Sei pedofilo? Fingiti prete
6 Febbraio 2009
Anche gli orchi si aggiornano, niente più costose caramelle ai ragazzini da adescare, meglio fingersi prete è più credibile.
Un uomo di 53 anni, che diceva di essere un sacerdote e viveva in una casa-chiesa, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di aver abusato sessualmente di diversi minorenni. L’arresto è stato eseguito da agenti della Squadra mobile della questura di Bari. L’uomo è accusato di violenza sessuale e di sostituzione di persona. I reati sono stati compiuti, secondo l’accusa, in comuni del Barese e del Brindisino.
Sostiene di essere un sacerdote e si fa chiamare ‘padre Pietro Maria’ il cinquantatreenne arrestato dalla squadra mobile della questura di Bari con l’accusa di aver abusato sessualmente di diversi minorenni fingendosi sacerdote. L’uomo nel suo sito internet missionarimadonnadellacava.org sostiene di essere stato “ordinato sacerdote l’8 settembre 1990 a Roma dall’arcivescovo Giovanni Enrico Boccella, coofondatore del Pio Istituto (+1992)”.
Il 9 settembre 1990 - spiega - l’arcivescovo Boccella, titolare di Smirne e di Efeso, ha benedetto e approvato la comunità da lui fondata: i ‘Missionari di nostra Signora della cava’. L’Opera religiosa - sostiene - è stata incoraggiata e benedetta da due Papi e da cardinali e vescovi. Secondo l’arrestato, scopo della comunità è “la divulgazione del culto al Cuore Immacolato di Maria, ed il Messaggio della Divina Misericordia”.
Le opere di carità - continua - sono rivolte ai più bisognosi (”drogati, ex-carcerati, anziani, ciechi”) e sono svolte dai missionari della Madonna della cava. Nella casa-chiesa fondata dall’uomo ogni giorno si recitato preghiere, il Rosario, e “la coroncina della Divina Misericordia (per la santificazione dei sacerdoti e suore)”, oltre alla Santa Messa. Simbolo di appartenenza alla comunità - si legge sempre nel sito - “è una tunica bianca con cappuccio e mantella ai fianchi, un cordone celeste con Rosario e al petto l’emblema del Cuore Immacolato di Maria”.
La storia è però stata smentita dalla curia. Dalle indagini coordinate dalla squadra mobile di Bari, diretta da Luigi Liguori, è emerso che l’uomo durante le vacanze estive avrebbe accolto nel suo finto oratorio, che si trova tra le province di Bari e Brindisi, diversi minorenni (bambini e ragazzini) dei quali avrebbe abusato sessualmente e ai quali avrebbe fatto compiere reciprocamente atti sessuali. Il provvedimento restrittivo in carcere è stato firmato dal gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi su richiesta del pm inquirente Lydia Deiure.
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