte chiuse di mezzora.

I funerali del bambino si celebreranno domani alle 14 a Hières-sur-Amby (Isere), ad alcuni chilometri da Porcieu, nel comune di origine della famiglia della madre. Più di mille persone sono attese per la cerimonia, secondo la polizia. Il bambino di 11 anni era stato trovato il 29 luglio poco dopo la mezzanotte, ucciso con 44 colpi al torace e alla gola che gli sono stati inferti con un oggetto affilato, ad una trentina di metri della casa dove trascorreva le vacanze nel centro della città di Lagnieu nel dipartimento dell’Ain.

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