Browse >
Home / Archive by category 'Comunicati'
Nell’ultimo numero della rivista “ViverSani e Belli” è presente un articolo a firma Laura de Laurentiis che la dice lunga sulla serietà della rivista. Forse sarebbe meglio intitolarla “Viver Belli” perchè di sanità, nell’articolo della De Laurentiis, ce n’è ben poca.
Il tema trattato, con immensa superficialità, è quello delle sette sataniche. Ora vediamo come Laura de Laurentiis ha sviluppato questa oscenità: due pagine rigorosamente a sfondo nero per creare il clima nefasto e fare ricadere l’occhio dei lettori sul simbolo dei “Bambini di Satana” , su una mia fotografia e sulla fotografia delle “Bestie di Satana”. Il consulente tirato in ballo è il sociologo Massimo Introvigne, persona che conosco e stimo per l’imparzialità con cui diffonde l’informazione. Ma andiamo con ordine, la De Laurentiis scrive di me che sono stato accusato di violenze negli anni ‘90 e DIMENTICA (leggi tralascia) di scrivere che la violenza l’ho subita io perchè l’inchiesta che tutti conosciamo era patrocinata dalla Curia e dall’uso di una ragazza con problemi di equilibrio maldestramente trasformata in superteste. Come si sa venni assolto in tutti i gradi di giudizio PERCHE’ IL FATTO NON SUSSISTE e risarcito con una somma in denaro. Sul caso sono stati scritti alcuni libri, uno con prefazione di Carlo Lucarelli e scaricabile gratuitamente da Internet. La De Laurentiis non poteva esserne all’oscuro e dimostra mancanza di professionalità ed una forzatura nel criminalizzare attraverso le pagine della rivista ma non è tutto, il mondo deve essere piccolo perchè la donna scrive anche articoli per “Famiglia Cristiana” giornale della Chiesa Cattolica le cui tendenze politiche sono ben intuibili.
La cosa che voglio dire a Laura de Laurentiis è però questa, eviti di mettere la mia foto assieme a quella di pazzi assassini seriali quali le “Bestie di Satana”, ci metta la foto della sua famiglia ma non la mia tantomeno il simbolo della mia associazione CHE NON E’ una setta come ripetiamo da anni. Cosa avremmo di settario noi che ci siamo mossi sempre alla luce del sole, attraverso la pubblica informazione, la stampa, la tv, le riviste?
Se mai setta sarà la redazione per cui scrive, visto che l’articolo inganna il lettore prendendolo in giro, spaziando in un equilibrio fragile verso l’illegalità.
Riportare una mezza verità, assemblare i montaggi fotografici in maniera da indurre in inganno, è illegale. Ricordo che il diritto di cronaca OBBLIGA a dire la verità e quindi non può essere tirato in ballo quando si scrivono delle menzogne.
Il prof. Massimo Introvigne da anni dice che il termine “setta” è dispregiativo, da anni ci qualifica come razionali, appartenenti ad una filosofia razionale ed organizzata non criminale.
Oltretutto la De Laurentis poteva prendersi la briga di alzare il telefono ed ascoltare il mio punto di vista invece che correre al computer ed inventare.
Lo stesso Introvigne mi ha sempre inviato i testi che mi riguardavano chiedendomi se rispecchiassero il mio pensiero. Prova di immensa professionalità ormai divenuta rara fra gli scrittori.
Abbiamo Internet che è una grande macchina comunicativa, la verità la si può leggere in loco senza buttare via i soldini per una rivista di questo tenore. La verità è nei blog ed ha ragione Beppe Grillo quando chiede l’abolizione dell’ordine dei giornalisti perchè non serve a nulla, anzi, a volte si muove… diciamo… in modo scorretto?
E’ nel mio stile chiedere una rettifica ma in questo caso sono amareggiato dai contenuti della rivista, così volgari e mirati al danno che non lasciano spazio al confronto.
Si metta lei con le Bestie di Satana! Laura de Laurentiis, faccia così per cortesia.
Marco Dimitri
Popularity: 4% [?]

La Stèle della Rivelazione (o Stèle 718), definita come il Supremo Talismano della Corrente 93, è un manufatto funerario di legno stuccato, dipinto su entrambe le faccie, proveniente da Gurna (Tebe) e dedicata al Sacerdote tebano di Mentu Ankh-f-n-Khonsu. Essa risale al tardo periodo della XXV Dinastia (725 a.e.v.)., ma Crowley, basandosi sulla datazione attribuita dagli studiosi della sua epoca, l’attribuisce alla XXVI Dinastia. Le sue dimensioni sono di cm 51,5 x 31 e la sua collocazione è presso il Museo Nazionale Egizio del Cairo (già Boulak Museum), esattamente al piano superiore dell’edificio, stanza 22 (numero attuale di catalogo 9422).
La sua enorme importanza in seno alla Corrente del Thelema scaturisce dal suo ruolo centrale in quello che è stato lo straordinario evento noto tecnicamente con il nome di “Equinozio degli Dei”, prodottosi il 20 Marzo del 1904 e.v. e culminato nei giorni 8, 9, e 10 Aprile con la dettatura a Crowley, da parte dell’Entità preterumana Aiwaz (Aiwass), del Liber AL vel Legis [Libro della Legge]. Crowley s’imbattè in essa a seguito delle continue e incomprensibili insistenze della moglie Rose Kelly (Soror Ouarda) la quale, in preda ad un evidente stato di alterazione della coscienza e mossa da una Guida invisibile, lo aveva veemente informato che “Horus lo stava aspettando”. Fu cos? che l’ignaro futuro Profeta del Nuovo Eone accettò (non privo di un certo grado di scetticismo) di seguire la donna all’interno del Boulak Museum. I due salirono velocemente le scale sino al piano superiore, fino a quando Rose, fermandosi di scatto, non indicò sicura una Stèle tra le tante gridando, “Egli è lì!” Crowley avanzò verso la teca ove essa era contenuta e trasalì vedendo l’immagine di Horus nella forma di Ra-Hoor-Khuit. Ma ancor più grande fu il suo stupore quando si accorse che il numero di esposizione che questa Stèle recava era il 666, la cifra che sin dalla sua adolescenza aveva scelto di assumere quale proprio Nome per la Sua Opera.
Tale evento convinse definitivamente Crowley dell’autenticità dell’ispirazione trascendente delle affermazioni e delle istruzioni prodotte da Rose, e pertanto accolse senza alcuna reticenza l’ordine che qualche giorno dopo la donna gli trasmise per conto degli Dei: le disposizioni alle quali avrebbe dovuto attenersi per il ricevimento di quello che oggi conosciamo come il Libro della Legge, il Supremo Tantra del novello Eone di Horus.
Ed è proprio in questo Santo Libro che vengono citati particolari e importanti riferimenti alla Stèle, come pure è presentata l’enigmatica definizione ad essa attribuita di Stele 718 (Cap. III, v. 19). Molti anni dopo Crowley riuscì però a decifrare questo mistero e la sua analisi è rintracciabile nel cosiddetto Nuovo Commento al Liber AL contenuto nel volume La Legge è per Tutti e che qui presentiamo:
Nuovo Commento:
Il riferimento sembra essere alle vecchie profezie di “Daniele” e “Giovanni”.1 La prima allusione cabalistica non è stata tuttora (An. XIV, Sole in Capricorno - dicembre-gennaio 1918-19 e.v.) scoperta.
An. XVII, Sole in Bilancia (settembre-ottobre 1921 e.v.): penso sia giusto inserire qui la relazione del vero significato di questo verso, sebbene più correttamente esso appartenga all’Appendice. Ma le circostanze sono talmente impressionanti che val bene la pena che il lettore profano sia reso edotto della natura del ragionamento che attesta il carattere preterumano dell’Autore di questo Libro.
La relazione è qui di seguito, nelle parole nelle quali fu scritta originariamente, An XVII, Sole in Gemelli, Luna in Cancro, 8 giugno 1921 e.v., senza preliminari, nel mio Diario Magico all’Abbazia del Thelema in Cephaloedium di Trinacria.

Questi versi sono formulati in modo molto sottile. Come potrei capire quest’allusione alla Stèle; come “calcolare bene il suo nome” senza saperlo?
Provai a contare “Abominio della Desolazione” ma ciò è come “essi la chiameranno”, non il suo vero nome.
Sembrava che questo nome, quando trovato, avrebbe dovuto assommare a 718, o essere identica con qualche altra parola o frase che avesse quel valore. In più, questo nome, quando trovato, avrebbe dovuto esprimere in qualche modo “il crollo del Poiché”.
Per molti anni questi due versi, nonostante una ricerca laboriosa, non diedero alcun risultato di qualunque tipo. Alla fine optai per il sostantivo astratto UPOMONH pari a 718; significa “perseveranza”, il sostantivo greco corrispondente a “Perdurabo”, il mio primo Motto magico. Naturalmente la Stèle ha perseverato dalla 26a Dinastia,2 ma ciò giustificava poco il chiamarla “Perseveranza”; inoltre, non c’era nulla relativo al “crollo del Poiché”.
Ora, (An XVII, Sole in Gemelli, Luna in Cancro), stavo esaminando attentamente la Legge per rimettere a posto alcuni dettagli od omissioni nei rituali stabiliti e trovai questi versi inseriti tra le istruzioni. Essi mi affascinarono; quando terminai il lavoro che stavo facendo, tornai a essi e lavorai per alcune ore con un vocabolario, partendo dalla parola APXH, “causa”, 709, per trovare qualche frase pari a 718 che negasse la Causa. Trovai AZA, 9, una parola che significa “aridità”, ma più particolarmente lo sporco o la muffa su un oggetto in disuso. APXH AZA è, perciò, un’espressione precisa della dottrina esposta nella nostra Legge sul “Poiché”.
Fin qui, molto bene; ma questo non è in alcun senso il nome della Stele.
Lavorai ancora e trovai CQIZA, 718, “Ieri” al quale mi potrei aggrappare come a un fuscello se io fossi affondato alla terza volta; ma stavo nuotando abbastanza fortemente.
Trovai XAIPE AA718, “Salute all’AA. Riconobbi con garbo l’augurio al Nostro Santo Ordine, ma proseguii nella mia ricerca.
Non c’è un termine quale ACRISTA,3 “questioni non cristiane”; solo il cieco bigottismo potrebbe essere soddisfatto con un’invenzione tanto brutale.
Poi venne CARAGH, 713, un “carattere inciso”. Questo era un vero nome per la Stèle; se vi avessi posto come suffisso AD, 5, si sarebbe potuto leggere “Il Segno di Hadit”. Ma non sentii dentro di me quel fremito d’estasi che balza nel cuore o quell’alba di stupore che infiamma la mente, quando la pura semplicità della verità prende forma. C’è un definito fenomeno psicologico che accompagna ogni scoperta importante. Per qualcuno è come il Primo Amore, a Prima Vista; per qualcun altro è come il riconoscere una Legge della Natura. Questo fatto infiamma con l’Amore per l’Universo ed esso spiega tutti i suoi enigmi in un lampo; e ciò dona una convinzione interiore che nulla può scuotere, una certezza vivente completamente oltre il proprio consenso razionale, in ogni fatto nuovamente acquisito.
Questo mi piacque; sapevo che dovevo cercare ancora. La verità espressa da Aiwaz è nascosta con arte tanto raffinata che è sempre semplice estorcere con la tortura un significato più o meno plausibile. Tuttavia tutti questi movimenti a tentoni appresi e ingegnosi rivelano la loro impotenza; la Giusta Chiave apre la serratura in un secondo, in modo tanto semplice e dolce da rendere ridicolo il dubitare che quella serratura sia stata costruita da un maestro fabbro per rispondere a quella chiave e a nessun’altra.
Il lettore avrà notato che tutte le corrispondenze veramente importanti in questo Libro sono così semplici che un bambino potrebbe capirle. Ci sono anche i miei escavatori scolastici, cigolanti e rumorosi, nessuno dei quali è realmente illuminante o anche solo convincente. Per giunta, la vera soluzione è pressoché sempre confermata da altre parti del testo o da eventi successivi alla stesura del Libro.
Continuai a lavorare: mi chiesi per la millesima volta che cosa la Stèle avrebbe potuto esigere con esattezza letterale come “suo nome”. Scarabocchiai la parola STHLH e ne calcolai il valore. Il risultato è 546, quando ST vale 500; oppure 52, quando ST è 6, un utilizzo frequente, come in STAUROS, il cui numero è così 777.
Abbastanza pigramente, la mia stanca penna sottrasse 52 da 718. Balzai in piedi come un Mago che continua ad invocare invano Satana fino a quando la lampada della fede non inizia a scoppiettare e il manto della speranza si fa logoro; così brancola appoggiandosi pesantemente sul sostegno dell’amore, ammiccando e oziando a lungo ó e improvvisamente Lo vede!
Feci nuovamente la somma, stavolta con la penna simile ad una pantera. Troppo bello per essere vero! Sommai i miei numeri; sì, 718 senza dubbio. Controllai il valore della Stèle; 52, e nessun errore. Solo allora mi lasciai andare alla tempesta di delizia e meraviglia che emergeva veloce dalla Mano di Colui che è sul trono nell’Abisso del mio Essere; e scrissi nel mio Diario Magico il Trionfo per il quale avevo combattuto per più di diciassette anni.
718
STHLH 666
Non poteva essere trovato un nome più adatto, questo era certo…
E allora venne un lampo per confermarmelo, per dissipare l’ultima nube di critica; l’effettivo nome della Stèle, il suo nome ordinario, il solo nome che ebbe mai finché non fu chiamata “la Stèle della Rivelazione” nello stesso Libro della Legge. Il “suo nome” nel Catalogo del Boulak Museum era proprio questo: “Stèle 666″.
Mi sono dilungato nel descrivere questa scoperta perché desidero sottolineare la sua importanza.
La maggior parte dei numeri e delle parole apertamente menzionati nel Libro della Legge che nascondono Materie Segrete furono già all’epoca pervasi di una certa importanza per me. Si potrebbe asserire che qualche inconscia cooperazione della mia mente sia stata il fattore determinante nella scelta di questi numeri, le loro successive interconnessioni e così via, illustrate dall’ingenuità del commentatore e dalla conferma di fatti indipendenti per coincidenza.
Similmente, i numeri nascosti come 3,141593 ó 3954 ó 31 ó 93 possono essere ascritti ai commentatori e negati all’intenzionalità del testo; almeno, ciò può essere fatto da quella classe di Farisei che esitano di fronte alla Farfalla dell’Anima, preferendo inghiottire un ippopotamo se esso è infangato in modo abbastanza profondo con la miasmatica mota della palude del materialismo.
Ma 718 è espresso apertamente; la sua natura è descritta sufficientemente e senza ambiguità; ed esso non significò nulla per nessuno al mondo, né allora né per diciassette anni dopo.
E ora il significato cade così a proposito, così naturale, così autogiustificato, in modo così evidente l’unico valore della “x” dell’equazione, che è impossibile cavillare.
La legge delle probabilità esclude tutte le teorie tranne una. La semplice Verità è quella che io ho sempre sostenuto.
C’è un Essere chiamato Aiwaz, un’intelligenza disincarnata, che scrisse questo Libro della Legge, usando le mie orecchie e la mia mano. La sua mente è certamente superiore alla mia in conoscenza e potere, perché Egli mi ha dominato e istruito fin da allora.
Ma a parte ciò, la prova di un’intelligenza disincarnata, anche dell’ordine più basso, non è mai stata fornita in precedenza. E la mancanza di tale prova è la pecca in tutte le religioni del passato; l’uomo non poteva essere certo dell’esistenza di “Dio”, perché sebbene egli conoscesse molti poteri indipendenti dal muscolo, non conosceva alcuna coscienza indipendente dal nervo.
NOTE:
1) Forse Crowley si riveriva a Matteo 24:15 o Marco 13:14, poiché questo riferimento non è presente in Giovanni; si veda anche Daniele 8:13, 11:31 e 12:11.
2) La cronologia moderna fa risalire la Stèle della Rivelazione all XXV Dinastia.
3) Nella qabalah greca il dittongo ST ha valore 6.
4) E’ il computo qabalistico di “Liber Legis” nella traslitterazione in greco dal latino, Liber LegiV, e altro ancora. Si consulti “L’Equinozio degli Dei” Cap. 7, par. 3.
- Parafrasi delle Iscrizioni contenute sulla faccia principale della Stèle della Rivelazione -
Lassù, l’azzurro ingemmato è
Lo splendore nudo di Nuit;
Ella s’incurva in estasi per baciare
Gli ardori segreti di Hadit.
Il globo alato, il blu stellato,
Sono miei, O Ankh-af-na-Khonsu!
Io sono il Signore di Tebe, e io
L’ispirato annunziatore di Mentu;
Per me si dirada il velato cielo,
Il da sè-ucciso Ankh-af-na-Khonsu
Le parole del quale sono verità. Io invoco, io saluto
La tua presenza, O Ra-Hoor-Khuit!
Unità suprema dimostrata!
Io adoro la potenza del Tuo respiro,
Dio supremo e terribile,
Che fai gli dei e la morte
Tremare davanti a Te -
Io, io ti adoro!
Appari sul trono di Ra!
Apri le vie del Khu!
Rischiara le vie del Ka!
Le vie della Khabs scorrono
Per agitarmi o placarmi!
Aum! Che ciò mi sazi!
La luce è mia; i suoi raggi mi consumano:
Io ho fatto una porta segreta
Nella Casa di Ra e Tum,
Di Khephra e di Ahathoor.
Io sono il tuo Tebano, O Mentu,
Il profeta Ankh-af-na-Khonsu!
Con Bes-na-Maut io batto il mio petto;
Con la saggia Ta-Nech io intesso le mie formule.
Mostra il tuo splendore-stellato, O Nuit!
Ordinami di dimorare nella tua Casa,
O serpente alato di luce, Hadit!
Rimani con me, Ra-Hoor-Khuit!
——————————————————————————–
Parafrasi delle Iscrizioni contenute sul retro della
Stèle della Rivelazione
Dice il fratello di Mentu, colui che racconta il vero,
Che fu maestro di Tebe fin dalla sua nascita:
O mio cuore, cuore di mia madre!
O cuore che ebbi sulla terra!
Non ergerti contro di me come testimone!
Non opporti a me, giudice, nella mia inchiesta!
Non accusarmi ora di incapacità
Davanti al Grande Dio, il terribile Dio dell’Ovest!
Perché allacciai l’una all’altro
Con un incantesimo, quale loro mistica cintura,
La terra e il meraviglioso Ovest,
Quando prosperai, o terra, sul tuo seno!
Il defunto uomo Ankh-f-n-Khonsu
Dice con la sua voce di verità e di calma:
O tu che hai un solo braccio!
O tu che risplendi nella luna!
Io ti tesso nella rotante formula magica;
Io ti attiro con l’ondosa melodia.
Il defunto uomo Ankh-f-n-Khonsu
Si è separato dalle oscure moltitudini,
Si è unito agli abitatori della luce,
Aprendo il Duant, la dimora delle stelle,
Avendo ricevuto le sue Chiavi.
Il defunto uomo Ankh-f-n-Khonsu
Ha fatto il suo passaggio nella notte,
Per fare il suo piacere sulla terra
Tra i vivi.
Popularity: 2% [?]

Il Culto di Ma-Ion venne fondato da Charles Robert John Stansfeld Jones (1886-1950) il cui nome magico era Frater Achad, un membro dell’O.T.O. che trascorse parte della sua vita a contatto di Edward Alexander Crowley. Stansfeld Jones intraprese il proprio cammino magico anche con i nomi di “V.I.O.O.I.V.!-Unus In Omnibus Omnibus In Unus. ,Tantalus Leucocefalus e Parzival. Kenneth Grant sostiene che le loro strade si divisero negli anni Venti. Stansfeld Jones è considerato il “figlio magico” di Crowley, l’avvento del quale era stato preannunciato nel Liber Vel Al Legis (che chiameremo per comodità AL) prima che i due si incontrassero. Crowley parla di Achad nelle sue “Confessions“. Egli affermò che nel 2 aprile 1948, cioè 2 anni prima la sua morte, fosse iniziato l’Eone di Ma, Ma-Ion o Maat.
L’unità di misura di tempo “eone”, in occultismo, indica un ciclo evolutivo nel cammino spirituale dell’umanità.Questi scoprì che in AL il numero chiave è 31 poiché, se applicato al sistema di numeri espresso nel testo si rivela la chiave di lettura e risoluzione di molte parti. Tre volte 31 da 93, il numero di Agapè / Thelema e sempre non casualmente il numero associato ad una dottrina magica: la “Current 93″. Questo è anche il numero dell’entità Set-Aiwaz cioè Satana, un concetto molto complesso che verrà ripreso più avanti.
Frater Achad, dopo essere entrato, nel Dicembre 1909, con il grado di 1=10(”Probationer”) nell’ Ordo Templi Orientis, ed aver condotto nel 1917 esperimenti per contattare gli Spiriti con la tavoletta dello Ouija (strumento comune fra gli spiritisti consistente in una plancia con disegnate lettere ed una speie di vettore a forma di goccia.) vibrò nel 1926 la Parola corrispondente a 93, compiendo la funzione primaria di un mago.
Il termine è qui inteso come colui che, nel sistema dell’Argenteum Astrum, raggiunge il grado di “Magus”- cioè “chi è in grado di pronunciare la Parola o insegnamento che inauguri un nuovo Eone”. Achad pronunciò “ALLALA”, tre volte AL, quindi una parola che ha espressione numerica nel 93. Il significato è “Dio [è] Non No”.
Nel suo libro “Q.B.L. - The Reception of the Bride”(New York, Samuel Weiser,1969), Stansfeld Jones profetizza l’avvento dell Eone di Ma-Ion il 2 aprile 1948, per la preisione alle 13 e 11…
In disaccordo con Crowley-Therion affermò che la Bestia di cui parlano i testi magici non è il Leone con cui quest’ultimo si identificava ma la scimmia, e nel particolare la Scimmia di Kaf, il cinocefalo o primate dalla testa di cane laddove il cane è, per Achad, il “veicolo + elevato e prediletto”. Analizzando la sua recensione del libro di R.M.Bucke “Cosmic Consciousness” (Dutton 1947) si riscontra la centrale importanza che attribuiva a quell’animale da lui considerato il fattore di sviluppo di facoltà complesse addirittura nel corpo dell’uomo. L’affermazione muove da uno studio di un diagramma di Bucke che illustra determinate facoltà in fasi pre-umane di coscienza.
Disse inoltre che il logos-bestiale discese in epoche remote nella carne di un animale incapace di parlare:
“Il Potere di pronunciare Una Parola costò una dura battaglia ma quando arrivò, il Vero Uomo visse sulla Terra ed ora il Contatto è perso o è divenuto un castigo.”
Parlò anche di etere astro-erotico e di come la scimmia antropoide, preoccupata per lo sviluppo in lei di un organo che non aveva mai visto, l’imene, si sedette sulla Bestia e ricevette il logos-bestiale.
Nel culto di Ma-Ion viene interpretato il verso “La manifestazione di Nuit è alla fine” come un gioco d parole che indica la parte iniziale e quella finale di “Manifestation” cioè appunto Ma-Ion, mentre la parola “Aeon” viene presa nella sua variante “Ion” laddove questo termine indica anche la particella elettrica.
Si osservò come in Al ricorresse la parola “secret” e la si fuse con “ion” ottenendo “secretion”, ritenuta da Achad la Parola del Nuovo Eone. Si ricordi come negli antichi culti orientali ebbe un ruolo fondamentale il mestruo, la secrezione del corpo femminile e come proprio il sangue fosse l’agente di Kali e l’elemento di creazione e dissoluzione dei corpi materiali.
“Ion” è inoltre uno dei nomi di Hermes da cui “domini ermetici” e “magia ermetica”.
Achad, spiegando lo “ione” in relazione alla fisica dichiara che nonostante l’atomicità dell’era moderna abbia consentito la divisione della particella elettrica, in Al si legge:
“Il segno sarà la mia estasi, la cosienza della continuità dell’esistenza, il fatto non-frammentario, non-atomico della mia non molestabilità”.
In base a questa interpretazione o teoria la verginità dell’Etere rimarrebbe intatta.
E’ difficile penetrare i livelli più profondi del caso di ossessione magica che riguardano Achad se si prescinde da un’analisi del complesso rapporto con il “Padre magico” Crowley.
Si sacrificò per lui quando questi, raggiunto il grado che nella gerarchìa dell’Argenteum Astrum coincide con 8=2 (grado equivalente all’ottava Sephirah dell’Albero della Vita, Binah cioè il “Magister Templi”) necessitò di un chela vale a dire letteralmente qualcuno preparato a riempire il vuoto che avrebbe lasciato dietro di lui arrivando al grado 9=2 (Chokmah, Magus).
Achad riempì appunto il vuoto ma dovette affrontare l’Abisso -la dimensione che separa le tre Sephirah supernali Binah, Chokmah e Kether dalle rimanenti- per 29 anni, un intero ciclo di Saturno.
A prescindere da questo episodio, odiava AL e Therion, il suo “scrittore” nonostante questi lo avessero nominato “il Bambino”.
Coltivò la manìa di invertire tutto, perfino i Sentieri dell’Albero della Vita, schema sul quale , come sopra riportato, si intessono i gradi della gerarchìa dell’Argenteum Astrum; una delle società segrete di cui Therion fece parte.
L’”empia” inversione viene esposta nei suoi due libri “Q.B.L.” e “The Anatomy of the Body o God”e viene condotta nella convinzione che la tradizionale disposizione dei Sentieri fosse stata resa obsoleta dall’avvento del nuovo Eone di Ma-Ion.
Invertì anche l’espressione cabalistica (l’alfabeto ebraico è legato al sistema della Temurah che consente di permutare sillabe in cifre e viceversa) di “Achad”, il suo stesso nome magico, rovesciando il 13 in 31.
Sempre Grant fa notare che la somma dei numeri inclusivi compresi fra 13 e 31 a 418: il numero della Grande Opera.
In seguito il “figlio magico di Crowley” incorporò nel suo culto elementi del culto del Padre come Hadit e Nuit, intesi come Figlio (Sole) e Figlia (Oscurità). Nell’ Eone di Ma essi corrono in parallelo.
Scoprì il Nome del Dio e la Chiave di Tutto e la Sua formula è “Manifestazione”. Quest’ultima verrebbe “attraverso i mezzi della figlia” ma congiunta con la Parola dello Ion - Alalus - Cinocefalo laddove Alalus, termine che condivide la radice etimologica di “alalia” cioè “incapacità di parlare”, indicherebbe la prima scimmia antropoide.
Tuttavia l’elemento fondante del culto, la Parola che contiene una vera formula magica sarebbe ,in base alle considerazioni di Stansfeld-Jones, “secretion” in quanto posta realmente alla fine, cioè “nella coda della dea” come ultimo “kala”, quindi ultimo “tempo” della manifestazione.
“Secretion” ha come equivalente cabalistico 365: il numero di un intero ciclo di “manifestation”. Non casualmente i “5 giorni” sono il meccanismo di manifestazione della Dea, 365 rappresenta una evoluzione del Cerchio del Tempo, 360 dello Spazio.
Achad affermò che l’Eone di Horus era un “eone segreto”, una transizione verso l’eone di Ma.
In ebraico, “segreto” è “sod”. Ye- “sod” è il nome del culto celebrato appunto dagli Yezidi nel Santuario della Sfera della Luna in nome di Aiwaz-Set.
Quest’ultimo a sua volta non è che uno dei nomi di Al-Shadai, paradossalmente quella forza in cui Achad vedeva un nemico.
Parlò di bizzarri fenomeni atmosferici che ricordavano quelli descritti da H.P.Lovecraft e Charles Fort e che si sarebbero verificati vicino il suo luogo di residenza, nella zona di Chilliwack. Attribuì il fatto alla:
“Potere di Al-Shadai di permettere alla Natura di manifestare prove inconfutabili della sua esistenza”.
Definì inoltre i seguaci di questa entità il “Nero branco magico che va estirpato”.
Esso è Set ed il suo culto è materno o comunque femminile essendo associato a Iside. La Donna è una elemento centrale anche del Zos Kia elaborato da Spare, nonchè l’essere il cui organismo contiene i kala, cioè i siti del Bindu. “Eva” è il nome della “prima donna” ma è anche un modo particolare di disporre le lettere del Tetragrammaton: “I-H-V-H” può essere convertito in “H-I-V-H” cioè appunto “Eva”, “ChIVA” o “Shiva”, il dio fallico Hindu. Essa è la Bestia 666.
Ma se il Quadruplice nome può essere il nome della Bestia, il suo significato principale è la descrizione del procedimento che porta da Iside”I” alla “Nuova Iside “, “H”.
“I-H-V-H” è “Iod-He-Vau-He”: il cammino che vede Isis morire divenedo Osiris in Amenta, il quale si sdoppia in Horus e si manifesta nuovamente nella carne trasformandosi in “Nuova Iside”.
Grant afferma:
“L’emergere dell’Eone di Horus da quello di Osiride può essere paragonato alla formula Egizia del Periemhru (letteralmente “Colui che avanza oggi”.) Horus è il figlio Coronato e Conquistatore di Osiride. Contiene Hoor-Paar-Kraat e Ra-Hoor-Khuit. Il primo principio si estende all’infinito nel passato ignoto, il secondo in un futuro ugualmente ignoto…”
G.M.
2-09-07
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO:
E.A.Crowley
“Confessions”
C.R.J. Stansfeld Jones
“Q.B.L.: The Reception of the Bride”(New York, Samuel Weiser, 1969)
“The Anatomy of the Body of God”
R.M. Bucke
“Cosmic Consciousness”(Dutton,1947)
Kenneth Grant
“I Culti dell’Ombra”(Astrolabio, Roma)
“Aleister Crowley e il Dio Occulto”(Astrolabio, Roma)
Popularity: 2% [?]
La scorsa settimana a Londra un ragazzo di sedici anni è stato ucciso in un attacco di gruppo con una mazza da baseball. Erano tutti coetanei, se verranno confermati gli arresti dei presunti responsabili, quattro ragazzi e una ragazza tra i diciassette e i ventidue anni. Siamo a metà anno e Shakilus Townsend è la diciottesima giovanissima vittima di un’aggressione mortale dall’inizio del 2008 nella sola area londinese. Lo scorso anno in questo periodo l’Inghilterra era stata scossa dall’omicidio altrettanto insensato dell’undicenne Rhys Jones, ragazzino dalla faccia solare e dalla famiglia perbene, che mentre camminava verso casa aveva avuto la sfortuna di trovarsi sulla traiettoria di uno scontro tra bande, e di essere ucciso da un proiettile sparato da qualcuno poco più grande di lui. E questo non in un quartiere disagiato, bensì in un ordinato sobborgo di gente tranquilla che lavorava. Triste coincidenza, era anche lui il diciottesimo giovane ad essere ucciso, con un’arma da fuoco o con un coltello. La faccia serena e fiduciosa del ragazzino modello, che stava preparando lo zaino per tornare a scuola e che tifava per l’Everton, per mesi era stata per tutti il santino che ordina di mettere mano alla salute sociale della nazione, allo stesso modo in cui la foto sorridente di Madeleine McCann è stata per oltre un anno l’emblema della lotta alla violenza sui bambini. Ma negli ultimi mesi le vittime sono diventate talmente tante da rendere persino difficile soffermarsi su una o l’altra.
L’inghilterra si trova a fare i conti con un’intera generazione di ragazzi all’incirca fra i sedici e i diciannove anni, in giro per le strade con coltelli e armi d’ogni genere, non impegnati in un’occupazione, un percorso di studi o un apprendistato, e con acronimo ribattezzati neets - not in education, employment or training. Ci sono all’incirca un milione e duecentomila persone fra i sedici e i ventiquattro anni che non producono reddito, non hanno intenzione di produrne, e sono interamente a carico di qualcun altro. Essendo tra l’altro in maggioranza membri delle classi medie britanniche, anzichè provenienti da famiglie di immigrati, come sarebbe naturale prefigurarsi.
Meno di due anni fa era apparso il poderoso studio statistico dal titolo “Breakdown Britain”, opera fortemente voluta da David Cameron. Sir Duncan Smith trovava le ragioni del penoso impoverimento morale della nazione nella proliferazione di nuclei monoparentali e unioni di fatto. Dati alla mano: le convivenze naufragano con una frequenza dieci volte maggiore dei matrimoni, capaci di resistere meglio agli urti dei difficili primi anni con figli piccoli; aumenta costantemente (a oggi il quindici per cento) il numero dei bambini che nascono e crescono senza uno dei genitori, di solito il padre, e al contempo il settanta per cento dei ragazzi responsabili di crimini e violenze vengono da famiglie costituite da un solo adulto. Non solo: i ragazzi che vivono senza un genitore corrono rischi ben maggiori di subire il fascino di alcool e droghe, mentre un campione di duemilacinquecento persone adulte, cresciute in compagnia di un solo adulto di riferimento, già ha vive una vita segnata da fallimenti scolastici, indebitamento o disoccupazione - e quindi di dipendenza dall’assistenza pubblica.
L’irregolarità familiare insomma parrebbe condurre - statisticamente, s’intende - a conseguenze sociali non proprio trascurabili. E non per caso Cameron nel presentare il rapporto si era detto convinto che la misura per fermare il disfacimento della società inglese non potesse essere altro che il completo rovesciamento delle passate politiche laburiste, ovvero l’incoraggiamento delle unioni tradizionali.
La notizia dell’ennesima uccisione per strada di un ragazzino stavolta è stata accompagnata dal tempestivo e subito amplificato commento di Noel Gallagher, leader della band Oasis, il quale in occasione di un premio musicale assegnatoli nella stessa giornata, ha sparato le solite frasi banali sulla violenza. Secondo lui i ragazzi sono ormai abituati a percepirla come una cosa normale, di poco conto, e una connotazione di identità, e sempre a sentir lui, guarda un po’ che novità, il seme della violenza verrebbe dai videogiochi. Il solito Satana utile per tutte le stagioni. Per non far mancare nulla, ha buttato lì anche un po’ di commenti qualunquisti sparsi, tra cui il solito j’accuse per l’era thatcheriana, che avrebbe dato il via a tutto lo sfacelo del paese.
Sarebbe il caso di sciorinare all’ex ragazzaccio del rock (uno che si è dato una calmata negli ultimi tempi, ma che ne ha combinate sempre di cotte e di crude; quindi non proprio il più credibile dei moralisti, anche se una seconda occasione si è lieti di concederla a tutti, e poi fa sempre presa ascoltare le prediche degli attempati guru della trasgressione) qualche dato sui disastrosi anni di politiche sociali di Blair, altro che rispolverare la Thatcher.
Ma volendo per un volta prendere le difese della vituperata industria dei videogames, qualcuno potrebbe dirgli che non sono sempre e solo i videogiochi a fare di un ragazzo normale un criminale, bensì magari anzitutto famiglie disattente e inabili che lasciano che i propri figli assorbano per intere giornate e senza filtri quanto può arrivare da un gioco e dall’esposizione eccessiva alle sue intense sessioni, e perdano un equilibrio già fragile in partenza senza riuscire a esercitare un grammo di spirito critico?
Sono anni e anni che l’industria dei videogiochi, fra le più proficue e solide del settore dell’intrattenimento a livello mondiale (in molte annate capace di superare senza difficoltà i proventi dell’industria cinematografica) è sotto attacco. Facile ovviamente prendersela con molti titoli di enorme successo, come Mafia o il famigerato Grand Theft Auto, tanto per citare i più violenti, assolutamente non adatti ai minori. Chiunque si trovi davanti alle sequenze di GTA in cui ammazzamenti, investimenti d’auto e violenza gratuita regalano punti al giocatore, non può non pensare subito a quali danni possano provocare in una mente plasmabile e impressionabile come quella di un ragazzino. Ma mai uno che si levi a dire che il tipo di humour e di follia su cui si basano hanno come maestri in molti casi il Tarantino di Pulp Fiction, per esempio, a cui però nessuno si è accanito di continuo a rimproverare di essere la rovina delle nuove generazioni per istigazione alla violenza. Cogliendo in pieno il registro, appunto “pulp”, del film.
Il punto è che i videogiochi da soli non possono trasformare un ragazzo equilibrato, cresciuto in una famiglia normale e che abbia saputo trasmettere un minimo di regole di convivenza civile, di buon senso, uno straccio di moralità, in un assassino latente che davanti a un pub una sera di sabato tiri fuori un coltello e se la prenda con un ragazzino che gli ha dato dello scemo o ha guardato la sua ragazza. Per girare armati per le strade, avere la capacità di uccidere qualcuno senza pensarci un attimo e pensare che tutto questo sia un gioco, la tua vita deve già essere un bel casino, altro che videogiochi.
loccidente.it
Popularity: 2% [?]
Qualche tempo fa, ricercando il termine “Bambini di Satana” su Google
ci imbattemmo in un articolo abbastanza pretenzioso nei nostri confronti
scoppiazzato da una recensione di Massimo Introvigne più qualche
considerazione personale (ovviamente forcaiola per dargli quel pizzico di spessore),
firmato a nome di “Donatella Papi”, una giornalista cattolica famosa alle cronache
come censuratrice e per il catto-vaneggiare nei suoi articoli.
In quell’occasione fummo abbastanza morbidi considerando le molteplici cause
(fra cui una evidente esaltazione religiosa, quasi maniacale) che potrebbero avere indotto la Papi a scrivere un simile obbrobrio.
Il suo sito si propone come “il primo quotidiano Italiano dei cittadini”
o se preferite “il giornale che scrivi TU, come DIO comanda!”, intriso di articoli riguardanti
Ratzinger, messaggi estratti dalla Bibbia, (e da bravi chiesaroni) un banner dal titolo “comunicare S.Francesco” raffigurante un “frate” mentre abbraccia un lupo assai perplesso…
In data di oggi, comincialitalia.net è difficilmente accessibile, e risulta essere (probabilmente all’insaputa della Papi) listato fra
i siti sospetti che in qualche modo possono recare seri danni al tuo PC.
In una pagina diagnostica fornita da Google, risulterebbe che su 181 pagine del portale, 24 contenevano software malevolo il quale si auto-installava sul proprio PC senza il consenso dell’utente.
Il software malevolo (Badware) consisteva in 29 exploit ospitati su server esterni, e per 90 giorni il portale è stato l’intermediario dell’infezione che ha colpito gabbly.com e il sito degli avvocati Italiani [sic!].
Tutt’ora comincialitalia.net è segnalato come sito web malevolo da StopBadware.org.
Questo indica oltre al discutibile giornalismo della Papi, anche una non curanza sull’aspetto tecnico del proprio sito.
Andrea Pasciuta
Popularity: 2% [?]
« Pagina precedente — Pagina successiva »