Ecco il pomodoro viola anti-cancro
27 Ottobre 2008
Londra: ogm con i geni delle ‘Bocche di leone’.
Lo ha messo a punto un gruppo di ricercatori inglesi, ma lo studio è stato condotto da Eugenio Butelli che oggi lavora presso lo stesso istituto, insieme a ricercatori della Cattolica di Campobasso e dell’Istituto Europeo Oncologico (IEO) di Milano
Un pomodoro toccasana, che ha proprietà anti-cancro e previene anche malattie cardiovascolari, malattie correlate all’età e neurodegenerative e in più, avendo proprietà antinfiammatorie, aumenta la vista e impedisce lo sviluppo del diabete e dell’obesità.
Lo ha messo a punto un gruppo di ricercatori inglesi: il nuovo pomodoro - di colore viola - è ovviamente ugeneticamente modificato con livelli altissimi di antocianina, un pigmento rosso con forti proprietà antiossidanti. Per far aumentare i livelli di questo prezioso antiossidante, i ricercatori hanno trasferito due geni dei fiori di “bocca di leone”, che producono antocianina, nella pianta del pomodoro.
Somministrato a cavie geneticamente ’suscettibili’ al cancro, il pomodoro viola ha permesso di prevenire la comparsa dei tumori allungando considerevolmente la vita media dei topi.
Lo studio, coordinato da Cathie Martin del John Innes Centre, Norwich Research Park presso Colney, Gran Bretagna, è stato condotto da Eugenio Butelli che oggi lavora presso lo stesso istituto, insieme a ricercatori dell’Universita’ Cattolica di Campobasso e dell’Istituto Europeo Oncologico (IEO) di Milano.
Ma anche prima dell’annuncio dei pomodori anti-cancro, un gruppo di ricercatori italiani aveva già ottenuto in laboratorio una varietà di mais a seme blu sperimentati sui topolini. Entrambi i risultati fanno parte di ‘Florà, uno studio finanziato dall’Unione Europea, che esplora gli effetti di una speciale classe di antiossidanti - gli ‘antocianì - sulla salute umana.
“Il mais blu è stato ottenuto per incrocio. Se utilizzeremo la modificazione genetica è solo per cercare di produrre più frutti ricchi di antiossidanti, come i mirtili”,- ha spiegato Chiara Tonelli, coordinatrice dello studio milanese
Popularity: 15% [?]
Satanismo: tra leggende metropolitane e bufale
20 Ottobre 2008
A distanza di quasi quattro anni dalla scoperta dell’omicidio di Mariangela Pezzotta e la successiva scoperta dei resti di Fabio Tollis e Chiara Marino, i fatti criminali accaduti nella provincia di Varese ad opera delle Bestie di Satana continuano a nutrire un immaginario collettivo che cerca nella teoria del “complotto satanico” molte di quelle risposte a quei fatti di cronaca nera che scandalizzano, quando non proprio destabilizzano, il cosi detto “Uomo della strada”.
Il delitto di Cogne, la scomparsa di Denise Pipitone e dei fratellini di Gravina, l’omicidio del piccolo Tommy e più recentemente il delitto di Meredith Karcher sono solo alcuni degli esempi in cui la parola satanismo ha fatto più di una volta capolino durante il corso delle indagini. Ipotesi investigative solitamente fondate su elementi inconsistenti e amplificate dai vari media, ricordiamo per brevità solo l’associazione dell’elemento satanismo con la scomparsa di Ciccio e Tore. Per i due gemelli di Gravina di Puglia venne presa in considerazione oltre a quella della pedofilia e quella “rumena” anche la pista satanica. Tale rotta nelle indagini venne enfatizzata dalla trasmissione “Chi l’ha visto”, associando la data della scomparsa dei fratelli Pappalardi: 6/ 6/2006 (per altro errata i bambini sarebbero in realtà scomparsi il 5 giugno 2006) al celebre numero del Diavolo, il 666. Un indizio così inconsistente per un indagine è invece un ottimo carburante per le leggende metropolitane che da sempre nascono (o prendono nuova linfa) dai fatti di cronaca nera più celebri. Così dalla paura dello straniero ( sia esso rumeno, arabo o cinese a seconda dei casi) all’inquietante macchina nera di grossa cilindrata avvistata prima di un “fattaccio” entra di diritto nella categoria anche la “setta”.
Grazie a questo meccanismo sociale le Bestie di Satana diventano il braccio armato di una potente organizzazione satanica, la quale avrebbe come scopo il governo occulto del mondo e come massima occupazione l’offrire a Lucifero un numero sempre maggiore di anime da spedire all’inferno. Tutto questo avverrebbe tramite sacrifici umani o dirette affiliazioni alla dottrina del Male.
Nella realtà dei fatti, forse meno romantica ma non meno angosciante, le Bestie di Satana non sono altro che un manipolo di debosciati con diverse esperienze di soggiorno in cliniche psichiatriche, fieri consumatori di droghe e alcool, il tutto ben mescolato a un livello culturale che definire basso è eufemistico. Se poi aggiungiamo qualche simbolo esoterico con cui un ego fragile può identificare la sua idea di ribellione e mescoliamo tutto nel calderone della noia giovanile, il risultato sarà un cocktail esplosivo di violenza e autosuggestione ben più onorifico della bevanda a base di sangue,vino e sperma che riempie i calici dei satanisti tradizionalisti durante le “loro” messe nere. Sbandati insomma, inquadrabili socialmente più nella struttura del branco che in quella della setta, adolescenti borderline che hanno trasformato un satanismo subculturale mutuato dai testi di alcuni gruppi musicali metal e da veloci ricerche su Internet rituali a base di birra e spinelli. Il satanismo “fai da te” diventa così il vettore della devianza per il gruppo, ma questo vettore poteva essere di qualsiasi genere in un altro ambito: una squadra di calcio o l’estremismo politico solo per fare due esempi. Tuttavia esperti di tematiche esoteriche più o meno improvvisati e difensori della morale pubblica si affannano a pubblicizzare agli organi di informazione i fatti di Somma Lombardo come la prova di una cospirazione satanica globale. Un vero e proprio tripudio di luoghi comuni e fantasie a briglia sciolta vengono scambiati tra sociologi, preti esorcisti, criminologi e psicologi in una sorta di festa mediatica dove tutti possono dire la loro senza timore di essere smentiti. Si sacrifica cosi in dibattiti televisivi un vero e proprio vitello grasso, rappresentato ironicamente dal satanismo vero o presunto. Alla fine tutti si sentono più leggeri e appagati, anche il pubblico da casa; forse perché la colpa questa volta non è né della famiglia, né della televisione e neanche della società, questa volta la colpa è del Diavolo un entità astratta che per di più siamo abituati a immaginare da sempre sul banco degli imputati.
Gli omicidi delle Bestie di Satana non hanno nulla di rituale, mancano cioè di ogni elemento che può ricondurre tali azione criminose a essere funzionali allo svolgersi di un rito. Oltre tutto le modalità, la scelta delle armi, dei luoghi e dei tempi sono riconducibili esclusivamente ad uno schema atto all’eliminazione di elementi di pericolo o semplicemente di disturbo, per quella che si profila a tutti gli effetti come una banda criminale composta da soggetti sociopatici e disturbati. In definitiva gli omicidi delle Bestie di Satana si configurano come uno squallido regolamento di conti tra persone che vivono un forte disagio sociale e interiore. Curioso a questo proposito come i fatti della provincia Lombarda non siano stati associati a un episodio molto simile avvenuto nei primi anni ‘80 nelle vicinanze di New York. La cronaca dell’epoca annunciò la scoperta di un omicidio a sfondo satanico operato da una fantomatica setta denominata “Knights of Black Circle” (trad. “I Cavalieri del Cerchio Nero”).
È il 16 Giugno del 1984 quando in un piccolo bosco nella zona di Long Island viene ritrovato il corpo senza vita del giovane diciassettene Gary Lauwers. Il cadavere presenta segni di orrende torture e profonde ferite di arma da taglio che ne avrebbero causato la morte. L’omicida è Richard Kasso, coetaneo ed ex amico della vittima, fan di alcuni gruppi metal ritenuti satanici tra cui gli AC/DC. Kasso viene arrestato grazie alla confessione spontanea di due testimoni presenti all’ atto dell’omicidio, i quali affermeranno sul verbale che Lauwers sarebbe stato costretto a dichiarare “il suo amore per Satana” mentre Kasso lo teneva sotto minaccia puntandogli un coltello alla gola. Al rifiuto da parte di Gary Lauwers di sottomettersi a tale richiesta fa seguito la brutale azione omicida di Kasso. Con questo diede il via ad un vero putiferio mediatico. L’omicidio presentato come originato in un ambito settario e satanico, diede modo a ogni mezzo di informazione di far parlare dei moltissimi presunti crimini satanici tenuti nascosti da persone molto importanti e potenti. Questi individui avrebbero composto la ormai celebre “cupola satanica”, il tutto naturalmente senza nessun riscontro reale. In realtà si scoprì con l’arresto di Richard Kasso che l’omicidio era maturato in un contesto di piccoli spacciatori. Il presunto killer satanico in preda alle ingenti quantità di “polvere d’angelo” assunta aveva in realtà ucciso Gary Lauwers perché lo riteneva colpevole di un presunto furto di dosi della suddetta polvere.
Varie sono le analogie tra il caso delle Bestie di Satana e quello dei Cavalieri del Cerchio Nero, oltre che il contesto di disagio sociale in cui sono maturati i fatti criminosi, vi è anche tutto il carrozzone mediatico condito dalle più fantasiose teorie complottiste.
Razionalizzando, l’ipotesi di una “missione” affidata a Volpe, Sapone, Guerrieri e Maccione da una qualche oscura cupola satanica è quanto meno poco credibile. Non la pensano così invece gli avvocati degli stessi accusati, che sposando tale tesi potrebbero avvalersi di un ottima strategia processuale per deresponsabilizzare i loro assistiti. Una tesi assurda quella dei più livelli che entra di diritto nella leggenda metropolitana, come quando si afferma che gli ordini di uccidere provenissero da Torino, e da quale città potevano provenire altrimenti se non da quella a cui popolarmente è conferita la medaglia d’oro in fatto di satanismo ?
Ma anche quando si parla della città Sabauda le “bufale” non mancano. Torino viene spesso tirata in ballo per incrementare fantasiose discussioni mediatiche sul satanismo, proponendo magari improbabili ricerche sul numero di adoratori del Diavolo presenti nel Bel Paese. Ai signori che si definiscono ricercatori in questo campo sarebbe quanto meno divertente chiedere come hanno stillato il numero di tali adepti, che devoti a questo genere di società segrete difficilmente, a rigor di logica, ne dichiarerebbero l’appartenenza. Anche dando per buona la capacità di tali ricercatori è davvero difficile credere che siano riusciti a censire gli adepti del Demonio nell’ordine di centinaia di migliaia solo nella città di Torino, come ciclicamente si può leggere sulle pagine dei quotidiani ogni qual volta si parla e si scrive di satanismo.
Quando si parla di satanismo in Italia sembra che in molti perdano il lume della ragione; quale organizzazione segreta può essere così potente e stupida allo stesso tempo da assoldare come killer tre o quattro mentecatti come quelli di Somma Lombardo?
Amedeo Longobardi
Popularity: 28% [?]
Twilight,il vampiro si è innamorato
20 Ottobre 2008
Anteprima il 30 ottobre a Roma
C’è grande attesa per “Twilight”, dai libri best-seller di Stephenie Meyer. E’ una moderna storia d’amore su Bella Swan (Kristen Stewart), che s’innamora di un vampiro “buono”, Edward Cullen (Robert Pattinson), che tenterà di proteggerla dai vampiri “cattivi”. La pellicola, attesa da migliaia di adolescenti che l’hanno già eletto un cult, sarà presentata in anteprima il 30 ottobre al Festival di Roma e nelle sale sbarcherà il 21 novembre.
Bella Swan (Kristen Stewart) è sempre stata diversa dai suoi compagni, non le è mai importato di fare amicizia con le ragazze più alla moda del suo liceo di Phoenix. Quando la mamma di Bella si risposa e manda a vivere la figlia con il padre, nella piovosa cittadina di Forks, a Washington, Bella non prevede affatto che la sua vita possa subire grandi cambiamenti. Almeno fino a quando non incontra il misterioso e bellissimo Edward Cullen (Robert Pattinson), un ragazzo diverso da chiunque altro abbia mai conosciuto.
Edward è intelligente e arguto ed è capace di leggere nella sua anima. Presto, Bella ed Edward si lasciano trascinare in una storia d’amore appassionata e decisamente poco convenzionale. Edward riesce a correre più veloce di un leone di montagna, può fermare a mani nude una macchina in movimento e non invecchia dal 1918, perchè come tutti i vampiri è immortale. Diversamente da essi, però, Edward non ha canini aguzzi e non beve sangue umano. Edward e la sua famiglia sono dei vampiri unici nel loro genere, per le proprie scelte di vita. Bella rappresenta ciò che Edward aspettava da 90 anni: l’anima gemella. Ma più i due si avvicinano, più Edward deve combattere l’istinto primordiale che il profumo di Bella risveglia in lui, rischiando di fargli perdere il controllo. Cosa faranno Edward & Bella quando James (Cam Gigandet), Laurent (Edi Gathegi) e Victoria (Rachelle Lefevre), i vampiri nemici mortali dei Cullens, giungeranno in città per cercarli?
Il film è basato sulla serie di libri best-seller al primo posto della classifica del New York Times (in cima alla classifica da oltre 30 settimane). Con i suoi oltre cinque milioni e mezzo di libri venduti “Twilight”, di Stephenie Meyer, è diventato un vero e proprio fenomeno culturale, con un folto numero di fan che attendono con trepidazione l’uscita di questo film. Esistono oltre 100 siti fan club dedicati a “Twilight”.
Il libro è stato incluso dal New York Times nell’Editor’s Choice, il Publishers Weekly lo ha definito come il Miglior Libro dell’Anno, Amazon come “Miglior Libro del Decennio”. Inoltre, Teen People lo ha inserito nella propria “Hot List”, La American Library Association lo ha incluso nella “Top Ten dei Migliori Libri per Ragazzi” e nella “Top Ten dei Libri per Lettori Svogliati”. “Twilight” è stato tradotto in ben 20 lingue in tutto il mondo. L’acclamata regista Catherine Hardwicke, portando sullo schermo la storia d’amore proibita tra un vampiro ed un essere umano, è riuscita a dar vita ad una versione moderna, visiva e viscerale di Romeo & Giulietta.
Kristen Stewart si è fatta conoscere dal pubblico di tutto il mondo grazie alla sua performance al fianco di Jodie Foster in “Panic Room” ed è anche apparsa nell’acclamato film di Sean Penn “Into The Wild”. Mentre Edward Cullen si è fatto conoscere all’età di 19 anni, quando si è unito al cast di Harry Potter, nell’episodio “Harry Potter e il Calice di Fuoco” diretto da Mike Newell. Pattison, nel film, interpreta il ruolo di Cedric Diggory, il rappresentante ufficiale di Hogwarts nel Torneo Tremaghi, dove viene affiancato all’ultimo momento dallo stesso Harry Potter. In seguito, ha ripreso questo stesso ruolo in “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”, in cui appare in un flashback. A 22 anni, Pattinson ha iniziato la sua carriera professionale interpretando un ruolo nel film di Uli Edel dal titolo “La Saga dei Nibelunghi”, dove appare al fianco di Sam West e Benno Furmann.
Popularity: 100% [?]
Fugge a posto di blocco, ucciso
14 Ottobre 2008
Siena, Cc gli sparano mentre correva
E’ fuggito da un posto di blocco dei carabinieri ed è stato ucciso. L’uomo, probabilmente di origine albanese, è stato raggiunto da un colpo di pistola, sparato dai militari mentre cercava di scappare nei campi. E’ successo a Colle Valdelsa (Siena). I carabinieri hanno tentato di fermare la macchina che poco dopo si è schiantata. I militari hanno sparato a uno dei due occupanti che cercava di fuggire uccidendolo. L’altro è riuscito a scappare.
Secondo le prime informazioni i carabinieri, che già avevano intercettato due auto che si erano date alla fuga, hanno poi tentato di fermare un’altra vettura che, non avendo rispettato l’alt, si è schiantata contro l’auto dei militari, in località Le Grazie. I due occupanti hanno cercato di raggiungere i campi mentre i militari, che avevano udito uno scoppio, hanno esploso dei colpi di pistola. L’auto a bordo della quale si trovavano le due persone è risultata rubata.
L’uomo rimasto a terra non aveva documenti, ma sarebbe di origine albanese. Il riconoscimento è avvenuto grazie ad una fotosegnaletica, ma per stabilire con certezza la sua identità servono ancora accertamenti: la vittima, fermata in precedenza in varie parti d’Italia dodici volte, ha infatti fornito ben nove “alias”.
I carabinieri della compagnia di Poggibonsi e della stazione di Colle Val d’Elsa avevano predisposto un’operazione di controllo del territorio dopo una serie di furti in alcune abitazioni della zona. I militari prima di intercettare l’auto rubata, avevano cercato di bloccare altre due vetture, anche queste risultate rubate in alcuni furti nelle case limitrofe, ma i loro occupanti erano riusciti a far perdere le tracce.
Popularity: 10% [?]








