Stuprano e uccidono un Trans: arrestati
6 Agosto 2008
Sono accusati di sequestro, violenza sessuale di gruppo, omicidio e occultamento di cadavere un giovane italiano sui 20 anni e un minorenne nordafricano, fermati dalla Squadra Mobile di Milano. La vittima è un transessuale che giorni fa sarebbe stato caricato dai due giovani su un’auto, in via Novara. Il cadavere del trans, in evidente stato di decomposizione, è stato rinvenuto - su indicazione dei fermati - lungo la tangenziale Ovest di Milano.
Vittima della follia omicida è Gustavo Brandau, transessuale brasiliano 30enne clandestino in Italia. I fatti risalgono a domenica 29 luglio. In base a una prima ricostruzione della tragedia, i due giovani hanno rubato un’auto e si sono diretti in via Novara, zona frequentata da viados, dove hanno abbordato due brasiliani chiedendo una prestazione sessuale gratuita.
Al rifiuto dei due travestiti nasce una lite: uno dei brasiliani fugge, mentre Brandau viene bloccato, picchiato e costretto a salire sull’auto. I due giovani iniziano ad accoltellarlo
e poi si allontanano con la vittima in auto. In un secondo momento abusano sessualmente del 30enne e poi lo massacrano a calci e pugni.
Il brasiliano viene abbandonato sulla tangenziale in direzione sud al chilometro 9, vicino ad un’area di servizio, ancora vivo. Secondo la polizia i due giovani potrebbero aver agito sotto l’effetto di droga.
Francesco Messina, capo della squadra mobile di Milano, lo ha definito “un delitto efferato, drammatico sia per la vittima che per gli autori. Una violenza inaudita e gratuita”. I due giovani sono stati accusati di sequestro di persona, rapina, violenza sessuale di gruppo e omicidio.
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Francia, Omicidio Valentin, Barboni Arrestati non Confessano
5 Agosto 2008
Parigi, 4 ago. (Ap) - I due barboni arrestati ieri nell’inchiesta sulla morte del piccolo Valentin sono stati nuovamente ascoltati dagli inquirenti. Il ministro della Giustizia francese, Rachida Dati, ha confermato che il dna dell’uomo indicato come il principale sospetto corrisponde a quello trovato sul luogo dell’omicidio. Alla sua compagna potrebbe essere contestato soltanto il reato di omessa denuncia.
Stephane Moitoiret, 39 anni, e la sua compagna Noella Hego, 48, arrestati ieri ad Ardeche, non hanno ammesso la loro colpevolezza: lo ha spiegato il procuratore della repubblica di Bourg-en-Bresse, Jean-Paul Gandoliere, durante una conferenza stampa ad Amberieu-en-Bugey. “Dicono cose molto incoerenti su una missione divina che sarebbero giunti ad assolvere dall’Australia”, ha spiegato, “La donna sembra un po’ più lucida rispetto all’uomo”. La custodia cautelare della coppia si protrarrà fino a martedì alle 14.10, ha chiarito il rappresentante del pubblico ministero. Successivamente Stephane Moitoiret dovrebbe, se le sue condizioni mentali lo consentiranno, essere deferito alla corte. Per ora, lo stato di salute della coppia è stato giudicato compatibile con il regime carcerario.
Rachida Dati, arrivata oggi a Bourg-en-Bresse, ha chiesto al procuratore di aprire un’inchiesta giudiziaria per “l’omicidio di un minore di 15 anni con atti di barbarie”. Il ministro ha confermato “che la traccia di dna trovata sulla tuta del bambino corrisponde a quella della persona arrestata e messa in custodia cautelare”. Dati e il ministro degli Interni, Michele Alliot-Marie, hanno d’altra parte incontrato oggi al municipio di Porcieu in Isere la famiglia del piccolo Valentin. I due ministri, giunti per congratularsi con gli inquirenti, sono arrivati poco dopo mezzogiorno nel municipio del comune dove risiedono i genitori del bambino per un colloquio a porte chiuse di mezzora.
I funerali del bambino si celebreranno domani alle 14 a Hières-sur-Amby (Isere), ad alcuni chilometri da Porcieu, nel comune di origine della famiglia della madre. Più di mille persone sono attese per la cerimonia, secondo la polizia. Il bambino di 11 anni era stato trovato il 29 luglio poco dopo la mezzanotte, ucciso con 44 colpi al torace e alla gola che gli sono stati inferti con un oggetto affilato, ad una trentina di metri della casa dove trascorreva le vacanze nel centro della città di Lagnieu nel dipartimento dell’Ain.
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Omicidio del piccolo Valentin, Arrestate due Persone
3 Agosto 2008
Com’era intuibile dallo svolgimento delle indagini e dai riscontri, gli arresti per l’omicidio del ragazzino di 11 anni erano ormai imminenti.
La polizia ha annunciato pochi minuti fa d’avere proceduto al fermo di una coppia di senza fissa dimora. Un’operazione celere anche grazie alle prove scientifiche del DNA che inchiodano i due alle loro responsabilità, è l’unica nota positiva in una vicenda squallida.
ARRESTI - Il procuratore di Bourg-en-Bresse domenica mattina aveva emesso due mandati di cattura e gli identikit di Stéphane Moitoiret, 39 anni, e della sua compagna Noella Hego, 49. I due sono stati fermati nel pomeriggio nel dipartimento dell’Ardéche. Il procuratore aveva precisato che «l’uomo è il sospettato principale della vicenda». La coppia aveva soggiornato in un locale parrocchiale a pochi chilometri dal luogo dell’omicidio, locale dove sono state trovate tracce di Dna simili a quelle
rinvenute sulla scena del delitto. Un automobilista, sentito sabato dagli inquirenti, aveva detto di aver dato un passaggio ai due che gli avevano detto di essere venuti per operare «azioni di commando nelle gendarmerie francesi e tra i notabili francesi».
MARCIA - Domenica mattina almeno 600 persone hanno partecipato a una marcia silenziosa in memoria del bambino nel piccolo comune di Poercieu-Ambagnieu dove risiedono i genitori di Valentin.
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Francia, Bambino Ucciso con 40 Coltellate
3 Agosto 2008
PARIGI - E’ stato massacrato a coltellate, senza che nessuno abbia visto o sentito. Una quarantina di pugnalate hanno ucciso Valentin, un ragazzino di undici anni, ritrovato morto lunedì sera a Lagnieu, un paese a cinquanta chilometri da Lione, nel dipartimento dell’Ain. Era uscito per fare un giro in bicicletta e non è più tornato. L’autopsia ha dimostrato che il piccolo ha tentato invano di difendersi dal suo aggressore (lo testimoniano le ferite alle braccia e alle mani), ma nessuno ancora è in grado di dire se Valentin conosceva o no il suo assassino.
Ieri pomeriggio, i gendarmi hanno perquisito la casa dei genitori del bambino, che vivevano nel vicino Isère, li hanno interrogati come testimoni, e hanno sequestrato le loro auto. Ma gli inquirenti sperano di far “parlare” soprattutto le tracce di sangue ritrovate nel villaggio: a volte appena visibili, appaiono davanti ad alcuni negozi o sul marciapiedi su un percorso lungo un
chilometro e mezzo.
Secondo il procuratore della Repubblica, le ipotesi sono due: o il ragazzino si è trascinato a piedi fino al luogo in cui è morto o il suo aggressore è rimasto ferito. Le analisi del Dna, attese per oggi, dovranno dare una risposta all’interrogativo e forse un impulso decisivo alle indagini.
Valentin è morto a pochi passi dalla casa del nuovo compagno di sua madre, dove si trovava per passare qualche giorno. I suoi genitori stanno divorziando, ma per il momento niente lascia pensare a un dramma di origine familiare. Secondo gli inquirenti, i genitori del bambino “sono stati interrogati come semplici testimoni, per verificare i loro movimenti. Ma non c’è una pista particolare che li riguardi”. Anche i figli del nuovo compagno della madre sono stati ascoltati per
cercare di ricostruire le ultime ore di Valentin.
Il ragazzino, ritrovato in una pozza di sangue, è stato ucciso in particolare da tre coltellate, di cui una profonda al torace. Nessuno si è accorto di niente. I vicini sono sbalorditi: “Non abbiamo sentito niente, né un cane, né una macchina passare”.
Il corpo di Valentin è stato ritrovato solo perché il compagno della madre, non vedendolo rientrare, si è preoccupato: durante la serata, era andato e venuto dalla casa dei vicini, dove era stato invitato insieme al compagno della madre e ai suoi figli. E in un primo tempo i soccorritori non hanno capito quel che era successo: si era infatti parlato di un incidente stradale o dell’aggressione di un cane, un’ipotesi incredibile visti i risultati dell’autopsia.
I genitori di Valentin sono apparentemente gente senza storie: lui ha 56 anni, è stato a lungo disoccupato e ha ritrovato da poco un posto di lavoro nell’industria nucleare. Lei ha 41 anni e lavora nella grande distribuzione. Per cercare di risolvere il mistero, la magistratura ha mobilitato una cinquantina di gendarmi, di cui quattordici venuti da Lione, e quattro tecnici specializzati nelle ricerche criminali.
la Repubblica
Aggiornamento
FRANCIA: BAMBINO UCCISO, INTERROGATA COPPIA DI SENZA FISSA DIMORA
Lione, 3 ago. - (Adnkronos) - Sono un uomo e una donna senza fissa dimora i sospettati per l’omicidio di Valentin, il bambino di undici anni ucciso con 40 coltellate a Lagnieu, nella parte centrale della Francia. Ricercati, sono stati interrogati oggi dalla polizia Stephane Moitoiret, 39 anni, e la sua compagna, Noella Hego, 49. A incastrare Moitoiret - principale sospettato per l’atroce delitto avvenuto lunedi’ scorso - sarebbero state le tracce di Dna rinvenute sulla “scena del crimine”, si legge sul sito di “Le Figaro”, compatibili con quelle rinvenute in un locale parrocchiale nei pressi di Lagnieu dove vive la coppia. E poi un video di una telecamera di sorveglianza di una banca nei pressi del luogo dove e’ stato ucciso il bambino, che mostra l’uomo allontanarsi in tutta fretta. Intanto, circa 600 persone tutte vestite di bianco, con una rosa bianca in mano, hanno partecipato a una marcia silenziosa in memoria di Valentin nel suo villaggio di Porcieu-Amblagnieu en Ise’re, stringendo al petto foto del bambino con su scritto “Valentin nei nostri cuori per sempre”.
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Novara, no ai Gruppi, al Parco ci si va Massimo in Due
2 Agosto 2008
Comica iniziativa del sindaco di Novara.
Ai cittadini di Novara non è piaciuta l’ordinanza del sindaco, il leghista Massimo Giordano, che vieta di fermarsi in parchi e giardini in più di due persone. Così, per dimostrare tutta la loro
contrarietà, nonostante un nubifragio, in molti sono scesi in piazza venerdì sera per protestare. Il divieto si estende su undici aree verdi della città dalle 23.30 alle 6. “Neanche il duce aveva osato tanto” hanno detto i gruppi consiliari di opposizione.
Oltre a dichiarare fuorilegge gli assembramenti, il primo cittadino ha poi proibito, con un altro provvedimento, il consumo di bevande alcoliche in tutti i giardini attrezzati con aree giochi, 24 ore su 24. Per i contravventori le multe vanno da 25 a 500 euro.
I due provvedimenti hanno subito sollevato la reazione delle opposizioni consiliari: “Neanche il duce aveva osato tanto perché nel Ventennio, con la stessa dicitura di ‘divieto di stazionamento’, il limite per l’adunata sediziosa era fissato in cinque o piu’ persone” ha commentato qualcuno.
Il compito di spiegare lo spirito dell’iniziativa è andato all’assessore Mauro Franzinelli. L’amministratore ha dichiarato di aver così voluto dare una risposta alle “continue segnalazioni di ragazzi che frequentano questi luoghi per scopi poco legali e non mancano atti di maleducazione come bottiglie e lattine abbandonate sul posto. Io stesso ho trovato delle siringhe in giro” ha concluso.
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