Vaccino contro la celiachia
20 Settembre 2008
(Apcom) - Comincerà tra pochi mesi a Melbourne, in Australia, la sperimentazione clinica di un vaccino che cura la celiachia. Lo ha annunciato Alessio Fasano, Direttore del Centro di Ricerca sulla Celiachia e Biologia Mucosale dell’Università del Maryland a Baltimora, Usa, intervenuto al Congresso Internazionale sulla Celiachia in corso a Genova e organizzato dall’Associazione Italiana Celiachia.
La celiachia è un’intolleranza permanente ad una proteina presente nel grano, nel frumento, nel farro, nel kamut, nell’orzo, ed altri cereali che in Italia colpisce oltre 75mila persone, le stime dicono un soggetto ogni 100/150 . E’ una patologia in crescita, in quanto ogni anno vengono effettuate cinque mila nuove diagnosi ed ogni anno nascono 2.800 bambini che poi manifestano celiachia. Si parla per questa malattia di predisposizione genetica, ma non tutti sono d’accordo. Per molti, anche tra i medici, la colpa è dei vaccini che si fanno in tenera eta’ e che alterano per tutta la vita del soggetto vaccinato la flora batterica intestinale, gli enzimi e il pH digestivo.
Tuttavia ad oggi l’unica cura è la dieta con la quale si può evitare dopo aver ingerito alimenti che contengono glutine, come pane, pasta ecc., la produzione di una serie di auto-anticorpi, come gli anti-tranglutaminasi e gli anti-endomisio, che “aggrediscono” la mucosa del piccolo intestino (cioè il tenue), determinando una reazione infiammatoria a livello dei villi, le strutture implicate nell’assorbimento dei cibi digeriti, per cui si verifica un appiattimento totale o semitotale di queste cellule (villi) deputate ad assorbire i principi nutritivi del cibo. La notizia della messa in opera di un vaccino dà, quindi una speranza ai celiaci che oggi per stare bene devono solo stare a dieta o mangiare alimenti speciali. Ma vediamo come funziona questo vaccino.”E’ un vaccino curativo - conferma Carmen Gianfrani dell’Istituto di Scienze dell’alimentazione del Cnr di Avellino.
“Si tratta - prosegue - di una pillola che impedisce il passaggio del glutine nella mucosa e di entrare nei canali epiteliali intestinali. Questo blocco del trasporto della proteina avrebbe un effetto positivo perché non consente l’innesco della reazione immunitaria”.
“In pratica - continua Gianfrani - secondo quanto è detto nello studio di Fasano, il farmaco dovrebbe bloccare il processo a valle impedendo al glutine di entrare in contatto con le cellule immunitarie contrastando l’azione di una molecola, la zonolina, che fa aprire i canali intestinali, impedendo così al glutine di entrare”. Il vaccino è stato per ora testato su volontari celiaci, ma i risultati dello studio non sono stati ancora pubblicati, l’auspicio degli scienziati e dello stesso Fasano è che a partire dall’inizio della sperimentazione si possa avere il farmaco disponibile almeno entro cinque anni.
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